Piazza Armerina – I musulmani dei centri di accoglienza festeggiano la fine del Ramadam

Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani debbono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. La fine di questo periodo viene festeggiato con una preghiera comune in un luogo aperto. 


A Piazza Armerina i fedeli del centro di accoglienza di via Garibaldi si sono riuniti in preghiera all’interno della villa Ciancio in via roma e subito dopo al parco Ronza dove hanno insieme consumato un pasto a base di  prodotti tipici pakistani . 


Vi proponiamo alcune foto realizzate da un amico di StartNews che gentilmente le ha messe a nostra disposizione




 



 



 



 


 



 



 



 



 

 

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Riforme, fallisce mediazione di Chiti. Renzi: ”Non ci faremo ricattare”

UPDATE: Matteo Renzi ha commentato la giornata odierna con uno status su facebook: “Gli italiani ci hanno chiesto di cambiare un sistema politico che non funziona più. Noi manteniamo la promessa, senza paura e senza mollare. Stiamo facendo le riforme perché la politica e i politici devono cambiare. E le sceneggiate di oggi dimostrano che alcuni senatori perdono tempo per paura di perdere la poltrona. Noi andiamo avanti e alla fine saranno i cittadini con il referendum a giudicare chi avrà ragione e chi torto. La nostra determinazione è più forte dei loro giochetti. Andiamo avanti pronti a discutere con tutti ma non ci faremo mai ricattare da nessuno”.

 

UPDATE – Bagarre in Aula sul Senato elettivo, sospesa seduta – Scoppia la bagarre a Palazzo Madamo, al momento di votare, per parti separate, l’emendamento di Sel che prevede l’elezione diretta del Senato. Quando il presidente Pietro Grasso ha aperto la votazione, l’opposizione ha cominciato ad inveire: “Non si può, non si può”, le urla dai banchi M5S. Sospesa la seduta.

 

Per tentare di superare l’impasse sul tema riforme, ha provato a scendere in campo Vannino Chiti: ridurre gli emendamenti e “concentrare il confronto attorno a grandi temi”, per votare poi a settembre. Questa la proposta del senatore leader dei “ribelli” Pd. Un modo per sostenere la proposta del premier Matteo Renzi che ieri aveva scritto una lettera a tutti i senatori della maggioranza che sostiene il suo governo. Iniziativa accolta positivamente da parte degli stessi democratici, dal nuovo centrodestra e anche da Forza Italia (che ha comunque espresso la volontà di non toccare i termini dell’accordo tra Renzi e Berlusconi), ma ha provocato una sonora bocciatura di Lega, M5S e Sel che hanno fatto sapere di non avere alcuna intenzione di ritirare gli emendamenti.

 

Sel, M5S e Lega contro mediazione Chiti
Quello di Sinistra Ecologia e Libertà.”non è un ricatto: il ricatto è di chi ci dice ‘smettete di fare opposizione e forse vi concediamo qualcosa’”. Lo ha detto Nicola Fratoianni del partito di Vendola: “Siamo pronti a qualsiasi passo in avanti” sulle riforme, purché “il dibattito riparta da modalità e linguaggio totalmente diversi”. Ma la richiesta di ritirare gli emendamenti “non è ricevibile”. La sua l’ha detta pure Beppe Grillo: “Rimarremo ancora fino a quando sarà possibile cercare di impedire il colpo di Stato con l’eliminazione del Senato elettivo. Dopo, se questi rottamatori della Costituzione non ci lasceranno scelta, ce ne andremo”.

 

Si riprende a votare
A quel punto è stato Pietro Grasso ad intervenire. Il Presidente del Senato ha provato rilanciare: riprendere i lavori dell’assemblea accantonando i primi due articoli, che trattano di composizione, funzione ed elezioni del Senato, e partendo quindi dal numero 3. E in quel caso a dire di no è stato il governo. ”La logica è sequenziale, prima gli articoli 1 e 2″. Lo dice il sottosegretario Luciano Pizzetti ai cronisti a Palazzo Madama. Laconico Grasso: ”I tentativi di mediazione che sono stati vani, io ritengo di avere fatto tutto il possibile, ma devo prendere atto con rammarico che si devono riprendere le votazioni”.

 

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Oggi e domani due importanti avvenimenti a Morgantina in collaborazione con “Teatri di Pietra”

Teatri di pietra è una manifestazione di teatro, danza e musica che, all’attivo di più di 10 anni, si svolge nei teatri e anfiteatri romani d’Italia. Questa estate gli spettacoli si svolgono per la Sicilia centrale solo nel sito archeologico di Morgantina. Questo il calendario per oggi domani.


Alle ore 21.00 di oggi 29 luglio  si potrà assistere alla rappresentazione “Melodia primordiale – Demetra  e Kore” . Domani, sempre con inizio alle ore 21.00 verrà messo in scena “Eneide – Ciascuno patisce la propria ombra”. 


 

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Un anno di formazione professionale

Mercoledì prossimo , 29 luglio, ore 10:00 al Centro formativo Anfe, c.da Gurretta, a Barrafranca, si terrà un convegno di diffusione dei risultati dei progetti Forgio-Fas, Piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità giovani. 

Dopo l’apertura dei lavori, con la relazione del direttore provinciale dell’Anfe, Vincenzo Savarino in programma gli interventi dei docenti, dei tutor e degli allievi dei corsi. Alle 11 sono poi fissati gli interventi degli ospiti partners del progetto e a seguire le conclusione del presidente regionale dell’Anfe, Paolo Genco. 

 

Si tratta di una giornata di confronto per diffondere i risultati ottenuti nel corso dell’ultima annualità dell’Anfe Sicilia ma anche un momento di riflessione sul futuro che si prospetta per il sistema formativo in genere. L’Anfe di Enna, infatti, nell’ultimo anno ha erogato 13342 ore di formazione nei centri formativi di Enna, Nicosia e Barrafranca a 192 allievo che hanno concluso il percorso scolastico con la frequenza di almeno il 70 per cento delle ore totali. Gli ambiti formativi che interessano questi percorsi sono i FORGIO – FAS, i cui destinatari sono giovani inoccupati e disoccupati e soggetti svantaggiati in generee/o a rischio di esclusione sociale in particolare disabili e detenuti.  In quest’ottica i corsi, all'’interno delle case circondariali di Enna e Piazza Armerina, sono l’opportunità per ridurre le carenze culturali dei detenuti ma, sopratutto risorse per favorire e motivare la costruzione di un rinnovato percorso esistenziali, sulla base di scelte consapevoli e rispondenti ai bisogni e alle aspirazioni dei corsisti. 
“ L’Anfe, negli anni impegno, è riuscita a tessere una buona rete con il tessuto imprenditoriale locale – dice il direttore, Vincenzo Savarino – Lo testimoniano i risultati e l’elevato numero delle aziende coinvolte negli stage che concretizzano il percorso formativo dei nostri allievi. L’ intento di questa giornata di comunicazione – conclude Savarino – è quella di far conoscere che esiste la buona formazione professionale in grado di raggiungere ottimi risultati rispondenti ai fabbisogni di un territorio, quale quello di Enna che, seppure in crisi, continua ad offrire buone opportunità di lavoro ai nostri corsisti”. 

 

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Vincenzo Nibali vince il Tour de France 2014

Adesso è davvero finita. Vincenzo Nibali ha vinto il Tour de France 2014. Passerella finale per il campione siciliano sugli Champs Élysées nella 21° tappa della Grand Boucle. Nell’ultimo classico tracciato, praticamente inutile ai fini della classifica, da Evry a Parigi a trionfare come da copione è stato Marcel Kittel della Giant-Shimano che per il secondo anno consecutivo ha conquistato dunque prima e ultima tappa del Tour de France. Sono 4 dunque i successi per lo sprinter tedesco nella 101° edizione della prestigiosa corsa francese. Corsa che si colora di azzurro grazie a Vincenzo Nibali, protagonista di un trionfo storico per l’Italia dello sport.

 

Il trionfo di Nibali al Tour de France 2014
Sedici anni dopo Marco Pantani dunque un altro portacolori italiano trionfa nella prestigiosa corsa a tappe, facendo esultare un Paese intero. E proprio al “pirata” Nibali ha voluto dedicare questa strepitosa vittoria con una promessa particolare fatta alla mamma di Pantani ovvero quella di portarle quella maglia gialla che nell’edizione 2014 del Tour “lo squalo” ha difeso in maniera letteralmente impeccabile. Gli attacchi nei momenti giusti sul pavè e una tattica perfetta che gli ha permesso poi di sfoderare persino una crono quasi perfetta, sebbene non sia mai stata la sua specialità. Ha conquistato la maglia gialla nella seconda tappa e non l’ha lasciata più Nibali che ha dimostrato tutta la sua forza su tutte le salite più dure di questa 101° edizione della Grand Boucle. Gli avversari, oltre ai ritirati Froome e Contador, non hanno potuto nulla contro il piglio del classe ’84 siciliano. E adesso anche il messinese può entrare di diritto nella storia del ciclismo, grazie ai successi nelle tre competizioni a tappe più importanti, Giro, Vuelta e Tour riempiendo di orgoglio un Paese che torna a trionfare in uno degli sport più seguiti.

 

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ASL – Attenti alle ondate di calore

Con l’avvento della stagione estiva anche quest’anno l’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna, diretta dal Commissario Straordinario dott. Giuseppe Termine, dal Direttore Amministrativo dott. Salvatore Messina e dal Direttore Sanitario, dott. Emanuele Cassarà,  si è allertata per affrontare in maniera adeguata e preventiva le problematiche legate alle ondate di calore. 
In particolare il Direttore Sanitario del Distretto di Enna, Antonino Nocilla, ha rilevato che, pur non insistendo nel territorio provinciale aree metropolitane nelle quali gli effetti del caldo risultano essere potenziati da fattori tipici di queste aree (fenomeno dell’ “isola di calore urbana”) tuttavia, in considerazione degli spostamenti della popolazione in aree calde o di villeggiatura, è possibile che alcune fasce di popolazione, come gli anziani, i pazienti affetti da patologie croniche (diabete mellito, obesità, insufficienza renale, malattie respiratorie, cardiopatie, malattie del fegato, neoplasie) e i bambini,  possono andare incontro a problematiche serie correlate all’aumento della temperatura ambientale.

 

“E’ noto che Il caldo – così riferisce Maria Angela Nicolosi, Referente per il Distretto Sanitario di Enna del Programma divulgativo sugli effetti del caldo sulla salute Estate 2014, causa effetti sulla salute in quanto interviene sul sistema di termoregolazione della temperatura corporea.  L’organismo umano è dotato di un complesso sistema di termoregolazione che permette entro certi limiti l’adattamento alle variazioni della temperatura ambientale. Il processo di acclimatazione richiede, tuttavia, un certo periodo di tempo per realizzarsi (da pochi giorni ad alcune settimane). Il colpo di calore e il colpo di sole sono condizioni patologiche che si determinano per l’incapacità del nostro organismo a rispondere in modo adeguato alle variazioni ambientali. Queste sindromi non sono legate necessariamente all’esposizione al sole, potendosi manifestare anche in ambiente chiuso, ma sono provocate da condizioni ambientali di elevata temperatura esterna, ridotta ventilazione e soprattutto elevata umidità relativa, che non consente all’organismo un’adeguata dispersione del calore corporeo attraverso la sudorazione”. 

 

Al tal scopo, nell’ambito dell’integrazione Ospedale-Territorio, l’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’Ospedale “Umberto I” di Enna si è resa disponibile  ad accogliere e assistere, sia in regime ambulatoriale che di ricovero, le esigenze della popolazione derivanti dall’”ondata di calore”. Come spiega Mauro Sapienza, Direttore della Struttura Medica Ospedaliera, “ i sintomi più comuni del colpo di calore sono caratterizzati da alta temperatura corporea (41-43°C) pelle calda e secca al tatto,  vertigini, mal di testa, agitazione, aggressività, allucinazioni che possono precedere la perdita di coscienza. Il respiro è accelerato, il cuore batte disordinatamente e la pupilla appare dilatata. La pressione può abbassarsi a tal punto da portare allo svenimento. Quando ciò si verifica, è necessario trasportare subito la persona in un luogo fresco, ombroso e possibilmente ventilato. La persona va, quindi, sdraiata sulla schiena con le gambe sollevate. Inoltre, è necessario eliminare gli abiti, immergere la persona in acqua fredda (massaggiando la pelle e le estremità) oppure esporre la persona a un ventilatore (strofinando contemporaneamente la pelle con una soluzione salina alcolica ghiacciata) e, il più rapidamente possibile, accompagnare la persona in ospedale. Se, poi, non si ha la possibilità di immergere completamente la persona in acqua fredda può essere utile tamponare più volte il corpo con un asciugamano o un panno imbevuti di acqua fredda allo scopo di far scendere la temperatura. Se possibile, è bene anche mettere una borsa di ghiaccio sulla testa”.

 

 

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L’AIAS- ONLUS Armerina incontra gli onorevoli Venturino e Lantieri

La “Maratona” della solidarietà.    L’AIAS- ONLUS  Armerina incontra il Vice Presidente Vicario On.  Antonio Venturino,  l’On.  Luisa Lantieri e i segretari dei partiti Armerini.


L’incontro avrà luogo Giorno 31 luglio alle 18,00 nei locali della nuova sede Aias in Piazza Senatore Marescalchi, 19.  Questo è il secondo incontro ufficiale che l’aias organizza nella nuova sede.  L’obbiettivo dell’aias resta sempre la comunicazione e la collaborazione su tutti i fronti. I disabili non hanno colore politico e non appartengono a nessuno, sono parte della società che dovrà farsene carico. Nel corso dell’incontro sarà lanciata una nuova iniziativa dell’aias: La “Maratona” della solidarietà.


Il Presidente Lorenzo Naso 

 

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Ue: La Via (Ncd/Ppe), piena collaborazione con Presidenza italiana su ambiente e sanità

Oggi i ministri Galletti e Lorenzin hanno incontrato i deputati della commissione Ambiente dell’Europarlamento, confrontandosi sui temi in agenda per il semestre europeo

Bruxelles, 23 Lug. – “La collaborazione interistituzionale sarà un aspetto importante per lavorare al meglio sui dossier riguardanti le tematiche ambientali e la sanità. In tal senso giudico molto positivamente il confronto di oggi”. Così Giovanni La Via, Presidente della commissione Ambiente dell’Eurocamera, a margine dell’incontro della stessa commissione con i Ministri italiani all’Ambiente e alla Salute, Gianluca Galletti e Beatrice Lorenzin. La Via ha ringraziato i Ministri e tutti i membri della commissione Ambiente “per il dibattito costruttivo ed interessante, che ha consentito di far conoscere reciprocamente le priorità agevolando il lavoro legislativo dei prossimi mesi”.

Gli incontri dei titolari dei dicasteri con le commissioni parlamentari a Bruxelles fanno parte di un tour più ampio previsto nel programma della presidenza italiana dell’UE e che si sta completando in queste settimane. “Il nostro obiettivo –ha proseguito La Via- è quello di iniziare con il lavoro sui dossier aperti e di fare il massimo non soltanto nei prossimi sei mesi di Presidenza italiana, ma guardando anche più a lungo termine”. Inoltre, ha aggiunto “il Ministro Galletti ha ricordato l’importanza di creare occupazione anche attraverso la green economy e riducendo lo spreco di risorse”. Tra le priorità sottolineate dal Ministro, gli obiettivi su clima ed energia fissati per il 2030 e la riforma dell’ETS. 

Per quanto riguarda le tematiche legate alla sanità pubblica, La Via ha affermato che “ la lotta per difendere i diritti dei consumatori, soprattutto quando si tratta di acquisti alimentari, sarà sempre più ferrea, insieme all’attenzione per la salute dei nostri cittadini”. D’altro canto, ha aggiunto l’eurodeputato “lo stesso Ministro Lorenzin durante il suo intervento ha sottolineato la necessità di investire per le politiche sulla salute, che non va considerata come un costo ma piuttosto come un investimento per la società. Nel merito, ho condiviso l’intervento del Ministro sulla necessità di raggiungere un compromesso tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo sul disegno di legge sui dispositivi medici”.

Le prospettive per il futuro, conclude La Via “sono quelle di lavorare proficuamente a partire dalla ripresa dei lavori delle commissioni parlamentari a settembre. Sono convinto che il semestre a guida italiana possa dare un imprinting forte alle scelte che verranno prese in futuro in tema di ambiente e sanità pubblica”.

Presidente della Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare

 

 

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Premiazione degli elaborati dei bambini appartenenti ai GREST di Niscemi e Piazza Armerina

Si è svolta nel caldo pomeriggio di domenica 27 luglio, presso l’Istituto  delle Suore della Sacra Famiglia di Niscemi, la cerimonia di premiazione degli elaborati dei bambini appartenenti ai GREST di Niscemi e Piazza Armerina partecipanti al Concorso “In Pace con il mondo”, organizzato da Legambiente di Piazza Armerina, dal Gruppo Artistico ApARTE e dal Comitato no MUOS di Piazza Armerina.
L’idea di avvicinare i bambini ai contenuti della pace si è trasformata in un grande momento di unione tra due cittadine, Piazza Armerina e Niscemi, e tra i bambini dei GREST che hanno avuto luogo in queste settimane. Promotori il gruppo artistico di Niscemi ApArte con a capo la pittrice Eleonora Pedilarco, l’associazione Legambiente di Piazza Armerina con a capo Paola Di Vita, e gli aderenti del Comitato No MUOS della città dei mosaici.  I GREST aderenti della città dei mosaici  sono stati  il Girasole, l’Oratorio Gruppo 3F della Basilica Cattedrale,  Oratorio Salesiano Don Bosco e Gear Sport Sant’Antonio; a Niscemi i GREST San Francesco e San Giuseppe.

 

Le giurie sono state composte da personalità distintesi in molti campi dell’impegno civile e provenienti dall’intera Sicilia: centinai gli elaborati pervenuti e visionati “… componimenti profondi e sorprendenti nella loro semplicità come solo i bambini sono capaci di ideare”, ha commentato un membro della giuria. La serata è stata allietata dalle musiche e dai canti del Coro della Basilica Cattedrale  Oratorio 3F di Piazza Armerina.   I vincitori del concorso nelle sezioni di arte, poesia e narrativa sono stati  Zagara Giuseppe del GREST  3F della Basilica Cattedrale di Piazza Armerina (disegni), Giorgia Dragotta  GREST  San Francesco Niscemi (racconti), e  Marina Scalia Doris di Niscemi (poesia). Tantissimi i bambini premiati con menzioni di merito. Premi speciali, tra gli altri,  sono stati consegnati ai professori Massimo Zucchetti e  Massimo Corradu per l’impegno profuso in campo scientifico e civile nella battaglia contro il MUOS (Mobyl User Objective Sistem) di Niscemi. Durante l’evento, sono state ricordate le vittime delle guerre nel mondo ed è stata presentata la campagna raccolta farmaci per Gaza da parte delle associazioni e dei comitati di Piazza Armerina e  Niscemi. 

 

 

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Barrafranca – I carabinieri recuperano rame rubato all’Enel

Nel corso della decorsa notte militari del Comando Provinciale di Enna e del Comando di Compagnia di Piazza Armerina e della Stazione di Pietraperzia, unitamente a personale dell’Enel Security, a seguito di mirati controlli operati sul territorio delle campagne di Pietraperzia hanno rinvenuto, nella località Minniti abilmente occultati sotto un pilone della S.S. 640 che collega Pietraperzia a Caltanissetta, dieci matasse di cavi in rame dell’Enel, costituenti quasi l’intero compendio del  furto operato in data 24.07.2014 nella medesima zona che ha portato all’interruzione della corrente elettrica in diverse contrade rurali della cittadina.

 

A seguito del furto di cui sopra sono stati infatti immediatamente potenziati i controlli sul territorio che hanno consentito, durante una vasta battuta effettuata nella zona, di rintracciare i cavi in rame che i ladri non erano riusciti a portare via nell’immediatezza e che erano stati quindi occultati per essere ripresi in un secondo momento. Non si esclude che la presenza di più pattuglie sul territorio abbia fatto desistere i ladri dal tentativo di venire recuperare quanto era stato rubato.Il materiale recuperato è stato trasportato presso la Caserma di Pietraperzia in attesa di essere restituito ai tecnici dell’ Enel che hanno operato in collaborazione con i militari dell’Arma  .

Le indagini proseguono attivamente per identificare i componenti della banda che ha operato il grave fatto. 

 

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Pergusa: la storia di un sogno

Quello che vi raccontiamo è la storia di un sogno, il sogno di Pergusa, sulle rive del lago del mito di Proserpina, che sarebbe potuta diventare il fiore all’’occhiello della provincia di Enna. 
Pergusa è un ridente paesino, immerso nel verde, ai piedi di Enna, E’ conosciuto in tutto il mondo per il suo autodromo che è situato, proprio come quello di Monza, all’’interno di una meravigliosa Riserva Naturale Speciale, ricca di fauna e di flora. L’autodromo è in piena attività, e questo è il sogno, la gente arriva da posti lontani per gareggiare su questo importante anello ennese….. Gare di motori, con il gran premio delle “Super bike”, auto di Formula 1 con il “Gran Premio del Mediterraneo”. E di questo successo dobbiamo ringraziare tutta la gente che all’’autodromo ci lavora, dal presidente all’’ultimo degli impiegati che si impegnano per portare tanto turismo e rendono grande questo piccolo paese. Grazie signori, grazie del vostro impegno, e dei vostri sacrifici.
Tornando all’Autodromo, non abbiamo ancora detto che circonda un importante lago di origine tettonica.
L’acqua e limpida e azzurra e ogni tanto, per uno stravagante fenomeno naturale, si tinge di rosso, rendendo questo bacino particolare e bellissimo.
In questo grande specchio d’acqua, il sogno continua, si fanno gare di motoscafo, sci nautico e altri sport da lago… In una parte della riva ci sono poltrone e sdraio, ombrelloni e cabine dove la gente si prapara per fare lunghe nuotate e si distende a prendere il sole. Le sue rive sono sempre tenute pulite, così che l’acqua sciaborda tranquillamente sotto gli occhi incantati degli innumerevoli turisti che, estasiati, ammirano la fontana luminosa situata al centro del lago per poi visitare la famosa “grotta di Proserpina”, sempre in ordine e valorizzata  e che ricorda il ratto di Proseprina, rapita dal dio Nettuno. 

 

Spesso, nel corso dell’anno, ci sono concerti di famosi cantanti e la gente viene da ogni parte per assistervi portando lavoro e vita in questo villaggio. Nelle calde giornate estive la gente arriva per  ristorarsi e cercare un po’ di fresco nella folta pineta pergusina. 
In questi giorni scorsi il paese è stato ancora più vivo, perché dal 5 al 13 luglio, tutte le sere ci sono state attrattive ed eventi, cantanti, quelli di Amici, e discoteca sotto le stelle. Tutto questo benessere, divertimento e lavoro lo dobbiamo alle amministrazioni che negli anni di sono succedute al Comune e alla Provincia di Enna. 
Ma scusate se tutto quello che vi abbiamo raccontato non esiste. Tutto quello di cui abbiamo scritto non è vero. E’ solo un sogno, un ricordo dei bei tempi che furono. Cosa resta allora agli ennesi? L’illusione, la speranza, che qualcuno riporti Pergusa agli antichi splendori. Ma si sa che “chi di speranza visse, disperato muore”…
Purtroppo Pergusa è un fiore appassito, che a nessuno interessa coltivare e piano piano viene lasciato morire.
Grazie politici di ogni colore.
Grazie di tutto il benessere che negate a Pergusa che potrebbe essere, se solo amministrata meglio, la ricchezza di Enna.

Comitato “Una voce per tutti i pergusini”

 

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L’Alga Rossa nella diga di Pozzallo

Regalbuto. La diga Pozzillo da qualche tempo è afflitta dal delicato problema dell’ “alga rossa” detta anche “alga tossica”, dal nome scientifico “ Planktothrix rubescens”. Essa è in grado di produrre potenti epatotossine riguardanti l’attivazione di oncogeni che innescano tumori epatici, gastrointestinali ed epiteliali. La pianta contamina l’acqua ed ha effetti tossici sulle piante irrigate, sui bagnanti che la ingeriscono indirettamente, sugli animali che si abbeverano all’acqua contaminata. Gli effetti meno gravi rispetto ai tumori già citati sono ulcere in bocca, febbre , vomito, diarrea , irritazioni agli occhi e orecchie e rash cutaneo. Questi ultimi effetti si registrano per i bagnanti esposti per più di un’ora alle acque interessate. Il Consorzio di bonifica di Enna nella persona del direttore Gaetano Punzi, sta lavorando in sinergia con il sindaco di Regalbuto Francesco Bivona per trovare una soluzione per monitorare il Lago  sia dal punto di vista del problema dell’alga rossa che determina danni alla salute umana e sia per quanto riguarda la stagione irrigua.

 

Quest’ultima – afferma Punzi – non è stata compromessa quest’anno.  Il Consorzio sta cercando di vedere quali possano essere le azioni da espletare per eliminare il problema delle alghe rosse in primis monitorando le acque perché c’è un problema di salute pubblica poiché quando sono nel periodo di massima proliferazione, gennaio e febbraio, anche il vento può portarle in giro”.  Ed aggiunge: “Stiamo cercando di studiare il perché dell’alga rossa. L’acqua ovviamente, viene utilizzata dagli agricoltori anche in zootecnia e ciò può creare problemi ai feti e fino a quando  c’è l’alga rossa l’acqua non può essere sversata nel fiume Salso”. Altro problema nella Diga Pozzillo è legato allo scarico di fondo. La diga che è stata realizzata da circa 60 anni ha lo scarico  otturato. Lo scarico di fondo è una specie di imbuto, una valvola di sicurezza, se così si può chiamare che permette di scaricare acqua se si verifica una situazione di piena. “Il preventivo di spesa – riprende Punzi – è di circa 40 milioni di euro per eliminare  30 milioni di mc di fango dallo scarico di fondo. Il sindaco Bivona ha visto a Roma il vice ministro Riccardo Nencini e ha avuto rassicurazioni sull’ottenimento del finanziamento. Si è anche rivolto all’assessore regionale  all’agricoltura Ezechia reale  che ha dato anche la sua disponibilità. Si sta cercando  in questa vicenda di coinvolgere il nuovo commissario dei Consorzi della Sicilia Orientale che è Francesco Petralia” Il Consorzio Orientale, va ricordato, è già costituito, e comprende  sei consorzi: Enna, Ragusa, Siracusa, Catania, Messina e Caltagirone.
Mario Antonio Pagaria

 

 

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Matteo Renzi: “Io vado avanti, non mollo, le riforme le facciamo”

Chiaro e determinato: è apparso così il premier Matteo Renzi durante un’intervista rilasciata ad Alan Friedman e trasmessa su La 7 nell’ultima puntata del programma “Ammazziamo il Gattopardo”. Un’intervista che arriva nel corso di una difficile giornata politica che ha visto le opposizione salire al Quirinale per protestare contro il contingentamento dei tempi del dibattito in aula sulle riforme istituzionali. “Non mollo, basta con quelli che dicono no”, ha spiegato il premier. Ha detto di sperare di chiudere entro ferragosto ma se così non fosse “noi, piaccia o non piaccia, le riforme le facciamo”. “Noi siamo contro la dittatura della maggioranza ma siamo anche contro la dittatura della minoranza. Io vado avanti, non mollo”, ha detto ancora Renzi mettendo in guardia le opposizioni. A Friedman ha, infatti, chiesto: “Secondo lei mi faccio impaurire dalla minaccia di Scilipoti?”. Renzi ha parlato anche del voto segreto: a suo dire sarebbe più giusto votare alla luce del sole ma nonostante questo non è preoccupato. “Credo che la maggioranza terrà. E anche se va sotto, poi si va alla Camera e con il voto che non è andato bene al Senato recuperiamo alla Camera”, ha dichiarato.

 

Matteo Renzi, nel corso dell’intervista, ha parlato anche di altri temi oltre a quello delle riforme. A partire dal Jobs Act e al dramma della disoccupazione: “La nostra priorità è il lavoro. Ma le statistiche – ha detto il premier – credo inizieranno a migliorare solo nel 2015”. L’auspicio del premier è quello di farcela col Job Act entro Natale: “Se tra sei mesi, a gennaio, non ci sarà stata la riforma del lavoro avranno avuto ragione i pessimisti”. Sull’ipotesi di voto anticipato, il premier ha spiegato: “Lo hanno detto Orfini, Giachetti e altri. Per me una cosa è dirlo e una cosa è farlo capire. Ci arriviamo, ma capisco che molti dei miei non ne possono più. Io però dico: calma che ci arriviamo” a raggiungere i nostri obiettivi.

 

Al centro del colloquio anche la politica estera: “Tutta l’Europa si sta finalmente spostando sulla posizione egiziana, nel conflitto a Gaza”, ha spiegato Renzi ricordando i suoi colloqui con Netanyahu “con il quale abbiamo discusso della proposta egiziana”, e Al Sisi e osservando che “tutte le istituzioni europee stanno cercando di parlare con la stessa voce“. A proposito del processo di pace in Medio Oriente Renzi ha detto di essere molto preoccupato. Riguardo invece alla crisi in Ucraina e all’ipotesi di nuove e più dure sanzioni nei confronti della Russia, Renzi ha chiarito che la posizione dell’Italia sarà in linea con quella di Gran Bretagna, Germania e Francia.

 

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Sulla A19 la polizia ferma due presunti ladri di rame

La Polizia di Stato arresta due presunti ladri o trafficanti di cavi di rame. E’ accaduto nei pressi dello svincolo dell’A19 “Ponte Cinque Archi” in territorio di Caltanissetta dove una pattuglia della Squadra Mobile di Enna diretta dal vice questore aggiunto, il dott. Giovanni Cuciti bloccava un camion che trasportava materiale ferroso poiché il materiale stesso oltrepassava il margine superiore del cassone. Dopo gli opportuni controlli gli agenti della Mobile riscontravano, occultate sotto alcune lamiere nascoste a loro volta da materiale ferroso, alcune matasse di cavi di rame analoghe a quelle in uso all’Enel per la distribuzione di corrente elettrica. Gli agenti identificavano Giovanni Ambrogio nato a Palermo, classe 87 e Filippo Tutone anch’egli di Palermo, nato nell’85. Entrambi hanno precedenti di Polizia. I due venivano condotti negli Uffici della Mobile unitamente all’automezzo per un controllo più approfondito e dopo un’accurata perquisizione venivano rinvenute 19 matasse di cavi di rame del tipo a treccia da 25 mm, del tipo e della foggia di quelle in uso all’Enel per le infrastrutture di trasporto di energia elettrica a medio voltaggio. Sulla base di tali accertamenti , la Polizia di Stato, dopo aver sequestrato il rame e il mezzo utilizzato per il trasporto, procedeva all’arresto di Ambrogio e Tutone e, poiché l’operazione era avvenuta in territorio di Caltanissetta, interessava la competente Procura ove era di turno il magistrato dott. Roberto Condorelli che disponeva gli arresti domiciliari dei due fermati.

Mario Antonio Pagaria

 

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Coltivazione di Marijuana tra Centuripe e Adrano. Arrestate due persone

Catturati dalla Polizia di Stato due coltivatori di Marijuana in un terreno tra i territori di Centuripe e Adrano. Si tratta di Giuseppe Bontempo, nativo di Tortorici, classe 1964, manovale con precedenti di polizia, già sottoposto all’obbligo di soggiorno e di  Simone Galati Massaro  di Sant’Agata di Militello, classe 1986, bracciante agricolo con precedenti per delitti contro il patrimonio. I due coltivavano circa 100 piantine di marijuana, consistente in arbusti verdi di altezza pari a 1,80 m. nascosti sotto alberi di agrumi e di frutta. I due venivano colti in flagrante mentre irrigavano la piantagione.  Bontempo deteneva anche alcune targhe appartenute ad autovetture rubate. Gli agenti impegnati nella brillante operazione sono stati quelli della Squadra Mobile di Enna diretta dal dott. Giovanni Cuciti e dei Commissariati di P.S. di Adrano e Leonforte. Durante la mattinata del 23 luglio gli investigatori ad esito di un prolungato servizio di osservazione mirato a scoprire la presenza di piantagioni di cannabis, molto diffusa in quelle zone, sia per la particolare predisposizione del terreno che per il clima, scoprivano l’anzidetta coltivazione e dopo aver perquisito le abitazioni dei due rinvenivano nella casa di Bontempo 11 targhe di macchine rubate. Bontempo e Galati, dopo gli adempimenti di rito sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni e sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in osservanza alla disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Francesco Rio che è titolare delle indagini.

Mario Antonio Pagaria

 

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Consorzi: il Consiglio comunale vota per Catania. Ma è stato un voto sincero?

​Il consiglio comunale di ieri sera si è concluso con una votazione a favore dell’adesione di Piazza Armerina al Consorzio di Catania. I voti a favore sono stati 18, l’unico consigliere che si è espresso in favore della permanenza con il Consorzio di Enna è stato il consigliere Teodoro Ribilotta a cui va’ dato atto di aver difeso la sua posizione, condivisibile o meno, con chiarezza e coraggio.Tutti d’accordo dunque? Il destino di Piazza Armerina è stato deciso? Assolutamente no!

 

Come abbiamo sostenuto diverse volte dalle pagine di questo giornale la politica agisce su due livelli: quello ufficiale delle dichiarazioni e dei comunicati stampa e quello occulto delle reali intenzioni dei politici, alcune volte non coincidenti con i bisogni reali della collettività. Anche ieri sera abbiamo assistito ad un tipico comportamento in cui la politica ha utilizzato questi due livelli e il voto a favore del passaggio con Catania, quasi all’unanimità, non deve indurre a credere che sia questa la reale volontà dell’apparato politico locale.

 

Ieri sera il voto in realtà è stato influenzato dalla pressione dell’opinione pubblica che, come ha messo in evidenza il nostro sondaggio, per l’80% è a favore del passaggio con Catania. I politici, sapevano bene che se si fossero espressi a favore della permanenza con il Consorzio di Enna avrebbero pagato un prezzo molto alto in termini di popolarità, per questo da alcuni di loro è stata preferita una strategia diversa che da una parte potesse “salvare la faccia” difronte l’opinione pubblica, dall’altra osteggiare il passaggio con Catania senza influenzare il gradimento presso l’elettorato. In realtà l’obiettivo di restare con Enna può essere raggiunto in maniera diversa, senza inutili e dannosi scontri con l’opinione pubblica. E’ possibile infatti creare difficoltà nel percorso di attivazione del referendum o, in ultima ipotesi, lavorare nell’ombra per non far raggiungere il quorum nel caso in cui i cittadini fossero chiamati alle urne. 

 

Il Partito Democratico che da anni conduce, seppur con qualche divisione interna, una politica “separatista” da Enna  (ricordiamo il distacco dall’ATO rifiuti voluta dal sindaco Nigrelli) ieri ha votato, con coerenza,  in linea con i propri comportamenti passati. Sul Nuovo Centro Destra ha espresso una posizione che andrà valutata in base al comportamento nei prossimi giorni. Quello che suscita più dubbi e l’atteggiamento del PSI del sindaco Filippo Miroddi. 

 

Nel comunicato dei socialisti, giunto in redazione ed emesso prima del consiglio comunale di ieri, la posizione non era chiara. Inoltre l’atteggiamento nel precedente consiglio comunale, quando fu richiesto il rinvio dall’amministrazione, fa nascere più di qualche dubbio sull’effettiva volontà che non ci sembra coincidere con il voto della maggioranza di ieri pomeriggio. 
Il comportamento appare ancora meno lineare se si pensa alle perentorie dichiarazione del sindaco lo scorso anno  durante la sua campagna elettorale dove, senza se e senza ma, parlava di abbandonare Enna. E’ probabile che l’amministrazione e la direzione del PSI sia influenzata da Enna più di quello che si pensa e che, soprattutto, pensano gli stessi consiglieri che ieri hanno votato a favore di Catania. Se è così aspettiamoci la nascita di diverse difficoltà per indire il referendum e una eventuale campagna referendaria con poca informazione o assente.   

 

Non sappiamo se il passaggio da Enna a Catania sia positivo per la città, crediamo piuttosto che il destino di una collettività sia più determinato dalle capacità che sa esprimere e dalla qualità della sua classe dirigente più che la semplice appartenenza a questo o quel consorzio. 
Da questo punto di vista, con grande serenità, vi chiediamo di valutare se Piazza Armerina è attualmente è in grado di essere considerata una città in espansione che tenta di sfruttare le proprie risorse e le propine potenzialità all’interno di un progetto con precisi obiettivi e se la classe dirigente è all’altezza della situazione e sta seguendo una attenta strategia di sviluppo. Fatevi una domanda e datevi una risposta…noi l’abbiamo fatto… ma ne riparleremo nei prossimi giorni.

 

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Costa Concordia lascia l’Isola del Giglio

Dopo oltre due anni e mezzo dal terribile incidente che ha causato 32 morti, la Costa Concordia abbandona definitivamente l’Isola del Giglio dove è naufragata la sera del 13 gennaio del 2012. Al termine di complesse operazioni per il recupero dello scafo della nave da crociera, ieri infatti è arrivato il via libera finale alla rimozione del relitto. La “Blue Peter”, la bandiera che in gergo marinaro significa “nave pronta a partire”, è stata già issata sulla parte più alta della Concordia e questa mattina la nave inizierà il suo ultimo viaggio trainata dai rimorchiatori fino al porto di Genova. I cantieri del capoluogo ligure, dopo una lunga trattativa, infatti sono stati scelti per smantellare definitivamente la nave. La partenza è stata rinviata diverse volte i questi giorni ma come ha spiegato ieri il capo della Protezione Civile Gabri “non c’è più nessuna giustificazione per non partire, salvo un meteorite”. Le operazioni di controllo della nave per preparare la Costa Concordia alle manovre di partenza infatti sono iniziate questa mattina alle 6 come da programma.


Il programma delle operazioni di recupero della Concordia
A gestire l’intera operazione sarà sempre Nick Sloane, già artefice del raddrizzamento della Costa Concordia che dopo il naufragio si era rovesciata su un lato appoggiandosi con la parte destra sul fondale. Per sua stessa ammissione, questa operazione sarà ancora più complicata di quella riuscita del raddrizzamento visto che in gioco ci sono numerose variabili  compreso il meteo lungo il percorso che la nave affronterà in mare. “Sto bene, il tempo è buono e le previsioni sono positive, insomma tutto ok” ha commentato un commosso e fiducioso Sloane prima di entrare nella control room per seguire le operazioni di spostamento della nave dall’Isola del Giglio. Dopo i controlli del caso, il programma delle operazioni prevede che intorno alle 8.30 ci siano le prime manovre della nave per allontanarsi dall’Isola del Giglio.


 


“Recupero Concordia è uno spot per il Paese”
“Per il parbuckling avevo detto che avevamo vinto il gran premio della montagna più difficile, oggi siamo davanti alla scritta ‘ultimo chilometro’ e dobbiamo ancora percorrerlo. Solo quando saremo a Genova canteremo vittoria” ha sottolineato Gabrielli, aggiungendo: “Oggi mettiamo un punto ma il traguardo lo vedremo solo a Genova anche se credo comunque che questa operazione sia anche uno spot per il Paese”. “Sarà una bella giornata per il Paese, credo di poterlo dire” questo il commento e l’auspicio dell’ammiraglio Stefano Tortora, che fa da collegamento tra il pubblico e il privato nelle operazioni per il rigalleggiamento del relitto della Costa Concordia. “Il primo pensiero che viene stamattina è naturalmente per chi sulla Concordia ha perso la vita, e cioè i 32 passeggeri e il subacqueo” ha ricordato poi Tortora, concludendo: “Mi fa veramente piacere poter partecipare a questo trasferimento che restituisce alla Concordia un minimo di dignità”

 

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L’Associazione Lega del Filo d’Oro e i suoi 50 anni di attività

Qual è può essere il senso e quale la conseguenza di una grave sventura personale? Ognuno reagisce ai drammi a modo suo si sa, ma c’è una storia, che è quella di Sabina Santilli che va raccontata, perché dimostra come dalla peggiore delle sfortune può nascere un grande messaggio di speranza, per gli altri.
Forse il nome di Sabina Santilli dice poco al grande pubblico eppure è stata una delle più grandi donne italiane della seconda metà del secolo scorso. Sabina negli anni 60 è una bambina di 7 anni che vive una vita simile a quella di tutte le altre della sua età; a 7 anni però viene colpita da una grave forma di meningite, che all’improvviso, come un uragano inatteso, cambierà definitivamente la sua esistenza rendendola sorda e cieca allo stesso tempo.
Perdere la vista e l’udito è come schiacciare il tasto off sulla nostra capacità di comunicare con il mondo esterno; eppure la forza d’animo ed anche l’estrema intelligenza di questa piccola grande donna la spingerà a superare la castrazione personale derivante dalla grave malattia e, con la collaborazione di un piccolo gruppo di volontari, Sabina Santilli fonda quella che oggi tutti conosciamo come la Lega del Filo d’Oro.
Si tratta di una associazione la cui mission principale è il supporto a bambini, giovani ed adulti sordociechi o comunque affetti da gravi disabilità sensoriali in grado di pregiudicarne pesantemente la loro capacità di comunicare.


 



La Lega del Filo d’Oro non si occupa di cure ma di educazione e di riabilitazione. All’interno dei suoi centri si lavora infatti con i pazienti affinché essi possano sviluppare un alfabeto minimo di segni e di gesti che consenta loro di vivere dignitosamente comunicando con i famigliari che li assistono nella vita di tutti i giorni.
Questa missione sociale viene portata avanti dalla Lega del Filo d’Oro già da 5 decenni, e proprio nel corso di questo 2014 sono previsti i festeggiamenti dei primi 50 anni di attività.
Un’attività che oggi viene supportata innanzitutto da un folto gruppo di operatori specializzati che svolgono il loro lavoro all’interno delle diverse sedi che l’Associazione ha aperto in Italia.
I costi operativi della Lega del Filo d’Oro vengono coperti per un terzo dal Sistema Sanitario Nazionale e per due terzi dalle donazioni, dalle raccolte fondi, dal 5×1000 e non ultima dalla vendita di bomboniere solidali perfette per comunioni, cresime e matrimoni all’insegna della solidarietà, manufatti di assoluta qualità prodotti e rivenduti dalla Lega,
Attraverso questi fondi si finanzia l’apertura di nuove sedi come quella di Molfetta in Puglia e di Termini Imerese in Sicilia (vedi qui), si aumentano i posti disponibili a tempo pieno e degenza diurna, e soprattutto si va ad incidere positivamente sulle lista di attesa.

 

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Piazza Armerina: I Carabinieri arrestano un giovane per spaccio di droga

I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, comandata dal Maresciallo Aiutante QUARTA Vincenzo, continuano la loro costante attività di controllo del territorio.
Nell’ambito di un servizio coordinato, alle prime luci dell’alba odierna, i Carabinieri operanti hanno effettuato quattro perquisizioni locali nel centralissimo quartiere Monte e, a seguito di una di queste che ha dato esito positivo, hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, TRENO Andrea, 34enne nato e residente a Piazza Armerina, coniugato, disoccupato, pluripregiudicato.
I militari dell’Arma, avendo fondato motivo di ritenere che presso l’abitazione del TRENO, sita a Piazza Armerina nel nobile Quartiere Monte alla Via Maiorana nr. 71–73, si potessero rinvenire sostanze stupefacenti, vi si sono recati per procedere ad una  perquisizione personale dell’uomo e ad una locale della sua abitazione.


 



I Carabinieri, giunti sul posto, hanno spiegato all’uomo le ragioni della loro presenza ed hanno iniziato l’atto di polizia giudiziaria. La perquisizione ha dato esito positivo in quanto sono stati rinvenuti nel garage dell’abitazione, ubicato al civico nr. 77 della Via Maiorana, circa 16 grammi di sostanza resinosa di colore marrone verosimilmente hashish, circa 6 grammi di sostanza resinosa di colore marrone verosimilmente marijuana nonché nr. 1 bilancino di precisione (funzionante) e nr. 1 tritaerba al cui interno era presente della sostanza stupefacente.
indica di altezza variabile tra i 15 ed i 40 centimetri.
I Carabinieri hanno ovviamente proceduto al sequestro penale della droga.
Per le modalità di ritrovamento, per gli oggetti rinvenuti, per gli specifici pregiudizi penali e precedenti di polizia, appare chiaro che lo stupefacente fosse destinato allo spaccio così come concordato anche dal Dr. Francesco RIO – Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Enna.
Nel corso di tutte le operazioni non sono stati arrecati danni a beni mobili o immobili, né a suppellettili.
La droga, posto sotto sequestro penale ed a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, sarà inviata nei prossimi giorni al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna per gli accertamenti del caso. 
L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato accompagnato presso la propria abitazione in regime degli arresti domicialiari a disposizione della competenteAutorità Giudiziaria.
L’arresto di oggi è un dato incontrastabile dell’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti posto in essere dal Dr. Francesco RIO e dai Carabinieri della Compagnia di Piazza Armerina nel territorio di competenza.



 

 

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La Pro Loco organizza ”Enna in Mostra”per dare lustro e visibilità a tutti gli artisti che abbiamo

La Pro Loco Enna Proserpina, patrocinata dal Comune di Enna, ha organizzato, presso la galleria civica dal 17 al 20 di questo mese la manifestazione Enna in “MOSTRA”. “L’evento – spiega Gioia Pugliese – presidente Pro Loco, nasce dall’esigenza di dare lustro e visibilità a tutti gli artisti che abbiamo ad Enna. In città, infatti non abbiamo solo belle chiese  e bei monumenti ma   anche “belle teste” ossia persone che creano con le loro mani e con la loro arte diversi oggetti”. In effetti la mostra  è stata caratterizzata dai più svariati oggetti quali quadri, sculture, abiti, bigiotteria, artigianato con il legno. Vi sono stati inoltre, artisti che hanno dipinto in tempo reale ed in Piazza San Francesco un mercatino di “creativi” ossia di ragazzi che hanno fatto artigianato “dal vivo” e anche una degustazione di prodotti tipici della terra. “All’interno della manifestazione vi sono stati alcuni momenti particolari quali  sfilate di moda con abiti e bigiotteria creati da stilisti ennesi, e dei momenti di musica  con il gruppo folcloristico “I Zitani” e “I Faijddi”. Abbiamo creato anche dei momenti di cultura con Davide Pirrera Rosso che ha parlato di personaggi illustri di Enna, in particolare di Paolo Vetri. Particolarmente significativo  l’apporto dei Rangers di Enna che hanno contribuito all’ordine pubblico, Giuseppe Arangio che ha creato le immagini della manifestazione, Tele Enna che ha fatto uno speciale e   Copysat che ha curato il settore informatico. “Ringraziamo il prefetto Fernando Guida, il sindaco Paolo Garofalo, gli assessori Fabiola Lo Presti e Lorenzo Floresta”.


Mario Antonio Pagaria




 

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Consorzi: referendum confermativo o consultivo?

Ho avuto modo di leggere sul sito del Comune che oggi, 23 luglio, sarà celebrato un consiglio comunale con, al punto 2 dell’ordine del giorno, il seguente argomento: “Regolamento attuativo del Referendum consuntivo, di cui all’art. 53 dello Statuto Comunale”. Poi, parlando in giro sento dire che questo regolamento, quello da approvare nel consiglio comunale del 23, serve per l’attuazione del referendum sui consorzi dei comuni. Viene spontanea, quindi, una domanda: Ma se il comma 4 dell’articolo 2 della legge regionale n. 8 del 2014 sottopone l’efficacia della delibera consiliare, quella che stabilisce l’adesione ad altri consorzi di comuni, ad un referendum CONFERMATIVO che ci azzecca – direbbe il buon Tonino – un regolamento attuativo per un referendum consultivo (e non “consuntivo” come nel refuso della pagina web del Comune)? Lo si approverà o meno, dopo un’attesa di 14 anni, ma certamente non al fine della celebrazione del referendum di cui tanto si sta discutendo in questi giorni e cioè quello per l’adesione ad altri consorzi di comuni. Qualcuno, infatti, vorrebbe dire che un regolamento approvato per un tipo di referendum, nella fattispecie quello consultivo, potrebbe regolare un altro tipo di referendum, quello confermativo, previsto dalla Costituzione (art 132) e poi richiamato dalla L.R. 8/14? Non è che tutto questo affrettarsi e cincischiare di regolamenti e referendum porti (o serva) solo a ingenerare confusione nella cittadinanza e negli stessi politici? Io penso di si. Speriamo che non si vanifichi tutto.

 

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Il caso del PM Di Matteo

In occasione delle celebrazioni fatte a Palermo per l’anniversario della strage di Via D’Amelio, il P.M. Di Matteo prendendo la parola ha sferrato un attacco al Presidente della Repubblica, non solo scimmiottando quello che nel dicembre del 2012 fece l’ex Procuratore Ingroia, ma includendo nelle sue espressioni offensive anche il Presidente del Consiglio Renzi , la stessa Magistratura e tutto il Consiglio Superiore della Magistratura.Un attacco nei confronti di chi parla e vuole una riforma della Magistratura, non tenendo conto che proprio i magistrati come lui sono coloro i quali rendono indifferibile questa riforma.Il 7 dicembre del 2012, sempre su questa stessa rubrica, commentando il comportamento del dr.Ingroia così mi sono espresso “quando la che funzione svolta non è fine ma mezzo”, anticipando più di un sospetto che la direzione di marcia del dr Ingroia andava verso un diretto impegno politico.


 



Infatti, con altra nota pubblicata sempre su questa rubrica in data 21 dicembre del 2012, sottolineavo che i “particolari atteggiamenti avevano creato le condizioni di massima visibilità agevolata da tutti i mass media, condizioni che avevano consigliato al dr. Di Matteo di
richiedere al Consiglio Superiore della Magistratura un periodo di aspettativa per motivi elettorali .Senza volere elencare i nominativi di tanti ex Magistrati che da tempo, anche per la loro sovraesposizione mediatica, risultano essere stati eletti sia alla Camera che al Senato, vorrei consigliare al dr.Di Matteo di evitare di commettere l’ errore commesso dal
dr. Ingroia con la sua ingloriosa discesa in politica, dal momento che le condizioni attuali sono completamente diverse rispetto alle valutazioni fatte in passato.

 

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Consorzi: il Partito Democratico a maggioranza per passare con Catania. Il PSI indeciso.

Si svolgerà domani il consiglio comunale che dovrà decidere sulle sorti di Piazza Armerina per quanto riguarda l’adesione o meno al consorzio di Enna e l’eventuale passaggio a Catania.
Questa sera si è svolta la riunione del direttivo del Partito Democratico che a grande maggioranza ha votato per il passaggio alla città etnea. Una linea non condivisa da tutti e che potrebbe portare ad una spaccatura all’interno del PD al momento del voto.


In un comunicato il Partito Socialista, di cui fa parte il sindaco Filippo Miroddi, sembrerebbe indirizzato a esprimere in consiglio comunale una posizione più vicina alla tesi che un eventuale passaggio a Catania rappresenterebbe per la città un salo nel buio soprattutto dopo che referendum indetto a Gela non ha raggiunto il quorum necessario che, in questa maniera, rimarrà collegata a Caltanissetta.


La stragrande maggioranza dell’opinione pubblica è favore del passaggio con Catania. Al sondaggio che abbiamo proposto hanno risposto più di 700 cittadini e l’80% è favorevole a lasciarsi alle spalle la provincia di Enna.
Domani sul consiglio comunale vi proporremo una diretta con inizio alle ore 17.00

 

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Riforme, Renzi: “Questa è la settimana decisiva, ostruzionismo non ci fermerà”

Oggi, 21 luglio “entriamo nella settimana decisiva, ci saranno gli interventi, la replica dei relatori e del governo, poi finalmente si vota”. E’ Matteo Renzi a parlare a Luanda, in Angola, ultima tappa della sua missione africana. Il premier non dimentica le priorità del suo governo, in particolare la riforma del Senato, che fa il suo ingresso nell’Aula di palazzo Madama, e conferma “con il sorriso con le labbra ma con una determinazione ferrea” l’intenzione di non indietreggiare: “Se qualcuno con l’ostruzionismo vuole mettere il sasso sui binari, noi con pazienza togliamo il sasso è andiamo avanti”. Alla domanda se il governo pensasse di accelerare i tempi nel voto al Senato, Renzi replica: “C’è chi dice che si possa continuare a perdere tempo. Va rispettato il regolamento del Senato che parla chiaro, ma io credo che ci siano le condizioni per un intervento rispettando il regolamento facendo un dibattito serio”. Il Presidente del Consiglio domani rientrerà a Roma. Ma intanto che è in Africa, afferma di considerare la sua missione strettamente collegata alla partita che si gioca in Italia. “Non trovo alcuna contraddizione – ha detto – tra la nostra strategia in Africa e la necessità di semplificare le regole del gioco in Italia”.


 


Renzi sulla situazione in Medio Oriente e in Ucraina
Renzi afferma di stare seguendo “con grande attenzione sia ciò che accade in Medio Oriente che in Ucraina”. Il premier, al termine della conferenza stampa a Luanda rivela di aver avuto “diversi contatti con i leader internazionali”, sul tema della questione israelo-palestinese e sul caso dell’aereo malese abbattuto e ha anticipato una telefonata con il presidente francese Hollande che “ha un collegamento telefonico con Putin”. L’obiettivo, ha spiegato Renzi di queste consultazioni tra leader e premier europei, “è fare in modo che al consiglio Europeo dei ministri degli Esteri”, di martedì a Bruxelles, “possa dare risposte nette e chiare”.



 

 

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Enna – Messa in onore di Maria Santissima della Visitazione

Celebrata nell’eremo di Montesalvo, dal vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana la messa solenne a chiusura dei festeggiamenti di Maria Santissima della Visitazione Patrona del popolo ennese. A concelebrare con il vescovo sull’altare mons. Francesco Petralia, vicario foraneo di Enna e frà Salvatore Frasca, guardiano e parroco della chiesa di Montesalvo che per 18 giorni ha ospitato il simulacro della Madonna alla quale gli ennesi sono tanto devoti. Ancora una volta il vescovo ha imperniato l’omelia su “Maria Madre e maestra dell’umanita”. Infatti ha detto il presule: “La Vergine Maria ci insegnaci insegna ad essere servi dei nostri fratelli e noi dobbiamo essere più disponibili. Dobbiamo chiedere al Signore di essere più capaci di intuire i bisogni degli altri” E riagganciandosi alla parabola della zizzania argomento del Vangelo del giorno ha aggiunto:


 


“Dobbiamo ammettere che la nostra vita ha bisogno di essere rimescolata, la zizzania ha bisogno di crescere col grano buono affinché noi possiamo fare discernimento”.  Mons.  Gisana ha sottolineato come il Regno di Dio si identifichi con la piccola storia di ogni uomo ma si identifica soprattutto con la vita di Maria che è seminatrice di grano buono ed è un indicatore importante per l’umanità, “è una presenza indicatrice luminosa che ci indica che come lei dobbiamo essere servi” La figura della Madonna ci aiuta a vincere le seduzioni del male e sempre riprendendo il Vangelo del giorno il vescovo ha detto ancora: “Maria è questo piccolo seme che diventa una grossa pianta”. Ed a ripreso il concetto dell’umiltà ad egli tanto caro: “Noi dobbiamo essere persone umili che non ricercano il protagonismo perché è così che incarniamo il Regno di Dio nella nostra storia” E Maria è stata una donna che nel tempo è divenuta lievito ed è stata ricettacolo della grazia di Dio. Ed ha concluso: “Il Regno di Dio come si è incarnato nella vita della Madonna si incarnerà nella storia di ciascuno di noi”. Presenti le autorità civili e militari ed un gruppo di persone disabili verso le quali il vescovo ha mostrato particolare sensibilità andando personalmente ad impartire la Comunione prima a loro e poi a tutta l’assemblea. A conclusione della messa i ringraziamenti di frà Salvatore Frasca che ha speso parole di ringraziamento sia nei confronti del vescovo che nei confronti di mons. Francesco Petralia, per il significativo contributo che  quest’ultimo ogni anno apporta all’aspetto religioso della Festa Patronale.


Mario Antonio Pagaria


 

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Israele ha invaso la Striscia di Gaza

Ore 00.25 Morto un neonato. Testimoni parlano di “un attacco massiccio” e di gente che “non sa più dove andare”: al momento, infatti, è consigliabile rimanere in casa, stare lontano dalla finestre e, laddove è possibile, spostarsi nei seminterrati. Si parla, poi, anche di due morti nell’ultimo attaccato: i soccorritori parlano di due morti, uno dei quali sarebbe un neonato.


 


Ore 23.50 Mogherini: “Urge cessate il fuoco”. “Con l’operazione di terra avviata a Gaza dall’esercito israeliano, in seguito al rifiuto di Hamas della proposta egiziana di cessate il fuoco, la situazione rischia di sfuggire da ogni controllo” ha detto il Ministro degli Esteri Federica Mogherini che poi ha aggiunto: “E’ più che mai urgente arrivare ad un cessate il fuoco immediato”.


 


Ore 23.35 Clima di caos e paura. L’invasione di terra starebbe interessando soprattutto l’area nord di Gaza, stando a quello che riporta l’Ansa. Raid e bombardamenti ovunque: testimoni riferiscono di non sapere più dove fuggire.


 


Ore 23.26 L’Onu condanna l’azione di Israele. “Mi rammarico che, nonostante le mie ripetute sollecitazioni e quelle di molti leader regionali e mondiali, un conflitto già pericoloso si sia intensificato ancora di più” ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon condannando senza mezzi termini l’azione di Israele.


 


Ore 23.23 Bombardato un ospedale a Gaza. Bombardato dai carri armati israeliani l’ospedale Al-Wafa dove sono ricoverate circa 14 persone, molte delle quali disabili o in coma: lo ha dichiarato il direttore dell’ospedale, Basman Alash,  il quale ha precisato che alcuni infermieri sarebbero rimasti feriti.


 


Ore 23.15 Gli americani scendono in campo. Hamas ha aggiunto che “l’operazione terrestre a Gaza è un drastico e pericoloso passo e che l’occupazione pagherà un prezzo pesante”. Nel frattempo scendono in campo gli americani che raddoppieranno gli sforzi per un cessate il fuoco in Medio Oriente, lo ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, su Msnbc.


 


Ore 23.10 Giornalisti via dagli hotel, israeliani chiusi in casa. I giornalisti arrivati a Gaza per raccontare gli attacchi sono stati “invitati” ad abbandonare immediatamente gli hotel che, nella maggior parte dei casi, si trovavano lungo la spiaggia. Agli israeliani, invece, che abitano nell’area di confine con la Striscia di Gaza è stato ordinato di rimanere in casa.


 


Ore 23.00 Hamas: “Daremo una lezione”. “Stiamo continuando ora con l’operazione di terra a colpire la rete delle infrastrutture di Hamas in molte zone in tutta la Striscia di Gaza” ha dichiarato Peter Lerner, tenente colonnello e portavoce dell’esercito israeliano che, pare, abbia fatto ricorso a “fanteria, corpi corazzati, artiglieria e intelligence insieme al sostegno dell’Aeronautica e della Marina israeliana”. “Sappiamo che i terroristi sono sotto sotto terra e lì li incontreremo” ha scritto il portavoce delle forze armate israeliane. “Aspettavamo con ansia questa operazione di terra per impartire una lezione a Israele” hanno replicato le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas.


 


Ore 22.50 Trovati razzi in una scuola. L’Agenzia per l’aiuto ai rifugiati palestinesi, la Unrwa, ha annunciato di aver scoperto razzi nascosti in una scuola a Gaza: Hamas, dunque, userebbe strutture civili come deposito per le armi. “L’Unrwa ha scoperto circa 20 razzi nascosti in una scuola nella Striscia di Gaza. L’Unrwa condanna fermamente il gruppo o i gruppi responsabili di aver messo delle armi in una delle sue installazioni” si legge in un comunicato dell’agenzia Onu che “ha preso le misure necessarie per la rimozione degli oggetti e ha avviato un’inchiesta”.


 


Ore 22.40 Quattro bambini uccisi dai raid israeliani su Gaza. “Se Hamas avesse accettato la proposta egiziana di un cessate il fuoco avrebbe potuto salvare la vita di decine di palestinesi” ha dichiarato in serata il Ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukri, stando a quello che ha riportato l’agenzia di stampa governativa Mena. Quattro, invece, sarebbero i bambini uccisi oggi dai raid israeliani su Gaza: tre di loro erano in un palazzo nel rione Sabra mentre una bambina è morta a Khan Yunes. A Sabra i tre bambini morti – i fratellini Jihad e Wassim Sheheibar di 8 e 7 anni assieme al cuginetto Fulla Sheheibar di 10 anni – stavano giocando sul tetto di un palazzo che in quei minuti è finito sotto attacco: fonti locali riferiscono che i corpi sarebbero stati estratti con molta fatica dalle macerie, sotto le quali potrebbero esserci anche altre vittime non ancora identificate. Cinque i feriti.


 


Ore 22.10 -L’esercito Israeliano ha dato il via all’invasione via terra della Striscia di Gaza. Ad annunciarlo è stato lo stesso Premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha tuonato: “Colpiremo i tunnel che arrivano da Gaza fin dentro Israele”. L’operazione è stata annunciata anche dal portavoce militare israeliano che ha spiegato: “Una nuova fase dell’operazione, Margine protettivo, è cominciata”. Poco prima dell’avvio dell’invasione a Gaza è stata tagliata l’elettricità e agli israeliani che abitano nell’area di confine con la Striscia era stato ordinato di restare in casa. Subito dopo l’annuncio invece si sono sentiti colpi intensi e in rapida successione di artiglieria. Sulla Striscia sono piovuti diversi colpi sparati nei raid aerei e dalla marina israeliana, soprattutto nella zona nord. L’operazione quindi è diretta alla distruzione dei tunnel che consentono ai palestinesi di infiltrarsi in Israele. “La nuova fase segue dieci giorni di attacchi ad Israele via terra, via aria e mare” ha detto il portavoce militare israeliano, aggiungendo: “L’operazione di terra avviene dopo ripetute offerte respinte di far raffreddare la situazione”


 


Ore 15.40 – Un minuto dopo la fine della tregua, lancio di razzi dalla Striscia di Gaza – Un minuto dopo la fine della tregua umanitaria, è ripreso il lancio di razzi da Gaza su Israele. Lo ha riferito il portavoce militare israeliano, segnalando che sirene sono risuonate nel sud del paese e un razzo è caduto ad Ashkelon.


 


Ore 13.45 – Hamas nega di aver raggiunto un accordo. Pochi minuti dopo l’annuncio di un accordo per la Striscia di Gaza a partire da domani è arrivata la smentita di Hamas, che per ora nega di aver raggiunto un’intesa per il cessate il fuoco. “Non abbiamo alcuna indicazione in merito”, ha detto per conto di Hamas Mustafa Sawaf.


 


UPDATE Ore 13.30 – Secondo quanto riferito da fonti israeliane alla Bbc è stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Si tratta di un accordo che avrà effetto a partire da domani alle 6:00 ore locali, le 5:00 italiane. La notizia della Bbc è stata ripresa anche dai media israeliani. Già oggi, alle 10 ora locale, è iniziata a Gaza una sospensione umanitaria delle ostilità di cinque ore richiesta dalle Nazioni Unite e accettata da Israele e da Hamas. Una tregua che però oggi è stata violata: pochi minuti prima che entrasse in vigore tre palestinesi sono rimasti uccisi a Gaza e una raffica di razzi è partita alla volta di Israele. Poi tre razzi sono stati sparati dalla Striscia, a poco più di due ore dall’inizio della tregua umanitaria.


 


Alle ore 10 locali (le 9 in Italia) è cominciato a Gaza una sospensione umanitaria delle ostilità di cinque ore come richiesto dall’Onu e accettata da Israele e da Hamas per permettere di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. La proposta era stata fatta dal Coordinatore speciale per il processo di pace in Medioriente, Robert Serry, secondo quanto riporta Haaretz. Una tregua che consentirà, oltre che a fare scorta di beni di prima necessità per gli abitanti, di riparare alcune infrastrutture danneggiate in questi 10 giorni di conflitto in cui, secondo l’agenzia di stampa al-Ray, vicina a Hamas., sono rimasti uccisi almeno 227 palestinesi, in gran parte civili.


 


Il  Consiglio europeo ha “condannato i lanci di razzi da Gaza”
Poche ore prima della tregua, le forze armate israeliane avevano comunicato di aver respinto un attacco da parte di una dozzina di guerriglieri palestinesi che, attraverso un tunnel, sono giunti a poca distanza da una comunità israeliana nel Neghev. “ I tredici terroristi di Hamas che si sono infiltrati oggi in Israele progettavano di attaccare civili che abitano in un kibbutz. Li abbiamo fermati”: lo afferma il portavoce militare israeliano, in un messaggio twitter. Nel frattempo il Consiglio europeo ha “condannato i lanci di razzi da Gaza” da parte dei militari palestinesi “su Israele e l’indiscriminato mirare sui civili”. Nelle conclusioni del vertice straordinario si indica che Israele “ha il diritto di proteggere la sua popolazione da questo genere di attacchi”, ma “facendolo deve agire in modo proporzionato e assicurare la protezione dei civili”. La Ue invita le parti “ad allentare la tensione, mettere fine alle violenze e porre termine alle sofferenze della popolazione civile, consentendo l’accesso all’assistenza umanitaria”.


 



 

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Aidone – “Insieme per la città”:l’ integrazione fa’ un passo avanti

Il progetto SPRAR, frutto della collaborazione tra il Comune di Aidone e l’Associazione Don Bosco 2000, mira a realizzare interventi di accoglienza integrata in favore di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ospitati nelle comunità diffuse del territorio di Aidone. Obiettivo principale di tale progetto è di assicurare non solo i servizi minimi garantiti come la distribuzione di vitto e alloggio ma, in modo complementare, prevede anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento attraverso la costruzione di percorsi individualizzati di inserimento socio-economico che li conducano ad avere una certa autonomia in un contesto completamente nuovo.


 



La Caritas Diocesana  tramite un tutor dell’orientamento, ha avviato e gestito un ciclo di colloqui con ogni singolo beneficiario, attraverso l’impiego di strumenti volti alla valorizzazione delle competenze pregresse dei beneficiari, quali stesura del Curriculum Vitae e Bilancio delle Competenze. Il tutor dell’orientamento, in base ai risultati venuti fuori dai colloqui, ha predisposto per ciascun beneficiario dei percorsi formativi individuali e di inserimento lavorativo. I beneficiari, lungo tutto il percorso sia formativo che di tirocinio, saranno seguiti da un tutor didattico, interprete del servizio di mediazione culturale,  e di un tutor aziendale che registrerà le presenze dei tirocinanti. Step di estrema importanza è stato ovviamente l’iscrizione presso il Centro per l’Impiego, partner del progetto, con la duplice valenza di far conoscere tale ufficio ai beneficiari Sprar e di consentire l’iscrizione di immediata disponibilità al lavoro, per l’attivazione delle agevolazioni che tale iscrizione consente. Terminata questa prima fase si è passati alla ricerca delle aziende che potessero valorizzare al meglio le capacità professionali dei tirocinanti. Anche il Comune di Aidone si è reso disponibile a partecipare a questa esperienza. Giorno 14 giugno sono state attivate 4 borse lavoro in favore dei migranti ospiti presso la comunità diffusa del Comune di Aidone. L’Associazione Don Bosco 2000 ha infatti concordato con il Comune la possibilità di coinvolgere per un periodo di 4 mesi, i migranti presenti nel nostro territorio in attività di supporto alla manutenzione del verde pubblico in varie zone della città che necessitano di pulizia: villa, parchi giochi, piazze e strade del centro abitato. “Insieme per la città” è lo slogan che accompagnerà i ragazzi in questa esperienza lavorativa, segno di grande accoglienza e integrazione. Il  sindaco Vincenzo Lacchiana, con grande entusiasmo, ha dato il benvenuto a questi collaboratori, grande risorsa per la nostra comunità.


 


L’associazione si è impegnata a fornire ai beneficiari l’attrezzatura e  gli adeguati dispositivi di protezione individuale, come previsto dalle vigenti disposizioni in materia di sicurezza sul posto di lavoro. I quattro ragazzi provenienti dal Senegal, Sudan, Somalia e Gambia, saranno coadiuvati dalla presenza del tutor segnalato dal Comune, il Geometra Lorenzo Calcagno, impiegato dell’Ufficio Tecnico. A breve altri cinque ragazzi verranno inseriti nelle aziende del territorio raggiungendo così l’obiettivo di favorire l’economia delle aziende coinvolte, in quanto possono usufruire a costi irrisori di forza lavoro, ma, nello stesso tempo, consentono di  sostenere gli immigrati, per i quali lo strumento della borsa lavoro rappresenta un aiuto per l’inserimento lavorativo e per la loro crescita personale e professionale.


 

 

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Truffe e rapine agli anziani. La prevenzione ed i consigli della Polizia di Stato

Ogni giorno tanti anziani vengono raggirati, truffati o derubati da persone senza scrupoli con stratagemmi di ogni genere. La Polizia di Stato è da sempre in prima linea nella prevenzione di questo tipo di reati, soprattutto cercando di fare informazione. La nuova Campagna di sensibilizzazione e prevenzione targata Polizia “ Sicuri ad ogni età” si rivolge principalmente alle persone anziane, che sono i soggetti più bersagliati dai truffatori.  Dalle rilevazioni del Ministero dell’Interno emerge, infatti, come, tra il 2011 e il 2013 sia cresciuto il numero di anziani over 65 vittime di reato: nel 2012 sono aumentate dell’8% rispetto al 2011 e nel 2013 sono aumentate del 7,8% rispetto all’anno precedente.


Di contro, il totale delle vittime di reato registra un aumento piu’ modesto (+2% nel 2012 rispetto al 2011, +1,8% nel 2013 rispetto all’anno precedente). In particolare, nel 2013, gli anziani vittime di truffa sono stati 13.537, quelli che hanno denunciato una rapina 4.405,  e gli anziani che hanno subito un borseggio 37.660. La Polizia di Stato ormai da anni è in prima linea per combattere ed arginare questi fenomeni,  e su tutto il territorio nazionale sono state divulgate   informazioni e consigli utili per consentire alle persone anziane di evitare i rischi di truffe, raggiri, furti e rapine.
Sono  semplici regole di comportamento suggerite per non trovarsi vittime di malintenzionati in casa, per strada, sui mezzi di trasporto, nei luoghi pubblici, ma anche allorché  utilizzano Internet,  e  la campagna   “ Sicuri ad ogni età”  interpretata da un testimonial di eccezione, Lino Banfi,  si inserisce in questa filosofia di prossimità.  Le occasioni di potenziale pericolo sono ovunque e, nei quattro spot della campagna  vengono indicati i ‘trucchi’ principali  messi in atto dai malintenzionati e le ‘risposte’ di prudenza da adottare. 


Il primo spot è titolato “L’amico del figlio”



 
Nel cortometraggio il truffatore avvicina con l’inganno una persona anziana ai giardinetti facendole credere che suo figlio deve restituirgli una somma di denaro, che tenta di farsi consegnare dall’anziano. La scena si svolge ai giardinetti di una città: il truffatore cerca di intimidire la vittima con toni di voce alti e aggressivi e pretese di debiti di denaro, bloccandolo mentre passeggia tranquillamente. Ma la vittima non si lascia intimidire e prontamente prende il suo telefono cellulare per chiamare il 113.
In ogni spot , l’invito è a rivolgersi sempre al 113 e alle  Forze dell’ordine in generale,  per segnalare comportamenti sospetti e per denunciare situazioni di pericolo.L’iniziativa consiste in quattro cortometraggi che mostrano alcune tipiche situazioni di truffe e raggiri che coinvolgono proprio le persone “meno giovani”.


Si tratta di 4 cortometraggi, girati a Roma, che mostrano 4 tipiche situazioni di truffe e raggiri alle vittime prescelte tra i “capelli bianchi”; fatti presi dalla cronaca quotidiana e investigati dalla Polizia di Stato. Testimonial d’eccezione per questa campagna è, appunto, Lino Banfi, che presenta gli spot. Sul canale Youtube della Polizia si possono visionare gli spot antitruffa realizzati con la partecipazione straordinaria del popolare attore italiano.
Nel secondo spot, della nuova campagna antitruffe della Polizia di Stato Lino Banfi, nei panni di nonno Libero, vigila sul protagonista dello spot, in rappresentanza di tutte le persone a cui l’iniziativa si rivolge, in particolare gli anziani, che risultano tra le vittime più bersagliate da truffatori senza scrupoli. Questa volta lo scenario del tentato raggiro è un bancomat, presso il quale due giovani truffatrici cercano di sfruttare la loro avvenenza per carpire il pin e rubare la carta alla vittima di turno.



“Non è che vuol provare lei? A noi non ci funziona”. Con questa scusa le due imbroglione fanno avvicinare l’anziano signore in fila al bancomat dietro di loro. Gli chiedono di provare con la sua carta per vedere se effettivamente l’apparecchio sia fuori uso.
Quando l’uomo digita il codice, le truffatrici lo memorizzano, e a quel punto il gioco è fatto: mentre la tessera esce dalla fessura, le donne distraggono la vittima con uno stratagemma e cercano di impossessarsene. Ma c’è nonno Libero a vigilare. La campagna è stata realizzata grazie alla collaborazione di Lino Banfi con la Polizia di Stato e con la partecipazione del regista Paolo Carrino e dell’istituto bancario Bnl-gruppo Bnp Paribas che hanno sostenuto il progetto in tutte le fasi della realizzazione. Le ragioni della campagna? È Lino Banfi, il nonno Libero d’Italia a dircelo in coro con i bambini!…… “Perché? Per difendere tutti i nostri cari nonni dalle truffe che i delinquenti s’inventano di giorno in giorno, aguzzando il loro ingegno criminale, da Nord a Sud del nostro Paese……sta per partire una campagna d’informazione targata tutta Polizia in difesa degli anziani!”



Altre iniziative, in passato, hanno avuto lo stesso scopo. Sul sito della Polizia di Stato sono presenti, infatti, dei consigli finalizzati a mettere in guardia le potenziali vittime dai rischi che si corrono e suggeriscono come comportarsi se si hanno dei sospetti. Proprio per dare a tutti la possibilità di difendersi dagli imbroglioni, in una pagina del sito sono stati raccolti alcuni video, realizzati da “Striscia la notizia”, partner della Polizia di Stato nella caccia ai furfanti. Questi video riproducono gli inganni più diffusi utilizzati dai truffatori. In ogni caso è bene ricordare che in casa non bisogna mai far entrare estranei, e, se si hanno dubbi o sospetti, bisogna chiamare subito il 113.
D’estate quando le città “chiudono per ferie” e le famiglie vanno in vacanza, spesso gli anziani si ritrovano soli a cercare un modo per far passare la giornata. È qui che entrano in gioco i malintenzionati, persone scaltre e senza scrupoli, che approfittano di questa loro solitudine per raggirarli. Le truffe agli anziani e i modi per “estorcere” loro soldi sono tanti e a volte molto fantasiosi. La Polizia di Stato però da anni tiene sotto controllo il fenomeno dando consigli e suggerimenti per non cadere negli inganni e promuovendo campagne sociali.
Da tenere presente che spesso per strada si presentano persone ben vestite che con modi affabili parlano agli anziani offrendo loro finte eredità o false pietre preziose, utilizzando anche trucchetti psicologici come quello di inserire nel discorso familiari e figli, toccando così le corde più sensibili della persona.



Non vergognatevi e denunciate chi approfitta di voi!
Sul nostro sito una serie di esempi dei raggiri utilizzati più spesso dai criminali – e dei quali potrebbe rimanere vittima chiunque – ma anche suggerimenti per non cadere preda di chi approfitta delle vostre debolezze. Consigli e iniziative che vogliono proteggere anche dalle pesanti conseguenze psicologiche che le truffe possono avere sugli anziani. Purtroppo è avvenuto infatti che, in preda allo sconforto e alla vergogna, qualche pensionato truffato abbia tentato il suicidio o non abbia denunciato il fatto. Vi ricordiamo pertanto prima di tutto di denunciare tempestivamente eventuali truffe ricordando più particolari e dettagli possibili. Per quanto riguarda le persone che suonano alla porta spacciandosi per funzionari di società o enti di servizio, è importante: farsi dare gli estremi e verificare con l’ente di appartenenza. Se continuate ad avere dubbi… chiamate il 113!


Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente. Per qualunque problema e per chiarivi qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113.



Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate. Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio o cercate un poliziotto o una compagnia sicura.



 Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre. Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato. Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.



Consigli per i figli, nipoti e parenti stretti
Non lasciate soli i vostri anziani, anche se non abitate con loro fatevi sentire spesso e interessatevi ai loro problemi quotidiani
Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, ad un vicino di casa oppure contattare il 113. Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, hanno bisogno di voi.



Consigli per i vicini di casa
Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate ogni tanto con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li farà sentire meno soli. Se alla loro porta bussano degli sconosciuti esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio. La vostra presenza li renderà più sicuri.
Segnalate al 113 ogni circostanza anomala o sospetta che coinvolga l’anziano vostro vicino di casa .



Consigli per gli impiegati di banca o di uffici postali
Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta spropositata di denaro contante, perdete un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma.
Spiegategli che all’esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli.
Per ogni minimo dubbio esortateli a contattarvi.

 

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Piazza Armerina – Omicidio Avvenia: si chiude il cerchio intorno ai colpevoli

 Notte fra il 2 e il 3 ottobre 2008. Giuseppe Avvenia viene ucciso a Piazza Armerina . 17 luglio 2014: il cerchio delle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Enna di concerto con il Commissariato della Città dei Mosaici, dopo sei anni si stringe. Gli agenti della Squadra Mobile guidata dal dott. Giovanni Cuciti, insieme agli agenti del Commissariato di Piazza Armerina, diretti dal Commissario Capo dott. Fabio Aurilio, alle prime luci dell’alba vanno a catturare Giuseppe Lombardo, piazzese, pensionato, classe 1947 e Giuseppe Magro, anch’egli piazzese, classe 1949, operaio stagionale forestale. I due sono indagati quali mandanti dell’omicidio, insieme ad Aldo Consoli già detenuto e sono stati ristretti nel carcere di Enna dove sono a disposizione della Magistratura.

Titolare del procedimento è il Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Augusto Rio e il Giudice per le Indagini Preliminari che ha emesso l’ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere è la dottoressa Elisabetta Mazza su richiesta del dott. Rio stesso. Va ricordato in questa vicenda giudiziaria, l’importante apporto che ha dato il Sostituto Procuratore della Repubblica in forza al Tribunale di Enna fino a qualche anno fa, il dott. Marcello Cozzolino.

Ma veniamo ai fatti: dopo l’omicidio si recano sulla scena del crimine gli investigatori del Commissariato e della Squadra Mobile, nonché i Carabinieri di Piazza Armerina. Le indagini si basano su intercettazioni telefoniche, ambientali ed accertamenti scientifici nella fattispecie con la ricerca del dna su un passamontagna rinvenuto in un’abitazione perquisita nella zona.  Abitazione dove viene trovata anche l’arma del delitto della quale sono  analizzate le vernici con cui é stata pitturata. Sono , inoltre, effettuate le rituali comparazioni balistiche dei proiettili esplosi sul corpo della vittima e quelli sparati dalla pistola utilizzata. Sono effettuati pedinamenti, appostamenti e si ascoltano decine di soggetti in grado di riferire sui fatti avvenuti. Emergono dei contrasti fra Aldo Consoli detto “Lo scienziato” e Giuseppe Avvenia. L’elemento scatenante della lite sembra inizialmente  un avvenimento futile: Avvenia durante una discussione con Consoli lancia un arancino che colpisce Lombardo. Ma il motivo reale della diatriba è dovuto a rancori verso Avvenia in merito ad accordi su spaccio di stupefacenti da parte di Umberto Castronovo, amico di Consoli. Castronovo è attualmente  detenuto e condannato in appello a 23anni  per l’omicidio Governale avvenuto sempre a Piazza Armerina. Sulla base delle risultanze investigative anzidette, il 27 gennaio 2009 vengono arrestati Giuseppe La Rosa quale esecutore del delitto, Roberto La Rosa quale fornitore di supporto logistico ed ausilio al fratello Giuseppe ed Aldo Consoli ideatore e mandante dell’omicidio.

Vengono inflitti 18 anni e 9 mesi  al sessantenne Aldo Consoli, 18 anni e 9 mesi anche al 34enne Roberto La Rosa e 17 anni e 8 mesi al 39enne Giuseppe La Rosa.  Ma Roberto La Rosa  indica alla Magistratura i due neoarrestati ossia Giuseppe Magro e Giuseppe Lombardo quali facenti parte del gruppo omicida. I due sono arrestati l’8 settembre 2009 ma vengono assolti nel 2010 per non aver commesso il fatto. Ma nel luglio del 2010 Aldo Consoli “si pente” e fa una serie di rivelazioni alla Magistratura: tira in ballo nuovamente Magro e Lombardo quali mandanti insieme a lui dell’omicidio Avvenia. Consoli, come si è detto, ha mediato un incontro tra Avvenia e Castronovo per un accordo sullo spaccio di stupefacenti ed é molto risentito con Avvenia  stesso per la condotta da egli tenuta. Avvenia é ritenuto   particolarmente pericoloso per la sua indole violenta soprattutto perché indirizza minacce di morte verso Consoli, Magro e Lombardo. Per questo motivo i tre decidono di assassinarlo e trovano un killer a “buon mercato” Giuseppe La Rosa che essendo in difficoltà economiche,  per 4000 € decide di eseguire l’omicidio scaricando su Avvenia un intero caricatore di una 38 special con proiettili dilatanti. L’arma viene fornita da Umberto Castronovo.

Mario Antonio Pagaria

 

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Piazza Armerina – Pomeriggio di pace con i bambini dei GREST.Il Concorso “In Pace con il mondo”

Presso il campetto di Sant’Antonio si sono incontrati i bambini dei GREST con gli animatori e numerosi  genitori per la presentazione del concorso “In pace con il mondo”, lanciato dall’associazione ApArte di Niscemi, da Legambiente e dal Comitato No MUOS di Piazza Armerina. I bambini si sono esibiti in balletti, scenette e nella lettura di componimenti scritti sulla pace e l’amore per il mondo, “… componimenti profondi e sorprendenti nella loro semplicità come solo loro sono capaci di ideare”, ha commentato un’attivista di ApArte. Il concorso si chiuderà oggi ed è aperto ai minori da 5 ai dodici anni che possono produrre un elaborato grafico (disegno su foglio a4) oppure uno scritto sotto qualsiasi forma. Il 27 luglio, presso Niscemi, saranno premiati gli elaborati scelti dalla giuria di Piazza Armerina e da quella di Niscemi.


 


“Ma saranno accolti e valorizzati tutti i prodotti dei bambini perché saranno mostrati, esposti e inviati ai Sindaci dei comuni del comprensorio per incitarli ad impegnarsi  sempre di più e fattivamente sui temi della pace e dei diritti negati. Un diritto negato e un’azione di  guerra in qualsiasi parte del mondo costituiscono    pezzi di libertà e di pace perduti dall’intera umanità”, dichiara una mamma del Comitato No MUOS di Piazza Armerina.  L’idea di avvicinare i bambini ai contenuti della pace si sta trasformando in un grande momento di unione tra due cittadine, Piazza Armerina e Niscemi, e tra i bambini dei GREST che hanno luogo in queste settimane. Promotori iniziali il gruppo artistico di Niscemi ApArte con a capo la pittrice Eleonora Pedilarco, l’associazione Legambiente di Piazza Armerina con a capo Paola Di Vita, e gli aderenti del Comitato No MUOS della città dei mosaici.  I GREST aderenti della città dei mosaici  sono finora Gear Sport Sant’Antonio, Il Girasole, Oratorio Gruppo 3F della Basilica Cattedrale e Oratorio Salesiano Don Bosco.

 

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Sequestro di beni a Barrafranca

Il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Enna alla cui guida è il colonnello Baldassare Daidone, ha eseguito, in seguito ad un provvedimento del Tribunale di Enna, su richiesta della Procura Distrettuale di Caltanissetta, una confisca di beni a carico di A. S. e della moglie  L. C C. entrambi di Barrafranca. Il provvedimento fa seguito al sequestro del 3 gennaio 2012. I beni confiscati sono di una ditta individuale di commercio autovetture con sede in Barrafranca. 18 autovetture. 4 appezzamenti di terreno ubicati in provincia di Enna. 2 fabbricati di oltre 300 mq siti in Barrafranca e Pietraperzia. Saldi attivi relativi a 3 conti correnti, 4 fondi d’investimento, 1 polizza vita intestati ai predetti coniugi. Somma contante di denaro di € 51.300,00 ed un assegno di € 2000. Il valore dei beni è di circa 930.000 euro. Nel contesto del decreto, A. S. che era stato arrestato il 23 novembre 2011 per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, è stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.


Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – Daniel Pace astro nascente nella danza moderna

Daniel Pace, ennese purosangue. Un astro nascente nella danza moderna. Inizia ad appassionarsi al ballo a due anni e mezzo guardando la Tv. I genitori si rendono subito conto che ha un talento naturale verso questa forma d’arte e più tardi lo iscrivono alla scuola di Mariella Rizza. “Ho capito fin da piccolo che la danza era la mia strada – dice Daniel – che nel frattempo accumula stage con personaggi di spicco come Garrison, Oriella Dorella e Alexandrescu – e prosegue – sono stato notato dai miei insegnanti  che mi hanno proposto borse di studio quali la ‘Scala di Milano’ e il ‘Balletto di Firenze’ ed altre ancora”. Daniel ha inoltre partecipato a manifestazioni ed eventi importanti in Sicilia nonché a diversi concorsi nei quali è stato riconosciuto come miglior talento avvalendogli ciò agevolazioni in denaro per scuole e compagnie di danza importanti in tutta Italia.


 


Nel 2011 partecipa al ‘Fida Expression’ e si classifica primo nella categoria “Solista senior contemporaneo” e nella stessa manifestazione consegue un riconoscimento come miglior coreografia con relativo premio in denaro. Nel 2012 a Roma al Teatro Italia giunge primo come “Solista senior modern”, primo posto “Solista senior contemporaneo” ed ancora, I posto “Gruppo senior contemporaneo”, “Premio miglior tecnica”  e tre borse di studio. A Nettuno al “Dance Festival” primo posto “Solista senior modern”, primo posto “Solista senior contemporaneo”. Sempre a Roma al Teatro Lione, Primo posto “Solista senior modern”, secondo posto “Solista senior contemporaneo” secondo posto “Gruppo senior” e 4 borse di studio. A Civitavecchia al Teatro Traiano, primo posto “Solista senior modern”, primo posto “Solista senior contemporaneo”, primo posto “Passo a due senior modern” e tre borse di studio. Al Teatro di Milano, secondo posto “Solista senior modern”, secondo posto “Coppia senior contemporaneo”, “Solista senior contemporaneo”   e tre borse di studio. Dal 2006 ad oggi ha fatto parte del casting della trasmissione “Amici” di Maria De Filippi giungendo quasi sempre alla formazione della “Classe”. Nel 2012 è stato contattato dalla redazione di “Amici” per l’esame di un “Banco vuoto”.


 


A distanza di qualche mese, sempre nel 2012, viene chiamato per un’altra “Sfida” andata in onda su Canale 5. Sta concorrendo per lavorare a 2 programmi televisivi di portata nazionale, uno su Mediaset (Canale 5) “Tu si que vales” e uno su Sky, “Italians got talent”. Attualmente collabora con vari spettacoli teatrali su tutto il territorio nazionale tra i quali quello di Giulio Mogol per lo spettacolo “Mogol-Battisti”. Collabora anche con alcune scuole del Lazio come insegnante coreografo e ballerino. Dulcis in fundo, nel maggio del 2013 si è esibito ad Enna al Teatro Garibaldi con uno spettacolo da lui ideato sia per la sceneggiatura che per la coreografia e il canto dal titolo “Sogno” il cui significato, sostanzialmente si può riassumere come dice lo stesso Daniel Pace: “Se credi in qualcosa devi batterti per essa”.


Mario Antonio Pagaria

 

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Enna – L’IPAB ”Santa Lucia” accoglie cento immigrati

L’Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) Centro d’accoglienza “Santa Lucia” cui presidente è da poco più di tre mesi Rodolfo Crisafulli è un ente virtuoso, nonostante il governo Crocetta  abbia disatteso la legge regionale n. 71/82 che concedeva contributi alle opere pie. Il Pd, tuttavia sta cercando di “turare la falla” e si accinge a presentare un nuovo disegno di legge che si accinge a rifinanziare la Legge 71/82. Crisafulli era stato presidente per alcuni anni,  poi scaduto il suo mandato è stato sostituito da due commissari regionali nominati, il primo dall’ex governatore Lombardo ed il secondo dall’ex assessore Bonafede. “Ho trovato – spiega Crisafulli – la situazione abbondantemente modificata rispetto a quando il Cda era stato sostituito da un commissario” E l’Opera Pia che fino ad ieri si è occupata prevalentemente di accogliere anziani, recentemente ha diversificato la propria attività stipulando una convenzione con la Prefettura di Enna per accogliere in un’altra struttura facente capo ad essa,  situata presso il Villaggio del Fanciullo a Pergusa, circa cento immigrati quasi tutti sud sahariani e qualche asiatico, tutti a carico del Centro di Accoglienza “Santa Lucia” che rimarranno fino al termine di quest’anno, salvo ripristino della convenzione.


 


Va precisato che per ogni immigrato la Prefettura versa le quote previste dalla Legge. E Crisafulli va fiero della struttura che gestisce: “Fra tutte le opere pie della Sicilia che sono 151 noi siamo fra le 30 Ipab virtuose con un bilancio in pareggio. In atto ospitiamo 200 unità suddivise fra i circa 100 anziani ospitati nella struttura di Contrada Santa Lucia e come anzidetto, i circa cento immigrati ospitati nella struttura del Villaggio del Fanciullo a Pergusa. Per quest’ultima struttura abbiamo assunto circa 15 persone attingendo a graduatorie pregresse, scegliendo cuochi, addetti agli ospiti e alle pulizie, oltre alcuni interpreti”. “Ci prepariamo – conclude il presidente – nel complesso di Santa Lucia, ad appaltare i lavori della chiesetta di “Santa Lucia dell’Accoglienza” per un importo di circa 200mila € dove sarà utilizzato materiale prefabbricato. Puntiamo a dare ai nostri ospiti i migliori servizi e la migliore accoglienza.” La persona, le sue necessità e i suoi bisogni sono alla base dell’operato della Casa di Riposo  e del Centro Accoglienza Migranti.  .  Professionalità disponibilità e cortesia sono gli elementi basilari dell’etica a cui si ispira il personale delle strutture. Il Centro  promuove iniziative di socializzazione  per gli ospiti onde consentire loro l’integrazione nel territorio.
Mario Antonio Pagaria

 

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Gaza: nuovi raid israeliani, bilancio delle vittime sale a oltre 200 morti

È durata solo poche ore la fragilissima tregua in Medio Oriente tra Hamas e Israele. Dopo il lancio di alcuni missili dalla Striscia di Gaza che hanno fatto la prima vittima in campo israeliano, l’aviazione di Tel Aviv infatti ha ripreso i suoi attacchi con massicci bombardamenti che hanno provocato ulteriori distruzioni e nuove vittime tra i palestinesi. Il bilancio delle vittime dei raid israeliani ormai ha superato i duecento morti. Nel nono giorno dell’offensiva israeliana “Margine protettivo”, infatti, i nuovi bombardamenti hanno colpito nella notte la Striscia uccidendo almeno cinque persone. Secondo fonti palestinesi, due uomini ed un ragazzo sono stati colpiti e uccisi a Rafah durante i raid israeliani avvenuti nella notte in varie zone della Striscia. I bombardamenti inoltre hanno colpito diverse abitazioni civili dei leader di Hamas. Aerei da combattimento israeliani infatti hanno centrato e distrutto nella notte a Gaza l’abitazione di due alti responsabili di Hamas, Mahmoud al-Zahar  e Bassem Naim, mentre altri raid su Jabalia hanno colpito le case dell’ex ministro Fathi Hammad e dell’ex deputato Ismail al-Ashqar. Secondo testimoni, al momento del bombardamento non ci sarebbero state persone negli edifici colpito da diversi missili, ma ci sono stati ingenti danni anche ad alcune abitazioni limitrofe e ad una moschea nelle vicinanze.


 


Israele a 100mila palestinesi: “Andate via dalle vostre case”
I raid però non si fermeranno qui, visto che Israele ha già lanciato un nuovo ultimatum alla popolazione civile nel nordest di Gaza intimando a tutti di lasciare le proprie abitazioni in vista di nuovi bombardamenti sugli abitati civili. L’esercito israeliano infatti ha invitato circa 100mila civili a lasciare le abitazioni entro le otto di questa mattina e nelle prossime ore si attendono nuove incursioni aeree sulla Striscia. Ovviamente il governo di Netanyahu addossa ad Hamas e alla Jihad islamica la responsabilità della ripresa dei bombardamenti per non aver accettato la proposta egiziana per il cessate il fuoco. “Hamas non ci lascia altra scelta che non la estensione delle operazioni. Hamas ha scelto di proseguire la campagna militare e pagherà il prezzo. Il nostro obiettivo è riportare la calma per gli israeliani mediante l’assestamento di colpi significativi all’organizzazione terroristica di Hamas” ha spiegato il Premier israeliano, che però al contempo tiene a bada i falchi come il viceministro della Difesa licenziato dopo aver aspramente criticato la scelta di non procedere con l’invasione di terra.


 


Il Ministro Mogherini in Israele
Intanto diverse città israeliane sono sotto l’attacco dei razzi palestinesi. Secondo fonti militari sono oltre 35 i razzi che sono stati sparati stamane da Gaza verso il territorio israeliano. Sirene di allarme risuonano in continuazione nella zona centrale di Israele e ad Ashkelon un edificio è stato centrato da un razzo. Per sbloccare la situazione, in campo internazionale oggi il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini è in Israele dove incontrerà il premier israeliano Benyamin Netanyahu e l’ex presidente Shimon Peres. “La cosa più importante in questo momento è il cessate il fuoco” ha detto Mogherini  visitando con il collega israeliano Avigdor Lieberman una casa colpita da un missile. ”Questa proposta che viene dall’Egitto è stata coraggiosamente accolta da Israele. Mi auguro che trovi una risposta positiva dalla Striscia di Gaza e che finisca il lancio di razzi su Israele” ha proseguito il nostro Ministro, concludendo: “In questo momento resto ferma sull’invito che il presidente Abu Mazen ha fatto a tutti i palestinesi ed in particolare ad Hamas per accogliere l’invito al cessate il fuoco”.



 

 

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Commissione Ue, Juncker: “Moneta unica e 300 miliardi per la crescita”

Ore 14:00 Juncker ottiene la fiducia – Via libera del parlamento Europeo a Jean-Claude Juncker a capo della Commissione Europea: dopo il voto a scrutinio segreto sono stati 422 i sì, 250 i no e 47 gli astenuti (la maggioranza assoluta era a quota 376).


 



Jean Claude Juncker, presidente designato della Commissione UE, ha una priorità: “rafforzare la competitività e stimolare gli investimenti”. Per fare questo nei primi tre mesi presenterà “un ambizioso pacchetto per lavoro, crescita e investimenti fino a 300 miliardi in tre anni”. E’ scritto nel documento sulle priorità politiche inviato stamani dall’ex presidente dell’Eurogruppo ai parlamentari europei, prima della fiducia che l’Europarlamento dovrà votargli come capo dell’esecutivo europeo. Nel documento, Juncker afferma anche che gli “attuali negoziati” per l’allargamento dell’Europa “proseguiranno”, in particolare per i Balcani occidentali “che hanno bisogno di una prospettiva europea”,  per quanto “non ci sarà alcun ulteriore allargamento nei prossimi cinque anni”. Juncker chiede inoltre un “pubblico registro delle lobby” perché gli “europei sappiano chi incontriamo”. Meno ideologismi e più concretezza, e discussioni che “non ci allontanino dalle decisioni” importanti per gli europei. “Cerchiamo di rinunciare al nazionalismo e di giocare come squadra, bisogna riabilitare il metodo comunitario”.


 


Il discorso di Juncker
“Rinunciamo al nazionalismo” perché in Europa “si vince e si perde tutti insieme”, ha detto Juncker nel suo discorso in plenaria invitando leader e parlamentari a “non dire sì” a Bruxelles e “no in altri luoghi”. Juncker poi parla anche del Patto di stabilità. “non lo modificheremo” perchè “la stabilità è stata promessa con l’introduzione della moneta unica” e “io non violerò questa promessa” ma il vertice di giugno “ha constatato che ci sono margini di flessibilità che devono essere utilizzati: lo abbiamo fatto nel passato e lo faremo anche di più nel futuro”. E ancora “siamo fieri” di aver varato “la moneta unica” che “protegge l’Europa”, ribadisce Juncker nel suo discorso prima del voto del Parlamento europeo a Strasburgo.


 


 Quanti voti deve ottenere Juncker per diventare presidente della Commissione UE
Per diventare nuove presidente della Commissione UE Juncker deve ottenere la maggioranza assoluta, almeno 376 voti su 751. L’ex numero uno di Lussemburgo può contare sul blocco da 480 voti formato dai conservatori del Ppe e dai socialisti, rinforzato da liberali e centristi. Resta da capire quanti saranno i voti contrari o le astensioni all’interno del blocco stesso: sembra, almeno una sessantina.



 

 

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Una stimata professionista armerina sulla rete diventa ladra, ma è una bufala

Mentre una testata giornalistica quando pubblica una notizia se ne assume la responsabilità chi utilizza Facebook per riportare notizie o fare commenti molto spesso non si fa alcun scrupolo di screditare persone che, come nel caso che vi raccontiamo, subiscono non solo un danno morale ma anche materiale.


 



Alcuni giorni fa inizia a circolare su Facebook la notizia secondo la quale una stimata professionista armerina, la dottoressa Valentino Marino, sarebbe stata sorpresa a rubare in supermercato. La notizia è apparsa tra le “pagine correlate” di Facebook, ovvero quelle pagine che di solito  vengono suggerite in automatico n base alla provenienza degli utenti e che appaiono sulle pagine dei “diari” in maniera simile alla pubblicità.
Come spiega l’Avvocato Giampiero Alfarini che difende la dottoressa Marino,:”Si tratta di una notizia falsa, creata con un’apposita applicazione, che viene correlata ad articoli di cronaca presenti nelle testate giornalistiche on line e quindi potenzialmente attendibile all’occhio di un lettore distratto”. Dopo aver cercato inutilmente di far rimuovere la falsa notizia da Facebook alla dottoressa Marino non è rimasta altra scelta che quella di depositare una denuncia. Il “buontempone” rischia una seria condanna penale per diffamazione a mezzo stampa.


 



Vale la pena ricordare che secondo la legge italiana diffamare qualcuno attraverso un social network equivale alla diffamazione attraverso un articolo di giornale.


Questo il comunicato dell’avvocato della dottoressa Valentino Marino.
“Nell’interesse della Dr.ssa Valentina Marino, ritengo opportuno rappresentare quanto segue:da qualche giorno circola sul web un falso articolo di stampa riguardante un tentato furto in un supermercato che ha la mia assistita come inconsapevole protagonista. L’articolo in questione, che reca perfino una foto della stessa, è già al vaglio delle competenti autorità di Polizia. Si tratta di una notizia falsa, creata con un’apposita applicazione, che viene correlata ad articoli di cronaca presenti nelle testate giornalistiche on line e quindi potenzialmente attendibile all’occhio di un lettore distratto.
Tale incresciosa vicenda, sta cagionando alla mia assistita notevoli pregiudizi in ambito lavorativo, poiché altamente lesiva dell’onore e della reputazione, tanto più se si consideri che la Dr.ssa Marino, è persona stimata ed apprezzata nella nostra comunità anche per il suo impegno nel sociale.Evidentemente, l’autore di questo “scherzo” di pessimo gusto, non si è reso conto delle conseguenze della sua condotta che sarà oggetto di specifica valutazione della A.G. procedente. Nel ringraziare la redazione per l’opportunità concessami, porgo distinti saluti.

 

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Piazza Armerina – Tavola rotonda organizzata dall’associazione AIAS di Piazza Armerina

Oggi, il sindaco Filippo Miroddi partecipa alla tavola rotonda organizzata dall’associazione AIAS di Piazza  Armerina che vedrà  coinvolti i presidenti dei comitati di quartiere e dei Club Service della città dei mosaici. 
In un momento di grande difficoltà per il sociale, l’AIAS promuove l’incontro per approfondire l’argomento e proporre un importante progetto che vedrebbe coinvolta l’intera comunità.
 “Una rete di servizi utili a tutti”, questo l’ardita ambizione dell’associazione.  Desiderio del presidente della stessa è di ottimizzare i servizi esistenti per meglio far fronte ai bisogni di tutta la cittadinanza, soprattutto della fascia più debole
L’incontro avrà luogo presso la neonata sede dell’AIAS in Piazza Senatore Marescalchi 19, alle 17.00.

 

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Il sindacato Federmodaitalia Enna si rinnova

Il sindacato Federmodaitalia Enna si rinnova. Si è svolta infatti l’Assemblea dei commercianti Titolari di Abbigliamento, Articoli Tessili, Mercerie, Biancheria per la casa, Intimo, Calzature, Pelletteria, Valigeria, Accessori e Articoli Sportivi aderenti a Confcommercio che ha provveduto a rinnovare le cariche sociali del sindacato.
Nella sede provinciale Confcommercio Enna di via Vulturo, 34 i soci aderenti al sindacato Federmodaitalia hanno provveduto a rinnovare le cariche sociali per il quinquennio 2014-2019 e ad eleggere dunque i sette componenti del Consiglio direttivo.
Dopo i saluti del vice Presidente vicario Salvatore Catania, e dei vice presidenti Riccardo Di Stefano e Gaetano Di Nicolò, l’assemblea ha proceduto con le operazioni di voto che hanno portato all’elezione dell’ennese Massimo Petrone alla presidenza del sindacato provinciale della Moda.
Il nicosiano Sebastiano Basone è stato eletto Vice-Presidente mentre il direttivo è composto dai Consiglieri Luisa Nasello (Enna),) Luigi Vivacqua (Piazza Armerina), Gaetano Caccamo (Enna), Silvia L’Episcopo (Troina), Michele Gaglione (Nicosia).
Giovanna Zuccalà (Valguarnera) e Martina Rupealta (Leonforte).
Il neo Presidente Massimo Petrone, al termine della votazione, ha voluto tracciare le linee guida del suo incarico: «Il compito a cui siamo chiamati è importante e molto impegnativo e necessita di un gran lavoro di sinergia che possa far sentire ai commercianti la presenza costante e il sostegno dell’organizzazione Confcommercio. Il nostro settore sta attraversando un periodo drammatico che corre seriamente il rischio di decimare il commercio nel territorio. Occorre trovare stimoli nuovi e iniziative che possano invertire la rotta e rimettere in moto l’economia delle nostre attività commerciali, che è strettamente legata all’economia dell’intera comunità. Il nuovo direttivo di Federmodaitalia – conclude il Presidente Petrone – è caratterizzato dal fresco entusiasmo dei giovani che, sono certo, daranno un grande contributo alla crescita del nostro sindacato. Ringrazio di cuore i colleghi che hanno voluto conferirmi il ruolo di Presidente e garantisco loro un impegno costante e attento alle esigenze del nostro settore».

 

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Bando per interventi socio assistenziali

Con direttiva del 13 maggio 2014  il Ministro dell’Interno ha determinato per il 2014 gli obiettivi generali, i programmi prioritari, nonché i criteri per l’assegnazione dei contributi previsti dagli artt. 2 e ss. del D.P.C.M. 755/94 per complessivi E 1.000.000,00.
I contributi sono destinati ad interventi socio assistenziali in favore di soggetti che si trovano in condizioni di  marginalità sociale ed in stato di bisogno, diretti a favorire servizi di accoglienza abitativa, di assistenza ai senza fissa dimora, di distribuzione di alimenti e interventi per il recupero di soggetti che versano in situazione di dipendenza da sostanze alcoliche e/o stupefacenti.
Il bando e la Direttiva del Ministro, sono disponibili sul sito internet del Ministero dell’Interno http://www.interno.gov.it – sezione “Bandi di Gara” Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.
Si ricorda, infine, che tutte le domande dovranno essere presentate utilizzando esclusivamente il portale https://fondounrra.dlci.interno.it entro ore 12,00  del 7 agosto 2014.


 

 

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Contributi per l’gricoltura biologica – Intervento dell’on. Mario Alloro

Mario Alloro, deputato regionale del Pd, scrive una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura e coinvolge 22 colleghi deputati che la sottoscrivono anch’essi. “Abbiamo presentato – dice Alloro –  una richiesta  d’incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura volta ad ottenere lo scorrimento delle graduatorie sul Prodotto Biologico. Il contributo sul Prodotto Biologico nella programmazione 2007/2013 aveva lasciato fuori circa 2000 pratiche, il grosso della provincia di Enna. Ne furono finanziate 7000 e 2000 rimasero fuori penalizzando fortemente la nostra provincia per un errore a monte del Bando che prevedeva tre misure: la 214 – 1a, la 214 – 1b e la 214 – 1d.”  La tipologia che interessava gli agricoltori della  provincia di Enna era la 214 – 1b che è l’Agricoltura e Zootecnia Biologica.


Il Bando era stato congegnato attribuendo dei punteggi separati alle varie misure e questo ha fortemente penalizzato gli agricoltori dell’ennese che hanno visto rimanere fuori quasi  il 50 % delle loro richieste.  “Abbiamo dunque chiesto all’assessore di fare scorrere la graduatoria, atteso che vi è la possibilità di farlo in quanto il Regolamento europeo transitorio prevede la possibilità di utilizzare dei finanziamenti della nuova programmazione 2014/2020 per andare a saturare graduatorie precedenti quindi, nel nostro caso quella del  2007/ 2013. Ciò non solo è previsto dal Regolamento ma è fortemente auspicato dall’Unione Europea perché, ovviamente, si vanno ad impegnare delle risorse che spesso potrebbero essere perdute nella vecchia programmazione”. E nell’iniziativa di Alloro vi è un’ampia convergenza di forze politiche diverse.


La richiesta è stata firmata oltre che da molti esponenti del Pd, anche della lista Musumeci, del Ncd, di Fi e del Megafono. “C’è  una convergenza politica complessiva – riprende Alloro – spero che l’assessore voglia venire incontro a questa esigenza generale in un momento difficile per l’agricoltura in Sicilia ma difficile soprattutto per l’agricoltura in provincia di Enna. I nostri agricoltori – conclude –  rischierebbero di essere penalizzati due volte: una volta perché hanno prodotto con il biologico e quindi hanno speso  più soldi per comprare i concimi  e ottenuto produzioni inferiori e un’altra volta perché non percepirebbero neanche il contributo che invece tanti altri agricoltori delle altre parti della Sicilia hanno avuto”. I parlamentari che hanno sottoscritto la lettera sono: Gucciardi, Cirone, Cracolici, Digiacomo, Ferrandelli, Maggio, Milazzo, Panarello,  Panepinto, Raia, Rinaldi, Assenza, Di Giacinto, Di Pasquale, Fontana, Formica,  Gianni, Ioppolo, Lantieri,  Lo Sciuto,  Venturino,   Vinciullo.
Mario Antonio Pagaria

 

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Il Questore di Enna emette il Daspo nei confronti di un dirigente della società “Città dei Mosaici”

Con provvedimento emesso il 13/06/2014 e notificato in data 17/06/2014 è stato disposto nei confronti di un dirigente del “Città dei Mosaici” di Piazza Armerina il divieto di accesso per il periodo di anni UNO, in tutti i luoghi ove si svolgono competizioni calcistiche della società Città dei Mosaici Calcio, nonché in tutti gli stadi o altri impianti sportivi in occasione di eventi calcistici riguardanti detta società sportiva.
Il Dirigente è ritenuto responsabile di episodi di violenza che hanno posto in pericolo l’Ordine e la sicurezza pubblica in occasione dell’incontro di calcio “CITTA’ DEI MOSAICI CALCIO – CITTA’ DI ENNA”, valevole per il Campionato Regionale  di III Categoria, Girone A, disputatosi in data 06 aprile 2014 presso il campo sportivo “Sant’Ippolito” di Piazza Armerina.



Nell’occorso, il predetto, prima dell’inizio dell’incontro di calcio, si è introdotto all’interno dello spogliatoio dell’arbitro proveniente da Enna, spacciandosi per altra persona ed ha pronunciato frasi ingiuriose e gravemente minacciose nei confronti del direttore di gara.
Oltre a pronunciare tali parole ingiuriose si avvicinava con fare minaccioso verso il suddetto arbitro, costringendolo ad appoggiarsi al muro dello spogliatoio e con le mani protese verso il volto del direttore di gara minacciava di colpirlo.
A seguito del suddetto episodio,  il Giudice Sportivo infliggeva a carico della società Città dei Mosaici un’ammenda di Euro 150,00 con la seguente motivazione: “per essersi persona non identificata, all’inizio della gara, introdotta nello spogliatoio dell’arbitro assumendo reiteratamente contegno offensivo e gravemente minaccioso ed intimidatorio nei confronti dell’arbitro medesimo”



Alla luce dei fatti sopra riportati in data 13/06/2014, pertanto,  il Questore di Enna, Ferdinando Guarino, emetteva il provvedimento del divieto di accesso (DASPO) per il periodo di anni UNO in tutti i luoghi ove si svolgono competizioni calcistiche della società Città dei Mosaici Calcio, nonché in tutti gli stadi o altri impianti sportivi in occasione di eventi calcistici riguardanti detta società sportiva. Il divieto è esteso, nelle medesime circostanze di tempo, in tutti gli spazi antistanti o comunque limitrofi agli stadi o ai campi sportivi ove si disputeranno tali manifestazioni ed altresì in quelli interessati alla sosta, al transito ed al trasporto delle persone che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime.
Al suddetto provvedimento, convalidato dal GIP presso il Tribunale di Enna in data 20/06/2014, è associato l’obbligo di presentazione presso il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina nel corso della giornata in cui si svolgeranno le manifestazioni cui è interdetta la partecipazione del nominato in oggetto, obbligo da tenersi al 20° minuto di ogni tempo di tutti gli incontri ovunque disputati dalla squadra calcio “Citta dei Mosaici”. Il divieto di accedere ai suddetti impianti scadrà alle ore 24.00 del 16/06/2015.  



 


L’emissione del provvedimento si inserisce in seno all’ampia campagna di contrasto ad ogni forma di violenza, anche in occasione di manifestazioni sportive, fortemente promossa dal Questore Guarino, nella convinzione che lo sport è e deve essere un momento di aggregazione giovanile, veicolo di messaggi positivi, non certo una occasione per porre in essere comportamenti violenti.


 

 

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Arrestato un presunto mafioso di Catenanuova si tratta Di Marco Nunzio, detto “Nnunziu U Trainisi”

Arrestato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, guidato dal colonnello Baldassare Daidone, il presunto mafioso Nunzio Di Marco detto “Nunziu u Trainisi”, 41 anni residente a Catenanuova, ritenuto dai militari dell’Arma uno degli appartenenti al clan Cappello di Catenanuova capeggiato da Filippo Passalacqua. Nunzio Di Marco è sospettato anche di aver ordinato l’incendio dell’auto di un graduato dell’Arma per vendicarsi del sequestro di un cantiere edile abusivo effettuato dai Carabinieri di Catenanuova. L’arresto è frutto dell’attività investigativa di contrasto condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta. Di Marco è stato catturato alle prime luci dell’alba e si ritiene sia stato dal 2008 un appartenente al gruppo mafioso di Catenanuova comandato da Filippo Passalacqua che è in carcere dal 2011 sotto il regime del 41/bis ed è accusato di essere uno dei principali organizzatori ed esecutori della Strage di Catenanuova del 15 luglio 2008.


 


La posizione di Di Marco era già stata evidenziata nella fase finale delle indagini che hanno condotto gli uomini del colonnello Baldassare Daidone ad effettuare gli arresti del 19 febbraio scorso. Tuttavia agli investigatori ed alla Procura Antimafia di Caltanissetta è servito un ulteriore approfondimento che ha fatto emergere ulteriori elementi a carico di Di Marco ritenuto associato a Passalacqua e latore di lettere di richieste estortive a danno di imprenditori ed artigiani di Catenanuova. La posizione di Di Marco si è aggravata quando gli investigatori hanno accertato che lo stesso aveva attivato un cantiere abusivo e per tale motivo previo sequestro del cantiere stesso lo avevano deferito all’Ispettorato del Lavoro che applicava sanzioni amministrative. Pieno di livore verso l’Arma dei Carabinieri, Di Marco ordiva l’organizzazione dell’incendio dell’autovettura privata di un militare dell’Arma medesima fino alla completa distruzione del veicolo. Le prove dell’organizzazione della distruzione del veicolo si evincono dalle intercettazioni effettuate dai Carabinieri.


Mario Antonio Pagaria

 

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Caso Ruby, il Pg: “Confermare la condanna a 7 anni per Berlusconi”

Concussione e prostituzione minorile: il procuratore generale di Milano Piero De Petris ha chiesto di confermare la condanna a 7 anni di carcere per i reati di senza la concessione delle attenuanti generiche. La richiesta è stata formulata formulato ai giudici della Corte d’Appello davanti ai quali si svolge il processo a carico di Silvio Berlusconi per il caso Ruby. “La severità del trattamento sanzionatorio – ha chiarito De Petris – è innegabile, per parte mia però faccio rilevare che la sentenza di primo grado ha dato conto delle complessive ragioni riguardo al fatto che il trattamento sanzionatorio non si poteva attestare sul minimo edittale della pena”. Il Pg milanese definisce un “abuso colossale” la telefonata nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 di Silvio Berlusconi in Questura a Milano che portò all’affidamento dell’allora minorenne Ruby a Nicole Minetti, all’epoca consigliera regionale, ovvero quella della famosa “nipote di Mubarak”, eventualità che secondo De Petris era stato immediatamente individuata come falsa da Ostuni e Iafrate (i funzionari della Questura che diedero seguito alla richiesta).
La difesa dei fedelissimi di Berlusconi non si fa attendere: “Una requisitoria tenuta insieme con lo scotch: solo teorie, nessun fatto provato. Un copione già visto! #la legge non è uguale per tutti”: così, in un tweet, il consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, commenta la requisitoria del sostituto pg De Petris sul caso Ruby.


 


Per Berlusconi tegola anche dal processo di Bari
Per l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tegola anche da Bari, dove è stato chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sui soldi dati, tramite Valter Lavitola, all’imprenditore Gianpaolo Tarantini che, secondo l’accusa, sarebbe stato indotto a mentire sulle escort presentate tra il 2008 e il 2009. L’udienza preliminare è fissata per il 14 novembre dinanzi al gup Rosanna Depalo.


 


 

 

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Diminuiscono i reati predatori ed aumenta il rispetto verso il Codice della strada.

Diminuiscono i reati predatori ed aumenta il rispetto verso il Codice della strada. E’ questo il risultato di una massiccia opera di prevenzione da parte delle Forze dell’Ordine condotta in provincia di Enna e disposta dal questore Ferdinando Guarino che a due anni dal suo insediamento esprime grande soddisfazione per questi risultati. Guarino in questi due anni ha profuso tutte le sue energie nella lotta e prevenzione della criminalità. L’effetto virtuoso prodotto dall’intensificazione dei controlli ordinari in atto dal febbraio scorso in coerenza con il piano d’azione predisposto dal Ministero dell’Interno denominato “Trinacria”  ha impegnato numerose pattuglie della Polizia di Stato comprese la Polizia Stradale ed il Reparto Prevenzione Crimine, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale, della Polizia Provinciale in un coordinato ed imponente sistema di controllo del territorio proteso a combattere i fenomeni criminosi in genere sensibilizzando gli utenti della strada verso un maggior rispetto delle regole. Un’altra caratteristica dell’opera di prevenzione è quella di rendere i luoghi di frequentazione, quali bar ed esercizi commerciali, spazi in cui il pubblico possa trascorrere il proprio tempo libero in sicurezza. Un’attività che ha costituito un notevole deterrente contro la criminalità ingenerando nei cittadini una maggiore percezione di sicurezza ed un maggiore senso civico. Molti cittadini, infatti, in seguito a dette misure, hanno affermato di sentirsi più sicuri ed è stata significativa la testimonianza di un titolare di un centro revisioni di Piazza Armerina il quale in seguito ai controlli stradali ha registrato un incremento delle revisioni nel suo esercizio.


Mario Antonio Pagaria

 

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I lavoratori della Casa di riposo San Giuseppe chiedono solidarietà

“Un altro baluardo dello stato sociale ci sta abbandonando – scrivono il lavoratori della Casa di riposos San Giuseppe – nella totale indifferenza delle istituzioni, e delle forze politiche, sociali, culturali. L’IPAB casa di riposo pubblica, presso la quale lavoriamo rischia la chiusura. Senza la struttura pubblica i nostri anziani non avranno più la stessa dignità. Solo chi avrà  potrà  pagarsi le rette dal privato, chi non avrà le risorse perirà  solo in casa, affidato a personale non qualificato, abbandonato a se stesso. Siamo sicuri di vivere in uno Stato civile e soprattutto sociale?”


“Invitiamo tutti ad aderire al comitato di lotta. Inviateci una email al nostro indirizzo di posta elettronica e vi indicheremo le modalità per aderire al comitato”


Scrivete a comitatolottaipab@email.it

 

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La TIA (Tariffa Igiene Ambientale) illeggittima dal 2006

Dal 2006 le pretese comunali TIA risultano illegittime, a segnalarlo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che riporta l’interessante articolo scritto a due mani dai tributaristi avvocati Maurizio Villani e Iolanda Pansardi in materia di TIA.


 


La Tia (Tariffa di igiene ambientale) è stata soppressa dal Codice dell’ambiente, entrato in vigore dal 29/04/2006. Le delibere comunali successive a tale data, che adottano la Tariffa Ronchi, sono illegittime e così anche le relative pretese fiscali>>. E’ quanto ha affermato la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sezione staccata di Latina, nella sentenza n. 3486/40/14 del 26 maggio 2014, la quale esprime un principio di diritto in linea con quanto stabilito dal  Consiglio di Stato nella sentenza n. 4756 del 26 settembre 2013 secondo cui: <>.Giova ricordare che la disciplina dei tributi locali, ed in particolare, la tassazione dei rifiuti, è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da un susseguirsi quasi frenetico di interventi legislativi volti, a seconda dei casi, a modificare le forme di tassazione in vigore o ad introdurne di nuove.In un primo momento, difatti, la tassazione legata allo smaltimento dei rifiuti era dettata esclusivamente dal D.Lgs. n. 507/1993, con il quale il legislatore aveva istituito e regolamentato la Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani).A seguire, con il successivo art. 49 del D.Lgs. n. 22/1997 (cd. “decreto Ronchi”), all’art. 49, veniva introdotta la Tia-1 (tariffa di igiene ambientale) che nelle intenzioni del legislatore avrebbe dovuto prendere il posto della Tarsu fino a sostituirla completamente. Per tale ragione la sua introduzione prevedeva un termine transitorio entro il quale tutti i Comuni avrebbero dovuto adottare il nuovo prelievo in sostituzione della Tarsu.


 


Il fine perseguito con tale nuova forma di prelievo era quello (non garantito dalla Tarsu) di coprire integralmente i costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e soggette ad uso pubblico (art. 49, comma 2).La Tariffa di igiene ambientale di cui al citato art. 49 del D.Lgs. n. 22/1997 è stata poi, sempre nelle intenzioni del legislatore, sostituita con la Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani (denominata Tariffa Integrata o anche Tia-2) così come previsto dall’art. 238 del D.Lgs. n. 152/2006.Va detto che inizialmente l’art. 49 del decreto Ronchi prevedeva l’entrata in vigore graduale, in ragione della percentuale di copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti raggiunto con il gettito del 1999. Con l’avvicinarsi delle scadenze graduate, il legislatore di fronte alle difficoltà di imporre una entrata di complessa applicazione, ha provveduto nel corso degli anni successivi a differire l’entrata in vigore della tariffa con le leggi finanziarie di fine anno.Inoltre lo stesso art. 49 stabiliva che fino al momento dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà di questo prelievo, i Comuni avrebbero potuto applicare la tariffa “Ronchi” in via sperimentale, mediante apposite delibere regolamentari.La Tariffa Ronchi non è mai diventata obbligatoria per i Comuni, date le ripetute proroghe e i provvedimenti che hanno di fatto congelato la sua introduzione per arrivare alla definitiva abrogazione ad opera della “nuova” tariffa integrata ambientale (tia 2) di cui all’art. 238 del codice ambientale (d.lgs. 152/2006).


 


Al comma 11 di tale articolo viene stabilito che sino alla completa attuazione della nuova tariffa, la cui procedura rimanda ad un apposito decreto ministeriale (ancora non emanato dal 2006) ed  all’adozione di specifiche previsioni regolamentari locali “continuano ad applicarsi le discipline regolamentari vigenti”.Secondo l’interpretazione più accreditata con l’espressione “discipline regolamentari vigenti” devono intendersi i regolamenti comunali di introduzione e disciplina della tariffa nei propri territori, che alla data di entrata in vigore del codice ambientale erano stati già adottati.Ciò significa che dal 29 aprile 2006 non è più ammissibile il passaggio alla tariffa Ronchi (tia 1) in virtù del fatto che tale entrata è da ritenersi soppressa. In via transitoria è “tollerata” la vigenza degli atti deliberativi comunali già assunti.Proprio in virtù di tali principi il collegio regionale di Latina con la decisone in commento, di riferimento per ogni comune che abbia approvato l’adozione della Tia con una delibera successiva alla data dell’entrata in vigore del codice dell’ambiente (29 aprile 2006), dichiara illegittima la delibera comunale che travolge, di conseguenza, la debenza della stessa pretesa tributaria.

 

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La posizione ufficiale del PD sui Liberi Consorzi

Di fronte alla questione del consorzio dei comuni il Partito Democratico di Piazza Armerina ha da tempo assunto una posizione di serietà che ha portato all’approfondimento degli aspetti normativi e politici. Dopo alcuni incontri interni al circolo, la partecipazione a incontri di approfondimento organizzati da altri soggetti; dopo il confronto con la segreteria provinciale che, legittimamente, sottolinea che gli iscritti della provincia di Enna, nell’eleggere il segretario provinciale, ne hanno votato il documento programmatico che prevede il mantenimento degli attuali confini provinciali; dopo avere preso in esame la strategia di sviluppo elaborata dal Pd provinciale di Enna, l’assemblea del circolo del PD di Piazza Armerina, riunita unitamente al direttivo e all’esecutivo, ha deciso di verificare con i circoli del partito dell’area gelese e del calatino se esistono le condizioni per dare vita a un consorzio di comuni della Sicilia centro meridionale in cui le vocazioni, le risorse e le ambizioni di Piazza Armerina possano trovare maggiore spazio e possano dare origine a una nuova fase di sviluppo per la comunità.


 


La valutazione sui quasi novanta anni di vita della provincia di Enna è, infatti, stata sostanzialmente negativa soprattutto per il ruolo onnivoro del capoluogo e per la disomogeneità del territorio provinciale (nord diverso dal sud) che ha giocato a favore di Enna e depauperato i due centri di riferimento di Piazza Armerina e Nicosia. Negli ultimi quindici anni, ancora di più, l’attenzione della provincia di Enna è stata sempre più concentrata sul capoluogo e, in seconda battuta, sulla parte nord della provincia con un evidente voluto abbandono del distretto meridionale, come dimostrano, più delle  altre, la vicenda della Sp4 e dell’ospedale Chiello. La scelta di tentare un ulteriore spostamento verso nord del consorzio dei comuni di Enna con una possibile adesione dei comuni dei Nebrodi, non farà che aumentare la marginalizzazione dei comuni del sud, tra cui Piazza Armerina. Inoltre le condizioni sociali ed economiche dei comuni dei Nebrodi, ancora più in difficoltà di quelli che già fanno parte del consorzio di Enna, verosimilmente, condurrà a una ulteriore asimmetria di attenzione e investimenti a svantaggio della parte sud.


 


Un nuovo consorzio di comuni che potesse avere al suo interno sia l’area gelese che il calatino potrebbe rivestire un ruolo di grande rilevanza in ambito regionale e Piazza Armerina potrebbe concorrere con Caltagirone e Gela al suo successo. Per questo la segreteria e i dirigenti del PD del circolo di Piazza Armerina stanno partecipando a una serie di incontri con il PD di quei comuni, alla ricerca di un progetto unitario e condiviso. È stata, però registrata una seria difficoltà a fare convergere progetti, prospettive e ambizioni di Gela, con quelle di Caltagirone e dell’intero comprensorio calatino che finora hanno dato vita a ipotesi diverse: se Gela ha deliberato di aderire al consorzio di Catania (dai confini non definiti), Caltagirone mira a costituire un consorzio del Sud Simeto o, al limite, a chiedere l’adesione alla città metropolitana di Catania. Peraltro le diverse incongruenze e inapplicabilità che singoli comuni, studiosi, forze sociali e sindacali, hanno fatto evidenziare nel testo della legge approvata, dovrebbero portare a una proroga dei termini fissati nella norma, in attesa di una sua sostanziale modifica che ne sciolga tutte le indeterminatezze.


 


Ciononostante il PD di Piazza Armerina ritiene che debbano essere fatti fin da subito tutti gli sforzi per costruire un consorzio della Sicilia centro meridionale con Caltagirone e/o Gela, nel supremo interesse della comunità di Piazza Armerina e di una prospettiva di sviluppo duraturo. A questo impegno che potrebbe essere determinante per i prossimi decenni è finora del tutto mancata l’amministrazione comunale che avrebbe dovuto guidare questo processo non con un atteggiamento da questuante (ch’ c’è p’ mia?), ma con una volontà di protagonismo nella costruzione di futuro che è quella che merita la comunità di Piazza Armerina.


 


Solo da un confronto tra le diverse prospettive di sviluppo, quella all’interno del consorzio di Enna e quella, da costruire, della Sicilia centro meridionale con Caltagirone e Gela, la scelta potrà essere consapevole.


Ilenia Adamo
Coordinatore di Circolo
Partito Democratico Piazza Armerina

 

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Piazza Aremrina : Finanzieri e Carabinieri arrestano tre pusher.

Operazione congiunta dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina e del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Enna. I militari hanno tratto in arresto, nella nottata odierna, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente (art. 73 D.P.R. 309/1990), AJI Francis, 24enne cittadino ghanese, celibe, disoccupato, domiciliato presso una struttura ricettiva di Pergusa (EN), titolare di regolare permesso di soggiorno per stranieri; HASAN MOHAMUD Ismail, 18enne cittadino somalo, celibe, disoccupato, domiciliato a Piazza Armerina presso una struttura ricettiva, titolare di regolare permesso di soggiorno per stranieri ed ABDIRAZAK Mohamed, 21enne cittadino somalo, coniugato, disoccupato, domiciliato a Piazza Armerina presso una struttura ricettiva, titolare di regolare permesso di soggiorno per stranieri.


 



La centralissima Villa Garibaldi di Piazza Armerina era diventata, da alcuni mesi, una frequentatissima piazza di spaccio al dettaglio di qualsiasi sostanza stupefacente. Da qui è nato il blitz effettuato congiuntamente dagli uomini delle Benestante e della Benemerita.
Nel corso di un predisposto servizio per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, i militari operanti hanno proceduto alla perquisizione personale di AJI Francis, poiché vi era il fondato motivo di ritenere che potesse pervenirsi al rinvenimento di sostanze stupefacenti o psicotrope.


 



Il ghanese veniva notato da alcuni militari dirigersi frettolosamente a piedi dalla Piazza Generale Cascino alla vicina Villa Garibaldi tenendo in mano una busta di plastica del tipo utilizzata comunemente per la spesa. Una volta fermato ha mostrato, sin da subito, evidenti segni di insofferenza, rafforzando negli operanti il sospetto che effettivamente potesse celare qualcosa di illecito. Difatti, la citata busta in plastica è risultata contenere, a sua volta, nr. 7 buste in plastica sigillate, con all’interno della sostanza stupefacente del tipo marijuana che, opportunamente pesata presso una Farmacia di Piazza, è risultata pesare grammi 51,50 di marijuana. Allo stesso veniva chiesto se avesse altro stupefacente e, spontaneamente, dalla tasca destra dei jeans, usciva un involucro di plastica contenente sostanza stupefacente del tipo marijuana che, opportunamente pesata presso una Farmacia, è risultata essere di grammi 1,50. Richiestogli se avesse altro stupefacente, riferiva di non averne più. Nelle fasi di conduzione presso i locali di questa Caserma veniva ridomandato nuovamente se avesse altra droga, più in particolare nascosta negli slip, e lo stesso spontaneamente infilava le mani all’interno dell’indumento intimo ed estraeva altro involucro, simile a quello uscito dalla tasca dei jeans, che opportunamente pesata presso la Farmacia è risultata consistente in grammi 1,50, per un totale complessivo di grammi 54,50.


 


Nel medesimo sacchetto contenente lo stupefacente, è stato rinvenuto un bilancino di precisione, perfettamente funzionante.
Altri militari operanti si sono recati presso la stanza ubicata all’interno della struttura ricettiva di Pergusa ove dimorava AJI Francis e, nella tasca del giubbotto in uso al predetto è stato rinvenuto nr. 1 involucro in plastica trasparente del peso di gr. 1 circa contenente sostanza stupefacente del tipo marijuana. 
Durante la permanenza presso i locali della Caserma dell’Arma di Piazza Armerina, AJI Francis riferiva di essere in possesso di una chiave di un appartamento, sito in Piazza Armerina, al cui interno vi era altro stupefacente occultato. Di tale appartamento riferiva solo di averne la materiale disponibilità dimostrata tra l’altro dalla chiave in suo possesso. I militari hanno deciso quindi di effettuare una perquisizione locale dell’immobile ove hanno rinvenuto, opportunamente occultata nel vano bagno, nr. 2 involucri in plastica trasparente contenenti rispettivamente gr. 44 e gr. 512 di sostanza stupefacente del tipo marijuana.
AJI Francis, per le modalità di rinvenimento della sostanza stupefacente, veniva dichiarato in stato d’arresto. 


 


Nell’ambito di analogo servizio, gli uomini delle Benestante e della Benemerita hanno proceduto alla perquisizione locale nella cameretta occupata esclusivamente da HASAN MOHAMUD Ismail ed ABDIRAZAK Mohamed, nonché nel bagno attiguo il cui accesso è consentito solo dalla stessa camera, in quanto vi era il fondato motivo di ritenere che si potesse pervenire al rinvenimento di sostanze stupefacenti o psicotrope. Le operazioni di perquisizioni iniziavano alla presenza di HASAN MOHAMUD Ismail atteso che ABDIRAZAK Mohamed era già stato coartato e portato presso la Caserma della città dei mosaici. La perquisizione dava esito positivo in quanto venivano rinvenuti: una confezione di 120 filtri per sigarette marca OCB Slim contenente residuo di spinello con filtrino all’interno del comodino in uso a ABDIRAZAK Mohamed; nr. 1 ricevuta di invio money transfer – western union di € 100,00; la somma contante di € 460,00, rinvenute nell’armadio in uso ad HASAN MOHAMUD Ismail; nr. 1 involucro di plastica trasparente del peso di gr. 10  contenente sostanza stupefacente del tipo marijuana; nr. 1 involucro di plastica trasparente del peso di gr. 10 contenente sostanza stupefacente del tipo marijuana; nr. 1 involucro di plastica trasparente del peso di gr. 5 contenente sostanza stupefacente del tipo marijuana debitamente occultata nell’incavo posteriore del bidet.


 


Per le modalità di rinvenimento della sostanza stupefacente anche HASAN MOHAMUD Ismail ed ABDIRAZAK Mohamed, venivano dichiarati in stato d’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso di tutte le operazioni non sono stati arrecati danni a beni mobili o immobili, né a suppellettili.
Nessuno dei tre arrestati ha dato il loro consenso ad avvisare le rispettive autorità diplomatiche.
La droga, su disposizione del Signor Procuratore Francesco Augusto RIO, intervenuto sul posto in piena notte, sarà inviata nei prossimi giorni al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna per gli accertamenti del caso. 


Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
Il blitz di ieri ha raccolto il plauso dei vertici di entrambe le Forze di Polizia per il brillante raccordo operativo dimostrato da tutti i militari che ne hanno preso parte.


 

 

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Riforme: trovata l’intesa sull’elezione dei senatori. Renzi: “E’ una rivoluzione”

Trovata in extremis l’intesa in Commissione Affari Costituzionali, sia per quel che riguarda il meccanismo dell’elettività dei senatori, sia per quanto concerne la composizione del nuovo organismo. Dunque, stando all’impianto definitivo, il nuovo Senato sarà composto da “95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da 5 senatori che possono essere nominati dal presidente della Repubblica. I consigli regionali e i consigli delle province autonome di Trento e Bolzano eleggono con metodo proporzionale i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori. Nessuna regione può avere un numero di senatori inferiore a due. Ciascuna delle province autonome di Trento e Bolzano ne ha due. La ripartizione dei seggi fra le regioni si effettua in proporzione alla loro popolazione quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu’ alti resti. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti”


 


Le reazioni di Renzi e Boschi: “E’ una rivoluzione”
” Il Cdm ha dato l’ok al ddl sulla Pubblica amministrazione”, dice Matteo Renzi in conferenza stampa. “Alla fine dei mille giorni, scanditi dai tempi della legge delega, la Pa metterà online tutti i tipi di certificati o li invierà a casa entro 48 ore. È una rivoluzione copernicana. La Pa va a casa del cittadino e viceversa”. ”Sono molto soddisfatta. Esce dalla Commissione un buon testo. E’ stato rispettato l’impegno a far uscire il ddl entro oggi e di questo ringrazio la Commissione”, ha invece detto il ministro Maria Elena Boschi dopo il sì della Commissione al disegno di legge sulle riforme.



 


Mentre in Commissione a Palazzo Madama va in scena lo scontro sul delicato nodo del meccanismo di  elezione dei senatori e della composizione del futuro Senato, sembra ormai fatta invece per altri due emendamenti che modificano le norme per scegliere il presidente della Repubblica e per presentare i quesiti referendari. Secondo i due emendamenti al testo delle Riforme istituzionali, infatti, ci vorranno più firme per proporre i referendum abrogativi e ci saranno regole più ferree per l’elezione del Presidente della Repubblica. Per quanto riguarda i referendum le firme necessaire passeranno dalle attuali 500mila alle 800mila, ma in compenso il quorum necessario per la validità della consultazione elettorale sarà di fatto abbassato diventando flessibile. In sostanza il quorum per i referendum sarà calcolato sulla metà degli elettori che si sono presentati alle elezioni politiche immediatamente precedenti e non più sulla metà degli aventi diritto come avviene oggi.


Gli emendamenti su referendum e Capo dello Stato
L’emendamento prevede anche un giudizio preventivo di ammissibilità sul quesito da parte della Corte costituzionale una volta raggiunta la metà delle firme necessarie. Vietati infine i cosiddetti referendum chirurgici, cioè quelli che prevedono solo la cancellazione di parole o frasi all’interno di una legge. I testi referendari infatti devono riguardare o una intera legge o una sua parte che abbia “valore normativo autonomo”. Per quanto riguarda l’elezione del Capo dello Stato, invece, la maggioranza assoluta scatterà ora solo alla nona votazione, anziché alla quarta come adesso. Per le votazioni precedenti rimane il vincolo dei due terzi degli elettori nei primi quattro scrutini, poi dei tre quinti degli elettori nei successivi quattro.


La discussione sulle Riforme istituzionali sarà in Aula solo lunedì
Per vedere il disegno di legge sul riforme istituzionali approdare in Aula, però, probabilmente occorrerà altro tempo. Dopo una lunga battaglia, infatti, l’ufficio di presidenza ha stabilito che il voto finale della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama si terrà alle 17.30, quindi è presumibile che i relatori riferiranno all’Assemblea sulle riforme istituzionali non prima di lunedì e non oggi come precedentemente programmato. “Così non va, non c’è accordo. A questo punto andiamo in Aula lunedì e lì scioglieremo i nodi” aveva spiegato uno dei correlatori  della riforma, Roberto Calderoli,  a margine dei lavori della Commissione. “La commissione ha fatto una proposta, passata all’unanimità, di iniziare lunedì con la discussione generale. Sarà l’aula a decidere. Oggi in commissione voteremo tutto. Il voto sull’articolo 2 che riguarda la composizione del Senato, si terrà già oggi in commissione, poi sarà ripreso in Aula” ha spiegato invece il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.


 


 



 

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Piazza Armerina – L’assessore Alessia Di Giorgio :”taglieremo 500mila euro all’assistenza sociale”

Si è svolto ieri il consiglio comunale dedicato al bilancio consuntivo. A introdurre i lavori è stato l’assessore al bilancio Alessia Di Giorgio che però non deve aver chiara la differenza tra i termini  consuntivo e preventivo visto che nel suo intervento si è soffermata più che altro sulle future manovre economiche dell’Amministrazione comunale.
In realtà ci saremmo aspettati che la Di Giorgio parlasse di alcuni indicatori di bilancio utili a valutare l’efficienza operativa della macchina amministrativa specificando ad esempio quale sia al momento  l’autonomia economica del Comune, oppure i parametri relativi alla Capacità di previsione della spesa o della capacità di riscossione. Ci aspettavamo un’ampia trattazione sull’equilibrio di parte corrente o sul grado di rigidità strutturale della spesa, ecc. Niente di tutto questo , l’assessore ha parlato della prossima intenzione dell’amministrazione di voler ridurre la spesa per l’assistenza sociale eliminando alcune forme di assistenza a domanda individuale e ha centrato il suo intervento sulla difesa del sindaco Miroddi che secondo l’assessore, riferendosi ad un nostro articolo,  “non è un sindaco in difficoltà, così come ha affermato qualcuno”. Un po’ poco per un amministratore che guida uno dei settori chiave della macchina comunale.


 


In realtà relazionare in maniera più tecnica al consiglio comunale sarebbe compito del ragioniere capo del comune, Giuseppe Baiunco ma a quanto pare non corre buon sangue fra l’assessore Di Giorgio e il funzionario che al momento ha preferito dedicarsi alle proprie ferie o forse in permersso per malattia. Uno scontro che alcuni giorni fa sarebbe sfociato in una violenta lite fra i due.
L’amministrazione Miroddi si sta distinguendo in questi mesi per un alto tasso di conflittualità con i funzionari comunali che hanno sempre dimostrato grandi capacità di gestione con le amministrazioni passate. Nella ragioneria dopo che il dottor Catalano, considerato uno dei funzionari più esperti nel settore del bilancio e dell’amministrazione economica del comune, è stato sostituito da Giuseppe Baiunco non è calato il livello di scontro con questo ufficio.
Ricordiamo che in passato nel settore turistico l’amministrazione ha aperto un contenzioso con l’ex dirigente Rosa Pascolato rimossa dal suo incarico nonostante le sue tre lauree e la conoscenza di due lingue, che recentemente il responsabile della Protezione Civile, Mauro Mirci si è dimesso per i contrasti con l’assessore Oliveri e che attualmente sono aperti diversi contenziosi tra personale e amministrazione.


 


Ritornando all’intervento fuori tema dell’assessore Di Giorgio il fatto che si sia già deciso di tagliare i fondi ad alcuni servizi sociali dimostra come, in mancanza di idee, si tenti di ridurre la spesa pubblica con azioni tanto facili da realizzare quanto dannose per la collettività, soprattutto per le fasce più deboli. L’assistenza sociale costa al comune circa 3milioni di euro l’anno mentre la macchina amministrativa genera costi per circa 5milioni di euro. Ci permettiamo di suggerire all’assessore, se è in cerca di 500mila euro, di analizzare in maniera dettagliata quest’ultimi costi visto che, ad esempio, aumentando la produttività oraria degli impiegati si potrebbero ottenere dei grossi risparmi. Avendo avuto modo di poter analizzare il bilancio consuntivo, non da perfetti profani, ci siamo resi conto che esistono diverse voci sulle quali si potrebbe agire ed evitare di colpire le fasce più deboli della società. L’assessore invece non ha parlato di razionalizzare la spesa ma di tagli, che oltre a comportare una diminuzione della qualità della vita hanno un effetto deprimente sull’economia della città.

 

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Operazione antidroga questo pomeriggio a Piazza Armerina.

Oggi pomeriggio le forze dell’ordine sarebbero intervenute all’interno del perimetro della Villa Garibaldi di Piazza Armerina dove sembra abbiano effettuato alcuni arresti per spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione ha incluso anche l’utilizzo di unità cinofile con cui sarebbero state effettuate alcune perquisizioni in un centro di accoglienza per rifugiati. Domani in giornata dovremmo essere in grado di fornire maggiori particolari sull’operazione.

 

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Piazza Armerina . Una “semplice” lite fra due persone in viale Libertà oggi pomeriggio

Oggi pomeriggio due uomini sono venuti alle mani in via libertà. Uno dei due è dovuto ricorrere alle cure mediche mentre l’altro, al momento in cui scriviamo, si trova in commissariato per accertamenti. Riportiamo la notizia perché nel pomeriggio si erano sparse voci di un confronto ben più cruento che poi non hanno trovato alcun riscontro.



 

 

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Piazza Armerina : tragedia sfiorata. Si stacca e precipita un infisso dalla chiesa di San Giuseppe.

Sono trascorse solo poche ore dalla morte di un ragazzo di 14 anni a Napoli colpito dal crollo di un cornicione in pieno centro storico. Una nuova tragedia si stava per consumare a Piazza Armerina dove oggi pomeriggio alle 16.15 circa una vecchio infisso si è staccato dal finestrone situato sopra l’ingresso della chiesa di San Giuseppe di via Mazzini ed è precipitato in strada senza, per fortuna, causare danni a persone o cose. Solo qualche attimo di panico, a causa del forte rumore che ha accompagnato lo schianto del telaio in legno precipitato in strada, per alcune persone che in quel momento si trovavano sedute sul marciapiede di fronte. Il telaio che si sarebbe staccato nello stesso momento in cui veniva aperto il portone centrale per consentire ai fedeli di partecipare alla messa. Solo per un puro caso in quel momento davanti alla chiesa non si era radunata la gente che di solito attende l’inizio della funzione religiosa . Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale.


 





 

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Bascetta sui provvedimenti di sospensione per gli operatori dei cantieri di servizio

Comunicato CSA
In questi giorni sono partiti nelle decine di Comuni interessati, in un ambito di indifferenza e di silenzio mass-mediale, i provvedimenti di sospensione per gli operatori dei cantieri di servizio, degli ex RMI per intenderci, con il drammatico risultato di ben 2.000 famiglie poste sulla strada nelle province di Enna e Caltanissetta. La motivazione?….Semplice!….Il Presidente Crocetta deve prendere tempo in attesa di una loro collocazione più idonea e fruttuosa!….Perchè alla Regione Sicilia, devono ancora capire se devono collocarli tra i boschi come pompieri antincendio o come guide nei musei…..E poiché queste decisioni presuppongono un certo gravoso e farraginoso consumo di energie mentali delle già esauste strutture cerebrali dei funzionari regionali, 2.000 famiglie aspettano nutrendosi di aria!…Altro che tutela dei più deboli e dei senza diritti!…..Abbiamo ancora le orecchie piene di queste promesse da campagna elettorale nelle scorse consultazioni regionali…..Lui non avrebbe mai fatto “macelleria sociale”!…..Alla faccia delle promesse e della parola!…


 


Ma tant’è!…Cari lavoratori, se vogliamo uscire da questa situazione di stallo umiliante e di sofferenza sociale ed economica, dobbiamo svegliarci e organizzarci in un comitato intercomunale che pianifichi e organizzi una piattaforma rivendicativa che vada oltre la semplice regolamentazione della normativa regionale. Perché è venuto il momento di interrompere e di dare una netta cesura alla situazione di perenne incertezza e di costante paura di perdere il posto di lavoro….Questi lavoratori svolgono ormai un ruolo consolidato ed essenziale all’interno delle amministrazioni e devono essere riconosciuti per il compito che svolgono di fatto…Quindi è necessario aprire un fronte sindacale serio e non di facciata come è successo fino ad ora…Dobbiamo combattere con le armi che ci mette a disposizione il diritto e il coraggio….Finiamola di credere ai soliti e banali inviti alla calma e al silenzio che vengono ( ahimè!) dai sindacalisti che, invece di condurre la lotta vera e propria e di guidare i lavoratori in una battaglia campale di rivendicazione e di tutela, si limitano a inviare letterine, fax, pseudo-diffide, banalissimi tavoli tecnici che non servono a nulla se non a gettare fumo negli occhi dei lavoratori. ….No, cari lavoratori, ma non capite che vi tengono volutamente nella condizione di minorità e di bisogno perché siete, come tanti altri comparti colpiti e falcidiati dalle chiusure e dai fallimenti ( vedi zona industriale di Dittaino, vedi Fabbrica Giudice, vedi Multiservizi, ecc.), un utilissimo bacino di voti e una fecondissimo ricettacolo elettorale per le prossime elezioni?…Se togliessero il bisogno chi andrebbe a cercare il politicante di turno?….Semplice!


 Il coordinatore provinciale CSA
Luigi Bascetta

 

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SP4, entro martedì la firma per l’avvio dei lavori.

SP4, entro martedì la firma per l’avvio dei lavori. Palermo 10 Luglio 2014 – Negli ultimi giorni, dopo una serrata interlocuzione con il commissario Caccamo, la dottoressa Monreale e l’ingegnere Alvano, il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino (P.S.I.) ha avuto la conferma che gli ultimi intoppi burocratici relativi all’inizio dei lavori di rifacimento del tratto interrotto della Strada provinciale 4 sono stati superati. Si aspetta quindi entro i prossimi giorni, probabilmente tra lunedì e martedì la firma del contratto.
“Mi auguro adesso che non saltino fuori altre novità dell’ultima ora e che finalmente la classe dirigente dia le risposte necessarie che è tenuta a dare. Da troppo tempo ormai questa vicenda si trascina con ritardi anche inspiegabili, per quanto mi riguarda, ritardi che con un pizzico di senso di dovere in più probabilmente avremmo già risolto. Alla luce di questa e di altre vicende che ho seguito personalmente, spero che l’Assemblea Regionale approvi quanto prima il disegno di legge da me presentato “Burocrazia Zero” per mettere la parola fine su ritardi di questo genere ed evitare che tempi tecnici possano rallentare l’iter burocratico necessario. Come ho già più volte ribadito non sarò soddisfatto fino a quando non vedrò le ruspe al lavoro”.

 

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La Kore di Enna a metà classifica secondol’Europa

Come mai le classifiche mondiali delle università pongono ai primi posti immancabilmente atenei statunitensi, inglesi e cinesi? La risposta forse può risiedere in gran parte nel fatto che Stati Uniti, Regno Unito e Cina dispongono di proprie potentissime agenzie di valutazione delle università. Proprio per rompere questo monopolio e portare trasparenza nei criteri di valutazione delle università, l’Unione Europea ha promosso e finanziato il programma U-Multirank (www.u-multirank.eu) che nei giorni scorsi ha pubblicato la sua prima classifica mondiale delle università con oltre 800 atenei.


 


La differenza con le altre valutazioni sta essenzialmente in tre punti:


–   U-Multirank classifica soltanto le università che accettano di sottoporsi volontariamente alle rigorose procedure di valutazione;


 


–   U-Multirank non si limita a considerare 10 o 20 indicatori, ma ne valuta ben 68, ciascuno costituito a sua volta da più dati elaborati. Proprio la multidimensionalità della valutazione dà il nome all’agenzia;


 


–   U-Multirank richiede i dati direttamente alle singole università e poi li sottopone ad un controllo minuziosissimo chiedendo più volte agli atenei, nell’arco di diversi mesi, chiarimenti, correzioni, integrazioni fino a quando ogni dato non risulti assolutamente affidabile. In caso contrario, il dato non viene preso in considerazione o l’intero ateneo viene escluso dalla classificazione.


 


I controlli sono severissimi, in linea con la meticolosità che caratterizza i centri di ricerca in Olanda e in Germania che curano U-Multirank. Nella valutazione 2014 delle università, U-Multirank ha valutato 498 atenei dell’Unione Europea, dei quali soltanto 31 italiani. La graduatoria mostra alcune conferme ma anche molte sorprese rispetto alle classifiche redatte in Italia. La Kore di Enna è stata collocata al 253° posto in Europa e al 15° posto in Italia (precedendo molti atenei di rango). Soddisfazione del rettore Giovanni Puglisi, che nota: “si tratta di un riconoscimento di assoluto rilievo perché frutto di soli 9 anni di vita e perché attribuito da un’agenzia indipendente europea, rigorosa e scientificamente affidabile”.


 


Questo è il link del sito www.europarlamento24.eu che riporta il varo della classifica internazionale degli Atenei a Dublino:


La classifica

 

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All’Università Kore è in corso una “rivoluzione luminosa”.

All’Università Kore è in corso una “rivoluzione luminosa”. Infatti, l’Ateneo, ed è il primo in tutto il mondo, si sta apprestando a sostituire le 5362 vecchie lampadine incandescenti o al neon con altrettante lampade a “Led”, rigorosamente più economiche e senz’altro più ecologiche. L’Università ennese ha investito nella trasformazione notevoli somme che saranno recuperate nel giro di un anno con il notorio risparmio che la tecnologia Led assicura. Si parla di circa 100mila €. La prima sperimentazione della nuova tecnologia è stata fatta presso la Biblioteca Centrale dove è attiva già da anni ed è stata progettata nell’ambito della Facoltà di Ingegneria ed Architettura della Kore stessa. Caratteristica di questa illuminazione è quella della regolazione automatica dell’intensità della luce. L’ultimazione dei lavori è prevista entro il mese di settembre quando la sostituzione dell’illuminazione sarà completata in tutta l’Università.


Mario Antonio Pagaria

 

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Piazza Armerina – PD: “Amministrazione inadeguata a gestire il problema rifiuti”

Il passaggio che il Partito Democratico ha voluto dall’ATO rifiuti di Enna alla SRR di Gela aveva due principali obiettivi:  quello di garantire un servizio di qualità “normale”, con la raccolta differenziata, la pulizia anche delle periferie ed altri aspetti che caratterizzano una corretta gestione dei rifiuti e quello della  riduzione del costo, ipotizzabile in 500 mila euro l’anno a partire dal secondo anno, a parità di numero e livello retributivo di personale del cantiere.



 
L’Amministrazione attuale ha finora fatto credere di volere portare a termine questo processo ma, in realtà, ha creato le condizioni per rendere difficile tale passaggio, per ingenerare tensioni e preoccupazioni nel personale, per causare disagio nelle comunità, Gela soprattutto, che avevano accolto con entusiasmo l’ingresso di Piazza. La vicenda che ha coinvolto l’ufficio della protezione civile e delle politiche ambientali ed il suo responsabile, Dott. Mauro Mirci,  è  solo l’ultimo di una serie di elementi  che marcano in modo inequivocabile, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, l’azione di un’Amministrazione comunale all’insegna dell’ambiguità ed incapace di gestire i problemi.


 


 Per comprenderla partiamo da alcune premesse: 1) il nostro comune versa mensilmente all’ATO Ennaeuno quote per manutenzioni ed assicurazioni per circa 45.000 euro l’anno; 2) il costo del carburante comporta un trasferimento dalle nostre casse comunali ad Ennaeuno di circa 103.000 euro annui;  3) ad oggi il nostro Comune è in regola con tutti i pagamenti; 4) è attualmente in corso il passaggio del servizio alla SRR di Gela.


 



Lo scorso giugno l’ATO Ennaeuno trasmette al Sindaco uno schema di convenzione  per la “gestione della manutenzione dei mezzi di cantiere e fornitura del carburante” in esecuzione ad un deliberato dell’Assemblea dei soci (di cui anche Piazza Armerina fa parte).  Cosa dice questa convenzione? Dice che, poiché i mezzi utilizzati per il servizio sono in uno stato fatiscente e necessitano di continua manutenzione, poiché non è possibile sostituirli per mancanza di altri mezzi, poiché “per ragioni economiche e finanziarie” non è possibile provvedere alla loro manutenzione, allora si affida la gestione  degli stessi mezzi (manutenzione e rifornimento) ai…. Comuni! Cioè, il servizio viene regolarmente pagato dal Comune di Piazza Armerina, ma – siccome Ennaeuno è in difficoltà economiche  – non si deve  pretendere  il rispetto dei contratti stipulati e della legge, che per questo esiste, ma bisogna trovare un modo per aiutare Ennaeuno nel non rispettare quanto contrattualmente previsto.  Invece di contestare le mancate manutenzioni, invece di ribadire alla società le responsabilità che derivano dall’interruzione di un pubblico servizio, invece di partecipare all’assemblea dei soci e bloccare questa proposta inaccettabile, la nostra Amministrazione rimane silente e complice di un processo in danno della Città e se la prende con un suo funzionario che ha avuto l’ardire di esprimere un parere, come nella sue funzioni, a tutela di una corretta gestione.


 


La mancata opposizione al trasferimento di numerosi  amministrativi e operativi provenienti da altri cantieri a quello di Piazza, chiaro segnale dell’ATO Ennaeuno verso Piazza; l’accettazione supina dell’aumento dei costi imposto; le continue difficoltà frapposte all’assegnazione del servizio alla società che si è aggiudicata la gara; la costante tensione provocata nel personale attorno alla questione dell’assunzione alla SRR o alla società di gestione e, infine, la questione delle manutenzioni sono fatti talmente evidenti che dimostrano che non si tratta solo di inadeguatezza dell’Amministrazione, ma di un chiaro disegno, portato avanti dal sindaco e da qualche componente di giunta strettamente legato ai vertici dell’ATO, che mira a fare rientrare Piazza nella più fallimentare società di gestione del servizio dei rifiuti in Sicilia.


 



Ilenia Adamo
Coordinatore di Circolo 
Partito Democratico Piazza Armerina

 

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Enna – Confronto il pontificato di Giovanni Paolo II Santocon quello di Papa Francesco

Enna. Chiesa di San Marco, E’ stato un “non addetto ai lavori”, nell’ambito della manifestazione dedicata a Giovanni Paolo II, a tenere la conferenza dal titolo “La croce e la città” Si tratta di Cirò Sbailò, professore associato di Diritto pubblico comparato all’Università Kore di Enna. Ma  Renato Dall’Acqua, superiore dei Carmelitani Scalzi di Enna, organizzatore dell’evento, sembra aver visto giusto nell’incaricare il docente di svolgere la delicata tematica che, sostanzialmente, tratta una comparazione teologicamente molto erudita fra il pontificato di Giovanni Paolo II Santo e l’inizio di quello di Papa Francesco. Sbailò ha esordito spiegando che il titolo della conferenza è nato da una sua riflessione sull’elezione dei due papi. Il primo, Karol Wojtyla che viene al momento del suo esordio, definito da molti un conservatore e un reazionario, ma  poi si rivela il Papa che mette in gioco il ruolo della Chiesa. “Ci siamo – commenta Sbailò – dovuti ricredere sul carattere conservatore della sua dottrina”. Jorge Mario Bergoglio nei corridoi clericali viene definito un comunista non foss’altro perché ormai molti cattolici si erano assestati  in un determinato orizzonte che era quello della battaglia che Giovanni Paolo II aveva portato avanti e vinto contro il Comunismo. “Con l’elezione di Bergoglio – riprende Sbailò – ho capito che tutto si stava rimettendo in gioco”. “Non vi potete rifugiare sotto la Croce” ha affermato Papa Francesco che diventa Papa trovando davanti a sé il muro della globalizzazione neoliberista e dell’edonismo diffuso”. Giovanni Paolo II irrompe nella cultura dell’Occidente citando Marx e l’alienazione: se non si è aperti all’altro non si è aperti agli altri. La città non si può assestare sul superamento della disuguaglianza sociale. Giovanni Paolo II condanna le esagerazioni della Teologia della liberazione. Mai utilizzare la Chiesa per un disegno politico e lancia la sfida antropologica affermando che un’ideologia che nega l’esistenza dell’anima fa male all’uomo. Se si spezza il rapporto con Dio l’uomo diventa lupo dell’altro uomo (homo homini lupus). Con Francesco siamo, come anzidetto, nella fase della globalizzazione e ciò che conta è il benessere. L’uomo ha abbandonato le grandi ideologie per inseguire il piacere spicciolo. Francesco dice basta alla dittatura del desiderio e parla di una “Chiesa in uscita”, ma anche Giovanni Paolo II aveva detto “Aprite le porte a Cristo”.


 La politica per Francesco è una forma alta di carità ed egli muove un attacco alla radice del moderno. Giovanni Paolo II alla conferenza di Puebla nel 1979 attacca la Teologia della liberazione ma ne difende le ragioni nella “Centesimus annus” parlando dell’alienazione dell’uomo moderno ed evidenziando la Teologia della Croce e Bergoglio comincia a scrivere “La Croce e la Pace”.


Croce Risurrezione e Pace. La Pace è il momento più pericoloso perché rappresenta per un cristiano l’adagiarsi, l’aver capito tutto, il sentirsi possessore della verità, la presunzione. Oggi la politica non ce la fa più a fermare lo sfruttamento. Emerge , ad avviso di Sbailò, una perfetta continuità fra i due papi. Non manca, il docente, di stigmatizzare certe iniziative legislative che si stanno facendo strada in Europa contro la famiglia e contro i poveri, ma rimane convinto che i cattolici non debbano fare operazioni identitarie, ovvero non debbono ergersi a paladini o depositari di una qualsivoglia verità.
Mario Antonio Pagaria

 

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Mondiali, Brasile-Germania 1-7, disfatta epocale per i verdeoro [VIDEO]

  E’ durata 29 minuti l’avventura mondiale del Brasile senza Neymar. Ed è stata un disastro epocale per la formazione di Felipe Scolari crollata miseramente sotto i colpi della corazzata tedesca che ha umiliato i pentacampioni con 7 reti che hanno chiuso qualsiasi discorso per la qualificazione alla finalissima di Rio. Un tracollo impressionante dei verdeoro che erano anche partiti bene nei primi minuti del match. Che poi ha preso i colori della Germania grazie al gol che apre le danze da parte del solito incredibile Muller che sfrutta il corner di Kroos dopo 10 minuti. Poi è il turno dell’eterno Miro Klose che sigla il raddoppio e il suo 16° centro mondiale superando il Fenomeno Ronaldo e conquistando il primato solitario di ogni tempo. Non paga, la Germania affonda il Brasile tra il 24′ e il 29′ con altri tre gol: doppietta di Kroos e sigillo di Khedira. Per il Brasile, nulla da segnalare con Neuer inoperoso per i primi 45 minuti ma che ad inizio di ripresa si ergerà a migliore in campo, divenendo ostacolo insormontabile al desiderio brasiliano alla ricerca del gol della bandiera. Arrivano invece le reti del neo entrato Schuerrle nella ripresa che certificano la disfatta sul 7-0 che lancia la Germania verso il suo quarto titolo e condanna il Brasile a feroci critiche che lasceranno il segno a lungo.


 


Muller gela i verdeoro
Parte velocissimo il Brasile di Scolari supportato da uno stadio completamente verdeoro e mette in difficoltà la Germania nei primi minuti del match. I brasiliani spingono subito in verticale e Neuer entra subito in partita mentre i suoi compagni faticano a trovare le misure agli avversari riuscendo solamente a rompere il gioco della Seleçao ma senza diventare pericolosi per 10 minuti ma punendo inesorabilmente Julio Cesar alla prima occasione. Che arriva puntuale al 10′ su angolo di Kroos e tapìn in area del solito incredibile Muller, l’uomo giusto per tutte le occasioni. Gara che si mette perfettamente a favore della Germania che ritorna a gestire la foga e la rabbia brasiliana con la solita compattezza ed equilibrio che fin qui hanno caratterizzato tutte le gare degli uomini di Loew.


 


Klose da record
Passano ancora altri dieci minuti e il Brasile crolla sotto un altro affondo tedesco: azione nata dalla caparbietà di Muller, dal passaggio verticale di Kroos e dall’istinto di Klose che infila Julio Cesar sulla ribattuta dello stesso ex Inter che aveva provato a difendere l’indifendibile. Incredibile la difficoltà della difesa verdeoro di poter porre resistenza agli affondi degli uomini di Loew che non hanno fatto nulla più che il minimo indispensabile per trovarsi in doppio vantaggio. Con l’attaccante della Lazio che stacca il biglietto anche per il record personale, assoluto, in un mondiale, con il 16° centro con cui supera il Fenomeno Ronaldo, proprio infilando la Seleçao.


 


Doppio Kroos e Khedira
Ma non finisce l’incubo per il Brasile che al 24′ e al 25′ prende un altro uno-due da ko con il neo acquisto del Real Madrid che prima scarica di violenza un sinistro ravvicinato e 60 secondi dopo sfrutta l’ennesima amnesia difensiva davanti a Julio Cesar per superare per il poker tedesco l’estremo brasiliano. Un dramma sportivo che assume dimensioni inimmaginabili quando al 29′ ci pensa un altro ‘Real’, Khedira che dopo due assist prova la conclusione – vincente – personale. Per un passivo che chiude già alla mezz’ora di gioco una semifinale che non ha più storia e che lancia la Germania meritatamente in finale.


 


Neuer protagonista
La ripresa inizia con Scolari che cambia due pedine in campo, con l’inserimento di Paulinho e di Ramires mentre Loew risponde con Mertesacker al posto di Hummels. Il Brasile si riversa subito in area tedesca, con Oscar e Fred che recriminano nei primi minuti del secondo tempo due rigori che però non c’erano. E confermano che l’arbitro Rodriguez non è quello di Italia-Uruguay ma un direttore di gara fino a questo momento attento, equo e corretto. La pressione verdeoro si concretizza con gli interventi di Neuer decisivo su Ramires e Oscar. E ancora l’estremo tedesco si erge a vero e proprio muro al 53′ davanti ad una doppia conclusione di Paulinho da distanza ravvicinata.


 


Doppietta Schuerrle
Il Brasile gioca come se non ci fosse il 5-0 e i tifosi riprendono fiducia ma il gol non arriva contro la perfetta difesa tedesca. Al 14′ è Julio Cesar ad esaltarsi su una bella girata di Muller dal limite dell’area con la retroguardia verdeoro sempre in costante affanno mentre l’attacco non riesce a concludere a rete con un Fred che viene sempre fischiato dal proprio pubblico ogni volta che tocca palla. Ma non c’è tempo per riordinare le idee che al 23′ il neo entrato Schuerrle infila il sesto gol e certifica la disfatta umiliante di una Seleçao che scompare letteralmente dal campo nell’incredulità generale finendo per subire anche il 7° gol al 33′ minuto. Unica gloria, per Oscar all’89′ per il gol verdeoro


 


 



 

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Armerina Emergenza : “noi non ci fermeremo nemmeno se minacciati”

Continuano i tentativi i di diffamazione nei nostri confronti oggi qualcuno ha avuto il barbaro coraggio di segnalare ai carabinieri che il nostro mezzo  antincendio sfrecciava con sirene in una via principale
chiedendo quale fosse il motivo …. Vogliamo premettere che i  nostri autisti hanno almeno 3 anni di patente ed esperienza di guida in emergenza non azzarderebbero mai a mettere in pericolo la loro vita e quella degli
altri in qualsiasi emergenza essendo soprattutto VOLONTARI , dei nostri autisti mai nessuno ha avuto ritiri o sospensioni di patente per eccessi di velocità o guida in stato di ebbrezza ne in ambito associativo che
privato.


 




E’ evidente che questa attività di monitoraggio e contrasto agli incendi da fastidio a qualcuno che forse preferirebbe  si bruciasse di più creando distruzione dei nostri boschi della nostra bellissima macchia mediterranea e soprattutto mettendo a rischio vite umane. A queste persone noi chiediamo  di avere il coraggio di scrivere pubblicamente le loro false lamentele  senza nascondersi in una telefonata
o in discussioni da bar e vogliamo dire loro che noi non ci fermeremo nemmeno se minacciati continueremo questa attività a salvaguardia dei nostri boschi del nostro territorio e soprattutto delle vite umane  .
Domani mattina andremo nella locale compagnia dei carabinieri e dal sindaco  a chiedere che si faccia luce su ciò che sta accadendo .


 


Michele Bellanti
Presidente di Armerina Emergenza

 

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“Unirsi per il bene della città”

Tra le varie problematiche inerenti il futuro della nostra Piazza Armerina, spicca la scelta del libero consorzio cui aderire, questione di assoluta rilevanza. A tal proposito, dopo decenni passati all’ombra di Enna, sarebbe mio desiderio quello di allontanarci dall’ex capoluogo di provincia per unirci al Libero Consorzio di Catania. So che la mia non è un’opinione isolata e che tanti miei concittadini la pensano come il sottoscritto ed è proprio a voi che mi rivolgo chiedendovi di combattere tutti insieme per far valere i nostri diritti.




Personalmente, sono anni che mi batto affinché Piazza Armerina diventi un paese migliore ma la situazione non è affatto felice: prendiamo ad esempio il nostro ospedale, necessario per una tutela effettiva del nostro diritto alla salute, un diritto soggettivo e interesse della collettività riconosciuto nientemeno che dall’articolo 32 della nostra Costituzione, ma che ci sarà inevitabilmente negato qualora dovesse venire chiuso per lasciare spazio alla all’Umbero I di Enna; soltanto se ci uniremo in un unico grande coro potremo fare valere, tutti insieme, le nostre pretese legittime.



Spero che non ignoriate questo mio tentativo di richiamare la vostra attenzione con il quale  voglio soltanto farvi riflettere su tematiche essenziali che non possono essere  ignorare. L’ignoranza e l’indolenza fanno il gioco di chi governa, che potrebbe approfittarne per agire alle nostre spalle. Ma io so che tutti voi tenete alla nostra meravigliosa città almeno tanto quanto ci tengo io. Non esitate a far sentire la vostra voce, per fare in modo che la scelta sul libero consorzio al quale aderire sia fatta dal popolo, così come vogliono le regole essenziali della democrazia.


Andrea Asta


 


Andrea Asta è un ragazzo di 17 anni che da qualche tempo ha scoperto due grandi passioni la prima per la scrittura la seconda quella per la propria città. Ospitiamo con piacere su StartNews alcune sue considerazioni. 
La redazione.

 

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Sagre e feste del mese di luglio

Seconda edizione dell’evento “Licata tra Vele e Sapori”, arricchita con tre giorni di Fiera – Mercato il 18, 19 e 20 e luglio 2014, che mira alla valorizzazione dei prodotti tipici sia del comparto agricolo che artigianale.
La fiera-mercato di luglio, sarà riservata a commercianti dei settore nautico in generale e della vela in particolare; commercianti d’auto; commercianti di prodotti alimentari appartenenti a presidi SlowFood; produttori di salumi, formaggi, mozzarelle, dolciumi vari, prodotti da forno, vini e distillati, conserve (es. olive, funghi, miele, ecc.), prodotti di gastronomia, che intendano vendere direttamente le proprie merci; maestri chef, artigiani, artisti ed imprenditori agricoli, che opere ed i propri prodotti; hobbisti che propongano in vendita oggetti di antiquariato o propri prodotti del proprio ingegno e della propria manifattura.La fiera si svilupperà lungo via San Francesco, corso Vittorio Emanuele, piazza A. Regolo e via Principe di Napoli, dove, saranno ubicati circa 100 stand espositivi.
 


 


 



“A Truvatura”, mercatino dell’antiquariato, si svolge ogni terza domenica del mese, in piazza Umberto, nel caratteristicocentro storico del paese immerso tra il barocco e la tradizione ceramica calatina. Il termine dialettale A’ Truvatura è utilizzato per indicare la ricerca di qualcosa da comperare, tipico di chi va in giro per mercatini. Prossimo appuntamento domenica 20 luglio. A partire dalle 9,30, nel cuore del centro storico di Caltagirone (le piazze Umberto e Municipio), la mostra – mercato di antiquariato, collezionismo, oggettistica e prodotti tipici, organizzata dall’associazione Asieur , con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Caltagirone, che si propone di richiamare gli appassionati del settore e di costituire, quindi, un fattore di attrazione per i visitatori della “città della ceramica”. In programma anche momenti d’intrattenimento musicale. A’ Truvatura è un appuntamento da non perdere anche per la degustazioni di prodotti tipici, come i cuddureddi, tipici dolci natalizi a base di miele, mandorle, farina e aromatica cannella ed ancora…i cannoli e i Totò…


 


 



 


La 12° Edizione della Sagra “Ri Maccarruna” si svolgerà il 26 luglio 2014 alle ore 21.30 a Sant’Angelo di Brolo (Messina) incontrada Santa Marta. Durante la manifestazione il pubblico convenuto potrà degustare imaccheroni con il sugo di maiale nostrano accompagnato dal buon vino locale e altri prodotti tipici del luogo. La sagra avviene nel rispetto della antiche tradizioni contadine, tramandate da ormai svariati decenni. La rinomata sagra è stata da sempre legata ai festeggiamenti in onore di Santa Marta (che quest’anno si terranno il 26 e 27 luglio2014) la cui omonima chiesa è ricca di tradizioni, storia e fede.
 


 

 

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Crolla viadotto nell’agrigentino, giù due auto.

Questa mattina un ponte crollato sulla strada statale 626 ha causato il ferimento di 6 automobilisti. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che improvvisamente una parte del manto stradale abbia ceduto provocando un avvallamento nella parte iniziale di un viadotto. Secondo quanto afferma l’ANAS a crollare è stata una campata del viadotto “Petrulla” al chilometro 4350 della SS626

 

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Arrestati tre presunti mafiosi accusati di estorsione [VIDEO]

Operazione del Commissariato di Leonforte e della Squadra Mobile di Enna. L’operazione è il seguito e lo sviluppo di quella convenzionalmente denominata “Homo Novus”. Eseguita ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere a carico di tre soggetti indagati per i delitti di estorsione tentata, continuata e aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori. Nella mattinata odierna gli uomini del Commissariato di Leonforte e della Squadra Mobile di Enna hanno notificato il provvedimento restrittivo della libertà personale emesso dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta – su richiesta di quella Procura Distrettuale Antimafia – a carico dei leonfortesi:


1. FIORENZA Alex, alias “lo stilista”, nato a Leonforte nel 1982;


2. FIORENZA Saimon, alias “il bufalo”, nato a Enna nel 1984, residente a Leonforte;


3. CUCCIA Giuseppe, alias “Orzowei”, nato ad Enna nel 1975, residente ad Agira.


 


L’operazione è il seguito e lo sviluppo di quella convenzionalmente denominata “Homo Novus”, che il 20 settembre 2013, a conclusione di articolate e complesse attività investigative condotte dal Commissariato di P.S. di Leonforte e dalla Squadra Mobile ennese, ha portato al fermo di indiziato di delitto, emesso dai sostituti procuratori della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, a carico di:  FIORENZA Giovanni, nato a Leonforte nel 1959, ivi residente;  FIORENZA Alex;  FIORENZA Saimon;  ARMENIO Mario, nato a Leonforte nel 1956, ivi domiciliato;  VIVIANO Giuseppe, nato a Catania nel 1960, residente a Leonforte;  GUISO Nicola, nato a Enna nel 1975, residente a Leonforte;  COCUZZA Gaetano, nato a Leonforte nel 1987, ivi residente;  MONSÙ Angelo, nato a Leonforte nel 1970, ivi residente, indagati, a vario titolo, dei delitti di cui agli artt. 416 bis, comma I e III c.p. (associazione per delinquere di stampo mafioso); artt. 81, 56, 110, 629 in relazione all’art. 628 co. III n.3° c.p., aggravati dall’art. 7 della L. 203/91 (estorsione aggravata e continuata in concorso posta in essere ai danni di imprenditori edili di Leonforte, commessa con le condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e per agevolare l’organizzazione “cosa nostra”); artt. 81, 110 e 423 del c.p., aggravati dall’art. 7 della L. 203/91 (incendio aggravato di autovetture ed un magazzino); artt. 81, 110 e 612 del c.p., aggravati dall’art. 7 della L. 203/91 (minacce aggravate). Dalle indagini esperite si era, infatti, accertato come in Leonforte, con ramificazioni nei vicini centri di Assoro (EN) ed Agira (EN) e collegamenti con analoghe strutture insediate nel territorio siciliano, si fosse costituita un’associazione a delinquere di tipo mafioso, dedita alla commissione di delitti di ogni genere e, più specificatamente, estorsioni, traffico di stupefacenti e danneggiamenti, al fine di acquisire, in modo diretto e indiretto, la gestione o comunque il controllo di attività economiche, per realizzare profitti ingiusti di vario genere per loro e per altri.


 



Con il menzionato provvedimento di fermo erano stati, altresì, contestati dei tentativi di estorsione aggravata posti in essere ai danni di imprenditori, manovali e commercianti leonfortesi, ai quali era stata chiesta la corresponsione del 3% su alcuni lavori edili, ovvero somme di denaro a titolo di estorsione per potere riavere una propria autovettura rubata, ovvero erano stati cagionati danneggiamenti al fine di rivolgersi all’associazione mafiosa per ottenere protezione. ***** Tuttavia l’attività investigativa, nonostante le misure adottate nel Settembre 2013, procedeva incessantemente, e permetteva di far luce su un ulteriore tentativo di estorsione ad una ditta operante nel leonfortese, nonché di delineare meglio le responsabilità inerenti due episodi estorsivi già oggetto dei fermi del Settembre 2013. Il prosieguo delle attività investigative disimpegnate dai menzionati uffici ha consentito, infatti, di raccogliere ulteriori elementi a carico di dei citati germani FIORENZA Alex e Saimon, nonché di CUCCIA Giuseppe, già deferito e non colpito da fermo poiché all’epoca ristretto in carcere per il delitto di cui all’art. 74 D.P.R. 309/90, in seno all’imponente operazione antidroga “Nickname”, e pertanto, non ricorrendo per lo stesso il pericolo di fuga, non era stato oggetto di alcuna misura.


 


Attualmente, invece, si trovava al regime degli “arresti domiciliari”. Nello specifico, i tre sono ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata ai danni di altro imprenditore di Leonforte al quale era stata avanzata richiesta di messa a posto per lavori effettuati in un complesso commerciale, mentre al CUCCIA è stato contestato il concorso nell’estorsione aggravata tentata posta in essere dai fratelli FIORENZA ai danni degli imprenditori locali, per i quali era già stato emesso provvedimento di fermo nel mese di settembre 2013. In particolare, si aveva la corresponsabilità del pregiudicato agirino CUCCIA Giuseppe, soprannominato “Orzowey”, il quale, in concorso con i fratelli Alex e Saimon FIORENZA, rappresentanti di “Cosa Nostra” leonfortese capeggiata dal padre Giovanni, poneva in essere le richieste estorsive nei confronti di due imprenditori edili leonfortesi, che avrebbero dovuto “mettersi a posto” per non incorrere in inconvenienti. Ad uno dei due, che aveva operato nel territorio agirino, ossia nel paese del CUCCIA, questi contestava che “aveva lavorato tranquillo”, e che “non gli era mancato neppure un tubo”, mentre Alex FIORENZA gli aveva sottolineato che un regalo serviva “per far mangiare il panettone, a Natale, ai picciotti che sono dentro”.


 


L’attività investigativa, proseguita incessantemente nonostante l’esecuzione dell’operazione “Homo Novus”, faceva, altresì, luce su un nuovo episodio estorsivo, non ancora delineatosi chiaramente nel settembre 2013. Un terzo imprenditore leonfortese, operante nel settore dei servizi e delle manutenzioni, era contattato dai fratelli FIORENZA che, dopo avergli dato appuntamento presso un bar leonfortese, lo conducevano ad un incontro, in un’appartata zona di campagna, con il citato CUCCIA. Qui i tre malavitosi esplicitavano al malcapitato la necessità di corrispondere idonea somma di denaro per dei lavori effettuati senza la preventiva “autorizzazione”: l’attività delittuosa non si perfezionava per l’esecuzione dell’operazione “Homo Novus”. I fatti contestati sono stati commessi in Agira e Leonforte dal Dicembre 2012 al Giugno 2013. ***** L’ordinanza custodiale è stata notifica ad Alex e Saimon FIORENZA presso le case circondariali dove si trovano già detenuti, mentre CUCCIA Giuseppe, già ristretto in regime di arresti domiciliari, è stato prelevato dalla sua abitazione di Agira e condotto presso istituto di custodia.

 

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Indagini della Procura di Enna su una delibera dell’amministrazione Miroddi?

Secondo fonti giornalistiche(GDS) la procura di Enna avrebbe aperto un fascicolo sulla revoca della costituzione di parte civile del Comune di Piazza Armerina a un processo per usura in corso a Enna.
Tra i primi atti dell’amministrazione guidata dal sindaco Filippo Miroddi spicca quello relativo alla rinuncia di costituirsi parte civile in un processo avviato dopo le indagini svolte dalla Questura di Enna su un caso di usura la cui presunta vittima (il processo è in corso) è un imprenditore armerino. Era stata l’amministrazione precedente, quella guidata dal sindaco Carmelo Nigrelli, a costituirsi nel procedimento. Nella delibera che sarebbe oggetto di indagine si legge :” È intendimento di questa amministrazione comunale non reiterare la costituzione di parte civile del Comune sul procedimento e soprattutto di perseguire fortemente l’obiettivo di riduzione delle spese  generali dell’ente”.Il risparmio della mancata costituzione è stato di 1.000 euro. Al momento non ci sono indagati


 


LA DELIBERA


 


 

 

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Scoperta nuova malattia trasmessa dalle zecche

Scoperta una nuova malattia trasmessa dalle zecche: si chiama neo-ehrlichiosi. A renderla nota è l’Istituto di microbiologia medica (IMM) di Zurigo. Finora erano due le malattie trasmesse dalle zecche temute dagli escursionisti elvetici: la borreliosi (malattia di Lyme), provocata da un batterio, e la meningoencefalite verno-estiva (MEVE), chiamata anche encefalite da zecca. L’équipe guidata dal professor Guido Bloemberg, in  collaborazione con i ricercatori di Germania e Svezia, ha individuato un batterio denominato “Candidatus Neoehrlichia mikurensis”, quale responsabile di questa patologia. Il microorganismo era già stato isolato per la prima volta nel 1999 in zecche e roditori in Europa e Asia. Nel mondo scientifico vi erano forti preoccupazioni dopo che nel 2010 per la prima volta alcuni pazienti in varie parti del mondo, dopo essere stati punti da zecche, sono stati colpiti da febbre fino a 40 gradi, perdita di peso e malessere. Peraltro la malattia dall’altro resta molto difficile da diagnosticare ed inoltre la diagnosi è finora possibile solo effettuando un test del DNA. Le zecche, portatrici del nuovo batterio fra il 5 e il 10% del totale si teme possano essere presenti dovunque. Il modo più efficace per limitare l’infezione e le possibili conseguenze è quello di educare chi frequenta le aree endemiche per limitare il più possibile la puntura delle zecche.


Giovanni D’Agata

 

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Giovani Democratici a Leonforte in piazza per Berlinguer

Quest’anno si è festeggiato l’anniversario dei trent’anni dalla morte di E. Berlinguer, e la ricorrenza ha dato il via ad una serie di iniziative in tutta Italia. In questo scenario si colloca, nel territorio leonfortese, la manifestazione propugnata da un gruppo di giovanissimi. Infatti, domenica 6 luglio, i Giovani Democratici di Leonforte hanno allestito per tutto il giorno uno stand in Piazza IV Novembre per interloquire con la cittadinanza sui temi di lavoro, sport, ambiente e cultura e per proseguire il lavoro di raccolta firme finalizzata ad intestare il comunemente noto Piazzale “Scordo” ad Enrico Berlinguer, proprio in memoria di
uno dei più grandi politici della nostra storia. I Giovani Democratici Leonfortesi, ormai impegnati da anni socialmente e culturalmente sul territorio, sono motivati da un grande fervore socio-politico, purtroppo carente da tempo nel nostro Paese. I Giovani rappresentano una valida alternativa rispetto a quel mondo giovanile disorientato e tanto raccontato dalle cronache quotidiane: ragion per cui pedagogicamente parlando è responsabilità di tutti gli adulti della comunità sostenerli, e fornire loro i mezzi per proseguire l’impegno sociale, promuovendo, a prescindere anche dalla personale ideologia politica, la volontà e
l’energia positiva di questi ragazzi, che forniscono senza alcun dubbio un esempio educativo concreto anche per tutti i loro coetanei. “Se i giovani si organizzano, s’impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e l’ingiustizia”:


Cosi parlava Berlinguer. I giovani sono il nostro futuro, ragion per cui tutti gli adulti, nel ruolo di educatori, sono chiamati a tutelarli e incoraggiarli nel loro percorso di crescita. Lo scopo di questa iniziativa non si riduce solamente al semplice concetto di assegnare un nome ad uno spazio fino ad ora non meglio identificato, ma la promozione e la creazione di un’identità che sia per i cittadini non solo un’identificazione topologica, ma un attaccamento al territorio capace di offrire anche nozioni storiche e culturali. Se l’identità è definita come un insieme di credenze, interessi, atteggiamenti e valutazioni attraverso cui l’individuo definisce se stesso unitamente a valori, emozioni e comportamenti a esso legati, anche il luogo assume un
valore molto importante in quanto “Noi siamo il luogo in cui abitiamo”. Creare un’identità di luogo permette di sperimentare una relazione con i luoghi stessi, che fanno parte della nostra vita, in grado di suscitare ricordi, sentimenti, generando delle preferenze che permettono all’individuo di costruire ed essere se stesso. La creazione di uno spazio “psicologico”, che abbia quindi un’identità, contribuirà sicuramente a dare una percezione identitaria anche a livello fisico-antropologico.


 


Dott.ssa in Pedagogia Francesca Pirronitto
Dott.ssa in Psicologia Simona Randazzo

 

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Cna Enna : portale via web ed expo 2015 per i ceramisti siciliani

E’ questo in sintesi il commento del Presidente Nazionale dell’Unione Artistico e Tradizionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa ( CNA ) riferito all’Assemblea Regionale dell’Unione Artistico a Tradizionale della CNA,  svolta nei giorni scorsi presso i locali della CNA Provinciale di Enna una Assemblea che ha rivestito  particolare importanza, ha dichiarato il fautore dell’iniziativa  l’ennese Angelo Scalzo che riveste le cariche di presidente Regionale dell’Unione e vice presidente Nazionale, per la presenza non solo del Presidente Nazionale Andrea Santolini, ma anche per la presenza dei rappresentanti dei Distretti della Ceramica Siciliana, di Sciacca-Burgio, quelli di Caltagirone, quelli di Santo Stefano di Camastra e naturalmente quelli di Enna.
Un’assemblea molto importante anche per i contenuti, continua Scalzo, infatti è stato presentato lo Slow Manufactoring,  un portale via Web, dove da un lato sarà possibile inserire tutte le eccellenze siciliane della Ceramica, i siti archeologici , le città, i monumenti e tutti i beni presenti sul territorio che rivestono particolare importanza, sempre nel settore della ceramica, nello stesso sito, dedicato ai turisti o ai cultori della bellezza delle ceramiche, sarà possibile individuare  le botteghe artigiane del settore con la loro storia i loro prodotti ed il modo come poterli raggiungerle per poterle visitare.


 




Altro argomento di estrema importanza trattato è stato l’Expo 2015, l’idea lanciata è quella di utilizzare i prodotti dei nostri ceramisti come contenitori per i prodotti agroalimentare della nostra terra, a tale scopo si è chiesto al Segretario Regionale della CNA Mario Filippello, presente all’incontro, di  verificare alla Regione Siciliana quali siano le intenzione della stessa in riferimento alla disponibilità di spazi espositivi a Milano. Proprio su questi due punti il commento del Presidente Nazionale Andrea Santolini, che ha sottolineato come sia importante che i ceramisti siciliani entrino in questi circuiti e il suo impegno è rivolto in questa direzione, per tale motivo utilizzerà gli altri due giorni di  permanenza in Sicilia per visitare di persona i laboratori dei ceramisti dei distretti siciliani.
Naturalmente, si è parlato di  Programmazione, riferita all’attività che l’unione della CNA siciliana porterà avanti, con iniziative da fare nei diversi distretti ma mirate a rilanciare il settore della ceramica sia sul territorio nazionale che sul territorio internazionale, naturalmente durante l’assemblea, conclude il Presidente Scalzo, ho portato  a conoscenza di tutti i colleghi l’esperienza e le proposte che l’Unione Artistico e Tradizionale della CNA di Enna sta portando avanti con il Sovrintendente dei Beni Culturali, per portare alla luce alcuni dei tesori artistici presenti nel nostro territorio, naturalmente con l’ausilio dei nostri restauratori, e conoscendo il Presidente Santolini sono sicuro che queste iniziative avranno l’appoggio incondizionato dall’Unione a livello Nazionale.


 

 

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Enna – Rinnovato il Consiglio Direttivo dell’Associazione Volontari Ospedalieri (Avo)

Rinnovato il Consiglio Direttivo dell’Associazione Volontari Ospedalieri (Avo) la cui Assemblea ha deciso  di non lasciare passare inosservato l’ineffabile impegno venticinquennale del presidente uscente Enzo Guarasci, nominandolo Presidente Onorario. E il testimone di Guarasci passa a Rina Prestifilippo, neopresidente. Vicepresidente Silvana Iannotta, segretario organizzativo Gaetano Orlando, segretario amministrativo Geppa Chiaramonte, tesoriere Paolo Castellana, responsabile Centro Anziani Enza Scarpinato, responsabile eventi Mario Di Dio. Il nuovo Consiglio nella prossima riunione elaborerà il Piano programmatico da sottoporre all’Assemblea dei Soci che tra l’altro prevederà nuovi coordinamenti ed una più diretta collaborazione con tutti i soci attivi.


Mario Antonio Pagaria

 

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Martedì e mercoledì Casting a Piazza Armerina per il film “Piumetta”

Martedì e mercoledì dalle 10.30 alle 20.00 al Park Hotel Paradiso si svolgeranno i casting per il film “Piumetta”, una commedia scritta e diretta da Antoni Zappalà e prodotta dalla società armerina “Reazione a Catena”. La storia racconta di una ragazza deceduta che appare al protagonista di tanto in tanto creando situazioni molto esilaranti. Il film verrà girato in diverse locations armerine, ma alcune riprese potrebbero coinvolgere anche i comuni di Aidone e Barrafranca.
Del cast fanno parte Cosimo Coltraro e il cabarettista Angelo Russo ma sono diversi i ruoli che devono ancora essere coperti grazie ai casting che verranno effettuati a partire da martedì.

 

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Napolitano: “Se i giovani non trovano lavoro l’Italia è finita”

L’annoso problema della disoccupazione giovanile è uno dei mali peggiori che affligge il nostro Paese. Lo sa bene Giorgio Napolitano che a Monfalcone ai cittadini che gli chiedono quale sarà il futuro dell’Italia, lui risponde così: “Se i giovani non trovano lavoro siamo finiti”. Una frase pronunciata con estrema chiarezza a sincerità. “Presidente, c’è speranza che i giovani possano trovare lavoro?”, è la domanda che un ragazzo gli ha rivolto tra la folla. Napolitano si è fermato e si è rivolto al ragazzo con l’intento di rassicurarlo su quella che ormai è divenuta una piaga dai contorni inquietanti: una disoccupazione giovanile che arriva al 43% e che nel Sud supera quella del 50 per cento.


 


 Napolitano in Friuli per le celebrazioni della I Guerra Mondiale
Il Presidente della Repubblica era in provincia di Gorizia, dove ha questa mattina inaugurato una mostra sulla Prima Guerra Mondiale. “Dall’esempio della Prima Guerra Mondiale deve derivare la convinzione dell’assoluta necessità di sradicare i nazionalismi aggressivi e bellicisti, dando vita a un progetto e a un concreto processo di integrazione e unità dell’Europa”, ha detto inaugurando la mostra Alisto-Sulle Ali della storia, dedicata agli aviatori italiani del conflitto. “Sappiamo che allora grandi masse di figli dell’Italia umile e provinciale scoprirono di essere cittadini. L’Italia uscì perciò da quella guerra trasformata socialmente e moralmente”. Napolitano è stato accolto dal sindaco e dal governatore del Friuli Debora Serracchiani.


 


Il Presidente ricorda suo padre
Nel suo discorso, il capo dello Stato ricordato “come ho già fatto una volta”, la figura del padre, “ufficiale di complemento al fronte, che scrisse di quei fanti in trincea, che non si svestivano da mesi e da un momento all’altro dovevano salire alla contesa linea di Monte Valbella“. Napolitano ha sottolineato che volle “ricordarli impegnati nella estrema, pietosa mansione di tracciare scavare comporre, nel luogo che pareva più coperto, tombe per i resti per i poveri caduti”.


 



 

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L’Associazione “Progetto Piazza Armerina” sulla vicenda dei parcheggi della Villa Romana

L’Associazione recentemente costituita, la cui finalità è di evidenziare fatti e problemi cittadini di particolare interesse generale, si propone con la presente di rappresentare alla Città ed alle istituzioni competenti la vicenda dell’area commerciale e parcheggi della Villa Romana del Casale,  peraltro  più volte sollecitata nel tentativo di una legittima soluzione. L’ex Provincia Regionale di Enna a seguito del finanziamento di €. 6.235.450,00 per la realizzazione di interventi di recupero, tutela, restauro e aumento della fruibilità della Villa Romana del Casale – Pit. 11, turismo tra archeologia e natura. Intervento 2.5. Misura 2.01, nella qualità di  stazione appaltante realizzava l’area commerciale e parcheggi annessi alla Villa Romana del Casale, procedendo all’acquisizione nel proprio demanio per esproprio dei terreni ricadenti nell’area, divenendone proprietaria.


 




Si ricorda che nel Gennaio e nell’Agosto 2013, rispettivamente i nostri Deputati Regionali ed il Sindaco hanno ricevuto una breve ma dettagliata informativa sulla pratica, già seguita nella propria trascorsa qualità di Consigliere Comunale.
La Città deve essere informata che l’ex Provincia Regionale di Enna, attraverso la singolare procedura quale proprietaria dell’area nominata è divenuta altresì esattore  dei tributi per l’occupazione degli stalli commerciali e per la  gestione dei parcheggi affidati  ad una Ditta di Sciacca. A seguito di continue sollecitazioni l’Amm. Comunale, presieduta dall’ex Sindaco Nigrelli, con delibera di G.M. n. 27 del 02.02.2012 conferì incarico legale per verificare la legittimità dell’iter procedurale provinciale che, purtroppo, non ebbe esito per i motivi contenuti nella nota di riscontro del legale: ” non era stata fornita la documentazione “. La pratica quindi è  rimasta interlocutoria.


 



La Villa Romana , bene dell’UNESCO, rappresenta per la Città una risorsa turistico economico di vitale importanza, che le vigenti politiche odierne, riferite alla nuova geografia territoriale con la soppressione delle Province, non  permettono più il rinvio della risoluzione del problema sopra richiamato per evitare che ancora una volta la Città sia spogliata di parte del  patrimonio, soprattutto oggi con  la costituzione dei  liberi consorzi comunali , non essendo ancora definita la scelta che la Città opererà per la sua aggregazione. E’ necessario che le Istituzioni locali a prescindere di quello che deciderà la Città, intervengano subito con il Governo Regionale perché in previsione di quanto voluto dall’art. 2 – co. 6° dalla Legge n. 8 dell’11.03.2014 Istitutiva dei Liberi Consorzi, nel presentare all’Assemblea Regionale Siciliana il disegno di legge che individua i territori dei liberi Consorzi,   l’area sopra descritta venga destinata al patrimonio della Città di Piazza Armerina o, in alternativa, sia unificata all’area già di proprietà del Parco Archeologico della Villa Romana  Casale e delle Aree Archeologiche di Piazza Armerina, assegnandone la gestione al Comune di Piazza Armerina.


 



Chi più di tutti dovrà tutelare il patrimonio della Città sono le istituzioni che, avendone ricevuto il mandato popolare, debbono sentire l’imperativo personale e politico di difendere l’interesse della Città, mentre a noi Cittadini spetta l’obbligo morale di sostenerli nelle sedi adatte.
L’Associazione è pronta a dare il proprio contributo e dichiara che sarà presente laddove necessario, quale dovere civico e morale.
Si invitano i Cittadini che leggono ad unirsi in questa civile battaglia.
Alle Istituzioni in indirizzo, si allegano fotocopie dell’ escursus amministrativo del caso esposto.


Il Presidente
Basilio Fioriglio 

 

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Fabrizio Tudisco – Liberi Consorzi: dividere per governare

Ho assistito venerdì sera alla riunione organizzata dai Comitati di Quartiere sugli istituenti Liberi Consorzi e al dibattito che ne è seguito. La platea vantava la presenza di illustri personalità istituzionali con tre deputati regionali della (ex) provincia , sindaci , consiglieri comunali, segretari di partito , esponenti delle associazioni sindacali e culturali e tanti semplici cittadini. Il Prof. Carmelo Nigrelli, dopo aver fatto un excursus storico delle suddivisioni territoriali siciliane dal punto di vista amministrativo si è soffermato analiticamente sul nascente consorzio di Catania, sui confini territoriali e sulle opportunità offerte ad alcuni centri , Gela in particolare, di poter diventare comune capofila. Sono emerse altresì, ma non era una novità per gli addetti ai lavori, le notevoli contraddizioni se non vere e proprie conflittualità, con le norme costituzionali regionali e nazionali di una legge che addirittura rimanda ad una successiva le competenze dei nuovi organismi. Sono seguiti gl’interventi, alcuni fumosi e di circostanza, altri con il chiaro obiettivo di “vendere” il proprio prodotto ai Piazzesi ancora indecisi sull'”acquisto” da fare. Per la verità, la location, vedeva la presenza di una larga maggioranza di partigiani per l’ex colonia rodio-cretese e non sono mancati ovviamente le distribuzioni di volantini – referendum – pro città dei Tiranni. Molti di meno i supporters del consorzio della Città inespugnabile e ombelico di Sicilia e tutti in silenzio. Quote in ribasso per la Città della ceramica destinata ad essere appendice di altre città più popolose.


 



La lodevole iniziativa non è riuscita a fare chiarezza sulla strada che dovrà percorrere Piazza Armerina e nessuno poteva pretenderlo ma è servita ulteriormente ad annebbiare le menti, pregne di ataviche rivendicazioni politiche-amministrative, confondendo le colpe ( vere o presunte) degli uomini con i loro territori. Una cosa però è certa: questa legge , voluta da Crocetta (non dimentichiamolo), è un autentico ginepraio burocratico che sta facendo emergere rancori e rivendicazioni tra città e territori in tutta la Sicilia, piuttosto che semplificare e omogeneizzare amministrativamente. D’altra parte il ” Divide et Impera” Crocettiano ” è un ottimo espediente per governare i Siciliani, dividendo il popolo e fomentando rivalità e discordie “paesane”. Mi auguro che l’Assemblea Regionale Siciliana blocchi o riveda rapidamente una legge nata male che, col pretesto di tagliare i costi della politica e quindi le province come enti locali, costituisce in modo sconclusionato nuovi organismi che alla luce dell’infausta esperienza degli ATO, prefigurano legittime preoccupazioni a tutti i siciliani , piazzesi compresi. Questo non significa affatto che non bisogna cambiare o restare necessariamente ancorati a vecchi schemi territoriali e politici. Qualsiasi innovazione porta certamente a dei cambiamenti, a dei rodaggi che la gente deve abituarsi a praticare. Le leggi ed i provvedimenti che “rivoluzionano” gli assetti territoriali, dall’oggi al domani, vanno ideati e attuati da Illustri costituzionalisti e Personalità che vantano prestigiose esperienze nel settore dell’amministrazione pubblica periferica e non certo se ne può affidare la stesura a burocrati o cortigiani regionali.


 


Fabrizio Tudisco Portavoce provinciale FDI-A.N.

 

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Luisa Lantieri: “Che fine faranno i beni demaniali della provincia con i nuovi consorzi?”

 Nel dibattito che anima questi giorni la vita politica di Piazza Armerina sui liberi consorzi si aggiunge la voce del deputato regionale Luisa Lantieri che pone l’accento sul destino dei beni demaniali di proprietà della provincia su cui occorrerà decidere se rimarranno di proprietà dei nuovi enti , rientreranno nel demanio regionale o verranno inputati  al  patrimonio immobiliare dei comuni.
Sono diversi gli immobili di proprietà della provincia che si trovano all’interno del perimetro urbano di Piazza Armerina come ad esempio l’ex magistrale di via Umberto o il palazzotto dello sport attualmente chiuso perché inagibile. “Accanto ai contenitori il cui utilizzo- afferma l’onorevole Luisa Lantieri – implica la necessità di investimenti ve ne è uno, sempre di proprietà della provincia,  che rappresenta una grande fonte di reddito: il parcheggio della Villa romana del Casale. Per questo ho ritenuto importante mettere a conoscenza della problematica e dello stato di fatto attuale l’assessorato ai Beni Culturali  invitando il Direttore Regionale ai BB.CC. Rino Giglione a effettuare un sopralluogo ricognitivo sia all’interno del nostro centro storico che alla Villa romana del Casale”.


 



Il funzionario regionale, dopo aver visitato palazzo Trigona e il sito archeologico e preso atto della situazione, è rimasto particolarmente colpito dalle grandi potenzialità del nostro patrimonio artistico e ha promesso di ritornare a Piazza Armerina per approfondire le sue conoscenze sulle problematiche legate alla gestione e allo sfruttamento dei beni culturali.
Nella sua visita l’ingegnere Castiglione oltre che dal deputato Luisa Lantieri è stato accompagnato dal direttore del Parco Archeologico della Villa Romana , dottoressa Rosa Oliva e dal sovrintendente ai Beni Culturali di Enna dottor Salvo Gueli.


 


Nella mattinata di sabato, prima di arrivare a Piazza Armerina, il deputato Luisa Lantieri ha condotto i tre funzionari al museo di Aidone dove, in compagnia del sindaco Enzo Lacchiana, hanno visitato il museo della Venere di Morgantina. Nell’occasione si è parlato delle problematiche relative alla gestione dello stesso museo e del polo archeologico di Morgantina.


 

 

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Guardia di Finanza: maxi sequestro di bombole di g.p.l. a nicosia.

 Nel corso di una normale attività di controllo del territorio, una pattuglia della
Tenenza di Nicosia, condotta personalmente dal Comandante del Reparto – tenente Vittorio Di Bernardo -, ha notato un deposito di bombole di gas di petrolio liquefatto (g.p.l.) impiantato su un terreno situato a breve distanza dal centro abitato di Villadoro, frazione di Nicosia.  L’ingente quantitativo di bombole, e l’apparente stato di abbandono in cui ersavano i recipienti, hanno da subito insospettito ed allarmato i militari, che hanno così proceduto ad identificare il proprietario del deposito. In considerazione dell’elevato numero dei contenitori metallici, la pattuglia  operante ha chiesto al gestore l’esibizione del prescritto certificato di prevenzione  incendi (SCIA), nonché tutta la documentazione e le autorizzazioni  amministrative necessarie per l’esercizio dell’attività di vendita di g.p.l. in  bombole.


 



 


I permessi rilasciati al titolare consentivano però solo lo stoccaggio di gas per un quantitativo fino ad un massimo di 500 kg, mentre il peso reale, rinvenuto all’interno del deposito, è risultato di gran lunga superiore. Inoltre, solo alcune delle bombole piene sono state rinvenute nell’apposito box ignifugo, mentre la gran parte, vuote e piene, insistevano accatastate all’aria aperta, insieme a detriti vari, serbatoi in plastica ed eternit, carcasse metalliche.  Accertata così la violazione della normativa in materia di sicurezza antincendio, i
militari operanti hanno proceduto al sequestro di 875 bombole di varia misura (15 – 10 kg.), consentendo così la messa in sicurezza del sito e scongiurando ulteriori rischi e pericoli per la sicurezza e la salute pubblica. Il proprietario del deposito è stato segnalato all’autorità giudiziaria per le conseguenze di legge. Il sequestro, fra i più ingenti nel genere in questo territorio, sottolinea la costante attenzione che il Comando Provinciale di Enna rivolge al delicato settore dei depositi e delle rivendite irregolari di bombole di GPL.

 

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Enna – “NoBuRi – Non butto! Riciclo” al Janniscuru Fest

Sarà presentata nel corso di questo week-end a Enna, nell’ambito della manifestazione culturale Janniscuru Fest, l’attività di trashware che Legambiente curerà a partire dal prossimo mese di gennaio 2015 nell’ambito del progetto “NoBuRi – Non butto! Riciclo”, finanziato da Fondazione con il Sud e che vede una larga partnership intorno al capofila, il Comitato Regionale Anpas Sicilia.


 


L’azione del progetto intende ripensare il ciclo di vita dei computer promuovendo una logica di riuso e non di spreco. Recuperare, attraverso donazioni di singoli cittadini, hardware funzionante ma reso obsoleto da software di ultima generazione rendendolo di nuovo funzionale, utilizzabile e utile attraverso l’installazione di software libero, in collaborazione con il gruppo informale della Comunità “LINUX per tutti” presente ad Enna. I personal computer recuperati verranno donati gratuitamente a particolari Target Group quali ad esempio: giovani studenti, pensionati, associazioni di volontariato, organizzazioni operanti in paesi poveri, soggetti in difficoltà economica, case famiglia, centri di recupero offrendo loro formazione gratuita sul loro utilizzo. Il Coordinatore di questa attività sarà appunto Legambiente, in collaborazione con le associazioni di categorie della partnership.


 


L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di rifiuti nocivi ed inquinanti quali i PC destinati in discarica, diffondere una cultura di uso consapevole delle tecnologie, ridurre il “digital divide” donando l’hardware riqualificato e organizzare attività di informazione/formazione su argomenti di carattere sociale quali divario digitale consumo critico e uso consapevole delle tecnologie. L’azione sarà descritta dai volontari di Legambiente ai cittadini all’interno di uno stand allestito esclusivamente per promuovere il progetto “NoBuRi – Non butto! Riciclo”. Janniscuru Fest è una manifestazione artistico-culturale che si sviluppa intorno alla porta di Janniscuru, l’ultima monumentale via di accesso alla antica città di Enna. Per tre giorni nell’area si sviluppano progetti partecipativi sul paesaggio sonoro, percorsi storici ed etnoantropologici, videoproiezioni, istallazioni rupestri, proiezioni fotografiche, “catoi” enogastronomici e mercati agroalimentari e artigianali. L’area, sottratta nel 2013 all’abbandono e al degrado dai volontari del Circolo Degli Erei di Enna, è oggi gestita e animata dal Circolo stesso, che annualmente organizza lo Janniscuru Fest insieme all’associazione Fundrò.


 

 

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Kore di Enna – ”Illeggittima la sopressione del Tar di Catania”

Il presidente della Regione Siciliana è, per norma costituzionale, membro del Consiglio dei ministri quando l’organo discute di materie che interessano la Regione. Non risulta che il presidente abbia partecipato alla seduta nella quale il Governo ha deliberato la chiusura delle sezioni periferiche dei Tribunali amministrativi regionali, inclusa quella di Catania. La soppressione della sezione di Catania del TAR Sicilia presenta molti profili discutibili sia per questa ragione di ordine generale, sia per il fatto che, venendo meno uno dei due tribunali amministrativi della Sicilia, potrebbe poi risultare più appetibile anche la soppressione del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana, che agisce da organo di appello rispetto alle decisioni dei Tribunali amministrativi di Palermo e di Catania.
La Regione Siciliana, attraverso il Presidente e il Parlamento, dovrebbero sollevare urgentemente una questione di legittimità rispetto alle prerogative statutarie che, fin quando esistono, vanno rispettate da tutti.
A tutto ciò si aggiunge la illogicità manifesta della chiusura di una sede, come quella di Catania, che considerare periferica è semplicemente un’espressione burocratica. La sede di Catania è tra le più grandi d’Italia ed è quindi, nei fatti, una struttura portante del sistema giurisdizionale amministrativo dell’intero Paese e non solo della Sicilia.


Università Kore Enna

 

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Piazza Armerina – Fabrizio Tudisco :«Alle poste arriva nuovo personale»

Abbiamo il piacere di comunicare che, a seguito della determinata protesta sulla carenza d’organico del personale delle Poste di Piazza Armerina e della provincia che stiamo conducendo da qualche settimana e ripreso da diversi organi di stampa ( giornali, TV, etc), gli Uffici postali di Piazza Armerina sono stati supportati di altre Unità operative agli sportelli passando da tre a sei unità nell’ufficio di via S.La Malfa e da uno a tre nell’ufficio del quartiere Monte mentre a Valguarnera si è passati da uno a due impiegati. Tale potenziamento è stato predisposto dalla Direzione prov.le delle Poste di Enna e comunque ha carattere di provvisorietà, pertanto l’azione di protesta continuerà sino a quando sarà attuata dalla Direzione regionale delle poste una ottimale razionalizzazione delle risorse professionali soprattutto agli sportelli al fine di evitare estenuanti tempi di attesa all’Utenza. A tal proposito è stata inviata nota circostanziata alla Direzione Nazionale delle poste di Roma e all’On.Massimo Corsaro che ha dato piena dipsonibilità per presentare una interrogazione parlamentare alla camera dei deputati .


Fabrizio Tudisco Portavoce Prov. FDI-A.N.

 

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È morto Giorgio Faletti, era malato da tempo

È morto Giorgio Faletti, attore, scrittore, cantante, noto paroliere, compositore e sceneggiatore, pittore e comico italiano. Era nato ad Asti, il 25 novembre 1950 è morto oggi a Torino all’età di 63 anni. Il poliedrico artista è morto oggi nel reparto di radioterapia del Molinette di Torino, ospedale diretto da Umberto Ricardi, dove lo scrittore era ricoverato. I funerali si svolgeranno martedì ad Asti. Era malato da tempo, combattendo la sua battaglia contro il tumore con grandissimo coraggio. La scoperta della malattia era avvenuta solo pochi mesi fa, era rientrato da qualche settimana a Los Angeles dove aveva trascorso un periodo di cure in un centro specializzata. Aveva annullato le tappe del suo tour estivo, rivolgendosi con il solito garbo e l’ironia di sempre: “Cari amici sapete, a volte l’età…”. È una notizia che scuote l’Italia. Faletti era laureato in giurisprudenza, ha iniziato la carriera come cabarettista nel Derby, lo storico locale milanese che ha lanciato le carriere di Diego Abantantuono, Teo Teocoli, Paolo Rossi e Massimo Boldi. Tra i suoi personaggi più famosi c’è quello di Vito Catozzo, il metronotte. Protagonista assoluto di “Drive In”, tra i tanti personaggi anche Suor Daliso. Si è ben espresso televisivamente a fianco di Zuzzurro e Gaspare in “Emilio” su Italia 1 dove crea anche il personaggio di Franco Tamburini, stilista di Abbiategrasso.


 


Tantissima televisione per Giorgio Faletti, da “Fantastico” a “Stasera mi butto…e tre!”, poi “Colletti bianchi”, colonna sonora del telefilm Meadiset. Sul finire degli anni ’80 comincia ad avvicinarsi nel mondo della musica, parte la sua seconda vita artistica che culminerà con due partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1992 con Orietta Berti, la canzone era “Rumba di Tango”, nel 1994 con la sorprendente “Signor tenente”, ispirata alle stragi di Capaci e via D’Amelio che vinse il Premio della Critica, arrivando al secondo posto. Al Festival di Sanremo ci tornerà nel 2007 come autore della canzone “The Show Must Go On”, interpretata da Milva, brano che fa parte dell’album “In territorio nemico”, scritto interamente da lui.



 


Giorgio Faletti, lo scrittore
È nel 2002 che comincia la terza vita artistica di Giorgio Faletti, forse la più inaspettata, quella di scrittore. Nel 2002 “Io uccido”, il suo primo romanzo vende quattro milioni di copie: nello stesso anno lo viene colpito da un ictus che riesce a superare senza gravi conseguenze. Ma la carriera di scrittore è ormai lanciata, e mentre “Io uccido” comincia a vendersi in tutta Europa e negli Usa, nel 2004 esce il suo secondo romanzo “Niente di vero tranne gli occhi”, arrivato a tre milioni e mezzo di copie vendute.



 


“Larger than life”, questo disse di Giorgio Faletti il maestro del thriller Jeffery Deaver: “Uno che diventerà leggenda”. Nel 2006 una breve parentesi al cinema nel ruolo del Prof. Antonio Martinelli in “Notte prima degli esami”, un’interpretazione che gli vale anche la nomination come miglior attore protagonista ai “David di Donatello”. “Fuori da un evidente destino” è il suo terzo libro, pubblicato nell’ottobre 2006, ed ambientato in Arizona e del film furono acquistati i diritti per realizzarne un film da Dino De Laurentiis. Intanto cresceva la fama di Faletti come scrittore: Cina, Russia, Giappone, tutto il Sud America. I suoi libri sono stati tradotti in 25 libri.


 


“Pochi inutili nascondigli” è stata la sua prima raccolta di racconti, nel 2009 esce “Io sono Dio”, quarto romanzo, nello stesso anno recita in “Baarìa” di Giuseppe Tornatore e ne “Il sorteggio” di Giacomo Campiotti. Il suo quinto lavoro è “Appunti di un venditore di donne”, il primo romanzo che lo scrittore ha ambientato in Italia, nella sua Milano, entrato da subito in testa alle classifiche dei più venduti. Il suo ultimo romanzo, “Tre atti e due tempi”, è stato pubblicato il 4 novembre 2011.



 




 

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Dalla Germania critiche a Renzi, che replica: “Non ci fate paura”

La Germania bacchetta l’Italia sui conti. Lo fa attraverso il presidente della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, che dal Consiglio economico della Cdu, a Berlino, ha criticato le affermazioni del presidente del consiglio Matteo Renzi, nel suo intervento di apertura del semestre europeo. “Il premier italiano dice che la fotografia dell’Europa è il volto della noia e ci dice cosa dobbiamo fare”, così il presidente della Bundesbank ironizzando sul “selfie” del premier e aggiungendo che “fare più debiti, non è il presupposto della crescita”. Le riforme, a suo dire, non devono essere annunciate ma devono essere fatte. Dura la reazione del governo italiano di Matteo Renzi, che evidentemente non ha gradito la “predica” tedesca: “Se la Bundesbank pensa di farci paura, forse ha sbagliato paese. Sicuramente, ha sbagliato governo”.


 


L’intervento del ministro delle Finanze Schaeuble
È intervenuto sull’Europa anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: “Si scrive che noi vogliamo un’Europa tedesca, ma noi non vogliamo un’Europa tedesca, vogliamo un’Europa forte”, così Schaeuble a Berlino parlando al convegno della Cdu. Schaeuble ha anche ribadito che la Germania non starebbe certo meglio senza l’euro, e che bisogna dunque tenere conto degli equilibri politici generali. Inoltre ha sottolineato la necessità di “attenersi a quello che è stato concordato”. “Rifiuto il tema della flessibilità – ha detto ancora il ministro tedesco – Abbiamo bisogno di crescita questo sì, e di investimenti”.


 


Napolitano difende l’Italia: “Ha fatto molto”
Nel pomeriggio di ieri anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era intervenuto per sottolineare il lungo percorso compiuto dall’Italia: “Abbiamo fatto molto, l’aggiustamento della finanza pubblica che c’è stato in Italia negli ultimi anni può sfidare qualsiasi termine di paragone”, così Napolitano incontrando i commissari dell’Euro-esecutivo in visita a Roma per l’avvio del semestre europeo.


 


Mogherini: “Nessuna crisi con la Germania”
Il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini è intervenuta questa mattina a Radio Capital e ha provato a calmare le acque. “Non c’è una crisi diplomatica” con la Germania, ma una “discussione politica“, anche con altri Paesi, su come “interpretare il patto di stabilità”, ha assicurato la titolare della Farnesina. L’Italia secondo il ministro sta esercitando un peso europeo nuovo, che apre interessanti possibilità. In ogni caso l’importante è a suo dire avere un “filo diretto” con Berlino. Sulla “polemica” con la Germania è intervenuto inoltre il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Non c’è nessun problema con la Germania. Ieri ho avuto un lungo colloquio con il mio amico Schaeuble. Non c’è nessun problema”, così rispondendo ai cronisti a margine di un convegno Bei-Cdp.


 

 

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Domenica alla Villa Romana ingresso gratuito

Si applicherà anche in Sicilia il decreto del 27/6/2014 n. 94 che stabilisce l’ingresso gratuito ai luoghi della cultura la prima domenica di ogni mese. A comunicarlo è la direzione del Parco Archeologico della Villa romana del Casale, che conferma anche la revoca dell’agevolazione per  i cittadini dell’Unione Europea che abbiano superato il 65° anno di età esentati fino ad oggi dal pagamento del ticket.


 



 

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Riforme, Berlusconi a Palazzo Chigi per incontrare Matteo Renzi

l leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è arrivato questa mattina alle 8 e 30 a Palazzo Chigi per incontrare il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, insieme al quale discuterà delle riforme costituzionali e della riforma della legge elettorale. L’ex premier è accompagnato da Gianni Letta: i due apriranno la serie di vertici attesi per oggi forti, tra l’altro, delle frasi di stima pronunciate ieri dal premier a Porta a Porta: “Fino a questo momento Berlusconi ha mantenuto tutti gli impegni”, ha detto il primo ministro dal salotto di Bruno Vespa, ricordando le promesse fatte sulle modifiche della “legge elettorale e del Titolo V”,  malgrado “qualche dichiarazione di Brunetta che ogni tanto parte per la tangente”. Ad ogni modo – ha ricordato Renzi –  “i mille giorni delle riforme partono il primo settembre”: su quel programma “ci giochiamo gli spazi di flessibilità. Vogliamo essere autorizzati a sfruttarla tutta”.


 


Boschi: “Dall’incontro Renzi Berlusconi accelerata definitiva sulle riforme”
Entrando in Commissione Affari Costituzionali il ministro Boschi si è detto ottimista sull’esito dell’incontro tra Berlusconi e Renzi. Ai giornalisti ha manifestato il suo auspicio che l’incontro possa imprimere una “accelerata definitiva” sulle riforme. Quando le è stato chiesto se il provvedimento approderà in aula la prossima settimana il ministro ha risposto: “Dipende dai tempi della commissione ma credo di sì”.


 


Renzi incontrerà anche i Cinque Stelle
Nel corso della giornata Matteo Renzi dovrebbe incontrare anche alcuni membri del Movimento 5 Stelle. Ieri sera il premier ha dedicato una frecciatina anche a Beppe Grillo: “Il sistema elettorale che ha proposto Grillo, il Toninellum o Complicatellum, non sta in piedi, se non dal punto di vista filosofico, perché è l’unico sistema in cui chi vince non governa”, ha detto Renzi a Porta a Porta.


 


Ieri a Strasburgo polemica con il PPE
Gli incontri sul tema delle riforme costituzionali e sulla modifica della legge elettorale arrivano all’indomani del discorso di inaugurazione del semestre italiano di presidenza UE. A Strasburgo il primo ministro ha avuto anche uno scontro con il capogruppo Ppe tedesco Manfred Weber, che aveva polemicamente domandato “dove l’Italia avrebbe preso i soldi” con il 130% di rapporto debito – Pil: “Questi importanti dirigenti di alcuni paesi, in Italia vengono considerati la Bibbia ma io faccio riferimento al rapporto con la Merkel, un rapporto buono in cui ci parliamo in modo chiaro, franco e nobile”.


 


 



 

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Enna – Il solenne pontificale celebrato in onore di Maria Santissima della Visitazione

“Il nostro cuore gioisce per una donna che il Signore ha voluto nella gloria ed in lei noi vogliamo guardare non per idolatrarla ma per stare alla  presenza di Dio”. Con queste parole Rosario Gisana, vescovo della diocesi Armerina ha introdotto il solenne pontificale celebrato questa mattina in onore di Maria Santissima della Visitazione, Patrona del popolo ennese. In un Duomo gremito di fedeli ed alla presenza del clero cittadino, delle autorità civili e militari e dei rettori delle confraternite con la liturgia animata dalla corale “Maria Santissima della Visitazione” diretta dal maestro Santino Cancaro, il vescovo ha poi pronunciato un’omelia imperniata sui valori del “servizio”  della “povertà” e dell’ “umiltà”. “E stupefacente – ha detto il vescovo – come noi siamo stati in ascolto della parola del Signore. Tutti abbiamo qualche dubbio ma davanti alla parola ci siamo prostrati. Questa parola ci spiega il senso di quello che stiamo vivendo” Ed il presule pone l’accento sul fatto che la creatura deve capire che stare davanti al Creatore presuppone una predisposizione all’umiltà e cita Sant’Agostino che con la sua sapienza, con la sua scienza si assoggetta con grande umiltà alla semplicità della Parola di Dio.


 


 “Come un bambino che sta in braccio a sua madre l’uomo deve fidarsi di Dio cercando di  sedare quell’impeto di narcisismo e di egocentrismo ed è così che fa la Figlia di Sion” Poi fa una comparazione fra gli uomini e la Madonna ed esattamente quando la Vergine si reca in Visita da Elisabetta rimanendo colpito dallo zelo di Maria e chiedendosi se la povertà dell’uomo debba essere legata a questa condizione di servizio verso gli altri come Maria ha fatto con la cugina Elisabetta. “Credo che povertà è legata al servizio ‘ecco la serva del Signore’ e “l’altro” ossia il prossimo è il mio Signore. Maria serve e noi dobbiamo servire i fratelli altrimenti scivoliamo nella doppiezza della nostra vita religiosa. Noi siamo mentitori se diciamo delle belle parole a Dio ma poi non serviamo i fratelli” . “Poi mi colpisce – prosegue Gisana – questo sussulto, il saluto può diventare vettore di cose straordinarie ‘ le colline saltarono come arieti’. Maria ci insegna che la nostra vita ordinaria fatta di abbracci, di saluti può veicolare lo straordinario di  Dio. Infine secondo l’ordinario diocesano,  Maria è portatrice di Spirito Santo: “Attraverso Maria possiamo rivitalizzare lo Spirito Santo in noi. Maria è colei che crede perché custodisce la parola, cosa che possiamo fare anche noi, possiamo incontrare il Creatore”. Solo questa vita è ricettacolo dello straordinario di Dio ma anche la fede è importante in Maria affinché il Signore possa realizzare ciò che ha in mente per ciascuno di noi e per l’intera umanità.
Mario Antonio Pagaria

 

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Due nuovi funzionari alla Questura di Enna

Presentati dal Questore dott. Ferdinando Guarino, accompagnato dal Portavoce, Commissario Capo della P.S. , dott.ssa Giada Pecoraro due nuovi funzionari in forza alla Questura di Enna. La prima è la dott.ssa Rosa Maria Iraci che ricoprirà la funzione di Vicario del Questore. La dottoressa Iraci è il primo dirigente donna ad assurgere in provincia di Enna ad un incarico di tale spessore. L’altro dirigente è il dott. Angelo Foti che dirigerà la Pasi  (Divisione Polizia Amministrativa, Sociale e immigrazione). Rosa Maria Iraci va  a colmare la vacanza durata due mesi del precedente vicario, il dott. Santo Foti andato in pensione mentre il dott. Angelo Foti va  a colmare l’assenza del primo dirigente alla Divisione Pasi.


 



“I due funzionari che presentiamo oggi – ha detto il questore Ferdinando Guarino – daranno un notevole contributo oltre che in termini di entusiasmo,  in termini di professionalità ed esperienza. La dottoressa Iraci ricopre un ruolo determinante nell’ambito della Questura perché è il primo collaboratore del Questore e poi il suo ruolo è determinante nella pianificazione  e gestione di servizi di ordine pubblico di particolare rilievo. In questi casi dà un contributo sia nel momento della pianificazione che in quello dell’esecuzione dello svolgimento del servizio per verificare che l’azione svolta sia conforme agli obiettivi fissati nell’ordinanza di servizio” Il vicario naturalmente avrà anche la responsabilità di controllo su alcune articolazioni della Questura in modo tale che si raggiunga l’obiettivo che la Questura stessa si prefigge, ossia di garantire l’ordine pubblico per i cittadini. “Sono onorata – ha detto Rosa Maria Iraci – di collaborare il signor Questore, la cui professionalità è nota. Sono venuta con molto piacere, entusiasta di fare un’esperienza nuova e mi accingo a svolgere questo incarico con grande entusiasmo cercando di essere vicina ai cittadini e sarò anche a disposizione della stampa per quanto mi sarà possibile”


 


Ed i due  funzionari hanno curriculum di tutto rispetto: Rosa Maria Iraci è entrata in Polizia a 25 anni (nell’anno 1986) nel ruolo dei Commissari, poco dopo la riforma, che ha permesso alle donne di accedere alla stessa carriera prevista per gli uomini, laureata in Giurisprudenza e Scienze Politiche, ha ricoperto importanti incarichi. Dopo il corso di formazione è stata assegnata alla Scuola Allievi Agenti di VIBO VALENTIA in qualità di Direttore Ufficio Corsi, che è incaricato dell’addestramento formativo di nr.500 allievi agenti della Polizia di Stato.



Nell’anno 1988 è stata trasferita alla questura di Reggio Calabria, ove ha diretto l’ufficio Misure di Prevenzione ed applicato le norme della legislazione antimafia, al tempo ancora in fase embrionale; in quel periodo sono stati proposti all’AG. numerosi sequestri di beni appartenenti ai sodalizi delinquenziali della “NDRANGHETA”, quali quelli della cosca “DE STEFANO-MARTINO”, che successivamente sono stati definitivamente confiscati.
Trasferita dopo tre anni alla Questura di MESSINA, ha diretto l’ufficio Volanti e, per parecchi anni, i Commissariati Distaccati di P.S. di Patti, Milazzo,Barcellona Pozzo di Gotto ed a scavalco quelli di Taormina, S. Agata di Militello e Capo d’Orlando. Nel corso dei predetti incarichi ha portato a compimento numerose operazioni di P.G., quali quelle c.d. “MARE NOSTRUM”, “MUSCO”, ”TINDARI”, ”RIO ROSSO”, “TENTACOLI”, con le quali è stata fatta luce su organizzazioni criminali efferate, di stampo mafioso, dedite a gravi delitti, quali omicidi, estorsioni, traffico di stupefacenti ed altro appartenenti alla cosca dei c.d. “BARCELLONESI” e “TORTORICIANI” operanti nell’hinterland della fascia tirrenica della provincia di MESSINA.
Promossa Primo Dirigente nel 2008, ha diretto la DIVISIONE P.A.S.I della Questura di VIBO VALENTIA e, trasferita alla Questura di REGGIO CALABRIA, ha diretto la DIGOS, occupandosi di numerose indagini scaturite da episodi intimidatori a danno di amministratori pubblici ed è stata componente delle Commissioni di accesso agli atti del comune di VILLA S. GIOVANNI.  Si è occupata della gestione dell’O.P. scaturito dal grave episodio criminoso della collocazione della bomba al Tribunale di REGGIO CALABRIA, avvenuto nel gennaio del 2010, in seguito al quale, atteso il clamore nazionale, sono stati organizzati in quella sede il Comitato Nazionale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, il Consiglio dei Ministri, la visita del Capo dello Stato, Giorgio NAPOLITANO ed altre manifestazioni di rilevanza nazionale.


 



Sempre nella direzione della DIGOS di REGGIO CALABRIA si è occupata della gestione dell’O.P. scaturita dalla c.d. “RIVOLTA DEI MIGRANTI” avvenuta a ROSARNO nel gennaio 2010, che ha richiamato l’attenzione dei Mass-Media nazionali e stranieri sulle condizioni disumane di vita e di lavoro degli extracomunitari e la presenza di numerose Organizzazioni Umanitarie sul territorio. Anche la festa del 1° maggio, con la consueta presenza di esponenti politici e sindacali nazionali, ha avuto luogo, nel 2010, a ROSARNO.Nel settembre 2010 ha assunto la direzione del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Sicilia, con sede a PALERMO, ed a scavalco quella del Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Sardegna, con sede a Cagliari nel corso di tali incarichi si è mirato ad elevare il livello di sicurezza delle strutture ferroviarie e a fare luce su organizzazioni delittuose dedite ai furti di rame, che parecchio danno generano all’economia dell’ente FF.SS. e mettono in pericolo la sicurezza dei trasporti. Dal 23 giugno ha assunto le funzioni di vicario del Questore di ENNA ed è la prima donna a ricoprire questo incarico. Angelo Foti nel luglio del 1990, al termine del 74° Corso di formazione, svolto presso l’Istituto Superiore di Polizia, è stato assegnato alla direzione del Nucleo Prevenzione Crimine “Calabria” con sede a Reggio Calabria. Contemporaneamente a tale incarico ha ricoperto quello di funzionario addetto al Centro Regionale Criminalpol “Calabria”.Nello stesso periodo ha anche assunto la direzione dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura della provincia reggina.



       Nel maggio del 1991, – a seguito dei violenti episodi di sangue, di stampo  ‘ndranghtistico, che hanno sconvolto l’opinione pubblica nazionale -, è stato inviato in missione a Taurianova (RC) per la costituzione del nuovo Commissariato di Pubblica Sicurezza.
Nel maggio del 1992 è stato inviato in missione a Genova per la direzione del costituendo Nucleo Prevenzione Crimine “LIGURIA”.  Il primo settembre 1992 è stato trasferito alla Scuola Allievi Agenti della P. di S. ove ha dapprima diretto gli Uffici preposti alla formazione degli allievi e successivamente ha assunto la Direzione della Scuola stessa. A marzo del 2006, è stato trasferito alla Questura della provincia di Vibo Valentia per dirigere la Divisione di Polizia Amministrativa, Sociale e Immigrazione  e, poi, la Divisione Anticrimine. E’ stato promosso Primo Dirigente il 1° gennaio 2009.Da maggio 2014 è stato assegnato alla Questura di Enna.


Mario Antonio Pagaria

 

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Piazza Armerina – Miroddi, un sindaco in difficoltà

Sono mesi che si parla dei liberi consorzi e dell’uscita di Piazza Armerina da quello di Enna per passare a Catania o Caltagiorne e su questo argomento riteniamo che la comunità armerina si sia fatta già una propria idea. Di diverso avviso gran parte della classe politica che invece ritiene i cittadini poco informati sull’argomento e che occorre procedere ad una serie di contatti con le associazioni e la Curia prima di decidere.
Nel raccontarvi quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale sull’argomento via abbiamo svelato alcuni retroscena perché abbiamo ritenuto, vista l’importanza dell’argomento, che i cittadini andavano informati con correttezza e trasparenza. Questo ha suscitato una forte reazione da parte di una certa classe politica abituata a gestire le scelte che riguardano la città su due piani diversi nascondendo spesso per certi comportamenti le vere motivazioni.


 


Su questo piano siamo stati attaccati dallo stesso sindaco Miroddi  che ci ha definito giornalisti “assolutamente di parte e fuorvianti”. In realtà la reazione del Primo Cittadino non ci ha sorpreso più di tanto, è da mesi che si sta cercando di portare avanti una campagna denigratoria nei confronti della nostra testata con l’obiettivo principale di screditarci agl’occhi dell’opinione pubblica.
Secondo Miroddi saremmo “di parte”, quale parte non si sa visto che in Consiglio comunale la decisione di rinviare la seduta è stata presa in maniera trasversale, sia da alcuni esponenti  della maggioranza che da alcuni della  minoranza (PD incluso). Il sindaco forse si riferiva al fatto che noi abbiamo sempre dichiarato che siamo dalla “parte” dei cittadini e della città e in questo senso siamo profondamente di parte.
L’atro aggettivo, “fuorvianti”, è ovviamente il risultato di una concezione dell’informazione di berlusconiana memoria in cui il giornalista dovrebbe comportarsi da mero notaio degl’atti e delle dichiarazioni dei politici senza analizzarli e tanto meno criticarli.


 


Miroddi, in una recente intervista, afferma che le notizie riportate dalla nostra testata sarebbero il frutto di “si dice” e di illazioni dimenticando che è un decennio che lavoriamo a stretto contatto con l’ambiente politico e con la realtà amministrativa di Piazza Armerina ed è naturale che abbiamo le nostre fonti e siamo, più di qualunque altro, in grado di decifrare alcuni comportamenti poco chiari della politica.


 


In realtà ci sembra che Miroddi a causa di numerosi problemi sia un po’ nervoso e abbia difficoltà gestire lo stress che comporta l’amministrare un città come Piazza Armerina. Il consenso in forte calo, le difficoltà a organizzare il Palio dei Normanni, il caso dei liberi consorzi,  i ritardi sull’inizio dei lavori di quattro opere pubbliche già finanziate (canile municipale, Ariston, Ex Itis e San Pietro), i problemi con la pulizia della città, la mancanza di acqua inalcune zone e le tensioni interne alla maggioranza, dove è in atto uno scontro tra due diverse aree, stanno mettendo a dura prova le coronarie del sindaco .Ma su questi argomenti torneremo in futuro.
Lo stress di Miroddi  è tale che nel tentativo di screditare la nostra testata questa volta ha rinunciato ad utilizzare come ufficio stampa i soliti personaggi di Walt Disney, dietro i quali si nasconde l’amministrazione su Facebook, per rivolgersi alla stampa ufficiale, evitando inoltre di inviarci il suo comunicato.


 


Per quanto ci riguarda continueremo a fare il nostro lavoro di informazione cercando di essere onesti come sempre e prendendo le parti dei cittadini e della città  andando, come abbiamo fatto in passato in alcuni casi, anche contro i nostri stessi interessi. La macchina del fango è ovviamente in movimento ma riteniamo che i nostri lettori siano ormai abbastanza “grandi e vaccinati” per distinguere tra chi cerca la verità e chi vuole proporne un preconfezionata.


 


Comunque Miroddi è il nostro sindaco ed è il sindaco di tutti i piazzesi, la nostra testata giornalistica è sempre a sua disposizione per replicare o informare ma mai, qualunque siano le condizioni, rinunceremo a raccontare il nostro personale punto di vista e ad offrire spazio a chi si contrappone alle idee del Primo Cittadino e della sua Giunta. Filippo stai sereno.


 


 


Nicola Lo Iacono


 

 

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Renzi a Strasburgo: « senza crescita l’Unione Europea non ha futuro»

Matteo Renzi ha inaugurato dinanzi ad all’Europarlamento di Strasburgo il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea con un discorso di circa 20  minuti interrotto 7 volte dagli applausi dell’assemblea.  Renzi ha centrato il suo discorso sulla necessità di sostenere la crescita economica.”Se l’Europa o facesse un selfie – si è chiesto Renzi – che immagine verrebbe fuori? l’Europa mostrerebbe il volto della noia mentre fuori di qui il mondo corre a una velocità straordinaria. Il Premier ha citato Anchise,Enea, Pericle, Cicerone parlando del passaggio del testimone tra la Grecia è l’Italia. “Ma quando si parla di queste due nazioni – ha detto Renzi – si pensa solitamente solo alla crisi è allo spread.”


 


“Non credo possiamo sottovalutare la questione finanziaria ma l’Italia sostiene che la grande sfida del semestre non sia solo elencare una serie di appuntamenti ma la grande sfida di ritrovare l’anima dell’Europa e il senso profondo del nostro stare insieme.”
”L’Italia viene qui – ha concluso Renzi – a dire che per prima ha voglia di cambiare e lo dice con coraggio e l’orgoglio di rappresentare l’Europa.”

 

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Piazza armerina: tenta il suicidio per un amore non ricambiato, lo salvano i carabinieri

Questa Mattina i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, comandata interinalmente dal Luogotenente Matteo Mulè hanno tratto in salvo un cittadino Piazzese di anni 56 da morte certa. Il 56enne allontanatosi dalla propria abitazione oramai da quasi 48 ore aveva raggiunto una zona impervia di Contrada Sambuco ove aveva deciso di “farla finita” a seguito di una delusione amorosa. I familiari allarmati dall’assenza del congiunto hanno deciso di rivolgersi ai Carabinieri che immediatamente hanno messo in moto la macchina delle ricerche. I Carabinieri durante le ricerche, allertati anche da un cittadino che passando aveva notato un’autovettura in una zona insolita, controllavano una zona impervia di Contrada Sambuco ritrovando il corpo del 56enne agonizzante e destinato da li a poco a morte certa. Vista l’urgenza del soccorso decidevano di caricarlo sul proprio mezzo e trasportarlo in ospedale ove si trova tuttora in prognosi riservata.

 

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Gioia Tauro: iniziato il trasbordo delle armi chimiche siriane

Intorno alle cinque di questa mattina sono arrivate a Gioia Tauro le armi chimiche siriane. La nave danese Ark Futura che le trasporta è entrata in porto tra misure di sicurezza eccezionali, scortata da altre unità navali, mentre un elicottero sorvolava la zona. Le operazioni di trasbordo delle armi chimiche sono iniziate intorno alle otto del mattino, dopo che il team di ispettori Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) al lavoro a Gioia Tauro ha controllato il carico. L’intera area portuale di Gioia Tauro è circondata per oltre un chilometro da un centinaio di uomini delle Forze dell’ordine che impediranno ogni accesso. Interdetti anche lo spazio aereo e la navigazione nello specchio di mare antistante al porto. La danese Ark Futura trasporta circa 800 tonnellate di agenti chimici, di cui 600 saranno trasferiti sulla nave americana Cape Ray. Si tratta di 78 container: 3 di iprite e 75 di precursori del sarin, che saranno poi neutralizzati a bordo della Cape Ray, arrivata nella mattinata di ieri nel porto calabrese. La nave statunitense Cape Ray si occuperà di smaltire in acque internazionali il carico di armi del dittatore siriano Bashar al Assad. Sei gli ispettori Opac presenti al porto di Gioia Tauro, quattro dei quali saliranno a bordo della Cape Ray al termine delle operazioni per assistere al processo di neutralizzazione.


 


Le polemiche a Gioia Tauro per l’arrivo delle armi chimiche siriane
L’arrivo dell’arsenale chimico siriano è stato preceduto da diverse polemiche. Ieri sera, davanti al municipio di San Ferdinando, il comune della piana di Gioia Tauro in cui ricade l’area industriale del porto e la gran parte delle infrastrutture dello scalo, si è svolta una manifestazione indetta dall’associazione “S.o.S. Mediterraneo”. Nel corso dell’iniziativa, sono stati distribuiti volantini e manifesti. Anche a Reggio Calabria nei giorni scorsi si era svolta una manifestazione analoga. Sono più di cento gli inviati e le troupe di testate italiane e internazionali accreditatesi in Prefettura a Reggio Calabria per seguire l’operazione di trasbordo delle armi chimiche in corso nel porto di Gioia Tauro.


 



 

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Piazza Armerina – Mancanza d’acqua:«Responsabile il Sindaco» e si incatena ai cancelli di Acquenna

La mancanza di acqua in alcune zone di Piazza Armerina sta creando diversi disagi ai cittadini tanto da costringe qualcuno a mettere in atto forme di protesta estreme. E’ il caso di Patrizio Roccaforte che questa mattina, dopo aver tentato per giorni di avere una valida spiegazione da Acquaenna e dal comune di Piazza Armerina sul motivo per cui nella zona in cui risiede i rubinetti sono a secco,  ha deciso di incatenarsi al cancello dell’acquedotto di contrada Bellia.
«Ho inviato una email certificata al giorno da cinque giorni ad Acquaenna – Afferma Roccaforte – per chiedere spiegazioni sul disservizio e sulle sue motivazione, ma ad oggi la zona di Serrafina, dove abito, è completamente all’asciutto»


 


«Mi sono rivolto anche al sindaco Filippo Miroddi che in un’email inviatemi in risposta ad una mia sollecitazione sostiene che il comune di Piazza Armerina non è responsabile dei problemi causati da Acquaenna. “Pur essendo consapevoli del disagio che la mancanza di erogazione dell’acqua può comportare – scrive Miroddi – le facciamo presente che l’interlocutore non è il Comune di Piazza Armerina ma la società Acquaenna”.   Così non è – continua Roccaforte –  infatti in base all’art 50 del D.lgs 267 del 2000 “il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del comune; sovrintende al funzionamento dei servizi in particolare adotta le ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenze sanitarie o igiene pubblica.. Inoltre il sindaco – come afferma l’art 8 dello statuto – è membro del’ATO5 di Enna e ha il potere di controllo e di vigilanza sulla gestione dei servizi”


 


Patrizio Roccaforte è deciso a continuare la sua protesa nei prossimi giorni fin tanto che non verrà  ripristinato il servizio di erogazione


 



 


L’EMAIL DEL SINDACO INVIATA ALLA TITOLARE DEL CONTRATTO CON ACQUAENNA

 

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ENNA – Arrestati con il contributo dei cittadini due presunti ladri

Nei giorni scorsi sono stati tratti in arresto, da personale della Sezione Volante, due soggetti per tentato furto presso una abitazione di campagna di Enna. Alle ore 23,35 circa di qualche giorno fa, nello specifico, giungeva su linea “113” la segnalazione relativa alla presenza di tre persone che stavano armeggiando intorno ad una recinzione di un fondo ricadente in questa contrada Santa Mariola.  Immediatamente, giungevano sul posto due volanti dell’U.P.G.S.P., diretto dal Dr. Alessandro Scardina, che appuravano come fossero state notate, poco prima, tre persone che, scese da una autovettura, intente a tagliare la recinzione di una proprietà ove all’interno ricade un capannone.



 Inoltre, si prendevano notizie sul tipo del veicolo, sul colore e su parte della targa del mezzo. 
Il personale intervenuto, accertava, quindi, che gli ignoti avevano tranciato parte della rete creandosi un varco, avevano fatto accesso all’interno e forzato il catenaccio che chiudeva il portone del capannone, contenente materiale edile, senza però entrare, probabilmente perché disturbati dai rumori.



 Le volanti si mettevano alla ricerca dell’auto segnalata con a bordo i responsabili del tentato furto.  Infatti, poco distante incrociavano il veicolo descritto riuscendolo a bloccare.     Sull’autovettura vi erano solamente due persone, ma, la perquisizione locale, permetteva di ritrovare oggetti atti allo scasso ed una cesoia usata,verosimilmente, per tagliare la recinzione. Inoltre, i due fermati risultavano essere due pregiudicati e residenti a Catania.
 Grazie alla fattiva collaborazione dei cittadini il furto non veniva portato a compimento e le esatte descrizioni fornite permettevano l’arresto dei responsabili.  Successivamente presso gli Uffici della Questura, gli Ufficiali di P.G. dell’U.P.G.S.P. e della Squadra Mobile, diretta dal Dr. Giovanni Cuciti,  intervenuti, procedevano alla completa identificazione dei soggetti a corredo degli atti che permettevano l’arresto.    I due, CANTONE Lorenzo nato a Catania il 31/05/1959 e LITRICO Mario, nato a Catania il 07/03/1990, venivano associati presso il carcere di Enna, mentre gli arnesi atti allo scasso venivano sequestrati.  Inoltre, il veicolo di proprietà del Cantone Lorenzo, veniva verbalizzato e sottoposto a fermo amministrativo in quanto sprovvisto di copertura assicurativa.
   


 

 

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Cataldo Salerno, Presidente della Kore di Enna : «mi vedo costretto a denunciare Muscarà»

Ringrazio Startnews per il modo professionale con il quale è stata gestita la questione che ha visto la Kore, suo malgrado, essere oggetto di calunnie gravissime per l’immagine e il decoro dell’Università. Non si è trattato soltanto di opinioni (che naturalmente sono tutelate dall’art. 21 della Costituzione), ma dell’accusa all’Ateneo di avere conferito lauree a persone prive di diploma (a questo si arriva quando si vuole offendere stupidamente una istituzione!).
Poiché l’autore delle calunnie non le ha ritirate e non ha chiesto scusa per averle scritte, mi vedo costretto a denunciarlo alla Magistratura con ampia facoltà di prove, a tutela del prestigio della Kore, dei suoi docenti e dei suoi studenti.


Cordiali saluti
Cataldo Salerno
Presidente Università Kore di Enna

 

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Piazza Armerina – Cani randagi: ritorna il problema. Il consigliere Teresa Neglia scrive al Sindaco

Da un po’ di tempo è ritornato alla ribalta il problema dei cani randagi che costituiscono branchi soprattutto nelle zone periferiche della città. Sull’argomento il consigliere Teresa Neglia (PD) ha inviato una lettera al sindaco Miroddi chiedendo un intervento da parte dell’amministrazione.



 


 


 


LA LETTERA DI TERESA NEGLIA


“Premesso che nelle zone centrali e periferiche e in alcuni quartieri del paese, sono presenti, branchi di cani vaganti che, oltre a problemi inerenti la sicurezza dei cittadini sono causa di  nocumento al decoro urbano poiché affamati e in cerca di cibo, devastano i sacchi dell’immondizia, traboccanti dai contenitori, disseminandola per le vie del paese.
Considerato  che la soluzione non è quella, come qualcuno invoca, dell’abbattimento, ma, piuttosto la sterilizzazione oppure il ricovero dei cani più aggressivi;
Considerato inoltre il progressivo venir meno della sicurezza pubblica e il serio pericolo per l’incolumità delle persone visto che recentemente si  è registrato qualche episodio di randagi che hanno attaccato anziani e bambini,pone alla SV. le seguenti interrogazioni:
1) In che modo intende gestire tale fenomeno che sta dilagando a dismisura?
2) In che modo intende intervenire nei confronti dei cani  pericolosi e/o aggressivi?
3) Se ritiene necessario attivare una campagna di monitoraggio da parte dei VV.UU o del corpo forestale dello Stato.
Sicura di un vostro interessamento per la risoluzione di un problema di pura coscienza civica e non altro. L’intenzione è quella di porvi rimedio prima che accada l’irreparabile.



IL Consigliere Teresa Neglia

 

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Mondiali: Francia-Nigeria 2-0, “Blues” ai quarti grazie al gol di Pogba e all’autorete di Yobo

Con Germania e Algeria davanti alla televisione, nell’impianto dedicato all’icona del calcio verdeoro Mané Garrincha, la Francia ha staccato il pass per il quarto di finale, al termine di novanta minuti tirati e affrontati dalle due squadre con coraggio. Dopo l’amichevole del 2009, vinta dalle “Super Aquile” in quel di Saint-Etienne, la formazione transalpina si è riscattata (e vendicata) di quella serata negativa conquistandosi, con merito, il passaggio del turno. Anche Francia e Nigeria, come le altre squadre rimaste in lizza per il Mondiale, hanno dato vita ad un ottavo ad alto coefficiente tecnico e ricco di giocate spettacolari. L’ha spuntata la squadra di Deschamps, arrivata a giocarsi la chance del passaggio del turno grazie alle due vittorie e al pareggio nel girone e ad una potenza di fuoco impressionante: 8 gol in tre partite. La squadra transalpina ha giocato bene ma anche sofferto la vivacità degli avversari, prima di trovare i due gol vittoria nel finale: un’affermazione che conferma il “trend” mondiale dei transalpini, sempre vittoriosi negli ottavi.


 


Il primo urlo di Paul Pogba – Il successo della squadra di Deschamps è figlio di una partita giocata a viso aperto. Nel primo tempo, le emozioni sono arrivate grazie alla splendida parata di Enyeama (miracoloso su botta di Paul Pogba, da dentro l’area di rigore) e al destro “sbilenco” di Debuchy, da buona posizione, finito sul fondo. Due occasioni arrivate dopo lo spavento del gol annullato ad Emenike, pescato in posizione di fuorigioco. Nella ripresa, dopo l’infortunio del laziale Onazi (uscito in barella), la Nigeria ha giocato meglio, monetizzando una miglior tenuta atletica e rendendosi pericolosa con Odemwingie. Complice l’ingresso di Griezman, al posto di uno spento Giroud, Deschamps è, però, riuscito a spostare gli equilibri in campo e mettere alle corde i ragazzi in verde di Keshi. “Galletti” che, dopo una traversa clamorosa di Cabaye, trovavano il gol qualificazione al 79esimo, grazie al primo sigillo di Paul Pogba che capitalizzava al meglio l’errore del portiere nigeriano, e il sigillo finale grazie ad una sfortunata deviazione di Yobo.


 



Quarto da far tremare i polsi – A Rio de Janeiro la Francia affronterà una tra Germania ed Algeria. Sulla carta pare essere favorita la squadra di Joachim Loew, anche se l’undici algerino ha già dimostrato, resistendo alla Russia di Fabio Capello, di essere squadra talentuosa e, soprattutto, dotata di attributi “mondiali”. Didier Deschamps, fin qui perfetto, studierà gli avversari e preparerà al meglio il quarto di finale. L’obiettivo è quello di far dimenticare il disastroso mondiale sudafricano (1 punto in tre partite nel girone, con conseguente ritorno a casa) e la precedente edizione tedesca, passata alla storia per la testata di Zidane ed il rigore decisivo di Fabio Grosso. La Francia di Pogba e Benzema può scrivere un’altra storia: più bella e luminosa delle ultime due firmate Domenech. A Didier Deschamps, allenatore forse un po’ snobbato in patria, il compito di far rialzare la testa al calcio francese.


 


La Francia, quando è arrivata agli ottavi ha sempre vinto (3 volte su 3 i francesi sono approdati ai quarti e in seguito almeno in semifinale) mentre la Nigeria è arrivata agli ottavi per 2 volte e ha sempre perso (le Nazionali africane sono arrivate ai quarti di un Mondiale sono in 3 occasioni, l’ultima fu il Ghana nel 2010). La curiosità riguarda la sistemazione delle due squadre a Brasilia: i due alberghi delle due Nazionali distano circa 500 metri l’uno dall’altro.


lo score della Francia, che quando ha superato il primo turno, nella sua storia, è quasi sempre arrivata poi almeno in semifinale.



 

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Mondiali, Germania-Algeria 2-1 dts, Schuerrle e Ozil trascinano i tedeschi ai quarti

Sulla carta doveva essere più facile di quanto non sia avvenuto sul campo ma alla fine la Germania ha mantenuto fede alle attese e rispettato il pronostico della vigilia, riuscendo ad approdare ai quarti di finale dove gli uomini di Loew se la giocheranno con la Francia di Deschamps. Sono serviti i tempi supplementari per piegare le resistenze di una Algeria che mai ha abbandonato la speranza di scrivere un’altra pagina della sua storia. Schuerrle al 2′ minuto del primo tempo supplementare e Ozil al 19′ del secondo supplementare hanno gelato i nordafricani segnando le reti del 2-0 che condanna la nazionale allenata da  Halilhodžić ad uscire dalla scena mondiale, malgrado l’ultimo acuto di Djebou per il gol della bandiera. A testa altissima perché ha giocato alla pari dei campioni tedeschi, soprattutto ad inizio partita e poi aggrappandosi al proprio portiere autentica colonna che ha tenuto a galla la propria nazionale sotto i colpi della Germania. Che adesso dovrà pensare a recuperare in fretta perché contro i transalpini non potrà di certo permettersi un’altra prestazione di poco superiore alla sufficienza per sperare di continuare la cavalcata verso Rio.


 


 Alla ricerca della rivincita del 1982
Ottavo di finale sulla carta facile per la Germania di Loew contro la nazionale algerina che è tra le rivelazioni del Mondiale ma che poco dovrebbe resistere agli attacchi tedeschi che sono tra le formazioni più quotate per procedere almeno fino ai quarti. I precedenti, due, però, arridono ai nord africani che hanno vinto in entrambe le occasioni diventando di fatto una vera e propria ‘bestia nera’. Chiarissima dalle prime battute l’impostazione della partita: tedeschi che fraseggiano e impostano il gioco, algerini che attendono sulla mediana e provano a ripartire in contropiede. Ma è dell’Algeria il primo acuto all’8′ quando un’uscita fuori area di Neuer per anticipare Slimani mette il portiere della Germania in difficoltà contrastando con successo il centravanti nordamericano.


 


Meglio l’Algeria, tedeschi in affanno
La gara si accende, la Germania prova ad impegnare il portiere Mbolhi ma l’Algeria risponde immediatamente con le azioni personali dei suoi uomini migliori, come Feghouli che dribbla in area seminando il panico ma al momento del tiro sbaglia tutto. Al 16′, l’Algeria va anche a segno con un bellissimo colpo di testa di Soudaniche però è in fuorigioco. i tedeschi palesano qualche difficoltà di troppo per le vie centrali dove i difensori soffrono moltissimo la velocità avversaria e la personalità di alcuni giocatori che hanno buona tecnica personale. La Germania entra in confusione, sbagliando molto e perdendo le redini del gioco sulla mediana dove il pressing è alto e asfissiante. Ozil prova a rompere l’incantesimo al 23′ con un cross sbagliato che si trasforma in tiro ma è sempre l’Algeria a dare l’impressione di essere più pericolosa non appena ritrova il possesso palla.


 


Finale in crescendo per la Germania
In avanti la Germania si affida a Muller: due palle toccate e due tentativi per tirare in porta. Un po’ poco ma basta a mettere ansia alla difesa algerina, il reparto più debole dei nordafricani, ma il risultato non si schioda dallo 0-0. Nel finale di tempo sono i tedeschi un po’ più propositivi, con Ozil al 36′ che con un tiro da fuori prova a impensierire Mbolhi che si salva in due tempi. Il portiere algerino si ritrova ad essere decisivo al 40′: prima devia in due tempi un tiro di Kroos e poi sulla ribattuta si supera su Gotze, salvando la propria porta. La Germania prova a crederci nei minuti finali ma i tiri verso la porta della nazionale africana sono quasi tutti fuori dallo specchio, e il primo tempo finisce a reti inviolate.


 


Loew cambia, dentro Schurrle per la velocità
Loew prova subito a cambiare le carte in tavola e toglie uno spento Goetze con Schurrle che ha più corsa e velocità, ma il filo conduttore della gara non cambia: l’Algeria gioca a viso aperto e prova a mettere la sfida sulla prestanza fisica e sulla corsa, spesso, riuscendo a essere più concreta dei tedeschi. Che però al 54′ con capitan Lahm vanno vicinissimi al vantaggio con Mbolhi che si supera ancora una volta e devia in angolo con un tuffo spettacolare. Lo spettacolo c’è, le emozioni pure, manca solo il gol. I ritmi rimangono alti e i capovolgimenti di fronte non mancano con i due portieri costantemente impegnati e le difese sotto pressione.


 


Decisivo Mbholi, migliore in campo
A metà secondo tempo cambia anche l’Algeria che toglie un ottimo Taider da centrocampo e inserisce Brahimi che si posiziona sulla zona da trequartista per aumentare la spinta offensiva. La Germania soffre, soprattutto con i due centrali e  Halilhodžić prova a crederci, offrendo ovviamente il fianco alle verticalizzazioni e al palleggio a centrocampo per i tedeschi che si presentano con maggiore facilità davanti a Mbolhi. A 10 dal termine, sembrano però averne di più gli algerini che non accennano a calare i ritmi mentre i tedeschi rifiatano e pungono non appena possono aggrappandosi a Muller che nel finale prova a risolvere la gara da solo. Prima di testa esaltando uno splendido Mbolhi e poi cercando il palleggio e tiro in area di poco fuori. Non bastano però 90 minuti di gioco per decidere chi passerà ai quarti, ci vogliono anche in questo caso i supplementari.


 


Schurrle e Ozil eroi nei supplementari
Parte alla grandissima la Germania che al 2′ minuto del primo tempo supplementare sull’asse Muller-Schurrle  infila la rete del vantaggio schiantando sul nascere le speranze algerine di compiere l’impresa. Una doccia fredda che gela gli uomini di Halilhodžić che stentano a riprendersi subendo il pressing tedesco alla ricerca subito del raddoppio della tranquillità. L’Algeria resta sulle gambe, Muller va vicinissimo al 2-0 e il Ct algerino prova tutti i cambi a propria disposizione per immettere forze fresche in campo. All’ 11′ del primo ts ci prova Mostefa con un tiro sporco che si spegne a lato: è l’occasione più ghiotta di una Nazionale oramai demotivata. Gli ultimi 15 minuti sono una autentica sofferenza. Così come il secondo supplementare quando la Germania trova il raddoppio della sicurezza con Ozil prima della rete della bandiera siglata allo scadere da Djebou


 


 



 

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Renzi: “Riforma giustizia in 12 punti, avanti alla faccia dei gufi”

Al termine del Consiglio dei Ministri odierno, durante il quale è stato anche confermato il porto di Genova come quello di destinazione del relitto della Costa Concordia, il premier Matteo Renzi ha presentato la riforma della giustizia che avverrà in tempi brevi e sarà articolata in dodici punti. “Avremmo potuto essere qui a mezzanotte per dare il primo click per il via al processo civile telematico – ha spiegato Renzi – Lo facciamo ora: da mezzanotte parte il processo civile telematico, parte formalmente la riforma”. Questo, ha spiegato il Presidente del Consiglio, “segna l’addio dai tribunali pieni di scartoffie. La nostra scommessa è che si possa discutere di giustizia in modo non ideologico”. Secondo il premier Renzi la riforma avverrà in due mesi: “Sono 20 anni che sulla giustizia si litiga senza discutere. Noi vogliamo cambiare metodo e discutere nel merito e possibilmente senza litigare”. “Al termine dei mille giorni delle riforme noi puntiamo al processo civile in un anno per il primo grado”, così ancora Renzi illustrando la riforma della giustizia in conferenza stampa. Tra gli obiettivi chiari c’è dunque quello di accorciare la durata dei processi. Per quanto riguarda alcuni degli annosi problemi della giustizia italiana, Renzi ha ribadito che la riforma della prescrizione “ci sta a cuore”, che è una questione di civiltà e che occorre “una normativa sul falso in bilancio degna di questo nome”. “Per separazioni e divorzi, se consensuali, non servirà più andare davanti al giudice”, così dopo il premier ha chiarito, ancora in merito agli obiettivi della riforma della giustizia, il ministro della Giustizia Orlando.


 


Immigrazione: “Quanti morti senza il nostro impegno?”
Nel corso del Consiglio dei Ministri odierno c’è stato spazio anche per la questione immigrazione, con un chiaro riferimento all’ultima tragedia nel Canale di Sicilia. Il premier ha preso la parola ricordando le vittime: “Quanti sarebbero stati i morti – ha aggiunto Renzi – se noi non facessimo le cose che stiamo facendo? Il dolore per ciò che accade quotidianamente sul nostro mare ma anche il lavoro che stiamo facendo. È stata una giornata di impegno a 360 gradi”. Renzi ha parlato inoltre delle riforme, che vanno avanti “alla faccia dei gufi”: “Si è iniziato a votare – ha spiegato il premier – si proseguirà a lavorare nelle prossime ore e siamo convinti e ottimisti che si possa andare bene”. In conferenza stampa il premier ha parlato anche, ringraziando il ministro Alfano, dell’ormai ex prefetto di Perugia Reppucci rimosso dopo alcune frasi choc sulla droga: “È stato rimosso il prefetto di Perugia per le frasi sbagliate e ingiuste. Nelle prossime ore sarà nominato il successore. È un gesto che dovevamo alle madri che vivono situazioni di difficoltà. Chi sbaglia paga il conto dei propri errori”. Infine, Renzi ha annunciato che domani il Pd risponderà al M5S con una lettera pubblica per quanto riguarda la discussione sulla legge elettorale.


 


 



 

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Piazza Armerina – L’amministrazione rischia una denuncia per “condotta antisindacale”

L’amministrazione comunale di Piazza Armerina e, in particolare, il sindaco Filippo Miroddi rischiano una denuncia alla magistratura per “condotta antisindacale”. E’ questa l’intenzione di Luigi Bascetta che pur avendone fatto richiesta non sarebbe mai stato invitato nelle riunioni relative alla contrattazione sindacale condotte dalla stessa amministrazione. Questo il testo della lettera con la quale il sindacalista chiede delucidazioni.


 


“Il sottoscritto Bascetta Luigi, coordinatore provinciale dell’O.S. CSA, con la presente, segnala chiara manifestazione di condotta antisindacale da parte di codesta amministrazione nei confronti della scrivente O.S. che, nonostante reiterate richieste, non è stata mai convocata in sede di contrattazione o di atti relativi e propri della titolarità sindacale rappresentativa della stessa, producendo grave pregiudizio nei confronti di una O.S. firmataria di contratto nazionale e titolare delle prerogative  e dei diritti previsti  dal CCNQ 2013-2015 del 17 ottobre 2013. Pertanto, si chiede di annullare tutti gli atti che sono stati redatti in sede di contrattazione, in assenza della presente O.S.,a far data dal deposito delle credenziali sindacali dello scrivente presso l’Ufficio del Protocollo di codesto Comune. Nulla ricevendo in merito entro e non oltre 5 giorni dal deposito della presente, si adirà alla Magistratura del lavoro presso il Tribunale di Enna.
Cordiali saluti.”


 


Il coordinatore prov.le CSA
Bascetta Luigi

 

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Francesca Incudine conquista il premio “L’artista che non c’era”

Dopo i quattro riconoscimenti al premio Parodi 2013 e il successo radiofonico su “Catalunia Radio”, Francesca Incudine e il suo cd “iettavuci”, prodotto da Finisterre e diretto artisticamente da Mario Incudine, continuano a raccogliere consensi.



 
Francesca Incudine l’ha infatti spuntata nella “sezione italiana” dell’undicesima edizione del concorso musicale nazionale “L’Artista che non c’era”, trionfando su 16 semifinalisti.
Sono stati i brani “Curri” e “Cori stunatu”, eseguiti da Francesca nella lunga maratona della fase finale del premio tenutasi sabato 28 giugno al Centro professione musica di Milano, a far salire la giovane cantautrice ennese sul gradino più alto del concorso organizzato dal team dalla rivista musicale “L’Isola che non c’era”. A lei è andata anche la targa speciale “Muovi la musica”.


 


Il giornalista e critico musicale Francesco Paracchini (tra gli organizzatori del premio) scrive di lei: “Francesca ha convinto la giuria per quella sua semplicità che invece nasconde una minuziosa cura degli arrangiamenti e una voce che non lascia indifferenti. Grande merito va riconosciuto a Marco Corbino (chitarra acustica) e Carmelo Colajanni (flauto di Pan e zampogna) che colorano magnificamente la base ritmica portata da Francesca stessa con il tamburo a cornice. Una carriera, quella di Francesca Incudine, che pur se partita da pochi anni ha già nel suo carniere riconoscimenti importanti come la vittoria al ‘Premio Andrea Parodi’. Un nome di cui sentiremo parlare sicuramente”.
Nel consegnare a Francesca Incudine la targa speciale “Muovi la musica”, gli operatori culturali Simon Luca e Alberto Salerno hanno espresso parole di grande stima per “un’artista così giovane eppure fortemente pronta per affrontare qualsiasi palcoscenico”. Il musicista Franco Mussida, anima della storica Pfm, ha inoltre espresso pubblicamente nel corso della serata ampi apprezzamenti al fiatista ennese Carmelo Colajanni che da sempre accompagna Francesca e che porta avanti uno studio approfondito di fiati etnici.



 
Di pochi giorni fa, intanto, la notizia che il cd “iettavuci” di Francesca Incudine si è classificato nella top ten del premio “Città di Loano” 2014. E adesso Francesca, appena rientrata in Sicilia, si prepara ad affrontare il suo tour musicale estivo promuovendo il suo cd, ma anche la musica siciliana all’interno del Festival Sete Sois Sete Luas come voce solista e percussionista della 7Sois.Mythos.Orkestra, formazione multietnica che raccoglie artisti di Portogallo, Italia, Francia e Turchia.
 


SCHEDA
Il concorso musicale L’Artista che non c’era da undici anni, è uno degli eventi più attesi legati al mondo della musica italiana. La giuria di quest’anno era formata da Franco Mussida (musicista e fondatore Cpm), Gianmarco D’Alessandro (Cose di musica management), Guido Giazzi (direttore Buscadero), Alberto Salerno (autore e presidente Muovi la Musica), Dario Zigiotto (operatore culturale), Elisabetta Galletta (Ufficio stampa Ultra Comunicazione), Simon Luca (musicista e vice presidente di Muovi La Musica), Ezio Poli (L’Isola Ritrovata di Alessandria), Luca Varani (media & comunicazione), Marco Leo (studio registrazione Bluescore), Giovanni Poggio (produttore musicale), Giorgio Scaramuccia (musicista), Antonio Piccolo (Ulive booking), Luca Gricinella (BlaLuca Ufficio stampa), Alberto Boi (Produttore e tecnico del suono), Massimo Germini (musicista), oltre a Stefano Tognoni e Gianni Zuretti de L’Isola. A questi nomi, nella serata finale, si sono aggiunti Luca Rustici (musicista, produttore), Marino Grandi (rivista Il Blues), Andrea Dolcino (IndieHub, co-working musicale), Gaetano Petronio (uff.stampa Gpc), Fabio Vergani (ufficio stampa A Buzz Supreme), Massimo Priviero (artista), Paolo Jachia (scrittore e saggista), Alberto Patrucco (artista), Elisa Orlandotti (premio Voci x la Libertà – Amnesty International), Claudio Fucci (Vololibero Edizioni), Vito Sartor (Mescalina.it), Andrea Zuppini (musicista). Jonny Malavasi (JM booking e Management).



 




 
 
 


Tappe del tour di Francesca Incudine


18 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 22, Fabrica de Polvora de Barcarena, Oeiras (Portogallo) – ingresso 2 euro
 
19 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 22, anfiteatro da zona ribeirinha, Ponte de Sor (Portogallo) – ingresso libero
 
20 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 22, Cortile Castello Colonna, Genazzano (Lazio) – ingresso libero
 
21 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 22, Istituto Casal del Marmo, Roma – ingresso libero
 
22 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 22, Centrum Sete Sòis Sete Luas, Pontedera (Toscana) – ingresso libero
 
23 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 21.30, Plaza Zubiondo, Amorebieta-Etxano (Paesi Baschi) – ingresso libero
 
24 luglio – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 21.30, Parc Victor-Hugo, Frontignan (Francia) – ingresso libero
 
30 luglio – Francesca Incudine in IETTAVUCI, rassegna “Siciliani d’autore”, ore 22, piazza centrale, Gioiosa Marea (Messina)
 
9 agosto – Francesca Incudine con la 7Sois.Mythos.Orchestra, ore 21.30, piazza centrale, Neoneli (Sardegna) – ingresso libero
 
Calendario in aggiornamento. Info su www.francescaincudine.it
 

 

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Villa romana del Casale: i turisti potranno pagare il biglietto con la carta di credito

Un’importante novità alla Villa Romana del Casale. Da giorno 1 luglio, i visitatori potranno, infatti, effettuare il pagamento del biglietto anche tramite carte bancarie: bancomat e carte di credito. Allo sportello della biglietteria sarà attivato il POS, che permetterà di snellire le procedure di ingresso al Sito UNESCO.



Sito che, peraltro, ha appena ricevuto il Certificato di Eccellenza di Tripadvisor 2014. Il riconoscimento, assegnato dal più noto sito di riferimento per i viaggiatori di tutto il globo, ha premiato il Museo Regionale della Villa Romana per l’ottimo livello raggiunto nel settore dell’ospitalità. Non si dimentichi inoltre che l’eccellenza è assegnata proprio dai viaggiatori che constatano di persona la qualità dei servizi offerti.
Attraverso Tripadvisor passano, in un certo modo, le sorti delle strutture ospitanti: stroncature o premiazioni si alternano, in base al punteggio ottenuto attraverso le recensioni. Punteggio che viene ulteriormente calcolato al fine di attribuire il prestigioso Certificato di Eccellenza.



La Direttrice del Museo Regionale della Villa Romana del Casale, l’architetto Rosa Oliva, nel ringraziare i visitatori per le recensioni, sottolinea come “il Certificato di Eccellenza di Tripadvisor, proprio perché basato sulle recensioni degli ospiti, rappresenti un autorevole voto di fiducia nel nostro lavoro e dimostra il nostro continuo impegno per raggiungere l’eccellenza a costante servizio dei visitatori della Villa, sito UNESCO dal 1997”.
Un traguardo che è uno stimolo alla crescita e che inorgoglisce non solo gli “addetti ai lavori”, ma l’intera città di Piazza Armerina, costituendo un prezioso tassello nel mosaico del cammino comune per la tutela e valorizzazione del tesoro Patrimonio dell’Umanità.
Angela Malvina L’Episcopo
 

 

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Rimodulazione posti letto nell’ennese. Venturino: “Ancora lontani dal concetto di Ospedali Riuniti”

  “Ancora troppa confusione e continui disservizi ai cittadini che hanno necessità di fruire del servizio sanitario in provincia di Enna. Occorre un intervento chiaro e deciso del governatore Crocetta, oppure si vada al Ministero”. A dichiararlo è il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Antonio Venturino (P.S.I.) in merito alla rimodulazione dei posti letto previsti dal piano sanitario regionale dell’Assessorato regionale alla Salute. “All’Asp ennese regna la confusione massima – continua il parlamentare regionale – ma non si capisce cosa aspetti l’Assessore Borsellino a recepire ed applicare quel progetto di Ospedali Riuniti che costituisce l’unica soluzione possibile per offrire ai cittadini una sanità degna di questo nome attraverso la diversificazione dell’offerta sanitaria per ciascun ospedale presente. La classe politica e manageriale della sanità continua a commettere il grave errore di considerare gli ospedali come un costo, e non come una risorsa per il territorio. Se Crocetta non è in grado di prendere una posizione seria anche dopo la convocazione della Commissione Sanità, al cui presidente Di Giacomo ho già chiesto una convocazione urgente, si chieda direttamente l’intervento del Ministero della Salute”. 

 

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Esposto dei 5 Stelle sulla Pulizia e la manutenzione della Villa Romana

Il M5S di Piazza Armerina, a seguito di recente sopralluogo, prende atto delle condizioni di incuria in cui versa la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.
In particolare, le sterpaglie presenti nel sito non sono state tagliate e rimosse.
Oltre lo spettacolo indecoroso per turisti e visitatori, tale stato di cose costituisce elemento oggettivo di minaccia, idonea  a generare  incendi come quelli che in questi giorni stanno devastando la Sicilia.


 



E’ appena il caso di ricordare che giorno 25 u.s., la riserva naturale di Cavagrande a Cassibile è stata distrutta proprio a causa  della precaria manutenzione del sito.
Pertanto, il M5S di Piazza Armerina richiede formalmente agli Enti preposti di attivarsi immediatamente, procedendo alla eliminazione del suddetto pericolo e alla consequenziale messa in sicurezza del sito archeologico.
E’ opportuno evidenziare a tale scopo, che lo scorso anno, nello stesso periodo, trenta attivisti del M5S locale, in una sola giornata, sono stati in grado di ripulire l’intera area rimuovendo quintali di sterpaglie oltre l’immondizia ivi presente (plastica, bottiglie, sacchetti, rifiuti ecc.).


 



Ove tutti gli Enti preposti alla sicurezza del sito non procedessero immediatamente in tal senso, il M5S di Piazza Armerina si dichiara nuovamente disponibile a ripulirlo.
In tale ipotesi, il Gruppo Parlamentare del M5S presso l’ARS è invitato a promuovere una visita ispettiva presso il Parco Archeologico della Villa Romana del Casale affinché si verifichino cause e responsabilità per il mancato intervento.
Il Sindaco di Piazza Armerina è parimenti interessato alla sicurezza del complesso archeologico patrimonio mondiale dell’UNESCO e recentemente premiato da Tripadivisor come punto turistico d’eccellenza.


 


Infine, il M5S rappresenta che in caso d’incendio la responsabilità non potrà essere imputata a casi fortuiti, e dovrà essere ricondotta e imputata – con gli opportuni strumenti di legge – a tutti coloro che avrebbero dovuto prevenire ed eliminare le cause qui denunciate.


L’ASSEMBELA DEGLI ATTIVISTI DEL M5S DI PIAZZA ARMERINA


 

 

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Mario Muscarà: “Spero che la Kore migliori sempre più”

Crediamo si possa chiudere con questa nota del Dottor Mario Muscarà la polemica sull’università Kore. Sebbene i toni siano stati aspri, l’aver ospitato sulle nostre pagine questa discussione crediamo abbia dimostrato ancora una volta quanto sia importante la funzione svolta da una testata giornalistica on line quando si pone non solo come strumento informativo ma anche come ambiente virtuale per il confronto di tesi e opinioni. Startnews rimane aperta, senza alcuna preclusione, sia ai cittadini che alle istituzioni perché ha sempre ritenuto che il dialogo e il confronto sono  tra gli elementi esistenziali della democrazia.


La Redazione


 


La Nota del Dott. Mario Muscarà

In risposta alla ventilata querela faccio presente non ho mai rappresentato nessuno e non ho mai offeso né la Kore, né i suoi docenti e neanche il dott. Cataldo Salerno che mi ha invece, indirettamente, dato dell’ignorante. Essere signori è meglio di essere dottori.   Non è mio costume polemizzare e da libero cittadino ho espresso qualche pensiero che può non essere condiviso da chi legge. Comunque non c’ è dubbio che la Kore è una struttura presente nel territorio che dà servizi e spero che migliori sempre più a formare la sua vocazione e ad essere fucina dei cervelli della nostra terra.


Mario Muscarà

 

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