Mondoperaio: ‘’non pagate quella tassa”

L’associazione Mondoperaio con la presente invita i sigg. Sindaci della Provincia di Enna a sospendere , ritirare o a non emettere la bollettazione relativa alla Tarsu in quanto detta tassa è illegittima per i seguenti motivi 1. la TARSU per gli anni successivi al 2009 è illegittima in quanto soppressa dall’art. 49 del D.lgs. n. 22/97; 2. la TARSU viene applicata solo sulla base di regolamenti comunali, ciò è costituzionalmente non corretto ed in contrasto con l’art. 23 della Costituzione, che sancisce “ Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non per legge”, in tal senso anche la Cassazione, Sez. Tributaria , sent. n. 25116 del 25/10/2006; 3. mancanza di normativa primaria. il nostro invito vuole evitare che i cittadini siano costretti a fare ricorso alla commissione tributaria per avere salvaguardati i propri diritti , qualora le amministrazioni non daranno ascolto al nostro invito si ricorda ai cittadini che presso la nostra sede, Via Reepentite 31 – Enna – nei giorni di martedì e giovedì , dalle ore 17,00 alle 19,00 è attivo un servizio di SOCCORSO LEGALE , e per eventuali ricorsi è a disposizione l’associazione nazionale dei consumatori ADOC con sede presso le sedi UIL di Enna in via S. Agata 58 e presso il CAAF UIL operante ad Enna bassa in via Unità d’Italia sopra 64 rooms . Salvatore Laterra

 

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Grave incidente per l’auto su cui viaggiava Vittorio Sgarbi.L’autista in coma farmacologico

Grave incidente questa notte, nei pressi di Frosinone, per l’auto su cui viaggiava il critico d’arte Vittorio Sgarbi. La vettura, alla cui guida c’era Antonio La Grassa, nel tentativo di schivare uno pneumatico probabilmente caduto da un camion, è uscita fuori strada finendo la sua corsa contro un muretto. Sgarbi, ricoverato all’ospedale di Frosinone, ha riportato più fratture ad un braccio e nei prossimi giorni dovrà effettuare un intervento chirurgico al gomito. Destano preoccupazione invece le condizioni dell’autista Antonio La Grassa, in coma farmacologico: ha subìto un forte trauma toracico e nella notte è stato trasferito all’Umberto I di Roma. A chiamare i soccorsi i conducenti di un’auto che è transitata pochi minuti dopo il grave incidente. Il critico d’arte circa un’ora fa, dopo l’ingessatura del braccio, ha voluto lasciare l’ospedale di Frosinone per raggiungere la sua abitazione a Roma e seguire da vicino le condizioni di salute del suo giovane collaboratore.

 

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Gagliano e Marotta : “Volevamo stornare le somme che poi avremmo concesso su richiesta”

Il Partito Democratico di Piazza Armerina, tenterà nei prossimi giorni di giocare una carta per favorire l’approvazione del bilancio. Su richiesta di alcuni consiglieri verrà convocato un consiglio comunale straordinario per tentare di rimediare all’errore dei consiglieri di centrodestra che hanno bocciato lo strumento finanziario bloccando di fatto l’attività amministrativa e alcuni servizi di particolare importanza per i cittadini. La procedura escogitata prevede l’annullamento in autotutela del verbale della seduta precedente e una nuova votazione sul bilancio. Una procedura che comunque rimane al limite della legalità e che è tutta da verificare con gli uffici regionali che hanno già ricevuto la comunicazione di bocciatura del bilancio.


Resta grave comunque il gesto politico dei consiglieri di centrodestra che con grande irresponsabilità stanno rischiando di paralizzare temporaneamente l’attività della macchina comunale con gravi ripercussioni su servizi e soprattutto sulla procedura avviata dal sindaco Nigrelli e la sua Giunta per stabilizzare i precari del comune. Da sottolineare l’intervento del consigliere Marotta che in un video pubblicato su Youtube afferma che l’emendamento proposto dal centrodestra , poi bocciato, che ha suscitato l’ira dei consiglieri di opposizione, prevedeva lo storno dei soldi relativi al Palio dei Normanni e alla festa del “3 maggio”, ma che tali somme sarebbero poi state concesse all’amministrazione nel momento in cui ne avesse fatto richiesta.


La dichiarazione di Marotta ci sembra di una gravità assoluta perché dimostra come lo strumento in mano all’opposizione delle modifiche sul bilancio non venga utilizzato per migliorarlo e portare dei vantaggi alla città, ma solo per garantirsi un certo potere di “ricatto politico” nei confronti di chi governa. Ci riteniamo contrari a questo modo di intendere e di fare politica perché il primo dovere di ogni consigliere comunale è quello di fare gli interessi dei cittadini e non del proprio gruppo politico.


In un Paese civile l’opposizione ha il dovere di essere costruttiva e di opporsi con tutte le forze a tutti quegl’atti della maggioranza che non ritiene garantiscano gli interessi della città. Non può e non deve utilizzare gli strumenti che le appartengono per tentare di acquisire potere o screditare l’operato di chi amministra andando contro gli interessi della comunità.

 

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Barrafranca: i Carabinieri arrestano un pluripregiudicato.

I Carabinieri della Stazione di Barrafranca, dipendenti dalla Compagnia di Piazza Armerina, continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio di competenza dove, l’Arma, è l’unico presidio delle Forze di Polizia presente. Infatti, i militari di quella Stazione, nella tarda serata di ieri hanno tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura di sicurezza nr. 2104/12 R.G.N.R. e nr. 1657/12 R.G.G.I.P. del tribunale – ufficio G.I.P. – di Enna, PUZZANGHERA Gaetano, 46enne nato a Mazzarino ma residente a Barrafranca, celibe, pregiudicato. L’Autorità giudiziaria, concordando con le risultanze investigative dei militari dell’Arma barrese che avevano più volte deferito l’odierno arrestato, ha ritenuto particolarmenti aggressivi i comportamenti dello stesso e concreto ed elevato il pericolo che il PUZZANGHERA potesse commettere in futuro reati della stessa specie ed ha disposto l’applicazione nei confronti di questi di una misura di sicurezza consistente nel ricovero presso l’ospedale pisichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, ove il PUZZANGHERA, espletate le formalità di rito, è stato condotto dagli stessi militari operanti.

 

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Piazza Armerina – Si realizza fnalmente il parcheggio lungo viale gen. Muscarà

.Avranno inizio il primo lunedì di novembre i lavori di realizzazione del centralissimo parcheggio lungo viale gen. Muscarà, accanto alla caserma della Guardia Forestale. A comunicarlo l’assessore ai lavori pubblici Tanino Guccio che, nelle scrose settimane, aveva portato avanti le trattative con una impresa edile locale perché l’opera venisse realizzata a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti per la costruzione di un fabbricato. La Giunta Municipale ha infatti approvato con delibera n. 214 del 22 ottobre scorso la proposta dell’Ufficio tecnico con la quale si dà il via al progetto di realizzazione del parcheggio sulla base del progetto del servizio Lavori pubblici dell’Ufficio tecnico e si autorizza la stipula della convenzione con l’impresa “Fratelli Ciantia costruzioni”, ditta compresa all’interno dell’albo comuale delle imprese di fiducia, titolare della conessione edilizia per la quale erano dovuri gli oneri di urbanizzazione.



Il costo dell’intervento è di poco meno di 32 mila euro con i quali verrà pavimentata l’area alla quale si accederà dal viale gen. Muscarà, di fronte alla struttura sanitaria che ospita il servizio di Igiene mentale e il SERT e verrà realizzato il collegamento con via ten. Villari e piazza Boris Giuliano. “La sistemazione di questa centralissima area che versava da sempre in condizioni di degrado, priva di pavimentazione eppure utilizzata come area di parcheggio dai residenti del popoloso quartiere oltre che dagli utenti degli esercizi commerciali era un impegno che avevamo assunto oltre un paio di anni fa – illustra il sindaco Fausto Carmelo Nigrelli. L’UTC aveva predisposto il progetto da finanziare con fondi di bilancio, ma, a causa del Patto di stabilità, non avevamo potuto procedere all’appalto. L’opportunità offerta dalle modifiche normative sui lavori a scomputo di oneri di urbanizzazione e la disponibilità dell’Impresa Ciantia ci hanno consentito di realizzare, finalmente, quest’attesa opera.” Esprime soddisfazione anche l’assessore alla viabilità Lillo Cimino “Il nuovo parcheggio offrirà una trentina di stalli liberi andando incontro alle esigneze dei cittadini in quell’area centrale della città. Già dai primi giorni dell’imminente mese di novembre gli uomini della Polizia municipale verificheranno alcuni mezzi che sembrano abbandonati all’interno dell’area per disporne la rimozione e liberarla mettendola a disposizione della ditta.”

 

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Piazza Armerina – Scontro frontale sulla 117 bis, procedimento archiviato

E’ stato archiviato il procedimento relativo all’incidente che il 6 febbraio di quest’anno causò la morte di Alberto Salsamo. Dalla ricostruzione effettuata dalla Procura della Repubblica e in base a quanto hanno chiarito le indagini, l’autovettura di Salsamo fuori controllo invase la corsia oposta coinvolgendo nell’incidente un’altra auto che viaggiava in senso contrario guidata da Eleonora Litro. «A carico della mia assistita Eleonora Litro – afferma l’avv. Francesco Azzolina – non è emerso nessun addebito o violazione al codice della strada.

 

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Nuovo stop ad Equitalia dalla Cassazione

Sono molteplici le decisioni delle corti tributarie ma anche della Cassazione che hanno censurato il comportamento di Equitalia quando non segue con correttezza le procedure d’esazione. L’ennesima pronuncia, la n. 18380 del 26 ottobre 2012 emessa dalla sezione tributaria della Suprema Corte, nel rigettare il ricorso avverso due precedenti pronunce favorevoli nei confronti di un contribuente da parte della commissione tributaria provinciale di Milano e di quella regionale della Lombardia, ha bacchettato nuovamente l’agente per la riscossione. Nei due precedenti delle corti di merito era stato rilevato che il fermo amministrativo, non poteva essere iscritto (ed è quindi da ritenersi illegittimo), perché non preceduto dalla notifica della cartella di pagamento al contribuente che costituisce il titolo per poter procedere anche per l’adozione di qualsiasi provvedimento cautelare.



È questo, sostanzialmente il principio di diritto cui deve attenersi la società esattrice per poter procedere con l’imposizione delle cosiddette ganasce fiscali. A sostenerlo è Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che rileva come in moltissimi casi sul territorio nazionale tale assunto non sia sempre rispettato ed anzi sono molteplici le segnalazioni di provvedimenti, a dir poco illegittimi, di tal tipo. Nel caso di specie, i giudici del Palazzaccio nel rigettare il ricorso di Equitalia avverso la decisione della Ctr della Lombardia hanno precisato che «nel concreto, il quesito di diritto formulato dalla ricorrente Equitalia si limita a postulare che il preavviso di fermo sia comunque legittimo, seppure non preceduto dalla notifica della cartella di pagamento, mentre non tiene conto del fatto che il nucleo logico della decisione impugnata consiste nel rilievo che l’omessa dimostrazione dell’avvenuta notifica delle cartelle implica l’accertamento della decadenza dal diritto alla riscossione, con implicita conseguenza della insussistenza di qualsivoglia titolo per l’adozione di provvedimenti di genere cautelare».


Giovanni D’Agata

 

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[VIDEO] Elezioni regionali: a vincere è Piazza Armerina che verrà rappresentata da due deputati

. Si avvia a conclusione questa lunga giornata elettorale a vincere è stata con certezza la nostra città che dopo anni vede eleggere due deputati senza l’utilizzo dei famosi “resti”. L’ultimo deputato che era riuscito ad imporsi solo in base ai consensi ricevuti era stato l’on. Giuseppe Sammarco. Nel servizio le interviste “a caldo” dei due nuovi onorevoli.


 

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Sorpresa a fotografare la scheda elettorale dopo aver votato. Rischia 6 mesi di carcere.

La polizia ieri ha denunciato una donna per il reato previsto dal D.Legge 1 aprile 2008 n.48 in tema di operazioni di voto .Il fatto è accaduto nella sezione tre, ospitata nei locali della scuola media “Capuana”. Erano state consegnate a diversi votanti le schede e mentre veniva espletato il voto nel silenzio della stanza, uno scrutatore ha sentito chiaramente il rumore che produce un cellulare quando si scatta una foto. Il presidente del seggio immediatamente invitava i votanti, presenti all’interno delle cabine elettorali, ad uscire al fine di individuare chi avesse disatteso le norme vigenti. Una signora uscendo con il cellulare in mano si giustificava affermando che si era trattato di un semplice errore. Chiamate le forze dell’ordine veniva sequestrata la scheda e il cellulare contenente chiaramente la foto. La signora non sembrava certo sprovveduta in merito all’utilizzo del cellulare, peraltro sembrerebbe si trattasse di un oggetto d’ultima generazione, rischia l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1000 euro. Un reato grave anche per il candidato votato dalla signora che sembrerebbe essere di Piazza Armerina, se dimostrato dovrà rispondere del grave reato penale di voto di scambio se risultasse vero che alla signora era stato promesso un compenso di 50 euro.


 

 

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Bilancio comunale – Fioriglio, Incardona e Paternicò rispondono alle accuse

Abbiamo ricevuto dal gruppo degli indipendenti Consiglieri Comunali Basilio Fioriglio, Renato Incardona e Rosario Paternicò il seguente comunicato stampa: Ci riferiamo ai lavori del C.C. del 23 u.s. relativi alla bocciatura del bilancio di previsione che alcuni politici hanno presentato come il consumo di un atto irresponsabile contro la Città, nascondendo le motivazioni esclusivamente politiche che hanno appunto portato alla bocciatura del bilancio di previsione. Questi politici raccontano la loro verità, per nascondere le motivazioni reali sull’atto consumato. A questo si aggiunge, forse una strategia interna ed esterna che alimenta questa condizione di ostacolare tutto ciò che viene proposto dall’Amm.ne, per poi addebitarla all’altra parte politica.


Quando si invoca la politica come esercizio del potere si sconoscono le più elementari regole non solo democratiche ma di ordinaria vita politica. Il fatto fa emergere e costituisce, come da un certo periodo, l’assenza di una politica di concertazione tra la maggioranza ed il resto del Consiglio per le soluzioni di problematiche cittadine rimangono eluse per la mancanza del rispetto della parte minoritaria. Ci asteniamo dal qualificare politicamente il consigliere Trebastoni, paladino e salvatore della patria, rispondiamo semplicisticamente ai suoi attacchi personali, ritenuto che più volte ci ha chiamato in causa, nella pretestuosa ed inopportuna dichiarazione, per ricordargli come abbia perduto ancora l’occasione di stare in silenzio, soprattutto quando le affermazioni che rende sono fantasiose. Correttezza politica è assai difficile per chi, volendo apparire ad ogni costo, dice cose che poi risultano manipolate secondo convenienza.


Nulla è sfuggito, ma quale danno volevamo: “fare danno a Nigrelli ed invece hanno fatto un autogol clamoroso”, abbiamo votato in piena coscienza ed esercitato il nostro diritto di Consiglieri Comunali, sempre espresso con una opposizione costruttiva. La dimostrazione che soli pochi giorni addietro abbiamo permesso di approvare gli allegati al bilancio ma autonomi nell’esecuzione: regolamento addizionale IRPEF e regolamento IMU, consumando questi atti abbiamo messo al sicuro l‘Ente, per un eventuale dissesto finanziario (COSI’ CI E’ STATO PRESENTATO). Se lo stesso Consigliere che si erige a paladino, avesse votato favorevolmente, come ha sempre fatto, anziché astenersi, (avrebbe influito su un Consigliere che a suo dire fa parte del suo gruppo e che negli ultimi mesi lo ha seguito. O ERA STATO TUTTO PIANIFICATO? ) i risultati sarebbero stati diversi. Se poi con il voto contrario abbiamo contribuito a liberare la Città da questo Consiglio Comunale, siamo felici, non avendo fatto nessun danno.


Anche se resta il dispiacere che l’organo che per eccellenza rappresenta la politica e gli interessi della Città sia affidato ad un tecnico, “Commissario”, non eletto dal popolo a cui appartiene la potestà. A questo punto, siamo consapevoli di avere contribuito ad aprire un dibattito che ci porterà alle elezioni Amministrative del 2013, sperando che si possa dare un governo forte alla Città dolente, con un fare nuovo e con 20 Cittadini – Consiglieri nuovi. Ci aspettiamo dall’Amministrazione che con la venuta del Commissario, avrà la possibilità di dimostrare, ritenuto che ha sempre lamentato la contrarietà del Consiglio Comunale a tutti gli atti proposti, che sia in grado di portare avanti cose buone, quali esse siano, purché a beneficio alla cosa pubblica. La dichiarazione del Segretario del P.D., La Porta, sono ingenerose e piene di fumo. Il Segretario, dovrebbe sapere che per il ruolo che svolge non deve criticare gli atti che si consumano, ma dovrebbe attivarsi con una concertazione seria e preliminare con tutte le parti politiche sedenti in Consiglio Comunale, precedentemente alla trattazione dei punti posti all’ordine del giorno, cosa che non ha mai fatto da quando si è insediato.


E’ strano che dimentica, che proprio la sua parte politica che dovrebbe essere sempre in aula per sostenere il governo della Città, spesso abbandona l’aula o le vota contro ( docet il Consigliere Vitali, che anche nel corso del consiglio del giorno 23 ha abbandonato l’Aula ), mentre con la sua presenza e il voto del Consigliere astenuto, il bilancio sarebbe stato approvato, ammesso che lo avrebbe votato favorevolmente. Sig. Sindaco ci dispiace, per il grido di allarme che ha trasmesso ai Cittadini, sulla mancanza dei servizi che non potranno essere erogati a seguito della bocciatura del bilancio. Ha di già dimenticato che per quella mancanza di concertazione, la delibera n. 86 dell’11.u.s., relativa all’approvazione del Regolamento dell’IRPEF, è stata esitata negativamente ed è bastato che si iniziasse a dialogare che subito (vds. la Sua nota di prot.n.2236Y del 12. u.s.) la nuova proposta fosse riportata in aula in data 16.u.s. e, con la delibera N. 89 è stata esitata favorevolmente e, successivamente il giorno 17, anche il regolamento per la Tassa IMU detta tassa sulla CASA, è stata approvato, nonostante l’Amm.ne non avesse i numeri.


Quindi, abbiamo messo in sicurezza l’Ente dal dissesto finanziario e permesso di rispettare il patto di stabilità, il mantenimento del livello dei servizi, la salvaguardia dei livelli occupazionali e principalmente con l’intendimento di procedere alla stabilizzazione del personale precario ed aumentare l’autonomia finanziaria dell’Ente. Non abbiamo la pretesa che i cittadini credano a noi, ma per evitare di sentire i chiacchiericci da Bar di nessuna parte politica, possono verificare direttamente sul sito dell’Ente tutto quanto argomentato attraverso le delibere N. 86 – 89 e 91. Non abbiamo riscontrato nel programma finanziario nulla dalla quale si dia concretezza alla sobrietà che il momento di crisi che stiamo vivendo richiederebbe, né si leggono concrete proposte dei tagli richiesti da questa minoranza, come l’eliminazione del gettone di presenza, la riduzione dell’indennità di carica degli Amministratori o la riduzione delle figure apicali. Per questo è utile entrare nel merito del maxiemendamento proposto, riguardante il risparmio di €.30.000 per la telefonia mobile, €. 70.000 per feste ed altro per un totale di circa €. 280.000,00 senza toccare i servizi essenziali, ma eliminare alcune spese ed alleggerire le uscite, ed in ultimo l’istituzione di un nuovo capitolo con un una somma simbolica di €.1.000,00, per il mantenimento con l’attuazione del federalismo Giudiziario dell’Ufficio del Giudice di Pace, soppresso con il dlg.07.09.2012, ed accorpato all’Ufficio del Giudice di Pace di Enna, BOCCIATO senza nessuna considerazione. E’ strano di non volere capire che l’opposizione svolge il proprio ruolo, l’eventuale contrarietà alla sua azione politica – amministrativa è scritta nelle regole della democrazia. L’Amm.ne solo pochi giorni prima aveva chiesto di votare i regolamenti sull’addizionale sull’IRPEF e l’ulteriore tassa sulla CASA, quindi altri sacrifici alle famiglie, già tartassati dal Governo Nazionale.


Mentre per la festa “Piazza d’Estate 2012”, non si è tenuto conto che nelle casse Comunali sarebbero venute meno le risorse utili per fare quadrare i conti del bilancio. Nella considerazione che sono sufficienti solo queste argomentazioni per capire il nostro comportamento e, che non abbiamo operato contro l’interesse della Città. Ripetiamo che se ci fosse stata quella concertazione, invocata solo dopo che il voto è stato contrario, certamente i risultati sarebbero stati ben diversi. Ciò principalmente premesso, altre considerazioni politiche ci spingerebbero a dire di più ma per non scadere in polemica preferiamo chiudere l’argomento, sempre che si ritiene esaurito, in attesa degli sviluppi della venuta del Commissario ad acta.

 

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Elezioni siciliane – Una Hiroshima della politica?

Se dovessero essere confermati gli exit poll sulle elezioni siciliane l’impressione, è quella di una Hiroshima della politica italiana. Una bomba atomica in grado di radere al suolo i palazzi della politica, segreterie di partito, nomi eccellenti. Già al termine della giornata di ieri, ancor prima che venissero diffusi gli exit poll, la dimensione assunta dalla scarsa affluenza al voto aveva allertato l’establishment politico non solo siciliano e quando intono alle 22 sono arrivati primi dati sulle intenzioni di voto, un brivido ha percorso non solo la schiena dell’Italia politica ma anche quella dell’informazione, incredula di fronte allo sconvolgente scenario che si sospetta possa prendere corpo nelle prossime ore. Inutile lo zapping tra i migliaia di canali nazionali alla ricerca di notizie dell’andamento delle elezioni, inutile sfogliare le pagine internet dei più grossi quotidiani, l’unico riferimento all’evento siciliano lo hanno dato alcune Tv in nottata ma riguardava solo il dato sulle affluenza alle urne vecchio di qualche ora. Come l’esplosione di un ordigno nucleare provoca un black out di tutti i sistemi di comunicazione , così le notizie provenienti dalla Sicilia hanno zittito l’intero sistema informativo italiano.


La possibile vittoria del candidato di Beppe Grillo è stata la “notizia non raccontata” che sta sconvolgendo l’intero mondo politico nazionale. Se dovesse essere confermata, assieme a quella che vede una totale debacle dei partiti tradizionali, creerà nei prossimi giorni un effetto a catena o, se preferite uno tsunani politico, in grado di travolgere i partiti oggi rappresentati in Parlamento e stravolgerne le loro strategie. Confermerebbe, forse in maniera drammatica, che è finita l’era della vecchia partitocrazia perché, per la prima volta nella storia democratica di questo Paese, il voto rischia di cambiare tutti gli equilibri in maniera profonda  e decisiva, creando i presupposti perché non solo cambino le regole , ma soprattutto perché nasca un nuovo modo di fare politica.


Che si sia favorevoli o no al grillismo, che il 5Stelle vinca o meno la corsa a presidente non si può fare a meno, con onestà intellettuale, riconoscere al movimento la capacità di aver introdotto un grande elemento perturbatore  nella politica e nel modo di fare politica. Certo, ma ricordo che ancora siamo nella fase delle ipotesi, bisognerà vedere se passando dalla protesta alla proposta l’armata di Grillo manterrà le sue connotazioni rivoluzionarie o se la necessità di  compromesso con atre forze politiche per governare la Sicilia ne modificherà il Dna. Un nuovo scenario tutto da esplorare.


Un merito vogliamo prendercelo: quello di aver annunciato da queste pagine e con largo anticipo (25 settembre) che sarebbero state elezioni diverse, ricche di sorprese. L’avvento di internet , della nuova comunicazione non mediata,  ha assunto un aspetto  determinante e se i dati degli exit poll dovessero anche solo essere confermati in parte costringerà da domani i vecchi partiti a rivede tutte le strategie comunicative e soprattutto a prendere coscienza del fatto che il cambiamento non può solo essere solo di facciata.


Siamo arrivati ad una stazione dove o si cambia treno o si ci ferma. Non esistono alternative. Lo hanno detto i siciliani.


 


 

 

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Intervista al presidente del Lion Club di Enna nel 50° anniversario della morte di Enrico Mattei

Cade oggi il 50° annivesario della morte di Enrico Mattei, fondatore dell’Eni. Abbiamo rivolto alcune domande ad Angiolo Alerci, attuale presidente del Lion Club di Enna, che quel 27 ottobre del 1962 incontrò Mattei a poche ore della sua morte. Ha ricostruito la vicenda in una serata dedicata all’argomento organizzata dal Lions Club.


 Come mai ha scelto questo argomento?


 Il motivo è stato uno solo; Mattei è morto il 27 ottobre 1962, per un incidente accorso al suo aereo al rientro a Milano, dopo aver passato l’intera giornata tra Enna e Gagliano Castelferrato, dove l’ENI aveva trovato un grande giacimento di metano.
La scelta  fatta di trattare questo argomento è scaturita da due diversi motivi: il primo perchè  la decisione adottata dalla Corte di Appello di Palermo nell’agosto scorso, sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro,  ha collegato tale scomparsa alla morte di Enrico Mattei ed ha chiamato in causa l’ex Senatore D.C. Graziano Verzotto, la seconda perchè -come risulta dalla documentazione fotografica- sono l’unico superstite di quel giorno trascorso da Mattei ad Enna, ed anche per il mio rapporto di amicizia con il Sen.Verzotto.


Qualche particolare sulla visita di Mattei a Enna


 Mattei arrivò ad Enna intorno alle ore 9, ricevuto dal Sindaco e dalle autorità cittadine, e trascorse ad Enna alcune ore per consentire alle autorità di raggiungere Gagliano in auto, mentre Mattei, assieme all’on. Giuseppe D’Angelo – Presidente della Regione- utilizzarono l’elicottero.
Per trascorrere al  meglio questo intervallo, D’Angelo mi chiese di portare in giro in auto per la città il giornalista americano Wiliam Mc Hale , che accompagnava Mattei, al quale feci visitare il Castello di Lombardia, il Duomo e la Torre di Federico che si trova vicino al Campo Sportivo di Enna ove stanzionava l’elicottero di Mattei.


Lei seguì Mattei anche a Gagliano ?


 No, perchè avevo un impegno a Catania, ma mi ricongiunsi con il gruppo nel tardo pomeriggio, prima di rientrare ad Enna assistendo al decollo dell’aereo.


Si è detto che Mattei aveva invitato il Presidente D’Angelo a seguirlo a Milano e che D’Angelo prima accettò e poi rinunziò


 E’ vero. D’Angelo aveva accettato l’invito a condizione di essere riportato a Catania il giorno dopo entro le ore 9,  perchè aveva programmato, con le autorità siracusane, una visita agli impianti di Priolo.
D’Angelo rinunziò al viaggio quando Mattei disse al pilota “domani dovrai riportare il Presidente a Catania entro le ore 9” e alla risposta del pilota  “per me OK, se da Linate mi daranno l’autorizzazione al decollo, perchè Lei sa che in questo periodo, per la nebbia, spesso ritardano le partenze”. Sentita questa comunicazione D’Angelo rinunziò a quel viaggio che durò meno di due ore, e che si concluse tragicamente a Bascapè, a pochi chilometri dall’aereoporto di Linate.


Allora si sono fatte tante ipotesi su quell’incidente aereo


     – Si parlò di un fulmine, dal momento che in quella zona imperversava un temporale, di sabotaggio, per il fatto che la politica di Mattei sui giacimenti petroliferi aveva notevolmente danneggiato le cosiddette “sette sorelle”  che gestivano,  in regime di monopolio,  il mercato del petrolio in tutto il mondo.
Ma solo ora,a seguito della decisione della Corte di Appello di Palermo, si è fatta un po’ di chiarezza.



Quale chiarezza


      – Sono stati approfonditi molti degli aspetti che, nel tempo, erano stati accantonati con molta superficialità, sono state verificate delle circostanze concomitanti, come la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro che,collaborando con il regista Rosi per la preparazione del film “Il Caso Mattei”, era venuto in possesso di fatti collegabili all’incidente aereo nel quale trovò la morte l’ing.Mattei.
Elementi valutati dalla Corte di Appello di Palermo nella sentenza soprarichiamata con la quale l’estensore , il Giudice Angelo Pellino, dopo avere assolto Salvatore Riina quale mandante, fa esplicito riferimento ad “ambienti politico-mafiosi”sottolineando il ruolo avuto da Graziano Verzotto, già Senatore e Segretario Regionale della D.C. Presidente dell’Ente Minerario Siciliano e “uomo di fiducia” dell’ing.Mattei.


Lei ha detto di avere conosciuto bene Verzotto,che valutazioni può fare su quanto emerso dalle richiamata sentenza


 Ho conosciuto Verzotto nel 1948 quando la Direzione Centrale della D.C. -all’indomani della sconfitta elettorale nelle prime elezioni regionali- lo assegnò al Comitato provinciale della d.c. di Catania in qualità di addetto alla organizzazione.
In quel periodo  delegato provinciale e membro del Comitato Nazionale del movimento giovanile della d.c. frequentai Verzotto per i continui incontri connessi alla organizzazione del partito in Sicilia.
Con Verzotto si stabilì un rapporto di amicizia,documentato da una foto scattata al Castello di Lombardia, dove venne da me invitato per assistere ad uno spettacolo della allora  famosa stagione lirica “


Che impressione le  hanno  fatto le motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Palermo


 Nel tempo vi erano state spesso delle illazioni, ma la consacrazione in una sentenza – anche se con l’attenuante che Verzotto non può ulteriormente difendersi essendo deceduto del 2010- mi ha fatto approfondire il problema e sono stati alcuni nuovi riscontri che mi hanno lasciato molto perplesso.


Ad esempio…


     – In occasione di una intervista rilasciata da Verzotto al giornalista de “La Sicilia” di Catania Toni Zermo il 10 febbraio 2003,alla domanda “ Quando Lei venne in Sicilia” Verzotto rispose:”Mi ci mandò Mattei nel 1955 perchè la d.c. mi voleva dare,come poi mi ha dato,l’incarico di Commissario del partito a Siracusa e perchè l’interesse dell’ENI per la Sicilia cresceva e bisognava creare un ufficio per le relazioni dell’ENI con la Regione”
Si è trattato di una risposta più che inesatta falsa, perchè, come ho già detto Verzotto venne in Sicilia alla fine del 1947 con destinazione Catania dove conobbe l’On.Maria Nicotra Fiorini che, prima lo fece nominare Commissario della d.c. di Siracusa, e poi lo sposò.
Perchè Verzotto, a distanza di circa 50 anni, ha voluto differire di circa 8 anni la sua presenza in Sicilia?
Vorrei affidare la conclusione al giornalista Giuseppe Carlo Marino che, nel suo libro “Storia della Mafia”, trattando della morte di Enrico Mattei così scrive:


“”Per la parte svolta dai siciliani,ben più che credibili sospetti si addensano sul boss di Riesi Giuseppe Di Cristina. Ed è davvero inquietante il fatto che Di Cristina fosse buon amico e compare di Verzotto -nel settembre del 1960 era stato suo testimone di nozze””. Non vorrei fare ulteriori considerazioni nei confronti di una persona che mi è stata amica e che non c’è più, e quindi  non potrebbe  fornire ulteriori prove a sua discolpa, ma non posso sottacere il fatto che,nell’ultimo periodo, negli ambienti d.c. Verzotto veniva considerato un elemento molto capace,capacissimo,capace di tutto.




 

 

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Enti locali: L’assessore Vernuccio, in arrivo 93 mln per comuni i siciliani

“La Ragioneria centrale dell’assessorato ha gia’ registrato, da alcuni giorni, il decreto con il quale sono stati ripartiti 93 milioni di euro del Fondo delle autonomie tra tutti i Comuni siciliani”.Lo afferma l’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Nicola Vernuccio.”Nei prossimi giorni – continua l’assessore – gli enti locali riceveranno il saldo delle prime 2 trimestralita’ e l’acconto della terza, secondo i criteri che la Conferenza regionale delle Autonomie locali ha approvato su proposta dell’Anci Sicilia, l’associazione che rappresenta i comuni dell’isola”

 

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Lettera aperta ai cittadini da parte del consigliere Lotario

Cari concittadini, l’ultimo atto consumato in Consiglio Comunale il 23 ottobre riguarda la bocciatura del Bilancio preventivo dell’anno in corso e del Piano triennale delle opere pubbliche per il triennio 2013-2015. La settimana precedente si era consumato un altro Consiglio Comunale, nel quale coerentemente con quanto concertato tra i consiglieri del PD e i Consiglieri del centro destra erano state approvate solo con il voto favorevole dei Consiglieri che sostengono il Sindaco le aliquote aggiuntive Irpef comunale e la cosiddetta IMU. Il consigliere Vitali, indipendente ed autonomo insieme, sempre latitante dalle ore 19,30 di ogni seduta consiliare per motivi personali, non ha partecipato alla concertazione.


L’Addizionale Irpef ed IMU sono propedeutiche all’approvazione del bilancio preventivo del 2012 e del Piano triennale delle opere pubbliche e sono giunte in Consiglio dopo un percorso molto tortuoso, legato alle incertezze ed ai provvedimenti del Governo nazionale che ha emanato una serie di decreti che hanno permesso ai Comuni di redigere un bilancio preventivo solo entro il termine ultimo del 31 ottobre. Ebbene i consiglieri comunali dell’opposizione – dopo avere approvato con voto favorevole e due astensioni insieme con i consiglieri del PD l’emendamento tecnico proposto dall’Amministrazione – hanno prima presentato un emendamento che prevedeva l’azzeramento di alcuni capitoli di spesa ( i più importanti per la collettività sono relativi al Palio dei Normanni, alla festività del tre di maggio, tra l’altro previsti dallo Statuto comunale, la festività del Corpus domini, ecc.) con l’istituzione ex novo di capitoli per la ristrutturazione del tetto di uno dei capannoni ex ITIS – opera molto difficilmente dimostrabile essere urgente, si consideri il patto di stabilità e destinato da loro a mercato al chiuso – e l’istituzione di un capitolo per il mantenimento del Giudice di pace, tra l’altro capitolo in essere già nel bilancio preventivo. L’emendamento non è passato per il voto contrario dei sette Consiglieri del PD, ai quali si è aggiunto quello dei Consiglieri Cursale e Trebastoni, che hanno ritenuto valida la proposta dell’Amministrazione.


Si è quindi passati alla votazione per l’approvazione del bilancio preventivo e a questo punto si è verificato quello che io reputo una tragedia per la collettività. Degli otto consiglieri dell’opposizione presenti, Gagliano, Failla, Incardona, Capizzi, Falcone, Paternicò, Fioriglio votavano no all’approvazione del bilancio, mentre Trebastoni si asteneva. Al momento della votazione erano assenti Vitali, Cursale, Marotta e Centonze. L’assenza del consigliere Centonze non è stata una novità come spesso accaduto anche quando era presidente del Consiglio e comunque lo stesso aveva già avuto modo di tenere la sua consueta lezione magistrale, approfittando delle rare opportunità di tempo da dedicare alle sedute del Consiglio comunale, la settimana prima in relazione a Irpef comunale e IMU.


Conseguenze del voto: stop al rinnovo delle convenzioni e dei contratti per servizi non riconosciuti indispensabili dalla Legge, all’assistenza agli anziani, alle anticipazioni per il pagamento dei libri scolatici, possibile ulteriore variazione delle aliquote Irpef comunale ed IMU in rialzo per scelte tecniche e non politiche, soprattutto rischio reale di stop insensato e deleterio alle procedure di attivazione dei concorsi per la stabilizzazione di quasi tutti i precari del nostro Comune ed infine l’arrivo del Commissario per l’approvazione definitiva del Bilancio preventivo e scioglimento del Consiglio Comunale. Il commento subito dopo la conclusione del Consiglio in mia presenza e di altri consiglieri da parte del consigliere Falcone “ …tanto il Commissario imporrà al Consiglio l’approvazione del Bilancio e poi se ne tornerà a Palermo…” e di Paternicò che con il suo solito piglio rivolgendosi ai consiglieri del PD diceva “… andate a casa finalmente …” dimenticando che anche lui va a casa.


Ora il consigliere Paternicò, pur essendo a conoscenza che la mancata approvazione del bilancio preventivo avrebbe determinato lo scioglimento del Consiglio, soddisfatto ed impettito – ahinoi ! – dimostrava che non gli importava proprio nulla delle ricadute negative sulla collettività. Nè lui nè gli altri consiglieri che hanno votato no all’approvazione del bilancio si sono resi conto che la mancanza dell’organo collegiale del Consiglio comunale, unico preposto a fare le scelte politiche nell’interesse della città, di fatto affida ad un tecnico – il Commissario – le scelte sulla città. Ecco come siamo arrivati all’epilogo di una legislatura in cui le aspettative della collettività sono state disattese per interessi pre-elettorali ed elettorali, legati a logiche personali e dichiaratamente protagonistiche da parte di un manipolo di consiglieri di cui tutti ormai conoscono l’identità e che sono schierati all’opposizione meno propositiva dell’ultimo cinquantennio.


Fatte queste doverose premesse che mettono in chiaro quello che è successo in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, comunico ai miei elettori ma anche a coloro che hanno fatto altre scelte il mio ritiro dall’attività attiva , considerando chiuso il mio ciclo politico pubblico non senza avere prima ricordato il mio personale impegno nel sociale, a sostegno delle esigenze dei più deboli – anziani e bambini – non solo in politica , ma anche nell’esercizio della mia professione e non ultimo il mio impegno per la sopravvivenza del nostro ospedale come punto di riferimento delle esigenze di salute del cittadino piazzese nella routine e nelle emergenze.


Chiudo chiedendo scusa ai miei elettori se non sono riuscito, nonostante il mio impegno, ad evitare che i consiglieri di opposizione commettessero l’ultimo grave atto contro la collettività, solo per il piacere di imporre con i numeri il loro essere “contro e non l’altro”. Faccio infine appello ai partiti politici presenti nel nostro territorio ma anche alla società civile affinchè, nello spirito di rinnovamento, aprano le porte della politica a giovani preparati politicamente e ben educati nelle relazioni interumane e che conoscano e si riconoscano nelle regole del vivere civile.

 

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Diritti passeggeri aerei: voli in ritardo tre ore o più? Sì al risarcimento

Diritti passeggeri aerei: voli in ritardo tre ore o più dopo l’orario di arrivo? Sì al risarcimento tra EUR 250 e EUR 600 Nella sentenza del 22/10/2012 nelle cause riunite C-581/10 Nelson e a. / Deutsche Lufthansa AG e C-629/10 TUI Travel e a. Civil Aviation Authority, la Corte di giustizia Europea conferma l’interpretazione del diritto dell’Unione già fornita nella sentenza Sturgeon. Essa rammenta che, in virtù del principio della parità di trattamento, la situazione dei passeggeri di voli ritardati deve essere considerata paragonabile, per quanto riguarda l’applicazione del diritto ad una compensazione pecuniaria, a quella dei passeggeri di voli cancellati «all’ultimo momento», poiché tali passeggeri subiscono un disagio simile, vale a dire una perdita di tempo. Quando i passeggeri raggiungono la loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto, possono chiedere alla compagnia aerea una compensazione forfettaria, salvo che il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali Il diritto dell’Unione 1 prevede che, in caso di cancellazione del loro volo, i passeggeri possano ricevere una compensazione forfettaria di importo compreso tra EUR 250 e EUR 600. Nella sentenza Sturgeon 2 la Corte di giustizia ha considerato che i passeggeri di voli ritardati possono essere assimilati ai passeggeri di voli cancellati per quanto riguarda il loro diritto ad una compensazione pecuniaria.



La Corte ha così dichiarato che se essi raggiungono la loro destinazione finale tre ore o più dopo l’orario di arrivo originariamente previsto, possono chiedere alla compagnia aerea una compensazione forfettaria, salvo che il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali. Ciò premesso, il legislatore dell’Unione, adottando tale normativa, intendeva bilanciare gli interessi dei passeggeri del traffico aereo e quelli dei vettori aerei. Pertanto, un siffatto ritardo non dà diritto ad una compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri se il vettore aereo è in grado di dimostrare che il ritardo prolungato è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso, ossia circostanze che sfuggono all’effettivo controllo del vettore aereo.


La Corte rileva altresì che l’obbligo di compensazione pecuniaria a favore dei passeggeri di voli ritardati è compatibile con la Convenzione di Montreal 3. La Corte constata, in proposito, che la perdita di tempo inerente a un ritardo del volo costituisce un disagio non disciplinato dalla Convenzione di Montreal. Di conseguenza, l’obbligo di corrispondere una compensazione pecuniaria ai passeggeri di voli ritardati si colloca al di fuori dell’ambito di applicazione di tale convenzione ed è complementare al regime del risarcimento dei danni previsto da quest’ultima. La Corte ritiene poi che il suddetto obbligo sia altresì compatibile con il principio della certezza del diritto, in base al quale i passeggeri e i vettori aerei devono conoscere con esattezza la portata rispettiva dei loro diritti e obblighi.


La Corte precisa inoltre che tale obbligo è conforme al principio di proporzionalità, in base al quale gli atti delle istituzioni dell’Unione non devono superare i limiti di quanto idoneo e necessario al conseguimento degli obiettivi legittimi perseguiti dalla normativa di cui trattasi, e gli inconvenienti causati non devono essere sproporzionati rispetto agli scopi perseguiti. La Corte constata, al riguardo, che l’obbligo di compensazione pecuniaria non riguarda tutti i ritardi, ma solo i ritardi prolungati. Peraltro, le compagnie aeree non sono tenute al versamento di una compensazione pecuniaria qualora siano in grado di dimostrare che la cancellazione del volo o il ritardo prolungato sono dovuti a circostanze eccezionali.


Evidenzio con l’occasione che il risarcimento del “danno supplementare” dovrà essere richiesto con le giuste modalità e secondo i principi prescritti dalla norma e riconosciuti dalla giurisprudenza. Non bisogna infatti confondere la compensazione pecuniaria prevista nel Reg. (ce) 261/05 esclusivamente nei casi di negato imbarco e cancellazione del volo, con il risarcimento del danno previsto anche in caso di ritardo aereo, ma esclusivamente da parte della Convenzione di Montreal. Inoltre è importante rilevare che qualora il volo faccia parte di un pacchetto viaggio (contratto che comprende il viaggio, l´alloggio e altri servizi), seppur le disposizioni normative sul trasporto aereo (convenzione di Montreal – Reg.ce 261/05) sono pienamente valide, vi sono ulteriori norme, più´ specifiche, contenute nel Codice del Consumo. In questi casi e´ bene valutare, a seconda del problema riscontrato, la giusta controparte a cui rivolgersi (vettore aereo o tour operator) per le eventuali contestazioni.


Giovanni D’Agata

 

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Gianfranco La Porta. segretario PD :”opposizione più di muscoli che di cervello”

Ancora una volta, con una irresponsabile leggerezza senza precedenti, una opposizione di centro-destra cialtrona, più propensa ad usare i muscoli che non il cervello, ha inflitto un gravissimo colpo alla città ed a tutto il consiglio comunale bocciando il bilancio di previsione del 2012 predisposto dall’amministrazione. I consiglieri di opposizione, che in parte fanno riferimento al FLI, al PDL, al MPA e al Grande Sud, e più precisamente i consiglieri Capizzi, Failla, Incardona, Fioriglio, Picicuto, Paternico’, Falcone e Gagliano, quasi tutti capogruppo di se stessi, incuranti dei disservizi per i cittadini che il loro voto avrebbe arrecato, non hanno approvato lo strumento finanziario principe dell’attività comunale. Le conseguenze di questo voto sono molteplici e riguardano da una parte la vita dello stesso consiglio comunale e dall’altra la collettività tutta. Il consiglio comunale, ma non l’amministrazione, verrà sciolto dall’assessorato agli enti locali della regione, che invierà un commissario ad acta, che avrà il compito non soltanto di approvare il bilancio, ma anche quello di sostituire il consiglio fino alla scadenza naturale dell’amministrazione. Fino a qui in fondo qualcuno potrebbe pensare poco male.


Ma la mancata approvazione del bilancio da parte dell’opposizione dispiegherà i suoi effetti negativi soprattutto sulla collettività; infatti l’amministrazione, in attesa dell’approvazione del bilancio da parte del commissario ad acta, è costretta ad interrompere tutti quei servizi rivolti ai cittadini che per legge sono ritenuti servizi non essenziali. Quindi per effetto di questo voto sarà bloccato il servizio di assistenza domiciliare agli anziani, sarà costretto a fermarsi l’asilo nido, ripercussioni negative si avranno sulle attività sportive con l’impossibilità di utilizzare il sistema di illuminazione al campo sportivo e probabilmente con l’impossibilità per le società sportive di utilizzare il Palatenda e tanto altro ancora. A rischio è anche la preventivata stabilizzazione di parte dei precari che lavorano al comune. La bocciatura del bilancio appare ancora più incomprensibile se teniamo conto che l’opposizione, essendo anche maggioranza in consiglio, avrebbe potuto emendare, cambiare e finanche stravolgere il bilancio stesso se avesse avuto delle proposte condivise. Ma anche l’unico emendamento che hanno proposto non sono stati in grado di approvarlo. Tale emendamento riguardava la cancellazione delle somme previste in bilancio per il palio dei Normanni per il 2013, per le manifestazione estive, per il finanziamento della festa patronale del 3 Maggio, per la fiera zootecnica e per i cellulari degli amministratori e dei dirigenti comunali.


Il risparmio derivanti da questi tagli dovevano essere utilizzati per ristrutturare un capannone dell’ex ITIS, da adibire a mercatino per l’ortofrutta. Tale proposta, politicamente risibile ed economicamente devastante per una città come Piazza Armerina che vede nel turismo la principale possibilità di crescita economica, tendeva a tagliare le uniche iniziative che producono economia nella nostra città nei mesi di Luglio ed Agosto per programmare un’opera che non è neppure realizzabile perché non prevista nel piano triennale e per i vincoli posti del patto di stabilità. Alla luce di queste considerazioni appare evidente, nei consiglieri di opposizione, la mancanza di ogni capacità propositiva, l’assoluta irresponsabilità del loro operare e la mancanza di capacità di analisi sulle conseguenze delle loro scelte.


Quindi viene da chiedersi ma sarebbero questi l’alternativa all’amministrazione Nigrelli per il governo della città ? L’unico pensiero che oggi ci può consolare è il sapere che questa opposizione-maggioranza finalmente non potrà più nuocere alla città ed è la certezza che gran parte di questi consiglieri, che tale danno hanno prodotto, non saranno più presenti nel prossimo consiglio comunale.


Gianfranco La Porta


www.pdpiazzaarmerina.it

 

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[Video] Intervista al Sindaco Carmelo Nigrelli sulla bocciatura del bilancio comunale

“Un centrodestra inadeguato ad affrontare i temi amministrativi” – Afferma Carmelo Nigrelli nell’intervista che ci ha rilasciato ieri nella Sala delle Luci del Comne di Piazza Armerina in cui spiega gli effetti della bocciatura del bilancio comunale da parte degl’otto consiglieri ormai noti che fanno riferimento al PDL, al Grande Sud e all’ MPA.


 

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Il Consiglio comunale verrà sciolto. I retroscena. ‘’Non votate i consiglieri uscenti’’

Riceviamo dal consigliere Angelo Trebastoni il seguente comunicatio stampa. ”Alcuni consiglieri comunali hanno bocciato il bilancio. Si è consumato un atto gravissimo mai compiuto in un ente pubblico. Fioriglio, Incardona, Paternicò, Picicuto, Falcone, Gagliano, Capizzi e Failla, in dispregio a norme non scritte che prevedono che alla maggioranza debba essere garantita la modalità di votare ed approvare lo strumento finanziario, in barba ai cento precari in servizio al comune che attendono di essere stabilizzati dall’amministrazione entro dicembre p.v., fregandosene degli stipendi di tutti i dipendenti dell’amministrazione comunale che non potranno essere pagati, della raccolta dell’immondizia e di tutti i servizi erogati alla collettività che saranno bloccati da subito, hanno bocciato senza se e senza ma, con livore e senza ragionare, il bilancio di previsione per fare un dispetto all’amministrazione Nigrelli”.


L’accordo raggiunto nelle settimane scorse, con la mediazione di Marotta e Trebastoni, che si è astenuto durante la votazione come convenuto, si è rotto senza darne comunicazione a nessuno. Lo stesso prevedeva che la maggioranza dovesse approvare il bilancio, mentre alcuni consiglieri, tra cui Trebastoni, dovevano astenersi. Altri, invece, votare contro o uscire dall’aula, per consentire agli otto di Nigrelli di approvare lo strumento finanziario. “Già durante la discussione, Vitali ha silenziosamente tolto le tende, come spesso accade, Marotta e Cursale sono usciti con motivazioni diverse, Centonze era assente e gli otto rimasti in aula hanno decisamente votato contro e se anche Trebastoni non si fosse astenuto e avesse votato favorevolmente il bilancio, lo stesso non sarebbe stato approvato perché non si sarebbe raggiunto ugualmente la maggioranza qualificata dei votanti.


Otto contrari, un astenuto e sette favorevoli non erano bastevoli, infatti. Il diavolo, però, fa le pentole ma non i coperchi, perché gli otto non hanno considerato che non facevano un danno all’amministrazione in carica ma alla collettività e a se stessi, perché la norma prevede che se il consiglio comunale non approva il bilancio di previsione va decretato lo scioglimento dello stesso da parte dell’assessorato agli enti locali della regione e nominato il commissario ad acta. Commissario che non resterà insediato solo per l’approvazione del bilancio, ma continuerà ad esercitare il proprio ruolo in vece del consiglio comunale come contro altare della giunta che resterà in carica. Se il consiglio non avesse già approvato la settimana scorsa gli allegati al bilancio, cioè IMU e IRPEF, sarebbe stato anche decretato lo scioglimento della giunta e agli amministratori sarebbe stato impedito dalla Legge di ricandidarsi nei prossimi dieci anni. Volevano fare danno a Nigrelli ed invece hanno fatto un autogol clamoroso, nonostante alcuni consiglieri in carica di medio e lungo corso si credano fini giuristi. La verità è che mentre alcuni consiglieri sono convinti di essere diventati grandi statisti, altri sono come i burattini nelle mani di arguti registi fuori le quinte e dal consiglio, che brigano per rientrare in gioco, fregandosene della politica e dei problemi della città. Ognuno ritiene di essere una unità a se stante e si muove in distonia con gli altri. Si ritrovano, poi, insieme solo quando devono porre in essere o votare “minchiate”. Costoro erano quelli che hanno sostenuto la necessità di sfiduciare il sindaco mesi orsono, senza un progetto e senza alcunché che li leghi e li amalgami. Politicamente hanno dimostrato di non saper e potere andare da nessuna parte e di essere amministrativamente a terra. Ho dichiarato già che non intendo più candidarmi al consiglio comunale della città, desidero lasciare il mio posto a menti più fresche e con meno memoria storico-politica per poter dare un contributo sereno, propositivo e fattivo, che questo consiglio, come quello scorso, non ha dato per lo sviluppo del territorio. Invito i miei concittadini a non votare più e a non supportare più tutti quei consiglieri uscenti che si ricandideranno e che non hanno posto attenzione agli interessi della collettività piazzese, ma si sono preoccupati di raggiungere solo i loro obiettivi”.


Michelangelo Trebastoni


Consigliere Comunale

 

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Piazza Armerina – NO al bilancio. Saltano l’assistenza agli anziani e il servizio di asilo nido

Non era mai accaduto che  fosse bocciato il bilancio a Piazza Armerina perché  esiste una norma non scritta, ma che tutti hanno sempre onorato, di approvare lo strumento finanziario per non creare un danno irreparabile alla città e ai cittadini. E’ sempre stato così fino a ieri sera quando i consiglieri Giuseppe Capizzi, Rosario Paternicò,Carmelo Gagliano, Basilio Fioriglio, Giuseppe Falcone, Ivan Piccicuto, Calisto Lucca Failla non hanno deciso di opporsi all’approvazione.
Senza bilancio il comune può solo far fronte ai servizi indispensabili e visto che sia l’asilo nido che il servizio di assistenza agli anziani non sono considerati tali dalla legge,  saranno i primi due a cessare a partire dal primo novembre.
Non è comunque l’aspetto più grave della situazione. A piangere per la sparata degl’otto consiglieri potrebbero essere anche i precari del comune visto che da un mese l’Amministrazione aveva individuato una strada per procedere alla loro regolarizzazione, un percorso molto delicato che oggi rischia di essere interrotto proprio per la mancanza del bilancio.


Le famiglie con bambini in età da asilo nido dovranno provvedere per un’altra sistemazione dei loro figli, gli anziani accuditi dagli assistenti sociali si troveranno improvvisamente da soli, i precari senza la possibilità di poter arrivare all’agognato posto fisso e ad una giusta remunerazione. Questo è il risultato della maldestra scelta degli otto consiglieri in fotografia.


L’unica consolazione è che molto probabilmente fra qualche giorno la regione nominerà un commissario per procedere all’approvazione del bilancio e nel contempo sciogliere questo consiglio comunale, una fortuna per Piazza Armerina anche se i tempi di normalizzazione si allungheranno.


Da quanto riferito oggi anche da alcuni consiglieri, sembra che alla base di tutto ci siano degli interessi legati alla prossima campagna elettorale e la cattiva interpretazione delle norme che sciolgono gli organi istituzionali in caso di mancata approvazione del bilancio. E’ probabile che gli otto consiglieri di centrodestra pensavano che non approvando il bilancio non solo sarebbe stato sciolto il consiglio comunale ma sarebbe stata commissariata anche la Giunta con l’aggravante che, a causa del dissesto finanziario, gli attuali amministratori non si sarebbero potuti ripresentare per almeno dieci anni così come prevedono le norme.



In realtà l’unico organo che verrà sciolto per incapacità è il Conisglio comunale, l’approvazione delle variazioni sulle tasse di alcuni giorni fa ha infatti blindato il bilancio evitando il dissesto finanziario del comune.


Ieri sera, grazie agli otto consiglieri di centrodestra, si è scritta una delle pagine più nere della vita politica di questa città. Quel che è più grave è che a pagarne le conseguenze saranno le fasce più deboli e i lavoratori. Tutto questo per i giochetti politici di qualcuno che oggi non siede in consiglio comunale, ma che manovre le briglie giocando con la vita delle persone e con il buon nome di questa città.


E’ stato un agguato studiato nei dettagli e perpetrato con freddezza senza tenere conto delle conseguenze. La decisione di votare contro il bilancio è stata presa dai consiglieri di centrodestra dopo che era stato bocciato un loro emendamento che prevedeva per il 2013 di azzerare le spese per il Palio dei Normanni e la festa del 3 maggio e destinare le somme recuperate alla costruzione di un mercatino ortofrutticolo all’interno dell’exe Itis.


Non hanno sentito ragioni, quell’emendamento andava approvato nonostante il parere contrario del ragioniere capo che aveva fatto notare che i capitoli di spesa delle due manifestazioni non potevano essere azzerati perché previsti dallo Statuto del comune e nonostante si era fatto notare anche  che non era possibile costruire un mercatino ortofrutticolo senza infrangere il patto di stabilità.
Tutto inutile. Gli otto consiglieri, in maggioranza all’interno dell’aula, hanno bocciato per ripicca l’intero bilancio con i risultati che abbiamo già evidenziato. Un gesto politico di basso livello.


 


 

 

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Votazioni: l’astensionismo aiuta la politica clientelare e del malaffare. Vigliaccheria sociale

Non andare a votare non è un atto di protesta, non lo è mai stato e mai lo sarà. L’astensionismo sarà un grande aiuto soprattutto per quei politici disonesti che tutti odiamo, sarà un aiuto per la mafia e soprattutto non produrrà alcun effetto se non quello di svalutare quella parte del popolo siciliano che vuole con le regole della democrazia cambiare qualcosa.



Per renderci conto del danno che potrebbe portare l’astensionismo basta fare un esempio. Prendiamo il caso di un quartiere popolare e inquinato dalla mafia di una qualunque delle città siciliane, supponiamo che i residenti siano per la metà in mano ai mafiosi che, come si sa,  possono controllarne il voto (i metodi illegali ci sono e tutti li conoscono) e supponiamo che nella circoscrizione vi sia un candidato “vicino” alle posizioni del boss della zona. Domenica gli elettori “controllati” andranno con certezza a votare, un’altra parte dell’elettorato si recherà alle urne per esprimere un voto libero da condizionamenti, un’altra parte non si recherà alle urne perché ha deciso di “protestare”. Questi ultimi elettori avranno solo raggiunto lo scopo di indebolire la parte sana della popolazione e consegneranno la vittoria elettorale al candidato “in odor di mafia”.


Non cambia nulla nella sostanza se invece di prendere in considerazione un quartiere estendiamo il discorso a tutta la Sicilia. L’astensionismo è un’arma a disposizione del cittadino, ma è rivolta verso se stesso. Giorno 28 ottobre potremmo anche decidere di non recarci alle urne ed esercitare questa forma di “vigliaccheria sociale” o potremmo decidere di andare alle urne, scegliere il candidato che ci sembra meno compromesso, più onesto e capace e scrivere il suo nome sulla scheda. E’ chiaro che le qualità di un politico non sono visibili, nessun candidato ha un bollino di qualità sulla fronte ma forse , fidandoci del nostro istinto, faremmo meno danno alla società.


Non abbiamo da dare indicazioni di voto ma è chiaro che se vogliamo una classe politica, onesta e capace dobbiamo votare qualcuno che abbia queste caratteristiche. Non è vero che centrodestra e centrosinistra rappresentano la stessa idea di governo, vi sono differenze sostanziali per cui teniamo anche conto di questo fattore. Per valutare l’onestà di un politico non prendiamo in considerazione solo la persona, ma anche di chi si circonda. Per valutare le capacità  teniamo conto delle sue esperienze di vita. Insomma, facciamo una valutazione da cittadini maturi e coscienti.


La democrazia è due lupi e un agnello che votano cosa mangiare a pranzo – diceva Benjamin Franklin. Fino a quando i lupi, grazie all’astensionismo, saranno maggioranza non possiamo pensare di cambiare nulla. Si ci può difendere dai lupi, basta giorno 28 tirare il grilletto e soprattutto rivolgere l’arma nella giusta direzione.


Nicola Lo Iacono



 

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A Piazza Armerina la manifestazione nazionale GNU/LINUX DAY sull’uso e l’accesso al software libero

Invito alla , sabato 27 ottobre 2012, h.9,00, Auditorium Chiostro Sant’Anna. Premesso che l’associazione di promozione sociale Banco lnformatico del Sud ha comunicato che intende realizzare un progetto di “ri-uso” di Personal computer obsoleti mediante la divulgazione dell’utilizzo di software open source GNU/LlNUX, e che lo scrivente Assessorato alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità ha accolto con favore l’iniziativa dell’Associazione Banco Informatico del Sud, individuando nell’iniziativa diversi fattori positivi per i giovani: • accesso libero e GRATUITO a software operativi solitamente costosi, e per questo oggetto di riproduzioni illecite, • promozione alla legalità informatica • possibilità di sperimentare nuove conoscenze informatiche, • avvicinamento al volontariato sociale in un ambito poco conosciuto, • apprendimento di tecniche di recupero e di riutilizzo di vecchi pc, • opportunità di intraprendere nuove attività lavorative, per le motivazioni sopra esposte e per l’alto contenuto formativo ed educativo dell’iniziativa, l’



Si tratta di una nuova opportunità che in Europa sta entusiasmando non solo i giovani, sempre più attenti alle avanguardie tecnologiche, ma anche istituzioni ed enti che vogliono “liberarsi” dall’uso di sistemi informatici contingentati dalle licenze d’uso. Attraverso questo nuovo sistema, l’utente può avere accesso libero e gratuito ad infinite applicazioni, messe in rete dai programmatori del sistema open source. Certa che l’iniziativa trovi il favore di tanti ragazzi e… ragazze (naturalmente), Vi aspettiamo numerosi.


 

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Ue: il Parlamento europeo approva il bilancio generale per il 2013

Strasburgo, 23 Ott. – “Con il voto di oggi, il Parlamento vuole dare un segnale forte agli Stati membri in vista dei negoziati: è in gioco la credibilità e l’affidabilità dell’Unione europea”. Così Giovanni La Via, europarlamentare del Pdl/Ppe e relatore del bilancio generale dell’Ue, commenta il voto di oggi con cui il Parlamento europeo, a larga maggioranza (492 i voti favorevoli su 697 votanti), ha approvato il bilancio generale europeo per l’esercizio finanziario del 2013. Lo stesso La Via, prima del voto, aveva chiesto una larga maggioranza per dare un segnale di forte coesione dell’europarlamento.


La Via ricorda che il Consiglio –che riunisce i rappresentanti dei governi- ha proposto “una serie significativa di tagli, in netto contrasto con le indicazioni provenienti dal Consiglio europeo del 28-29 giugno, quando, al massimo livello politico, è stato deciso di investire per sostenere la crescita e lo sviluppo dell’Europa”. Il relatore sottolinea che, nella propria lettura, il Parlamento ha deciso di “ripristinare il progetto di bilancio della Commissione e di incrementare le risorse nei capitoli di bilancio dedicati alle politiche di crescita e creazione di posti di lavoro, soprattutto per i giovani europei”.


“Siamo tutti consapevoli –aggiunge La Via- delle difficoltà finanziarie che ciascuno Stato membro sta affrontando, ma la risposta alla crisi, come evidenziato anche dal Consiglio europeo, deve essere più Europa e non meno Europa”. Secondo l’europarlamentare siciliano, la posizione approvata oggi si puo’ definire “responsabile” che, però, non significa “rinunciataria”. Vuol dire, invece, “contribuire alla ripresa economica attraverso alcuni aumenti selettivi, in rispetto del clima generale di austerità e dei sacrifici imposti a livello nazionale”.


Un passaggio importante e delicato è anche quello sui pagamenti. La Commissione ha proposto un aumento del 6,8% rispetto al bilancio 2012 che, secondo La Via, è “nient’altro che un’indicazione realistica delle risorse necessarie per pagare le fatture degli Stati membri e per onorare tutti gli impegni presi dal 2007 ad oggi”. Il tema riguarda l’esecuzione di alcuni programmi europei, come l’Erasmus, che hanno rischiato di restare a secco e chiudere i battenti. La lettura del Consiglio dell’Ue, che ha proposto cifre non sufficienti a finanziare questi progetti, per La Via è “inconcepibile”.


“Tutti sono concordi –prosegue- nel dire che la risposta alla crisi è più Europa e non meno Europa. Peccato che, nello specifico, queste parole non siano poi seguite da azioni concrete. Pagare le fatture, infatti, è un obbligo legale che non possiamo non rispettare. Siamo di fronte –afferma- ad un problema di credibilità e affidabilità dell’Ue”. Dopo il voto di oggi si apre il tavolo delle trattative con le altre due istituzioni europee: i governi nazionali (Consiglio dell’Ue) e la Commissione. Tra le pericolose sforbiciate proposte dagli Stati e le richieste di finanziamento dei programmi europei proposte da Parlamento e Commissione, si dovrà trovare la quadra. L’auspicio di La Via è che, in sede di trattative “si possa trovare un accordo su un livello soddisfacente di risorse in grado di garantire –conclude- un bilancio dotato di risorse necessarie per investire in crescita e sviluppo”.

 

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Piazza Armerina – Il 26 settembre si è insediato il commissario per imporre alla città l’Ato di Enna

L’Assessore regionale all’energia e ai servizi di pubblica utilità commissaria il Comune di Piazza Armerina per obbligarlo ad aderire all’ATo rifiuti di Enna. Si è insediato nella sede municipale di Atrio Fundrò mercoledì 26 settembre il dott. Eugenio Amato, attuale commissario dell’ATO Ennaeuno, nominato dall’Assessore regionale Claudio Torrisi per deliberare, in sostituzione del Consiglio comunale, l’adesione alla SRR (la società che sostituisce gli ATO) di Enna anziché a quella di Caltanissetta sud come aveva deciso unanimemente il Consiglio comunale. “Un atto illegittimo al quale ci opporremo con un ricorso al TAR.


Non siamo disponibili ad accettare diktat da una Regione in fallimento politico ed economico, che sta affossando tutti i comuni siciliani.” Questo il commento a caldo del sindaco Fausto Carmelo Nigrelli che, nei giorni scorsi, aveva avuto telefonate di fuoco con i dirigenti del Dipartimento dei rifiuti e, perfino, con il presidente dell’ANCI Sicilia. “I singoli comuni […] entro trenta giorni […] possono richiedere il passaggio ad un diverso ATO”. Inizia così il terzo comma dell’art. 5 della legge regionale 9/2010, ossia la legge che stabilisce organizzazione, modalità e tempi della gestione dei rifiuti in Sicilia. Sulla base di questa norma il comune di Piazza Armerina ha chiesto al Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti il passaggio dall’ATO di Enna (si chiamerà ATO 6 Enna) all’ATO di Caltanissetta provincia Sud (ATO 12).


“Il motivo della proposta che il Consiglio comunale ha unanimemente condiviso è sotto gli occhi di tutti: ogni cittadino piazzese può testimoniare delle performances dell’ATO ennese in materia di gestione dei rifiuti. A stento, e grazie a un impegno finanziario onerosissimo e costante del Comune, si riesce a garantire raccolta e parziale spazzamento delle strade. Nessuna capacità di progetto, nessuna possibilità, date le gravissime condizioni societarie, di raggiungere livelli di servizio pari a quelli medi che si erogano in Italia”, spiega il Sindaco. L’ATO 12 è invece tra i pochi Ambiti dei quali una recente deliberazione della Corte dei Conti ha sostanzialmente dato un giudizio positivo: incoraggianti percentuali di raccolta differenziata, bilancio sano (addirittura in attivo!), pochi dipendenti e progetti di miglioramento in dirittura d’arrivo. Si potrebbe anche definire “virtuoso” l’ATO ambiente CL2, che assumerà il nome di ATO 12 – Caltanissetta provincia Sud – appena i meccanismi lenti e rugginosi della riforma degli Ambiti Territoriali Ottimali inizieranno a ruotare.


Nell’esclusivo interesse dei cittadini e del bilancio del Comune, dunque, il consiglio comunale piazzese, con voto sostanzialmente unanime (per esattezza: nessun voto contrario e un solo astenuto, ma si tratta del Presidente del consiglio) ha approvato l’adesione alla SRR di Caltanissetta sud con la deliberazione 65 del 6 agosto scorso. Il documento deliberativo è stato inviato, entro i termini di legge, a Palermo, allegato alla richiesta di passaggio all’ATO 12, per essere sottoposto al giudizio del competente ufficio regionale. L’11 settembre (data evidentemente infausta), per tutta risposta, giunge invece una diffida ad aderire ugualmente all’ATO ennese, pena il commissariamento del consiglio comunale, alla quale il Sindaco ha risposto con una dura nota nella quale ha contestato merito e metodo della nota. “Noi abbiamo rispettato la legge – continua il sindaco, mentre la Regione si inventa una procedura che non è stabilita in nessun atto normativo, neppure in una circolare.


Secondo il Dipartimento Piazza dovrebbe intanto aderire alla SRR di Enna, poi, entro 180 giorni, la Regione approverebbe il passaggio e, solo dopo allora, si potrebbe aderire alla SRR Caltanissetta sud. La legge non dice questo. Non capisco, inoltre, perché la Regione dovrebbe aspettare 180 giorni. Non ha il potere di cancellare una decisione di un Consiglio comunale nell’interesse della comunità. Chi pagherebbe i maggiori costi a carico di Piazza: l’assessore o il Direttore del Dipartimento o il Commissario?” Il dott. Amato ha già inoltrato una diffida al Consiglio comunale di deliberare, entro TRE giorni, l’adesione all’ATO6 – Enna e, forse, vorrà revocare la delibera n. 65, in modo che della richiesta di entrare nell’ATO 12 si possa parlere più avanti – così garantisce la lettera ufficiale dell’Assessore all’energia e ai servizi di pubblica utilità – quando saranno definite le linee attuative per l’esame delle richieste di passaggio dei singoli comuni. Nel frattempo il comune di Piazza Armerina avrà, presumibilmente, siglato atto costitutivo e statuto dell’ATO 6 di Enna, e impegnato il comune in una società con scadenza il 31 dicembre 2030. Insomma, le conseguenze legali e finanziarie dell’adesione ad ATO 6 rischiano di essere tanto definitive da “suggerire” al Dipartimento regionale di rigettare la richiesta di adesione ad ATO 12.


Oppure al comune di Piazza Armerina di lasciar perdere. Tutto in barba al diritto sancito dalla norma citata nel periodo di apertura. “Se l’assessore vuole accelerare la costituzione delle SRR non ha che una sola strada – conclude il Sindaco. Scrivere già lunedì al Comune di Piazza che il transito all’ATO 12 è approvato, senza aspettare gli inutili 180 giorni. La sospensiva che chiederemo al TAR e l’annullamento degli atti conseguente, in caso contrario, restituirà al Consiglio Comunale e all’intera Città il potere di decidere il suo futuro contro la Regione che, una volta di più, si rivela una matrigia e non una mamma.”

 

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Piazza Armerina – Un giovane armerino arrestato. Trasportava rifiuti speciali senza autorizzazione

 I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina hanno tratto in arresto nella tarda giornata di ieri, LO BARTOLO Samuele, 26enne nato e residente a Piazza Armerina, coniugato, disoccupato, già noto alle forze di polizia. Il LO BARTOLO si è reso responsabile del reato di raccolta e trasporto di rifiuti tossici, speciali e pericolosi senza la relativa autorizzazione. Infatti, una pattuglia di Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, che svolgeva regolare servizio finalizzato alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, nel percorrere le strade della città dei mosaici, notava un autocarro Fiat Fiorino procedere in senso contrario con un eccessivo carico di rifiuti pericolosi. I militari, insospettiti dal fatto che il mezzo aumentava di velocità, decidevano di invertire la marcia per procedere al controllo sia del mezzo che degli occupanti.



I due Carabinieri chiedevano l’ausilio di una seconda pattuglia dell’Aliquota Radiomobile cosicché l’autocarro veniva bloccato con l’aiuto dei colleghi sopraggiunti e, dal controllo, emergeva che il mezzo in questione conteneva circa 250 kg di rifiuti tossici, speciali e pericolosi e che il conducente non aveva nessun titolo alla raccolta ed al trasporto. L’autocarro Fiat Fiorino contenente i rifiuti pericolosi è stato posto sotto sequestro penale ed affidato in custodia giudiziale ad una ditta di Piazza Armerina. L’arrestato, a conclusione dell’attività investigativa ed espletate tutte le formalità di rito, è stato contestualmente scarcerato, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il giudizio.

 

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Da oggi una troupe televisiva di TV2000 registrerà una puntata dedicata a Piazza Armerina

Dal 22 al 27 ottobre la troupe televisiva del programma Borghi d’Italia, in onda su TV 2000, registrerà 3 puntate nei comuni di Aidone, Piazza Armerina e Pietraperzia. La troupe, capitanata da Mario Placidini, intervisterà i sindaci, il vescovo, i parroci, i responsabili delle realtà museali e delle organizzazioni del terzo settore. Inoltre, sarò dedicata particolare attenzione alle specialità culinarie del nostro territorio. I giorni dedicati a Piazza Armerina andranno dal pomeriggio di martedì 23 alla sera di giovedì 25. Quasi tre giorni in cui la troupe, accompagnata dai volontari dell’Associazione Domus Artis, documenterà gli scorci più caratteristici della città, i più bei monumenti e le vedute che danno maggiore risalto all’impianto urbanistico.



Il servizio sarà arricchito anche con l’intervista d un cittadino di Piazza per presentare brevemente la città, che nella puntata dovrebbe fungere da introduzione; con la recita di una poesia in vernacolo e con la presenza di alcuni figuranti del Palio dei Normanni. Il programma va in onda il sabato pomeriggio alle 16.45 e viene replicato la domenica alle ore 13.30. Il regista ha anticipato che la puntata su Piazza Armerina dovrebbe essere trasmessa nel mese di novembre. Le date verranno comunicate dalla redazione più in avanti.

 

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Operazione antidroga dei carabinieri a Barrafranca: arrestate quattro persone

I militari della Stazione di Barrafranca, comandata dal Luogotenente Epifanio GIORDANO e dipendenti dalla Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina, hanno tratto in arresto nella tarda serata di ieri quattro cittadini palermitani, tutti nati e residenti nel capoluogo siciliano, il 38enne BINARIO Roberto, il 46enne GIANNETTO Antonio, il 56enne FERRARA Salvatore ed il 51enne CACIOPPO Pietro. I Carabinieri avevano appreso che i quattro, che espletano l’attività di pescivendoli, anche al mercato settimanale di Barrafranca, avrebbero potuto rifornire di stupefacenti alcuni spacciatori del paese. Sulla scorta di tale notizia, ritenuta assolutamente attendibile, i militari operanti hanno individuato con certezza il posto assegnato ai palermitani nel mercato settimanale ed hanno predisposto un apposito servizio al fine di procedere ad una verifica di quanto appreso. I Carabinieri dell’Arma barrese, avuta certezza che l’autocarro utilizzato dai quattro per il trasporto e rivendita del pesce, era stato sistemato nel posto assegnato e che gli occupanti si accingevano ad avviare l’attività di rivendita, intervenivano effettuando una perquisizione personale e veicolare di tutti i presenti.


GIANNETTO Antonio dichiarava di essere il responsabile della vendita, coadiuvato dal cognato FERRARA Salvatore e da altri due operai, BINARIO Roberto e CACIOPPO Pietro. A bordo della cabina di guida dell’autocarro ed in particolare all’interno di un cappello in pile, che era sistemato all’interno della tasca di un giubbotto senza maniche e dello stesso colore, i Carabinieri rinvenivano nr. 5 panetti da 100 grammi ciascuno di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di poco più di 500 grammi circa. Nella disponibilità del GIANNETTO Antonio, si trovavano circa oltre 5.200,00 (cinquemiladuecento) euro in denaro contante suddivise in banconote di diverso taglio. Ciò premesso, considerato che lo stupefacente, di fatto era nella disponibilità di tutti i presenti, essendo stato a portata di mano e pronto alla consegna degli acquirenti, e valutato quindi che tutti erano perfettamente a conoscenza della presenza della droga, stante l’attualità di reato di detenzione di stupefacenti a fine di spaccio, i quattro sono stati accompagnati in Caserma ove venivano dichiarati in stato d’arresto.


Con il consenso degli interessati, la notizia dell’avvenuto arresto è stata data telefonicamente ai familiari degli arrestati, tutti residenti nella città di Palermo. La droga, posto sotto sequestro penale ed a disposizione della competente Autortità Giudiziaria, sarà inviata nei prossimi giorni al Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna per gli accertamenti del caso. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

 

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Piazza Armerina: non arrivano i finanziamenti regionali. Situazione a rischio

Con il voto di domenica prossima si chiude una delle fasi più buie e controverse della gestione della vita amministrativa della Sicilia in cui il Governatore Lombardo con le sue scelte e le sue decisioni non ha saputo creare ne sviluppo ne prospettive per un’isola che ha compiuto sotto la sua guida un passo indietro di vent’anni. A pagare la politica dei commissariamenti, dell’occupazione strategica dei posti chiave, degli sprechi sono stati i siciliani e in particolar modo le fasce più deboli, quelle che più di altre avevano creduto al progetto innovativo di Lombardo e del suo Movimento per l’Autonomia. Chiunque vincerà le prossime elezioni si troverà a dover affrontare una crisi senza precedenti. Occorrerà risanare il bilancio dove all’appello mancano 5 miliardi di euro.


Nel frattempo la regione siciliana sembra una nave impazzita nel mare tempestoso della crisi economica e mentre affonda Lombardo continua a nominare esperti con compensi da favola con la stessa leggerezza con cui Nerone suonava la sua cetra mentre Roma bruciava. Nonostante la situazione disastrosa in cui versano le casse dei comuni siciliani il Governatore ha bloccato i trasferimenti finanziari e i sindaci fra poco saranno costretti a non pagare gli stipendi degl’impiegati comunali.



Le casse del comune di Piazza Armerina stanno per svuotarsi e il Consiglio comunale non ha potuto fare a meno di rettificare la richiesta della Giunta di aumentare alcune tasse. Non vi era altra via d’uscita e tutti i consiglieri, chi votando a favore e chi uscendo dall’aula al momento del voto, non hanno potuto fare a meno di rettificare la scelta impopolare ma necessaria. Pe quanto riguarda l’IMU il sindaco Nigrelli si è vista bocciare la proposta di una agevolazione sul pagamento della tassa sulla casa per chi assegna ai figli, genitori o fratelli il comodato d’uso gratuito di un appartamento. Per la prima casa si pagherà il 4,6 per mille, per la seconda l’aliquota è stata fissata dal consiglio comunale all’8,6 per mille. Sugli immobili dati in comodato d’uso l’aliquota sarà dunque dell’8,6 per mille. E’ passata invece l’aliquota ridotta per gli immobili costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice.

 

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Piazza Armerina : i cittadini si mobilitano per ripulire il bosco Bellia

Questa mattina grazie all’iniziativa di Luca Messina e il lavoro di molti cittadini è stato effettuato un servizio di pulizia dei boschi Bellia nella zona frequentata ogni giorno da centinaia di sportivi e da famiglie che trascorrono qualche ora all’interno della riserva naturale. Luca Messina   ha lanciato un appello attraverso Facebook che  ha avuto un notevole successo.Può essere considerato il primo “Flash Mob” ufficiale della nostra città. Nel servizio le immagini e le interviste raccolte oggi.


Cos’è un Flash Mob :Flash mob (dall’inglese flash: lampo, inteso come cosa rapida, improvvisa, e mob: folla) è un termine coniato nel 2003 per indicare una riunione di un gruppo di persone in uno spazio pubblico, con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita. Il raduno viene generalmente organizzato via internet (email, social networks) o telefonia cellulare


 

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A Piazza Armerina esercitazione “Eagle’s Beak 2012” dell’esercito

Ieri, presso la base addestrativa di Piazza Armerina (EN), si è conclusa l’esercitazione “Eagle’s Beak 2012” che ha visto impegnati il Comando della Brigata meccanizzata “Aosta” e i reparti dipendenti. Scopo dell’esercitazione è stato quello di addestrare all’applicazione delle procedure NATO e nazionali lo Stato Maggiore e i Quadri delle unità, sia dipendenti sia in concorso, che costituiranno il “capability basket” della Joint Rapid Response Force della NATO nel primo semestre 2013. Il pacchetto di capacità JRRF è costituito da un bacino di unità interforze ad alta e altissima prontezza operativa, posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa, da cui attingere per garantire una risposta rapida alle esigenze di sicurezza nazionale e internazionale, il cui addestramento è incentrato sulla capacità di operare in ambiente interforze (“joint”) caratterizzato da possibili episodi di combattimento ad alta intensità.

 

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Alici ripiene, un’idea sfiziosa per cucinare il pesce senza lische.

 Ingredienti


500 gr di alici


2 uova 200


gr ricotta 1


50 gr farina


 1 cucchiaio di parmigiano


1 cucchiaio di lievito in polvere


q,b, prezzemolo olio per friggere – sale e pepe


Preparazione


 Pulite le alici, eliminate la testa, apritele a libro e diliscatele, poi lavatele con il getto d’acqua corrente e asciugatele con fogli di carta da cucina. Versate la farina miscelata al lievito in una ciotola, incorporatevi due bicchieri d’acqua e l’albume (tenete da parte il tuorlo) montato a neve.


Mettete in una terrina la ricotta, incorporatevi il tuorlo, il prezzemolo tritato, il parmigiano grattugiato, sale, pepe e amalgamate bene. Farcite le alici con il ripieno preparato e richiudetele, poi passatele nella pastella e friggetele in abbondante olio ben caldo, facendole dorare da entrambi i lati. Fate sgocciolare le alici ripiene su fogli di carta assorbente, poi servitele con verdure di stagione.

 

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Forestali: sbloccati gli stipendi agosto e settembre

 Sbloccati gli stipendi di agosto e settembre di tutti i lavoratori forestali della Regione Siciliana. I mandati di pagamento sono stati inviati alla Ragioneria centrale e gli emolumenti saranno percepiti la settimana prossima. Questo un primo risultato al termine di una lunga ed estenuante trattativa, protrattasi per tutta la notte di ieri a Palazzo D’Orleans e proseguita oggi nella sede dell’assessorato all’Economia. Al tavolo le associazioni sindacali dei forestali, l’assessore regionale al Territorio e ambiente Alessandro Arico’, i dirigenti generali del dipartimento Foreste Vincenzo Di Rosa, del Corpo forestale Pietro Tolomeo e Maurizio Pirillo, capo di gabinetto dell’assessore all’Economia. Inoltre sono state fornite garanzie sulla copertura finanziaria necessaria al fine di scongiurare la sospensione delle attivita’ dei forestali di ambedue gli organismi, il Corpo Forestale e l’Azienda foreste demaniali. In questo contesto la giunta di governo – attraverso l’intervento diretto del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo – adottera’ gli opportuni provvedimenti conseguenziali a tutti gli atti propedeutici necessari allo sblocco dell’intera vicenda.

 

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Agroalimentare:la regione istituisce i marchi qualità ‘’qs’’ e ‘’km zero’’

I provvedimenti adottati dalla Regione siciliana per la valorizzazione e la salvaguardia dei prodotti agroalimentari siciliani contro le contraffazioni e le agromafie sono quattro: i tre Piani che riguardano i Servizi avanzati, la Ricerca e l’Innovazione, e il Piano di tutela delle produzioni agricole garantite da un marchio regionale “Qualita'” e a “Chilometro Zero”. In linea con il nuovo pacchetto normativo e con gli orientamenti comunitari, l’assessorato alle Risorse agricole e alimentari istituisce i due marchi: “QS Sicilia” (QS acronimo di qualita’ sicura) e “Sicilia Chilometri Zero”. Quanto al primo, contestualmente all’istituzione del marchio, l’assessorato alle Risorse agricole e alimentari emana la “Carta d’uso”, che ne disciplina le modalita’ di utilizzo e di concessione. Un comitato scientifico istituito presso il dipartimento Interventi strutturali e composto da sette tecnici dell’assessorato e tre ra ppresentanti di categoria, avra’ il compito di informare gli operatori, esaminare e istruire i disciplinari e supportare l’ufficio competente nell’istruttoria per la concessione dell’uso del marchio “QS”. Fermo restando l’adeguamento di tutta la produzione dell’azienda agricola al disciplinare di qualita’ approvato con la Carta dall’assessorato, potranno richiedere la certificazione QS tutte le imprese primarie, di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei Paesi dell’Unione europea. Sara’ concessa pero’ solo per le produzioni liberi da Ogm e che rientrano in una delle tre tipologie di prodotti: Dop, Igp, Stg, Bio, certificati Ue, vino e bevande alcoliche, il cui controllo e’ esercitato da un organismo designato dal Mipaaf e approvato dallo stesso ministero; alimenti la cui qualita’ e’ assicurata dalle nuove tecniche di produzione integrata o da processi produttivi di elevato standard, il cui controllo e’ invece elaborato da un organismo, pubblico o misto, inserito nell’e lenco ministeriale o regionale, come stabilisce il “Piano per i Servizi avanzati, la Ricerca e I’Innovazione”. Il logo QS, che sara’ approvato con un successivo decreto assessoriale, potra’ essere concesso anche ai punti di ristorazione che somministrano prodotti a marchio.
Per ottenere la licenza di utilizzo e’ necessario inoltrare la richiesta al dipartimento per gli Interventi strutturali, attraverso l’apposita modulistica. Dopo l’istruttoria, se con esito positivo, l’assessorato rilascera’ un’autorizzazione triennale, a titolo gratuito, corredata del materiale necessario alla riproduzione del logo, previo sottoscrizione con l’azienda di una convenzione per le condizioni d’uso. La violazione delle regole stabilite dalla “Carta d’uso” comportera’ penalita’ di diverso grado: sanzione, sospensione o revoca della licenza.



Viene istituito anche il “Registro del marchio”, articolato in due elenchi: uno contiene la lista dei prodotti e servizi certificati Qs, con l’indicazione dell’organo di controllo competente, l’altro include le aziende agricole che somministrano prodotti a marchio.
Carta e logo QS saranno inviati alla Commissione europea e saranno efficaci dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana dell’avviso del parere positivo della Commissione.
L’assessorato alle Risorse agricole e alimentari istituisce anche il marchio “Sicilia Km Zero”, il cui logo sara’ approvato con successivo decreto del dirigente generale. La certificazione e’ dedicata ai prodotti siciliani Dop, Igp, Stg, biologici, tradizionali, o che provengono da agricoltura integrata e da processi produttivi di qualita’ nazionale o regionale. Il marchio potra’ essere assegnato solo agli operatori che nel corso dell’anno dimostrino, attraverso la tracciabilita’ degli alimenti comprati, di aver acquistato prodotti agricoli siciliani contrassegnati a “Chilometri zero” per almeno l’80 per cento. Coloro che aderiranno, con una quota associativa annuale, saranno inseriti in un apposito circuito regionale che sara’ veicolato nell’ambito delle attivita’ promozionali della Regione siciliana. Il disciplinare di riferimento a cui dovranno attenersi sara’ pubblicato sul sito istituzionale dell’assessorato. Potranno essere autorizzati all’uso dell’etichetta solo le aziende che hanno sede operativa e produttiva in Sicilia. Per l’attivita’ ispettiva, l’amministrazione si avvara’ delle strutture individuate dal “Piano per i servizi avanzati, la Ricerca e l’Innovazione. Il decreto istitutivo del nuovo marchio prevede anche un albo degli esercenti aderenti al logo “Sicilia Chilometri Zero” e un tavolo di concertazione composto da rappresentanti istituzionali, da due esperti di marketing e comunicazione e da rappresentanti delle organizzazioni di categoria, tutti a titolo gratuito. Con il compito di promuovere la conoscenza, la diffusione e la commercializzazione delle produzioni agroalimentari del territorio. I rappresentanti del tavolo si occuperanno anche di individuare percorsi formativi, promozionali, e di raccordare la Grande distribuzione organizzata (GDO) con gli operatori del settore agricolo per incentivare il consumo e la diffusione dei prodotti a chilometro zero. Un’apposita commissione, interna all’amministrazione, valutera’ la conformita’ dei requisiti dell’azienda agricola che richiede la certificazione. Una volta ottenuta, qualora l’esercente non ottemperasse alle disposizioni del disciplinare, sara’ revocata la licenza d’uso del logo e sara’ escluso per tre anni da qualunque programma di sostegno dell’assessorato per Risorse agricole e alimentari.

 

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La ritenuta INADEL illegittima, adesso la restituzione

La Confederazione Unitaria di Base ha avuto le idee chiare sin dapprincipio sul ritenere che l’applicazione della ritenuta I.N.A.D.E.L. al fine del T.F.S. (Trattamento di Fine Servizio) fosse illegittima, pari al 2,50% sull’80% della retribuzione a carico dei dipendenti pubblici, in soccorso arrivò la Sentenza del T.A.R. Calabria n.53/2012, la quale Condannava l’Amministrazione intimata alla restituzione degli accantonamenti già eseguiti a decorrere dall’1 gennaio 2011, con rivalutazione monetaria ed interessi legali; alla luce di questa sentenza la C.U.B. l’1 aprile iniziava una vertenza ad oltranza denominata “INADEL ? No … grazie !!”, predisponendo la modulistica dell’Atto di messa in mora e diffida” inoltrata a vari Enti utile a chiedere lo STOP ILLECITO della TRATTENUTA ed alla contestuale RICHIESTA di RIMBORSO.


Su ciò  l’Art.12 comma 10 della Legge n.122 del 30 luglio 2010 convertito nella legge 122/2010, esprimendosi alla stessa stregua della sentenza T.A.R. Calabria. Dunque, le Amministrazioni, dovranno restituire alle Lavoratrici ed ai Lavoratori le somme illegittimamente trattenute. Ciò riporterà nelle tasche dei Lavoratori pubblici il maltolto subìto che ammonta alla categoria C una media di €.1.200,00 per i due anni investiti 2011” e 2012”. L’eguaglianza di pari trattamento retributivo rispetto al settore privato è stato raggiunto. Sicuramente altre sigle sindacali tenteranno di divenire paladini di tale successo, inventandosi che sono stati loro a condurre la battaglia. La C.U.B. tutelerà in tutte le sedi il giusto diritto dei propri iscritti, riservandosi ogni azione legale atta a ripristinare la legittimità.

 

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La sentenza per il delitto di Gianpierluigi Cannetti di Piazza Armerina

La 36enne Monia Nobile e il suo patrigno, il 61enne Paolo Belardo, sono stati condannati a 14 anni e 2 mesi di carcere ciascuno per l’omicidio dell’ex marito della donna, il piazzese Gianpierluigi Cannetti, ucciso a colpi di spranga nel sonno il 30 aprile scorso e poi nascosto in un bidone metallico. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Alessandria al termine di un processo che si è svolto con la formula del rito abbreviato, nel quale sono state accolte le richieste del Pubblico ministero. L’omicidio del Cannetti ha rappresentato, come chiarito nel processo l’epilogo di una vicenda che si trascinava da tempo, da quando la coppia abitava a Piazza Armerina, da dove Maria Nobile era fuggita dal marito riuscendo a nascondersi per 8 anni sino quando l’ex marito l’aveva rintracciata ad Alessandria. Dopo un periodo di relativa calma i rapporti tra i due ex coniugi erano tornati ad essere tesi tanto da sfociare nell’assassinio di Pierluigi Cannetti , delitto per il quale ieri il tribunale di Alesandria ha emesso ieri la sentenza.

 

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Piazza Armerina – approvata in Consiglio comunale l’addizionale Irpef

Il Consiglio comunale ha approvato l’addizionale Irpef. I redditi fino a 15 mila euro verranno esentati dal pagamento dell’imposta, per gli altri ci sarà l’aumento di imposta. Per i redditi dai 15 ai 28 mila euro si pagherà lo 0,65 per cento, dai 28 ai 55 mila euro l’addizionale sarà dello 0,70 per cento, dai 55 ai 75 mila euro si passa allo 0,75 per cento, mentre oltre i 75 mila euro di reddito imponibile l’aliquota sarà dello 0,80 per cento.

 

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Trovata di un privato per ripulire i boschi. Domenica ”In molti per ripulire l’inciviltà di pochi”

Domenica prossima alle 9,30 un numeroso gruppo di piazzesi di tutte le età si incontreranno per ripulire parte del bosco Bellia a Piazza Armerina. “Andiamo in molti per pulire l’inciviltà di pochi” dice Luca Messina il promotore di questa iniziativa “ Tutto è nato quando ho constatato di persona lo stato in cui si trovava questa parte del bosco frequentata da molti sportivi e famiglie, ho sentito la necessità di fare qualcosa che non fosse solo lamentarsi. Il mio invito è stato accolto immediatamente da molti , segno che noi piazzesi siamo persone perbene che vogliamo fare in prima persona”. Luca Messina è un giovane ragazzo che lavora e si occupa della propria famiglia proprio come tanti suoi coetanei , il suo impegno dimostra che tutti quanti possono contribuire attivamente al bene della propria città.

 

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Piazza Armerina – I Carabinieri arrestano un pregiudicato rumeno che trasportava droga

 I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina hanno tratto in arresto nella tarda giornata di ieri, MATEESCU Florin, 29ennne di nazionalità rumena, residente a Catania in via Zia Lisa 5, convivente, operaio, pregiudicato. Il MATEESCU si è reso responsabile dei reati di detenzione di sostanza stupefacente e raccolta – trasporto di rifiuti tossici, speciali e pericolosi senza la relativa autorizzazione. Infatti, una pattuglia di Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, che svolgeva regolare servizio finalizzato alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, nel percorrere la S.S. 288 con senso di marcia Piazza Armerina – Aidone, notava un autocarro Ford Transit procedere in senso contrario con un eccessivo carico di rifiuti pericolosi.



I militari, insospettiti dal fatto che il mezzo aumentava di velocità e che il passeggero con azione repentina si abbassava come se volesse nascondere qualcosa, decidevano di invertire la marcia per procedere al controllo sia del mezzo che degli occupanti. I due Carabinieri chiedevano l’ausilio di una seconda pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, cosicché sulla S.S. 117/bis all’altezza della località Bannata, l’autocarro veniva bloccato con l’aiuto dei colleghi sopraggiunti e, dal controllo, emergeva che il mezzo in questione conteneva circa 400 kg di rifiuti tossici, speciali e pericolosi e che il conducente non aveva nessun titolo alla raccolta ed al trasporto. La perquisizione dell’abitacolo ha permesso di rinvenire, sotto il sedile lato passeggero, all’interno di una busta di plastica, assieme ad alcuni vestiti, un sacchetto di cellophane contenente circa undici grammi di sostanza stupefacente del tipo “cannabis indica”, mentre sotto il tappetino nel lato del conducente veniva rinvenuta una scatola metallica atta al confezionamento di sigarette artigianali, contenente nr. 9 spinelli già confezionati ed un residuo misto di tabacco ed erba ancora da confezionare. L’autocarro Ford Transit contenente i rifiuti pericolosi è stato posto sotto sequestro penale ed affidato in custodia giudiziale ad una ditta di Piazza Armerina. La sostanza stupefacente, anch’essa posto sotto sequestro penale, sarà inviata presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna per gli accertamenti di laboratorio da esperire nei prossimi giorni. Per volere del MATEESCU non veniva data notifica del suo arresto né all’autorità diplomatica Rumena nè tantomeno ad alcun familiare. Nel corso della stessa operazione di polizia è stata inoltre deferita all’Autorità Giudiziaria N.E., 30enne rumena, convivente del MATEESCU, nullafacente, per avere avuto il possesso, in concorso con questi, di droga e materiale tossico, speciale e pericoloso. L’arrestato, a conclusione dell’attività investigativa ed espletate tutte le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le incombenze del caso.

 

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Omicidio del piazzese Giampierluigi Cannetti: oggi la sentenza ad Alessandria

Questa mattina ad Alesandria,dove si è svolto il processo, è attesa la sentenza per l’omicidio di Giampierluigi Cannetti, piazzese di 35 anni. Accusati di omicidio e rei confessi sono l’ex moglie di Cannetti, Monia Nobile di 34 anni, e Paolo Belardo di 59 anni , patrigno della donna. I due imputati hanno scelto il rito abbreviato. Durante il dibattimento la donna ha sostenuto di aver agito a causa dei maltrattamenti subiti e ha accusato la vittima di di aver tentato di costringerla a prostituirsi. Il movente, da quanto è emerso nel processo, sarebbe riconducibile con molte probabilità a ragioni legate ai termini della separazione in riferimento alla custodia genitoriale.


4 maggio 2011 – L’omicidio >

 

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La vicenda Despar: ancora nessun licenziamento a Piazza Armerina

I dipendenti della società Aligrup attraverso il loro rappresentante Massimo Sanalitro, in relazione all’articolo apparso ieri sul nostro sito, precisano che attualmente la vertenza è in corso e che il personale al momento non è stato licenziato ne tantomeno il puto vendita da noi citato è stato chiuso. Ci scusiamo dell’inesattezza e restiamo a disposizione di tutti lavoratori per eventuali comunicazioni finalizzate alla difesa del proprio posto di lavoro.


 


 

 

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Alfano nomina Totò Marchì Commissario Provinciale del PDL

 La nomina è stata conferita a Marchì dal Segretario nazionale del Pdl l’onorevole Angelino Alfano dopo l’autosospensione, prevista dall’articolo 4 del regolamento sulle incompatibilità, dell’onorevole Edoardo Leanza, candidato alle elezioni regionali del 28 ottobre prossimo. Totò Marchì accettando l’incarico ha affermato di essere orgoglioso anche se comprende perfettamente la grande responsabilità considerando il particolare momento politico e sociale. “Pur non avendo mai abbandonato la politica negli ultimi anni ho ritenuto necessario fare un passo indietro per sostenere ed affiancare la crescita dei giovani e il rinnovamento della classe dirigente del Partito” afferma Marchì. “Non posso certo rifiutare l’incarico anche se immediatamente dopo aver concluso il coordinamento della difficile ed impegnativa campagna elettorale, a sostegno del PDL e dei suoi candidati , Maria Grazia Lo Presti, Giuseppe Regalbuto ed Edoardo Leanza tornerò ad occuparmi del partito cercando di apportare quel cambiamento nella politica auspicato e richiesto da molti ma concretizzato nei fatti da pochissimi.


Favorire un rinnovamento mettendo la propria esperienza e le proprie competenze al servizio di tutti e in particolare dei giovani diventa un punto di forza di un partito che deve dare risposte concrete ai cittadini”. L’avv. Totò Marchì è uno fondatori storici di Forza Italia nel 1994. E’ stato da sempre impegnato nelle istituzioni quale consigliere provinciale (dal 1994 al 1997) , Sindaco di Barrafranca (dal 1997 al 2007), V.Coordinatore provinciale di Forza Italia. Ha aderito immediatamente al PDL quale delegato al Congresso Costituente a Roma. E’ stato candidato alle regionali nel 1996 e nel 2005 contribuendo in maniera determinante a fare scattare il seggio, è stato anche chiamato a fare il candidato al Senato alle ultime elezioni politiche nazionali. Infine ha ricoperto la carica di Capogruppo consiliare PDL al comune di Barrafranca dal 2007/2012 in opposizione all’amministrazione in carica.

 

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Università Popolare del Tempo Libero ”Ignazio Nigrelli” – apertura dell’Anno Accademico

Si apre l’anno accademico 2012-2013 dell’Università Popolare del Tempo Libero “Ignazio Nigrelli” con la conferenza “La moneta, questa sconosciuta” tenuta da Giancarlo Alteri, Direttore del Dipartimento Numismatico della Apostolica Biblioteca Vaticana. L’iniziativa si svolgerà Giovedì 18 Ottobre 2012 alle ore 18,00 presso l’Aula magna della Scuola Media “Cascino”. Si coglie inoltre l’occasione per comunicarvi il programma completo dell’Anno Accademico 2012/2013 e segnalarvi i primi appuntamenti che si terranno rispettivamente Mercoledì 17 e 21 Novembre 2012,con due conferenze dal titolo “L’orto e l’anima, ovvero un giardino per vivere meglio”, a cura del geologo Salvo Sinagra e “Aggiornamento sui Punti Nascita in Sicilia” a cura del dott. Vincenzo Borruso.



 Per il sedicesimo anno il Direttivo ha svolto un compito difficile, ma entusiasta per continuare ad essere presente nella nostra città, improntando le iniziative elaborate al principio dell’educazione permanente dell’adulto, insostituibile e prezioso per la crescita culturale e civile dei cittadini, soprattutto, di quelli della terza età che rappresentano una ricchezza e non un peso.

 

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La Cna incontra gli auto riparatori. Si parlerà di rifiuti speciali

Giovedì alle ore 18 presso la sala consiliare del Comune di Leonforte è previsto un incontro sul tema dello smaltimento dei rifiuti con le imprese del settore dell’autoriparazione dei Comuni di Leonforte, Nissoria ed Assoro. “Questo incontro informativo fa parte di una intensa attività di informazione e sensibilizzazione che la CNA sta mettendo in campo sul tema dei rifiuti – ha dichiarato Giuseppe Greca, direttore della CNA Provinciale – Le nostre imprese compiono sforzi enormi per essere in regola e chiedono incontri come questi per evitare di incappare in qualche spiacevole inconveniente pur se in buona fede. “In questi anni – continua il direttore della CNA – sul tema si è registrata una maggiore attenzione, oltre che interventi che hanno generato notevole confusione come il SISTRI. Riteniamo quindi di offrire un incontro per consentire alle nostre imprese di operare in piena legittimità.” “Questi incontri più volte sollecitati – dichiara Tonino Palma, presidente della CNA – sono la dimostrazione che le nostre attività vogliono essere in regola ed è giusto che in cambio dell’attenzione che danno al territorio anche in termini di rispetto per l’ambiente, ricevano tutela dalle tante attività irregolari ed in nero che ci fanno concorrenza.” Tutte le imprese sono invitate a partecipare

 

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Credito:proroga scadenza sospensione rate Crias per le imprese agricole

Per aiutare le imprese agricole a rispettare le scadenze di rimborso delle rate dei contributi concessi dalla Crias (Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane) e per soddisfare le richieste delle relative organizzazioni professionali, l’assessorato regionale per le Risorse agricole e alimentari ha riaperto i termini di presentazione delle richieste di sospensione delle rate concesse. Pertanto, a decorrere dal prossimo 2 novembre e fino al 31 dicembre 2012, gli imprenditori che hanno ricevuto dalla Cassa finanziamenti agevolati per la formazione di scorte prima dell’11 maggio scorso potranno chiedere di sospendere il pagamento delle rate scadute e non pagate alla data di presentazione della richiesta e delle rate in scadenza fino al 31 dicembre di quest’ anno. Inoltre, una volta maturato il periodo di sospensione dei 12 mesi dalla scadenza originaria, gli imprenditori potranno allungare l’ammortamento del debito rimasto, incluse le rate sospese. Che sara’ pari alla durata originaria di 24 mesi, a partire dal giorno successivo del termine del periodo di sospensione. L’ammortamento avra’ le stesse garanzie del finanziamento originario, che saranno estese fino alla scadenza della sospensione e dell’ammortamento. Ulteriori informazioni saranno disponibili sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana e nei siti web istituzionali della Crias e dell’assessorato regionale per le Risorse agricole e alimentari della Regione siciliana.

 

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Cisl: il segretario generale della Cisl di Enna nomina i nuovi responsabili comunali

 Il Segretario Generale della Cisl di Enna, Tommaso Guarino, ritiene che l’opportunità che offre il progetto di riorganizzazione della Cisl , in merito alla ridefinizione degli assetti territoriali, debba vedere il gruppo dirigente ennese maggiormente impegnato e pronto ad affrontare le sfide che il cambiamento impone.       Al fine di diffondere maggiormente sul territorio l’azione sociale della Cisl sugli obiettivi di interesse generale e creare un presidio forte,condiviso e funzionale, nelle more che la Cisl territoriale si doti di un assetto organizzativo definitivo, Guarino – ha ritenuto opportuno affidare ai dirigenti, appresso indicati, l’incarico temporaneo di responsabile sindacale comunale dell’organizzazione.
 
       I responsabili comunali, assieme ad altri dirigenti sindacali presenti nell’ambito del comune, dovranno collaborare, in piena sinergia e con un efficace lavoro di squadra, e saranno impegnati a realizzare, nel territorio di loro competenza , le migliori condizioni sia organizzative che sindacali per qualificare e rendere più efficace il ruolo e la presenza della Cisl nel territorio.



       Tale progetto si pone come obiettivi prioritari:


• Crescita associativa e sviluppo dei servizi;
• Rappresentanza, contrattazione e concertazione locale;
• Promozione e partecipazione, d’intesa con le categorie , ad iniziative di tutela e di difesa   di posti di lavoro;
• Promozione, d’intesa con le categorie e gli enti, di azioni di proselitismo;
• Sviluppo incontri e dibattiti con gli iscritti sulle linee di politica generale dell’organizzazione


Comune di AIDONE   –   PITTA’ GAETANO
Comune di BARRAFRANCA    –    SALAMONE BENEDETTA
Comune di CALASCIBETTA   –   CAVALLARO GIUSEPPE
Comune di CENTURIPE   –   GULISANO VINCENZO
Comune di LEONFORTE   –   SALAMONE PIERO
Comune di NICOSIA     –    ABATE FILIPPO
Comune di PIAZZA ARMERINA   –    BONGIOVANNI GUGLIELMO
Comune di TROINA   –   STURNIO MAURIZIO
Comune di VALGUARNERA   –    D’ALIA NINO
 
             Il Segretario Generale
        Tommaso Guarino

 

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Finisce ancora in galera lo scippatore di anziani che aveva operato a Piazza Armerina

Si tratta di CRISPETTI Roberto, di Vittoria, ma residente a Niscemi, classe 1972, pluripregiudicato, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari a seguito dell’arresto operato i primi del mese di marzo 2012 dagli uomini della Squadra Movbile della Questura di Enna e del Commissariato di P. S. di Piazza Armerina. L’uomo era, infatti, stato catturato in flagranza di reato unitamente ai due complici ALMA Salvatore, niscemese, classe 1976, pregiudicato e TICLI Maria, niscemese classe 1978, con precedenti di polizia, dopo un lungo inseguimento lungo la 117 bis che da Piazza Armerina conduce a Niscemi (CL) proprio all’ingresso di tale ultimo centro, dopo avere portato a termine due raid ai danni di altrettante anziane di Valguarnera e Piazza Armerina.



Dopo avere espiato un periodo in carcere, unitamente ai suoi complici, il CRISPETTI era stato ristretto in regime di arresti domiciliari presso la sua abitazione di Niscemi. Tuttavia lo stesso aveva reiteratamente violato le prescrizioni imposte dal giudice con tale misura cautelare, sia comunicando con sogggetti senza la preventiva autorizzazione, che maltrattando la convivente ed il figlio, così come accertato dai Carabinieri del posto. Alla luce di quanto sopra il G.I.P. presso il Tribunale di Enna disponeva l’aggravamento degli arresti domiciliari, così che il P.M. titolare dell’inchiesta ha incaricato gli Uomini della Squadra Mobile di Enna e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, che hanno condotto le indagini relative alle numerose rapine commesse dal gruppo in più province e sempre ai danni si anziani, di catturare il CRISPETTI e condurlo in carcere.
L’indagato, pertanto, nel pomeriggio di ieri 15 ottobre 2012 è stato prelevato dalla sua abitazione di Niscemi e condotto presso una casa circondariale di Palermo.




I fatti che avevano condotto all’arresto del gruppo criminale i primi di marzo 2012.


Le indagini, condotte dalla sezione “Antidroga e contrasto al crimine diffuso” della Squadra Mobile della Questura di Enna (diretta dal Vice Questore Aggiunto dott. Giovanni Cuciti, collaborato dal Commissario Capo dott. Claudio Pucci) – e dal Commissariato di P.S. di Piazza Armerina (diretto dal Comissario Capo Gabriele Presti) erano sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna ed avevano portato all’arresto dei tre, tutti con pregiudizi di polizia anche specifici, ritenuti responsabili dei reati di rapine commessi ai danni di anziani, nel circondario di Piazza Armerina e Valguarnera.


Nella giornata del 2 marzo 2012, rispettivamente in Valguarnera Caropepe (EN) e Piazza Armerina (EN), alle ore 11.30 e 12.15, venivano consumate due rapine, poste in essere con il medesimo modus operandi, ai danni di due donne, una del 1967 e l’altra del 1931.


In particolare, i malviventi le aggredivano strappandole dal collo le collane in oro indossate, cagionando loro lesioni personali guaribili in gg. 7 e 6.


A seguito della commissione di tali fatti, veniva notata allontanarsi una vettura volkwagen modello Passat s.w. di colore bianca; tale tipo di auto era già stata segnalata presso i luoghi dove in precedenza erano stati commessi altri simili fatti delittuosi.


Pertanto, le pattuglie della Squadra Mobile della Questura e del Commissariato di p.s. di Piazza Armerina si mettevano alla ricerca del citato mezzo, che veniva raggiunto e bloccato presso la ss 117 bis in prossimità dello svincolo per Niscemi (CL).


A bordo si identificavano i tre indagati che, sottoposti a perquisizione, venivano trovati in possesso di una bomboletta contenente spray urticante, un cammeo in madre perla, due collane (rotte) di cui una a maglia grossa e una a maglia fine, nonché un ciondolo in oro; detti gioielli risultavano essere quelli sottratti poco prima.


Le successive perquisizioni locali effettuate consentivano di reperire ulteriore materiale utile alle indagini.


Alla luce delle evidenze investigative, i tre venivano tratti in arresto nella flagranza del reato di rapina pluriaggravata continuata in concorso e lesioni personali e ristretti presso la casa circondariale di enna a disposizione del sotituto procuratore della repubblica dr. Augusto RIO che coordina le indagini.


A seguito degli ulteriori accertamenti posti in essere, quali individuazioni fotografiche e personali, perquisizioni, sequestri ed altro, era possibile reperire elementi probatori in ordine alla responsabilità dei medesimi relativamente ad altre tre rapine commesse tra il 16 ed il 28 febbraio 2012, ai danni di anziane donne.


Ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che il gruppo aveva operato anche in provincia di Catania.


 

 

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Despar: la società Aligrup chiude punti vendita. Oggi si protesta a Catania

Questa mattina circa 2000 dipendenti della Despar si riuniranno a Catania davanti la sede della prefettura per protestare contro le decisioni dell’azienda e per chiedere rassicurazioni per il loro futuro. La trattativa con la Coop, che fino a qualche mese fa avrebbe dovuto acquisire il 70% dei negozi, si è arenata e si spera in un accordo con altre società che si sono dichiarate pronte a rilevare la maggior parte dei punti vendita,. tra queste la Ergon, Abate, Arena,Romano e Palermo Discount. A Piazza Armerina la chiusura del punto vendita situato nella periferia sud della città ha causato il licenziamento di diversi lavoratori che oggi chiedono di non essere lasciati soli e si dichiarano disposti a tutto per difendere il loro posto di lavoro. Sulla decisione della Aligrup di chiudere il punto vendita della città dei mosaici ha pesato la crisi economica che ha ridotto i volumi di acquisto dei consumatori ma anche l’apertura di nuovi centri commerciali che si sono dimostrati in grado di conquistare grosse fette di mercato locale.

 

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Denuncia della CNA costruzioni: grave crisi del settore

Dei dati allarmanti quelli che vengono fuori, e che interessano il settore Edile, questo l’amaro commento del Presidente Provinciale di Costruzioni CNA GIANCARLO AMATA, nonché Presidente Regionale, nell’ultima presidenza regionale svoltasi ad Enna, con grande amarezza abbiamo discusso e verificato i dati che riguardano il settore, alla fine abbiamo stilato un Comunicato di Denuncia nei confronti della Regione Siciliana, colpevole di non aver attuato nulla al fine di salvaguardare il Settore che con i propri dipendenti sono quelli che stanno pagando pesantemente i costi di questa tragedia di enormi proporzioni e di cui, purtroppo non si vede la fine. Uno sfogo, ma tanta amarezza da parte di tutti i Presidenti Provinciali della CNA Costruzioni, conclude Amata, che hanno indotto la Presidenza Regionale a redigere il seguente comunicato.


500 IMPRESE EDILI FALLITE 80.000 LAVORATORI LICENZIATI 6 MILIARDI DI FONDI COMUNITARI FERMI 4 MILIARDI DI PAGAMENTI ALLE IMPRESE BLOCCATI è’ questo il quadro drammatico in cui versa il settore delle costruzioni in Sicilia. Gli artigiani e le piccole e medie imprese edili e i loro operai sono quelli che stanno pagando pesantemente i costi di questa tragedia di enorme proporzioni di cui non si vede la fine. Una Regione al fallimento perché, in questi decenni passati, non ha mai lavorato per creare uno sviluppo economico e produttivo e un’occupazione stabile ma ha dilapidato le consistenti risorse finanziarie in spese improduttive, clientelismo, inefficienza burocratica, corruzione. Gli artigiani e le p.m.i. chiedono una svolta radicale e scelte immediate per:



1) IL LAVORO a) Sbloccare i fondi comunitari, destinando una quota di almeno 200 dei 600 milioni arrivati dal Governo nazionale per il cofinanziamento; b) Attivare quelle misure del POR Sicilia che permettano di avviare immediatamente, negli enti locali, centinaia di progetti esecutivi di piccole opere immediatamente cantierabili; c) Rendere più flessibile il patto di stabilità per le infrastrutture finanziate con i fondi europei; d) L’Assessorato Regionale Attività produttive Pubblichi immediatamente il bando che finanzia i consorzi artigiani che si insediano nelle aree attrezzate, dato che i soldi sono disponibili; e) Siano accelerate al massimo tutte le procedure per lavori che sono già finanziati con finanziamenti regionali o nazionali, o per opere bloccate per questioni burocratiche; 2) IL PAGAMENTO DEI LAVORI ESEGUITI a) Al dramma della mancanza di lavoro si è aggiunto la tragedia delle imprese che hanno fatto i lavori, pagato i salari, versati i contributi previdenziali e assistenziali, le tasse e le imposte, con le banche che stanno col fiato sul collo ma non vengono pagate dalle Pubbliche Amministrazioni e rischiano di fallire o falliscono con ripercussioni personali e familiari pesantissimi. b) Gli Enti Locali non ritardino e non blocchino i pagamenti anche quando non esistono motivi ostativi; oppure non impongano alle imprese l’inizio dei lavori se non hanno la certezza della copertura finanziaria per i pagamenti; c) E’ necessario che il Governo Regionale e Nazionale intervengano con urgenza attivando tutte le misure necessarie per obbligare le pubbliche amministrazioni a pagare il dovuto alle imprese. Rispetto a questa situazione che denunciano da molto tempo, anche con manifestazioni unitarie pubbliche di tutto il settore in diverse province siciliane, o c’è un intervento adeguato delle Istituzioni regionali e nazionali che avviino un processo di svolta e di cambiamento per lo sviluppo produttivo della Sicilia o il rischio della frantumazione della coesione sociale diventa sempre più un pericolo reale. CNA COSTRUZIONI

 

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Lavoro: l’Australia offre lavoro ai giovani dai 18 ai 30 anni.

Colpa della crisi, della conseguente disoccupazione galoppante che ha raggiunto livelli da record tra i più giovani e dell’incapacità dei nostri governanti di rilanciare politiche per l’occupazione, che riprende l’emigrazione verso paesi che oggi consentono di reperire il lavoro desiderato nel più breve tempo possibile perché immuni o quasi dalla crisi. È assai sconfortante, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, pensare che i nostri giovani esasperati dalle numerose difficoltà connesse alla carenza di un lavoro stabile o della prima occupazione siano costretti a pensare di scappare via dal proprio paese, che ancora viene annoverato tra i G8 ma che di grande, ormai ha lasciato ben poco se non un passato glorioso ed un patrimonio storico-ambientalistico- culturale da primato mondiale. Una delle mete che pare essere più attrattive in questo senso, ma anche più lontane almeno geograficamente è l’Australia che sta diventando la Nuova America. Una terra grande quanto il Vecchio Continente con grandi risorse anche in termini di materie prime, ma con una popolazione di soli 22 milioni di abitanti con un tasso di disoccupazione di appena il 5%, quello giovanile dell’11,8%, seppur agli antipodi è divenuta la terra ambita non solo da avventurieri ma anche da chi si è stancato di cercare disperatamente un lavoro in Europa.


Basti pensare che tra il 2006 e il 2011 le richieste d’ingresso sono aumentate del 119%. Per far fronte ai nuovi flussi migratori ed alla domanda di lavoro il governo australiano ha avviato un programma per l’immigrazione giovanile il “Working Holiday Visa”, già richiesto da diecimila giovani nello scorso anno, che consente di ottenere un visto lavorativo di un anno. Per accedervi biosgna avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni e dimostrare di possedere il biglietto aereo e quattromila euro sul conto corrente. Il visto ha una durata di 12 mesi, che consente di lavorare con lo stesso datore di lavoro per un massimo di 6 mesi, ma può essere prorogato per un altro anno, e quindi in tutto due anni. Ma il governo Australiano ha pensato bene di consentire anche la possibilità di rimanere per sempre nel paese mediante un altro tipo di visto, il Permanent Visa. In questo caso è possibile richiederlo dopo il primo o anche il secondo anno in cui ci si trova in Australia, magari con un lavoro e con la conoscenza dell’inglese. Ma la richiesta può avvenire anche quando ci si trovi all’estero. Le condizioni sono: che si abbiano 8 mila dollari australiani, si superi un esame d’inglese e si abbia uno “sponsor”, ossia un datore di lavoro che provveda con la richiesta di assunzione a lungo termine. Un’altra possibilità per un ingresso regolare è data dal programma “Skill Select”.



La richiesta avviene tramite l’Ambasciata australiana in Italia o al più vicino Consolato. In questo caso per essere candidati alla chiamata bisogna raggiungere un punteggio pari a 60 punti, che si raggiungono con il possesso di una laurea triennale, un certificato di conoscenza della lingua inglese e il possesso di esperienza in una delle professioni citate nella lista del governo.

 

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Piazza Armerina – Un sistema di videosorveglianza controllerà la città

I principali edifici pubblici della città, alcuni monumenti e i beni sequestrati alla mafia saranno controllati a breve da un sistema di videosorveglianza attivo 24 ore su 24. Il progetto è ormai in fase esecutiva e l’amministrazione si appresta a dare un incarico di progettazione ad un professionista. Il costo dell’intervento è di 290 mila euro. L’utilizzo delle telecamere consentirà un controllo capillare del territorio e un valido strumento di dissuasione nei confronti di tutti quegl’atti criminali e vandalici che affliggono la nostra città. Dopo l’installazione del sistema di videosorveglianza Piazza Armerina sarà molto più controllata e sicura.

 

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Elezioni: il Comitato Crocetta scrive al Presidente della Kore Salerno

Enna. Riceviamo e pubblichiamo: Gentile Presidente Salerno, da murmure pubblico si apprende che maggiorenti della Università Kore di Enna riunirebbero gruppi di studenti e di dipendenti a vario livello a fini elettorali, anzi, al fine di distribuire fac simili e propagandare un solo candidato appartenente ad un preciso partito politico. Riteniamo che il particolare momento di crisi morale che l’Italia sta vivendo e lo sconcerto dell’opinione pubblica per i continui scandali di ruberie personali ai danni della collettività che coinvolgono la politica e quelli legati al voto di scambio, impongano rigore e responsabilità in capo a tutti coloro i quali gestiscono ruoli di vertici negli enti pubblici o privati a finanziamento pubblico, soprattutto durante questa delicata campagna elettorale. Uno dei fondamenti di uno stato democratico è la cultura, che identifica un popolo con le sue tradizioni storiche ed i suoi costumi.


L’istituzione che veicola la cultura è l’Università, la quale deve formare le future classi dirigenti in una logica di pluralismo, armonizzando ogni informazione come libera scelta di opinioni. Riteniamo, per questa ragione, che l’Istituzione Università deve essere equidistante rispetto alle appartenenze politiche soprattutto in campagna elettorale, per mantenere una sorta di legittima superiorità etica. Le rivolgiamo, quindi, un appello sincero ed accorato affinchè si faccia garante dei principi sopra enunciati di rigore, serietà ed imparzialità all’interno della Kore, che rappresenta uno dei pochi punti di luce della nostra realtà e non può essere coinvolta in sgradevoli “chiacchiere” come quelle che si sentono in giro da qualche giorno.



Siamo sinceramente convinti che Lei sia un uomo super partes che ha a cuore l’immagine ed il futuro della nostra Università e non consentirebbe mai una tale caduta di stile all’interno del mondo universitario della LIBERA Università Kore, ove ne fosse a conoscenza. Per questa ragione abbiamo pensato di affidarLe pubblicamente una preoccupazione per le troppe voci che si rincorrono in giro, affinchè possa verificarne la fondatezza o meno delle illazioni e in caso affermativo invitare tutti a mantenere, all’interno della preziosa Kore, consoni atteggiamenti. La ringraziamo e, certi della Sua attenzione e sensibilità, Le porgiamo distinti saluti.


COMUNICATO STAMPA – Comitato Crocetta

 

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Il calendario per le elezioni di giorno 28 ottobre

DOMENICA 28 OTTOBRE 2012


Giorno della votazione:
Periodo nel quale è vietata ogni propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri
dall’ingresso delle sezioni elettorali (art. 9, comma secondo della legge 4 aprile 1956, n. 212, come modificato dall’art. 8 della legge 24 aprile 1975, n. 130) .


Dalle ore 6 alle ore 8: ripresa delle operazioni elettorali degli uffici di sezione:                
il Presidente, constata 1’integrità dei mezzi precauzionali apposti, la sera precedente, agli accessi della sala e dei sigilli delle urne e dei plichi, appone il bollo nelle schede di votazione  (art. 37 della l.r. 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche e integrazioni). 


Termine ultimo per la consegna ai presidenti di seggio degli atti di designazione dei
rappresentanti delle liste dei candidati nei collegi provinciali (art. 19, primo comma, della  l.r. 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche e integrazioni).


Dalle ore 8 alle ore 22: Operazioni di votazione (art. 37, ultimo comma, e art. 47 della
l.r. 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche e integrazioni).


Ore 12: Scadenza del termine per la presentazione degli atti di designazione dei rappresentanti delle liste di candidati nei collegi provinciali presso gli Uffici centrali circoscrizionali  (art. 19, terzo comma, della l.r. 20 marzo 1951, n. 29 e successive modifiche e integrazioni).


Ore 22: Operazioni di riscontro dopo la votazione (art. 49 della l.r. 20 marzo 1951, n. 29).


LUNEDI’ 29 OTTOBRE 2012
Ore 8: Ricostituzione dell’Ufficio elettorale di sezione ed operazioni di scrutinio (art. 49
e 50 della l.r. 20 Marzo 1951, n. 29)

 

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Che fa Monti? Vittima del contagio da parte dei ben noti politicanti?

5-10-12 Abbiamo l’impressione che il Presidente Monti, dopo aver salvato l’Italia dal baratro in cui si trovava nel novembre 2011, pago degli ottimi risultati ottenuti sul piano internazionale, dovendo per la sua funzione, frequentare le aule del Parlamento Italiano sia rimasto vittima del contagio da parte dei ben noti politicanti. Si continua a parlare della riduzione delle spese della politica ed il Governo -assieme ai parlamentari- discute e propone soluzioni per quanto riguarda la riduzione delle spese delle Regioni,delle Province,dei Comuni,delle Società partecipate, ma lungi dal parlare della vera riduzione del costo della politica. Allora è opportuno dare al Presidente del Consiglio alcuni elementi di valutazione.


Per le Regioni,atteso che sono venute meno le condizioni che determinarono -per alcune- lo status di “Regioni a statuto speciale”, sarebbe opportuno eliminare tale status, che ha rappresentato soltanto la possibilità di una indipendenza nelle spese, e che nessun beneficio concreto è stato realizzato . Il Parlamento ha in corso di esame la proposta di riduzione del numero dei Consiglieri regionali della Sicilia (da 90 ma 70), proposta di valenza costituzionale per la quale è richiesta la doppia approvazione. Non avere voluto Commissariare la Sicilia, e rimandare la data delle prossime elezioni regionali -provvedimento che poteva essere adottato dall’esecutivo- rinvierà di quattro anni la possibilità di una notevole riduzione delle spese. Per quale motivo, e con quale seria giustificazione, il trattamento economico dei Consiglieri Regionali Siciliani deve essere uguale a quello dei Senatori ? Al giusto compenso potrebbe aggiungersi una indennità omnicomprensiva, per sostituire tutti i benefit che sotto diverse ed incomprensibili denominazioni vengono erogati.



Ma quello che alla opinione pubblica non convince è il fatto che non si parla più -dopo i proclamati tagli fatti dal Parlamento- né della concreta riduzione di tutti i benefit cui hanno diritto i parlamentari né del numero dei parlamentari. Provvedimenti che dovrebbero essere presi dagli stessi Deputati e Senatori; conoscendo la loro mentalità nessun provvedimento sarà adottato in merito. Così come non sarà eliminato il Senato della Repubblica, doppione sempre inutile, ma particolarmente dannoso in questo particolare momento. Dobbiamo tutti stare attenti perchè , se nei mesi scorsi l’unica preoccupazione era il possibile contagio della Grecia o della Spagna, per la difficile situazione finanziaria , bisogna pure ricordare quello che è accaduto ai paesi a noi vicini -Tunisia, Libia ed anche Egitto -non per motivi di crisi finanziaria- ma contro un sistema politico che governava senza tener conto degli interessi generali del paese e di quello che pensava e sperava la pubblica opinione. Le prossime elezioni siciliane saranno un test che non riguarderà chi ha vinto o chi ha perso, ma chi ha votato e chi non ha votato, chi ha votato bene e chi ha espresso un voto di protesta. A risultati definitivi faremo le giuste considerazioni.


Angiolo Alerci

 

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Mostre – Personale di Andrea Chiesi alla Suite D’Autore

Giunge a Piazza Armerina Andrea Chisesi che inaugurerà la personale dal titolo “Fuochi e Vortici Siciliani”, Domenica 14 Ottobre alle ore 18, presso lo spazio Eventi Suite D’autore, sito in via Monte,1 Andrea Chisesi è stato invitato a partecipare agli eventi più importanti del panorama dell’arte contemporanea, come la Biennale di Venezia, la Collettiva “Pelle di donna “ presso la Triennale di Milano e la Zucchi Collection 2012, dove già nell’edizione precedente è stato tra gli artisti più apprezzati dalla critica.


Nato a Roma nel 1972, dopo aver frequentato il Liceo Artistico e la Facoltà di Architettura di Milano, città in cui vive dall’età di tre anni, Andrea Chisesi intraprende la professione di fotografo specializzandosi nel settore della moda e del ritratto. Grandi personalità dello spettacolo e della cultura internazionale vengono da lui ritratti: Harvey Keitel, Robbie Williams, Ken Follet, James Ellroy, Gianmarco Tognazzi, Vinicio Capossela, Rutger Hauer, Steven Tyler, Murray Abrham, Kasia Smutniak, Ornella Muti, Anna Valle, Anna Falchi, Belen Rodriguez e molti altri. Parallelamente alla fotografia trova nella pittura un elemento distintivo della sua ricca personalità artistica. Gallerie d’arte e Case d’asta gli richiedono continuamente nuove opere da esporre in mostre personali e collettive. 16 anni di ricerca pittorica, un tempo e uno spazio di osservazione evolutiva, personale ed artistica. Pittura e Fotografia: questi i linguaggi alla base dell’arte di Andrea Chisesi.Due tecniche assai diverse che nella sua opera si fondono aumentandone la forza espressiva. Esse vengono messe a confronto e sperimentate, l’immagine reale fusa con quella immaginaria, con processi dalla struttura variabile: un’ opera interamente pittorica viene fotografata, elaborata digitalmente, stampata su tela e nuovamente dipinta, oppure una fotografia viene elaborata, stampata su tela e su questa poi l’artista dipinge.



Da qui la nascita dei due filoni espressivi e tecnici: i vortici e le fusioni. I vortici sono costellati da particolari pittorici che nascondono o portano in primo piano il micro ed il macro mondo del colore dell’artista: rappresentano il momento creativo ed espressivo del pittore che si lascia sedurre dalla materia senza apparentemente nessun soggetto figurativo, ma che in realtà diventa creatura, dimensione, attimo. Nelle fusioni, invece, il soggetto si sposa con la pittura che spesso non è solo preparazione, ma completamento e disgregamento della stessa. Celebre il progetto Icone in cui Volutamente l’artista nasconde parti del viso o del corpo enfatizzando la disgregazione impalpabile dell’anima del soggetto, l’erosione che l’uomo durante il suo viaggio della vita subisce, donando all’immagine una bellezza immortale ed onirica. La mostra di Andrea Chisesi, con piu’ di 80 opere esposte tra disegni e pitture, rimarrà aperta presso lo spazio eventi Suite D’autore, dal 14 Ottobre al 11 Novembre 2012, tutti i giorni, 9,30>13,00- 16,00>20,00. Ingresso gratuito. Info: www.andreachisesi.com/art info@andreachisesi.com

 

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Un arresto a Leonforte per tentato omicidio

Comunicato stampa – Alle ore 23.30 circa di giovedì 11.10.2012 personale del Commissariato leonfortese traeva in arresto in flagranza di reato, il nominato in oggetto perché resosi responsabile del reato di tentato omicidio nei confronti di M.C. (classe 1960), e di detenzione e porto illegale di armi, per i fatti di seguito specificati. Nella serata del 11.10.2012 giungeva una chiamata telefonica con la quale veniva segnalata una non meglio precisata rissa, con accoltellamento, in Piazza IV Novembre. Prontamente un equipaggio del Commissariato PS di Leonforte interveniva sul posto e, pur non trovando in loco alcuno dei contendenti, apprendeva che MONZU’ Maurizio, poco prima, aveva, inizialmente, aggredito verbalmente L.R.L. e l’amico di quest’ultima, ossia la vittima M.C. (classe 1960). I due uomini, dopo un iniziale diverbio verbale, venivano alle mani rovinando a terra. Tuttavia, il MONZU’, non soddisfatto dell’esito della contesa, accoltellava il M.C., dandosi poi a precipitosa fuga.


Pertanto, il personale, dopo aver appurato che la vittima era stata intanto soccorsa e ricoverata presso il reparto di chirurgia del nosocomio leonfortese per seguire le evoluzioni del caso, si poneva alla ricerca dell’odierno arrestato il quale, grazie alla perfetta conoscenza del territorio e della realtà criminale che vi insiste degli operatori del Commissariato, dopo alcuni minuti dall’accoltellamento, veniva rintracciato nei pressi della sua abitazione sita in quella via Valguarnera, e condotto in Ufficio. Nel frattempo, un appartenente alla Guardia di Finanza rinveniva nelle vicinanze di piazza IV Novembre, ove poco prima era avvenuta l’aggressione, un coltello di tipo da macellaio: i poliziotti del Commissariato leonfortese, dopo aver bloccato il MONZU’, prelevavano l’arma in questione e la sottoponevano alla visione di L.R.L., donna che aveva assistito all’evento. La testimone riconosceva inconfutabilmente l’arma come quella utilizzata per il tentato omicidio dell’amico, affermando altresì che già prima dell’accoltellamento aveva notato che MONZU’ Maurizio, nella tasca posteriore e nella cintola dei pantaloni, sotto la maglietta, occultava ben due coltelli di diverse dimensioni, uno dei quali poi utilizzato per l’intento omicida, e pertanto sostenendo che l’aggressore fosse già recatosi in piazza IV Novembre premeditando il gesto.


Per tali motivi MONZU’ Maurizio veniva tratto in arresto in flagranza di reato di tentato omicidio in danno di M.C., nonché detenzione e porto illegale di armi. Dell’avvenuto arresto veniva avvisato il Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nicosia il quale disponeva la traduzione dell’arrestato presso la casa Circondariale di Nicosia.

 

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Scoperta una necropoli a Enna

Comunicato stampa. In data 11 ottobre 2012, verso le ore 11:00, a personale di questa Compagnia veniva richiesto, dalla Compagnia di Caltanissetta, di intervenire in un’area del monte C.da Capodarso, territorio del comune di Enna, ove dei privati cittadini, durante un’escursione su quei luoghi per la ricerca di lumache, avevano rinvenuto la presenza di ossa, presumibilmente umane, all’interno di alcune grotte scavate nel terreno. Giunti sui luoghi, unitamente alla Dott.ssa Paola D’AMBROSIO, Sostituto Procuratore della Repubblica di Enna, e a personale del Reparto Operativo CC di Enna e a colleghi della Compagnia CC di Caltanissetta, in effetti si constatava la presenza di diversi anfratti scavati nel terreno di natura calcarea, ove in alcuni erano visibili in superficie numerose ossa e frammenti di ossa umane sparsi sul pavimento.


Si provvedeva quindi ad effettuare un sopralluogo, con documentazione fotografica e repertamento dei singoli componenti ossei, visibili sulla superficie della succitata grotta, classificata dalla lettera “A”. Nel pomeriggio dello stesso giorno militari dipendenti, coadiuvati da personale specializzato dei Vigili del Fuoco di Enna effettuavano un’accurata ispezione di quei luoghi, scoprendo, che su quel sito vi era la presenza di numerose altre grotte, contenenti non solo ossa e parti di ossa umane, ma anche frammenti di vasellame. A questo punto presupponendo che si potesse trattare di un insediamento di interesse storico-archeologico, si contattava, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo e personale della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Enna, quest’ultimo riferiva che nella zona di Capodarso esisteva un’area denominata “Parco archeologico di Sabucina e Capodarso” nonché risultava esservi in zona una Riserva naturale orientata del Monte Capodarso e della Valle dell’Imera meridionale Enna-Pietraperzia-Caltanissetta.


Si contattava allora la Dott.ssa BONANNO, responsabile del parco archeologico, la quale, verso le ore 17:00, interveniva personalmente sul sito e, dopo aver visionato le ossa umane repertate precedentemente, alcuni cocci di vasellame rinvenuti nella grotta, e dopo aver visitato tutte le grotte individuate nella giornata, di cui non si era a conoscenza fino a quel momento, riferiva, senza ombra di dubbio, trattarsi di una necropoli a grotticelle risalente all’epoca della Magna Grecia, databile in un periodo approssimativo ricadente tra il IV e il VI secolo a.c. e che i resti umani rinvenuti risalgono certamente a quelle epoche storiche. La Dottoressa D’AMBROSIO a breve disporrà che le ossa repertate ed i frammenti di vasellame siano messi a disposizione della Soprintendenza. I militari operanti hanno immediatamente ricevuto il plauso dell’intera scala gerarchica.

 

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Deve scontare una pena. Arrestato un cinquantunenne

I Carabinieri della Stazione di Valguarnera, dipendenti dalla Compagnia di Piazza Armerina, continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio di competenza dove, l’Arma, è l’unico presidio delle Forze di Polizia presente. Infatti, i militari di quella Stazione, hanno tratto in arresto nella tarda serata di ieri, in esecuzione dell’ordine di espiazione della pena detentiva nr. Siep 107/2012, in regime di detenzione in carcere, emesso dalla Procura della Repubblica di Enna – presso il Tribunale – Ufficio Esecuzioni Penali –, CASTORO Filippo, cinquantunenne nativo e residente a Valguarnera Caropepe anche se di fatti domiciliato a Gela, pregiudicato, macellaio.


I fatti a cui si riferisce la condanna sono relativi alle denunce effettuate dai familiari dello stesso CASTORO Filippo, spesse volte percossi e maltrattati, che con sentenza definitiva emessa in data 20.08.2012 dalla Corte d’Appello di Caltanissetta, hanno definitivamente riconosciuto colpevole il CASTORO dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Il CASTORO, dalla data della condanna a quella del suo arresto, si era reso irreperibile alle ricerche effettuate nel Comune di Valguarnera in quanto si era trasferito a Gela dove i militari dell’arma valguarnerese lo hanno rintracciato ed arrestato. L’arrestato, terminate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Gela dove espierà la pena di un anno e sette mesi di reclusione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante del provvedimento.

 

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Guardia di Finanza: sequestrate a due imprenditori di Nicosia disponibilità per oltre 500 mila euro

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Enna, su disposizione del GIP presso il Tribunale di Nicosia, hanno sottoposto a sequestro preventivo beni per un importo equivalente a complessive 520 mila euro, nella disponibilità di due imprenditori e di altrettante società, a loro riconducibili, operanti in Nicosia. Il sequestro ha riguardato 35 beni immobili, fra terreni e fabbricati, alcuni dei quali ubicati nella zona centrale di Nicosia, nonché conti correnti bancari nella disponibilità dei due imprenditori.


La misura cautelare patrimoniale disposta dall’A.G., corona un’intensa attività ispettiva, nell’ambito della quale, attraverso una meticolosa ricostruzione dell’effettivo volume di affari e riscontro delle reali operazioni commerciali poste in essere dai due soggetti economici, sono state appurate fittizie transazioni finanziarie, nonché un “giro” di fatture per operazioni inesistenti, intercorse tra le imprese interessate, che hanno consentito all’utilizzatore di presentare alla rendicontazione la documentazione fiscale e bancaria per ottenere indebitamente contributi finanziari pubblici erogati ai sensi della legge 488/92. Le indagini, altresì, hanno permesso di individuare ulteriori elementi sintomatici di pericolosità fiscale in capo all’impresa che ha emesso dette fatture. Non avendo presentato le previste dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2009 la stessa, per tale annualità, è risultata “evasore totale”. I beni sono stati sequestrati in attuazione delle norme introdotte con la finanziaria del 2008, che hanno esteso anche per i reati la possibilità di pervenire alla confisca per equivalente del profitto illecito. L’attività operativa odierna, che si somma a quella conclusa pochi mesi addietro, con analogo sequestro per 350 mila euro, testimonia il primario impegno del Corpo nella lotta all’evasione fiscale e lo sforzo di dare concretezza alla qualità ed all’efficacia dei controlli attraverso misure cautelativa dirette ad assicurare il concreto recupero delle imposte evase.

 

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Campagna elettorale: l’affissione selvaggia (s)qualifica il politico. La polizia interviene

La campagna elettorale appena iniziata e che si concluderà il 27 ottobre, un giorno prima delle elezioni, vede i candidati piazzesi (dieci) impegnati nel tentativo di farsi conoscere attraverso l’affissione di manifesti in maniera più o meno abusiva. Per fortuna nei giorni scorsi è intervenuta la polizia che ha messo un po’ di ordine facendo rimuovere i manifesti esposti nelle vetrine dei vari comitati elettorali, speriamo usi il pugno duro anche contro l’affissione selvaggia che in occasione di ogni campagna elettorale danneggia l’immagine della città. I candidati conoscono benissimo le leggi che regolano l’affissione dei manifesti e con regolarità le infrangono.


Ci chiediamo e vi chiediamo che credibilità possa avere un politico che ancor prima di andare ad occupare un posto in nel parlamento siciliano dimostra così poca sensibilità nei confronti delle regole. Per fortuna nel segreto nell’urna siamo noi a decidere e nulla ci impedisce di non votare chi dimostra oggi di ritenere la legalità solo un buon argomento da utilizzare nei comizi o nelle riunioni di partito.


Cogliamo l’occasione per rispondere all’email di un nostro lettore che ci chiedeva come mai sul nostro portale non sono riportate notizie relative alla campagna elettorale. Sarebbe difficile gestire gli spazi, gli articoli e i video in maniera equa e riteniamo inoltre che i candidati abbiano già abbastanza visibilità attraverso altri media. Giorno 28 ottobre apriremo comunque una pagina dedicata alle lezioni con una lunga diretta web dedicata ai risultati.


Inoltre tutta la nostra organizzazione è impegnata in questo momento a curare la campagna elettorale e la comunicazione di due candidati (uno del centrodestra ed uno del centrosinistra) per cui risulterebbe difficile partecipare e registrare tutti gli incontri che si stanno svolgendo in città.


Per quanto riguarda le registrazioni video dei comizi e di alcune riunioni abbiamo effettuato su commessa alcune riprese che sono disponibili sui siti internet dei partiti. Al termine del periodo elettorale pubblicheremo comunque una pagina riepilogativa dei lavori realizzati per i “nostri” due candidati.

 

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‘’Terremoto – io non rischio’’: campagna nazionale per la riduzione del rischio sismico

Oltre 1.500 volontari di 12 organizzazioni nazionali di protezione civile impegnati sabato 13 e domenica 14 ottobre in 102 piazze italiane nella campagna nazionale per la riduzione del rischio sismico: sono questi i numeri di “Terremoto – io non rischio”, l’iniziativa che si svolgerà in cento comuni a elevato rischio sismico o ritenuti particolarmente rilevanti per una efficace informazione alla popolazione su questo tema. Nata da un’idea del Dipartimento della Protezione Civile e di Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, la campagna “Terremoto – io non rischio” – giunta alla sua seconda edizione – è realizzata in collaborazione con l’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, in raccordo con le Regioni, le Province e i Comuni coinvolti. Protagonisti dell’iniziativa sono proprio i volontari di dodici organizzazioni nazionali di protezione civile, formati sul rischio sismico, che hanno istruito a loro volta altri volontari, diventando quindi attori di un processo di diffusione della conoscenza che culminerà nel fine settimana del 13 e 14 ottobre.


 Per favorire la sensibilizzazione dei cittadini rispetto al rischio sismico, è stato scelto di coinvolgere nelle diverse piazze le associazioni di volontariato che operano ordinariamente sul territorio, promuovendo così la cultura della prevenzione: volontari più consapevoli e specializzati, cittadini più attivi nella riduzione del rischio sismico. I volontari dell’associazione Psicologi per i Popoli regione Sicilia partecipano alla campagna “Terremoto – io non rischio” con punti informativi allestiti in via Gen. Ciancio spazio antistante il Comando dei Vigili Urbani per distribuire materiale informativo, rispondere alle domande dei cittadini sulle possibili misure per ridurre il rischio sismico e sensibilizzarli a informarsi sul livello di pericolosità del proprio territorio. L’elenco completo delle associazioni coinvolte e delle piazze, divise per Regioni, è disponibile sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, dove è possibile consultare anche la sezione “Domande e risposte” sul rischio sismico, sulla sicurezza degli edifici e sulle regole di comportamento da tenere in caso di terremoto.

 

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L’omelia del Vescovo Pennisi letta durante il funerale di Padre Cipriano

Carissimi confratelli, gentili autorità , fratelli e sorelle in Cristo, Siamo qui per dare il nostro ultimo saluto cristiano in questa terra a P. Vincenzo Cipriano che , assistito amorevolmente in questi ultimi giorni dai familiari, dai confratelli e dagli amici all’età di 71 anni è passato dall’esilio di questo mondo alla patria terna. Sono stato con lui per oltre un’ora venerdì scorso assieme a don Ettore Bartolotta e a p. Giuseppe Paci e non ostante i segni mai ostentai della sua sofferenza lo visto interessato all’inizio dell’anno catechistico in parrocchia. Siamo qui ad adorare la volontà di Dio, che ha chiamato a sé il suo servo buono e fedele. La nostra adorazione vuole essere una partecipazione a quella adorazione della volontà del Signore Dio che per primo ha vissuto don Enzo: un’adorazione che egli ha testimoniato accogliendo la sofferenza con il sorriso sul volto, espressione concreta della gioia del suo cuore per l’incontro con Dio. Siamo qui, a ringraziare il Signore per il dono che Egli ha fatto alla nostra Chiesa diocesana ed in particolare alla comunità ecclesiale Piazza Armerina, con la sua testimonianza cristiana e il suo il ministero sacerdotale. Anche nel tempo della malattia, egli è stato un dono preziosissimo per la Chiesa e in particolare per la comunità parrocchiale di S. Pietro a cui ha dedicato tante sue energie in spirito di fraternità con i fedeli laici e di comunione con tutti i confratelli.


Questa celebrazione eucaristica vuole essere un rendimento di grazie per tutto il bene che il Signore ha operato per mezzo di P. Cipriano. Oggi vogliamo ripetere con San Girolamo:”È un grande dolore averlo perduto, ma Ti ringraziamo, o Dio, di averlo avuto, anzi di averlo ancora, perché chi torna al Signore non esce di casa” (San Girolamo, 85, 1). Siamo certi, come credenti che come dice S. Agostino “non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo sempre amarli in Colui che non si può perdere” Desidero esprimere la mia personale gratitudine , per l’attenzione, la sensibilità, la premura che alcuni confratelli , fedeli laici e amici medici , hanno avuto verso P. Cipriano in questi ultimi giorni di sofferenza. P. Vincenzo Cipriano è nato da una famiglia numerosa a Piazza Armerina il 16 ottobre 1941. E’ stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1965 da S.E. Mons. Antonino Catarella. Ha esercitato vari ministeri a Piazza Armerina,Vicario Cooperatore Chiesa S. Maria d’ Itria in aiuto a p. Angelo Giangrande, Assistente dell’Azione Cattolica Italiana , Rettore della Chiesa del Collegio , Cappellano dell’Ospedale “Chiello” fino al settembre 2001. Assistente ecclesiastico della sottosezione di P. Armerina dell’UNITALSI , del Centro Sportivo Italiano, dell’AGESCI. Rettore Chiesa dei Cappuccini e Cappellano della annessa Casa di Riposo.Responsabile della Consulta giovanile cittadina. Docente di Religione cattolica in vari istituti superiori della città per oltre 30 anni;Fondatore e animatore della corale “Salvino Laurella”.Animatore del Consultorio Familiare voluto da Mons. Sebastiano Rosso. Parroco di questa parrocchia S. Pietro dal 1980.


Penitenziere del Capitolo Cattedrale dal 29 agosto 2006. La sua personalità è stata caratterizzata da molte virtù umane e cristiane: bontà d’animo e disponibilità verso tutti , lealtà e trasparenza, senso di responsabilità e abnegazione, grande umanità e generosità nel più cordiale servizio al prossimo ; umiltà e spirito di distacco dai beni terreni. Ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per tanti giovani ai quali è stato sempre vicino, come educatore e direttore spirituale . E’ stato protagonista del dialogo ecumenico ed interreligioso. Sulla scia del Concilio vaticano II è stato è stato un vero promotore del rinnovamento pastorale, della crescita del laicato e dell’apertura ecclesiale ai problemi della società, coniugando evangelizzazione e promozione umana .Ha mostrato rispetto stima verso i vescovi ed ha voluto bene i suoi confratelli sacerdoti. Si deve alla sua instancabile determinazione ed alla capacità di coinvolgere nel progetto l’intera comunità parrocchiale la riapertura di questa chiesa di S. Pietro dopo circa quindici anni di chiusura durante i quali la comunità parrocchiale si è riunita nei locali della Chiesa di S. Giuseppe.


 Assertore della corresponsabilità pastorale nella Chiesa ha accolto in parrocchia il centro di ascolto del CIF e si è prodigato per l’accoglienza della congregazione maschile dei Servi dei Figli di Dio e fino all’ultimo ha continuato a sostenere i poveri dell’Amazzonia di Padre Emilio La Noce. E’ stato una persona solare e garbata, un educatore aperto al dialogo con tutti cattolici e laici, un pastore zelante animato da un grande amore per la Chiesa, che ha avuto come modello Gesù Buon Pastore alla ricerca della pecorella smarrita, un ministro fedele del sacramento della riconciliazione, vicino ai bisognosi e ai sofferenti ai quali ha portato sempre una parola di conforto e il dono del sorriso. La carità pastorale lo ha fatto prossimo a tutti nella stima e nell’attenzione a ciascuno. Lascia un vuoto nel presbiterio diocesano e nella comunità di Piazza Armerina che lo riocrderà per molto tempo. Oggi vogliamo pregare il Padrone della messe perché il vuoto lasciato da P. Cipriano possa essere riempito dalla generosa risposta alla vocazione al sacerdozio da parte di molti giovani . Dinanzi alla salma dell’amatissimo nostro fratello don Enzo Cipriano, siamo richiamati all’estrema fragilità della vita terrena: una vita che viene spezzata e quasi cancellata dalla morte. Ma la fede che il Signore ci ha donato, ci rivolge un richiamo alla vita che non conosce tramonto che è come una eterna primavera senza un melanconico autunno e un triste e freddo inverno.


La vita eterna è la meta che il Signore, nel suo amore, ha voluto e vuole per tutti e per ciascuno di noi. La parola di Dio che abbiamo ascoltato apre il nostro cuore alla speranza. Il libro della sapienza di fronte alla morte, che noi giudichiamo prematura, di don Enzo ci dice che il valore di una persona non si misura dal numero degli anni ma dalla qualità delle virtù che hanno caratterizzato la sua vita spesa nell’amore di Dio e nell‘aiuto al prossimo.Il messaggio biblico è carico di speranza fondata sulla certezza che i fedeli defunti sono nella pace, che scaturisce dalla completa intimità d’amore con Dio. Questa speranza e da un senso a tutte le sofferenze viste come sacrificio e rituale offerto a Dio e da lui gradito. San Paolo ci dice che se Dio si è manifestato a noi in Gesù Cristo come un Dio con noi e per noi nessuna tribolazione ci potrà mai separare dall’amore di Gesù Cristo che è morto sulla croce per nostro amore. Nel vangelo abbiamo ascoltato di Gesù che la proclamazione delle beatitudini che sono l’inno alla gioia che si compie in Gesù e nei suoi discepoli, chiamati a partecipare al suo mistero pasquale. Può sembrare strana la proclamazione delle beatitudini in una liturgia funebre. Ma esse ci dicono che per P. Vincenzo Cipriano, che ha seguito Gesù povero, mite e umile di cuore, misericordioso, pacificatore, puro di cuore, afflitto, affamato e assetato della giustizia , è arrivato il tempo della vita eterna, che è caratterizzata dalla gioia piena derivante dalla visione di Dio, dall’incontro con Gesù Cristo e dalla riunione degli eletti.


Le beatitudini che ci presentano la vita eterna con le immagini del regno dei cieli, del banchetto, del possesso della terra promessa, vogliono essere un messaggio di consolazione fondato sulla certezza della misericordia di Dio. P. Vincenzo Cipriano ha affrontato in unione alla passione di Cristo la sofferenza con serenità e in punta di piedi preoccupato di non dare disturbo. Noi oggi in questa celebrazione eucaristica nella quale si rende presente il mistero pasquale di Cristo morto e risorto, crediamo che la potenza della risurrezione di Gesù opera Lui, per cui siamo sicuri che Egli lo porrà accanto a sé nella gloria e lo farà abitare eternamente nel suo Regno di luce e di pace. Nell’esercizio del ministero sacerdotale come ministero di amore e soprattutto in questi ultimi mesi di sofferenza, P. Cipriano ha sperimentato la certezza dell’amore di Gesù Cristo e non ha mai affievolito l’amore a Cristo e ai suoi fratelli. Noi che oggi piangiamo per la inaspettata dipartita di P. Vincenzo Cipriano da questa terra, abbiamo la ferma speranza che egli accolto tra le braccia del Padre celeste ricco di misericordia, ha raggiunto la beatitudine promessa dal Signore ai suoi servi fedeli, e siamo sicuri per la fede nella comunione dei santi che don Enzo partecipa alla nostra liturgia anzi siamo noi che partecipiamo alla liturgia celeste nella quale egli esulta nella liturgia del cielo. Assieme a tutto il presbiterio, sono vicino con la preghiera e con l’affetto a suo fratello Primo, alle sorelle Carmela, Salvina e Concetta, al cognato Pippo, ai parenti e a tutti coloro che l’hanno conosciuto, apprezzato ed amato e vi invito a unirvi alla nostra preghiera perché il nostro carissimo confratello nel sacerdozio, che in questa terra ha amato la musica e il canto ,partecipi in pienezza e per sempre in Paradiso al canto degli angeli e dei santi “intonando l’ “Inno alla Gioia”. .

 

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Consuntivo del Comando Comapagnia dei Carabinieri di Enna

I carabinieri della Compagnia di Enna, dal 09 ottobre 2011 al 09 ottobre 2012, hanno:
 Arrestato 92 persone, di cui:
 58 in flagranza di reato;
 14 su ordine di custodia cautelare, in conseguenza di richieste fatte dai carabinieri;
 20 per decreto definitivo di condanna, per pregresse indagini di pg.
Tra i reati più importanti vi sono:
 14 arrestati per reati connessi agli STUPEFACENTI;
 36 arrestati per FURTO;
 1 arrestato per RAPINA;
 3 arrestati per TENTATO OMICIDIO;
 1 arrestato per VIOLENZA SESSUALE;
 1 arrestato per STALKING;
 2 arrestati per INCENDIO DOLOSO;
 4 arrestati per ESTORSIONE;
 5 arresti per DETENZIONE DI ARMI.


 Deferito in stato di libertà 539 persone, di cui:
 191 d’iniziativa;
 348 a seguito di querela.
Tra i reati più importanti vi sono:
 03 denunciati per OMICIDIO COLPOSO;
 33 denunciati per FURTO;
 11 denunciati per ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DEDITA AI FURTI;
 03 denunciati per ESTORSIONE;
 22 denunciati per GUIDA IN STATO D’EBBREZZA O SOTTO L’EFFETTO DI STUPEFACENTI O GUIDA SENZA PATENTE;
 08 denunciati per reati legati agli STUPEFACENTI;
 05 denunciati per MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA;
 05 denunciati per STALKING;
 03 denunciati per INCENDIO;
 10 denunciati per REATI CONNESSI ALLA DETENZIONE DI ARMI;
 03 denunciati per RAPINA;
 04 denunciati per VIOLENZA SESSUALE;



 Segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo, quali assuntori di sostanze stupefacenti, 22 persone.



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 CODICE DELLA STRADA:
 Hanno elevato 1306 contravvenzioni;
 Ritirato 98 documenti di guida e di circolazione;
 Decurtato 1192 punti patente;
 Sequestrato 72 veicoli.


OPERAZIONI DI PARTICOLARE RILIEVO:


• 08 febbraio 2012. E’ durata tutta la notte tra la domenica e il lunedì appena trascorsi l’operazione condotta dai Carabinieri del Reparto Operativo e della Compagnia di Enna finalizzata ad arrestare i responsabili di un furto di ben 3 tonnellate di rame. In manette sono finiti 3 pregiudicati e un incensurato, tutti originari della provincia etnea. Le indagini, condotte con i metodi tradizionali dell’osservazione e del controllo di persone sospettate di questa tipologia di reati, hanno portato i Carabinieri di Enna a condividere alcune informazioni con i colleghi della Stazione di Maniace (CT) che nei giorni scorsi avevano notato alcuni soggetti aggirarsi nelle ore notturne nelle campagne tra Maniace e Bronte (CT).  L’operazione, iniziata verso le ore 21:00 della domenica sera con la sorveglianza dei luoghi dove con buona probabilità si sarebbe dovuto consumare il furto, scattava alle successive ore 04:30 del lunedì allorquando i militari appostati notavano un fuoristrada parcheggiato in mezzo ai campi e sorprendevano l’incensurato del luogo mentre era intento ad avvolgere del cavo di rame per agevolarne il trasporto. Il soggetto, originario di Maniace, non sapeva dare una giustificazione plausibile né della sua presenza, né della provenienza del metallo prezioso. Un rapido sopralluogo nei pressi della jeep consentiva poi ai militari di rinvenire una copiosa quantità di rame ancora da approntare per il trasporto. I Carabinieri, accertato che vi era stato un distacco sulla linea che aveva interessato una zona piuttosto vasta, e valutato che le circostanze in cui era stato fermato il predetto lasciavano supporre che lo stesso, nel momento in cui era stato scoperto, non fosse solo ma che avesse dei complici in grado di trasportare la rilevante quantità di oro rosso rubata, compivano ulteriori accertamenti che permettevano di appurare che il fermato era già stato controllato in passato nell’ennese con alcuni soggetti con precedenti per furti di rame. Veniva pertanto costituita una vera e propria task force composta dai militari dei due suddetti Comandi che avviava uno specifico  servizio di osservazione dell’area al fine di individuare gli eventuali complici interessati a recuperare la rimanente refurtiva dei 3000 kg. L’attesa non si rivelava vana, in quanto poco dopo giungevano sul posto altre due jeep, con tre soggetti a bordo i quali, dopo essere scesi dai fuoristrada, si adoperavano per avvolgere e riporre nelle vetture la refurtiva. I militari del Reparto Operativo decidevano allora di intervenire procedendo all’arresto dei malviventi. Gli arrestati venivano giudicati dall’Autorità Giudiziaria con rito direttissimo, e condannati, il Bonsignore Santo, 56enne di Casteldi Judica (CT),  e il Santamaria Salvatore, 41enne di Castel di Judica, entrambi pregiudicati, ad anni due di reclusione, da scontare direttamente in carcere, e 600 euro di multa, mentre il Bonsignore Domenico, 23enne di Santa Maria di Licodia (CT) e l’incensurato di Maniace, venivano condannati ad anni uno di reclusione e 200 euro di multa ed ammessi agli arresti domiciliari.


• 05 marzo 2012. La settimana appena trascorsa ha visto uno straordinario impegno dei Carabinieri della Compagnia di Enna, che è stato premiato con l’arresto in flagranza di reato di 4 persone. Le attività, volte a reprimere il fenomeno dell’uso e dello spaccio di stupefacenti,  sono state effettuate prevalentemente nei comuni di Leonforte e Nissoria, numerose le perquisizioni come i servizi di appiattamento. Complessivamente i militari delle Stazioni di Leonforte e Nissoria, collaborati da personale del dipendente Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto diverse persone tra cui  a Leonforte, per “detenzione illegale di armi clandestine e munizioni”, V. M.,  leonfortese di 25 anni. Il giovane spontaneamente contattava la Centrale Operativa del Comando Provinciale di Enna,  dichiarando di volersi costituire poiché responsabile di un grave reato. La Stazione CC di Leonforte immediatamente si recava presso la sua abitazione dove accertava che lo stesso deteneva illegalmente, ben celate all’interno di una mangiatoia per animali:
• nr. 1 pistola semiautomatica cal.9 mm, senza marca e con matricola abrasa, priva del castello;
• nr. 1 pistola revolver marca magnum, cal. 38, priva di matricola;
• nr.171 cartucce cal.9 mm;
• nr. 38 cartucce cal.38;
• nr. 1 bilancino di precisione, per ricarica cartucce.
Armi e munizioni sono state sequestrate ed al termine delle formalità di rito il giovane veniva associato presso la Casa Circondariale di Nicosia.


• 25 aprile 2012.  Lo straordinario impegno dei Carabinieri della Compagnia di Enna, collaborati da unità cinofile del Nucleo Carabinieri di Nicolosi (CT) e da un elicottero dell’Arma decollato dall’aeroporto di Fontanarossa e appartenente al Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania, è stato premiato con l’arresto in flagranza di reato di 3 persone tra cui un agirino di 30 anni, per “detenzione illegale di armi clandestine”. Predetto, nel corso di una perquisizione domiciliare, operata con ausilio di un’unità cinofili specializzata nella ricerca di armi ed esplosivi, veniva trovato in possesso di una pistola beretta cal.6,35, con matricola alterata, e nr. 54 cartucce marca fiocchi medesimo calibro. La pistola è stata rinvenuta con caricatore inserito, pronta quindi ad essere usata, sotto uno dei cuscini del divano. Le armi e le munizioni sono state sequestrate e verranno inviate al laboratorio di balistica del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Messina, per appurare se la pistola sia stata utilizzata in precedenza. Al termine formalità di rito l’uomo veniva associato, dai militari operanti della Stazione di Agira, alla Casa Circondariale di Nicosia (en). 


• 15 maggio 2012 Pedinano la loro vittima, le scrivono, le telefonano in continuazione, cercando in ogni modo di far parte della sua vita. E anche quando non ricorrono alla violenza a volte distruggono la vittima …… non riescono a pensare ad altro che alla persona che li ha lasciati o che vorrebbero possedere ad ogni costo. ” È ciò che è successo ad Agira, dove  i Carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare un uomo di circa 40 anni che da tempo perseguitava una donna del luogo.  Una signora si presentava qualche tempo addietro dai Carabinieri di Agira, in evidente stato di agitazione, i militari dopo averla calmata e rassicurata, ascoltavano la sua agghiacciante storia,  un uomo da mesi la perseguitava, dapprima solo con telefonate moleste, poi dopo che le stesse erano divenute anche minacciose, aveva iniziato a seguirla. I pedinamenti e gli appostamenti sempre più insistenti, le minacce anche pubbliche, hanno ingenerato nella vittima un perenne stato di ansia e paura divenuta poi vera e propria ossessione, tanto da indurla a cambiare radicalmente tipo di vita, non usciva da casa, si faceva portare a casa, dove aveva fatto installare misure di sicurezza passive,  la spesa da amici, l’angoscia l’aveva  addirittura portata a pensare seriamente di vendere casa ed andare ad abitare altrove. Immediata è stata la risposta  della magistratura di Nicosia e dell’Arma, quest’ultima ha posto subito in essere mirati servizi volti a garantire l’incolumità della donna “preda” dello stalker ed ha intrapreso una celere ed incisiva attività investigativa i cui risultati sono stati riferiti all’Autorità Giudiziaria che ha sua volta ha immediatamente emesso nei confronti dell’uomo le misure cautelari dell’obbligo della firma e del divieto di avvicinamento alla donna. L’ossessione dell’uomo però nonostante le prescrizioni imposte lo ha portato a continuare a perseguitare la sua vittima. Magistratura ed Arma  non sono stati però a guardare, hanno prontamente messo in moto la macchina della giustizia ed in brevissimo tempo la prima ha emesso nei confronti dello stalker ordinanza di custodia cautelare che la seconda ha eseguito nella giornata di ieri. L’uomo dopo le formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari. L’impegno e la celerità con cui sono state condotte le indagini e poste in essere le misure preventive, hanno permesso non solo di assicurare alla giustizia un colpevole, ma soprattutto hanno impedito che la vittima dovesse continuare a sopportare persecuzioni ridandole la “vita” che gli era stata rubata. 


• 15 maggio 2012.  Era tarda sera quando perveniva al 112 della Centrale Operativa di Enna, la voce di una donna spaventata che gridava che c’era stato un accoltellamento a Calascibetta. I Carabinieri della Stazione di Calascibetta, avvisati dai colleghi di Enna, grazie alla loro straordinaria esperienza e conoscenza del territorio e degli abitanti di quel piccolo centro, hanno immediatamente intuito chi potesse essere l’aggressore, e sempre, facendo leva sulla conoscenza del territorio, come si è soliti dire “meglio delle loro tasche”, hanno subito trovato l’abitazione dell’uomo che li presente è stato subito accompagnato presso il Comando Stazione. Nel frattempo altri colleghi si precipitavano al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Umberto I” di Enna bassa, dove era appena arrivata l’ambulanza del 118 con la vittima dell’accoltellamento. Le condizioni sanitarie dell’accoltellato, se pur non gravissime da mettere in pericolo la sua vita, sono da subito state giudicate gravi. L’uomo sui 70 anni circa, presentava una profonda ferita alla testa di quasi 20 cm, talmente profonda che si poteva scorgere in alcuni punti il cranio, tanto che il personale sanitario era costretto ad applicargli quasi 40 punti di sutura.  Contemporaneamente le serrate indagini permettevano di ricostruire la vicenda, la vittima dell’aggressione, nella serata del 15 maggio si era recata presso l’abitazione dell’arrestato, chiedendogli spiegazioni circa alcune problematiche tra loro intercorse e connesse alla vicinanza dei loro fondi agricoli. La discussione ben presto degenerava, dalle parole si arrivava rapidamente alle vie di fatto, da S. F., anche lui di 70 anni circa, impugnava allora un grosso coltello da cucina e minacciava di morte la vittima che spaventata tentava di scappare per strada. Nasceva allora un breve inseguimento che si concludeva quando l’arrestato raggiunto l’altro uomo lo colpiva con un fendente al capo, lasciandolo sanguinante a terra. Avendo perfettamente delineato tutte le responsabilità penali i Carabinieri di Calascibetta avvisavano allora l’Autorità Giudiziaria ennese  che già nel corso della stessa notte disponeva la sottoposizione dell’uomo agli arresti domiciliari. L’attività svolta dai Carabinieri di Calascibetta, coadiuvati nell’occasione dei colleghi di Assoro e da quelli dell’Aliquota Radiomobile di Enna, per celerità, professionalità ed incisività ha riscosso unanimi apprezzamenti dell’intera scala gerarchica dell’Arma


• 30 maggio 2012, sono stati tratti in arresto soggetti, per circonvenzione di persone incapaci, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Enna, su richiesta della Procura che ha condotto, in stretta collaborazione con la Stazione Carabinieri di Enna, un’indagine che ha permesso anche di deferire in stato di libertà altre 15 persone tutte residenti ad Enna e ritenute “brave persone”. L’inchiesta, prese il via alla fine del mese di febbraio dello scorso anno quando i militari della Stazione di Enna, hanno appreso che un pensionato 83enne di Enna stava attraversando inspiegabilmente un momento di forte crisi finanziaria, in quanto diversi assegni da lui firmati e regolarmente incassati da terzi, avevano ormai depauperato il proprio patrimonio economico. I militari operanti dopo una serie di preliminari accertamenti hanno subito informato la Procura Ennese, sotto la cui direzione sono scattate immediatamente le indagini. Le risultanze dell’attività investigativa, giudicate esaustive e puntuali, hanno permesso di dimostrare che le persone coinvolte nell’inchiesta, tra il giugno del 2010 e l’aprile del 2011, abusando della situazione d’incapacità dell’anziano avevano tratto ingenti profitti, che si sono dimostrati straordinariamente sproporzionati rispetto alla causale dichiarata, ossia la collaborazione domestica. Sino a che non venne avvicinato da suoi “aguzzini”, l’uomo benestante, aveva effettuato regolari prelievi dal suo conto corrente perfettamente proporzionati alla sua pensione, ma dal mese di giugno del 2010, le movimentazioni bancarie divennero a dir poco “anomale”, in pochi mesi erano stati emessi assegni per un ammontare di circa 200.000 euro ed erano stati svincolati anche titoli ed altri investimenti al fine di avere ulteriore liquidità. Carpita la fiducia del 83enne, alcuni di loro lo hanno anche convinto a prelevare direttamente o a farsi consegnare la carta bancomat e anche da questo versante  l’esborso è risultato enorme, ben 73.000 euro in poco tempo. La sete di denaro non si fermava davanti al prosciugamento dei conti correnti e degl’altri investimenti, l’anziano è stato infatti spinto ad emettere ulteriori assegni, non incassati per mancanza di fondi, per altri 155.000 euro. Nel corso dell’indagine sono stati anche repertate donazioni sotto forma di scritture private per un ammontare di 180.000. Accertato poi la consapevolezza e il consapevole intento di liberalità della persona offesa, nel disporre del proprio patrimonio, di per se deficitaria era stata completamente viziata dal comportamento degli indagati che senza alcuno scrupolo di coscienza avevano approfittato di un inerme vecchietto facendone facile preda dei lori più bassi istinti economici. L’Autorità Giudiziaria, valutata quindi la capacità criminale e il concreto ed attuale pericolo di reiterazione del reato, ha emesso il decreto che in data odierna è stato eseguito.


• 09 giugno 2012. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna unitamente ai colleghi della Stazione Carabinieri di Agira, nella mattinata odierna hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per lesioni gravi L.S  41enne di Agira, resosi responsabile nella serata i ieri del ferimento di un operaio di Agira. L’uomo, nel pomeriggio di ieri a causa di un incendio di sterpaglie partito dalla sua proprietà di c.da Ponte di Agira e che si sarebbe esteso anche agli appezzamenti confinanti, sarebbe stato protagonista di un diverbio con i vicini proprietari che lo ritenevano il responsabile del danneggiamento derivato dalle fiamme che avevano interessato i loro terreni. La lite, prima solo verbale, si è conclusa in modo ben più grave poiché lo stesso, dopo aver recuperato un’arma che deteneva nella sua disponibilità la usava per fare fuoco contro coloro con i quali si era scaturito il diverbio. A dare l’allarme i Vigili del Fuoco che erano giunti sul posto per domare le fiamme e che, sentiti i colpo di un’arma da fuoco informavano immediatamente i Carabinieri della Stazione di Agira. Giunti sul posto, i militari constatavano il ferimento al ginocchio di un 52 enne, operaio di Agira alle dipendenze dei confinanti d. L.S. Quest’ultimo invece si rendeva da subito irreperibile, facendo perdere inizialmente le proprie tracce. Sul posto i militari rivenivano alcuni bossoli cal. 7,65, risultato dei colpi esplosi dall’autore del ferimento, di cui uno aveva attinto l’operaio ed un secondo terminato sul piede di un secondo soggetto presente che non veniva ferito solo grazie al fatto che questi indossava un paio di scarpe antinfortunistiche. La ricerca dell’autore del reato si concludeva solo nella mattinata odierna quando lo stesso, tramite il suo legale, presumibilmente ormai ritenendo di essere comunque rintracciato da lì a breve, si consegnava ai Carabinieri. Grazie alle ricerche e alle indicazioni fornite dallo stesso arrestato, i militari rinvenivano a qualche kilometro di contrada Ponte, la pistola utilizzata per il ferimento che, dopo i primi accertamenti risultava essere una scacciacani modificata per poter sparare munizioni cal. 7,65 e di cui si stanno effettuando gli opportuni accertamenti per chiarirne la provenienza. Nel contempo, l’operaio dapprima ricoverato presso l’ospedale di Leonforte in prognosi riservata, veniva poi trasferito presso l’ospedale di Enna dove veniva operato al ginocchio destro e giudicato guaribile in gg. 45 s.c.. L’arrestato, pertanto, veniva dichiarato in stato di fermo per lesioni gravi nonché per detenzione e porto abusivo di arma modificata.


• 28 giugno 2012. Catenanuova (EN),Alle prime ore di ieri 27 giugno 2012 un blitz dei Carabinieri della Stazione di Catenanuova, coadiuvati da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile, dalla Stazione Carabinieri di Enna e dall’ausilio dell’Unità Cinofila di Nicolosi (CT), ha portato all’arresto di due fratelli che nelle campagne di Contrada Censi coltivavano marijuana da immettere nel mercato locale. Gli stessi, da un po’ di tempo erano tenuti sotto controllo dai militari dell’Arma con appositi servizi di osservazione e pedinamento. L’ottimo risultato è stato ottenuto grazie anche all’impiego di “Indic”, pastore tedesco del Nucleo Cinofili di Nicolosi che, fiutando nel terreno antistante l’abitazione dei predetti, nel mezzo di un cespuglio ornamentale, permetteva di rinvenire 45 gr. di sostanza stupefacente di tipo marijuana, occultata all’interno di un sacchetto di nylon. I militari,  poi,  notando un tubo di polietilene, del tipo usato solitamente per l’irrigazione, che partendo dall’abitazione andava in direzione di un vicino uliveto, a circa duecento metri, riuscivano a rinvenire una piantagione costituita da nr. 11 piante appartenenti alla famiglia delle “canabinaceae”, del genere cannabis sativa L “marijuana”, aventi altezza di mt. 1,00 che ovviamente sono state estirpate e sequestrate per essere analizzate e poi distrutte. Durante la perquisizione domiciliare inoltre venivano sequestrati bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Con questo servizio svolto a largo raggio, l’Arma locale ha voluto dare un forte segnale alla comunità di Catenanuova facendo avvertire non solo la propria presenza sul territorio volta alla prevenzione dei reati in genere, ma soprattutto al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. I due autori del reato, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Enna a disposizione dell’A.G. competente.


• 18 settembre 2012. A partire dalle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito dell’operazione denominata “ORO ROSSO”, oltre ottanta Carabinieri del Comando Provinciale di Enna con il supporto dei militari dei Nuclei Cinofili di Nicolosi (CT), del Nucleo Elicotteri di Catania e del Comando Provinciale di Catania intervenuto in ausilio con i Carabinieri delle Compagnie di Palagonia e Paternò, hanno dato esecuzione a n. 8 ordini di custodia cautelare emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Enna, su richiesta della locale Procura della Repubblica (Sostituto Procuratore Augusto RIO), nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili di numerosi episodi di furto aggravato in concorso di cavi in rame delle linee elettriche dell’ENEL, avvenuti nell’ultimo anno nella provincia di Enna. Le indagini, avviate nel novembre dello scorso anno per contrastare il fenomeno dei conduttori delle linee elettriche, hanno permesso di individuare un gruppo di soggetti, la maggior parte dei quali residente nella provincia catanese e buona parte dei quali già pregiudicati per reati specifici, che si erano dedicati al particolare settore delinquenziale poiché molto redditizio in quanto i costi del rame, quale materia prima, hanno avuto un costante e rilevante incremento negli ultimi anni. Gli episodi sui quali si sono potute accertare le responsabilità dei dieci soggetti tratti in arresto, hanno permesso di stimare che la banda criminale, nel tempo, abbia asportato oltre 10.500 mt. di cavi di rame per un nocumento complessivo di più di € 150.000,00 ai danni della sola Enel s.p.a., senza calcolare i gravi disagi arrecati alla popolazione locale e le pesantissime perdite economiche difficilmente quantificabili per le aziende del territorio ennese. L’indagine condotta dal Nucleo Investigativo e dal personale della Compagnia di Enna e diretta dalla Procura della Repubblica di Enna ha così consentito di arginare il fenomeno dei furti di rame nella provincia, il cui territorio si presta per le estese aree rurali a bassa densità di popolazione da cui è caratterizzato, e che aveva assunto, negli ultimi tempi, proporzioni molto vaste tanto da far sì che si potesse stimare che la stessa provincia fosse tra le prime dieci sul territorio nazionale (alcune testata giornalistiche la indicavano come la sesta) per numero di fatti delittuosi di questa tipologia.
19 settembre 2012. A seguito della pressante attività di ricerca avviata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna altre due persone facenti parte del gruppo criminale dedito al furto dei cavi in rame dell’ENEL sono state arrestate. I predetti, al pari delle otto persone arrestate ieri, erano anch’essi inseriti nell’elenco dei destinatari della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Enna, ma all’atto del controllo effettuato la scorsa notte non erano stati trovati in casa. La massiccia presenza dei Carabinieri e l’evidenza delle operazioni in atto ha fatto verosimilmente in modo che qualcuno dei famigliari o amici li abbia avvisati telefonicamente che erano “ricercati” dai Carabinieri, motivo per cui gli stessi hanno volontariamente deciso, per quella notte, di non rientrare nelle rispettive abitazioni. L’ininterrotta attività di ricerca posta in essere da quel momento da parte di tutti i militari impiegati nelle indagini nonché altre perquisizioni effettuate presso le abitazioni di altri congiunti ha fatto però in modo che gli stessi non potessero trovare ulteriori appoggi presso parenti e conoscenti, motivo che li ha determinati, questa mattina, a presentarsi spontaneamente presso il Comando Provinciale di Enna accompagnati dal loro legale di fiducia.
22 settembre 2012 Alle prime ore della mattinata odierna, è stato assicurato alla giustizia l’undicesimo componente della banda dei furti dei fili delle linee dell’Enel che ha messo in ginocchio la provincia di Enna negli ultimi anni lasciando, in numerose occasioni, abitazioni e aziende del circondario senza fornitura di energia elettriche anche per giorni. A finire in manette un pregiudicato 49enne rintracciato nella sua abitazione di Santa Maria di Licodia (CT) dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna che, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Paternò (CT), hanno notificato all’uomo un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesso nella giornata di ieri dal G.I.P. presso il Tribunale di Enna, su richiesta del Sostituto Procuratore dott. Augusto RIO, che ha pienamente concordato con i più recenti elementi investigativi forniti dai militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Enna che hanno incontrovertibilmente dimostrato gravi responsabilità dell’arrestato nell’organizzazione dei furti. L’uomo ritenuto, dagli investigatori, figura di primo piano del gruppo criminale, essendo uno dei pianificatori delle spedizioni per la razzia del rame. Nonostante una certa abilità nel tentare di non far emergere il proprio coinvolgimento nell’attività criminale l’uomo è stato comunque inchiodato alle proprie responsabilità risultando uno dei soggetti più capaci nell’intervenire nel distacco del passaggio dell’energia dalle linee Enel che poi venivano depredate, riuscendo a manomettere, in alcuni casi, anche i sezionatori di corrente installati nei pressi delle cabine elettriche. Con l’ordinanza odierna, l’operazione “Oro Rosso”, ha quindi consentito di effettuare complessivamente nr. 17 arresti.
• 09 ottobre 2012. In data 01.10.2012, uno dei titolari di una società agirina operante nel settore edile si presentava negli Uffici del N.O.RM della Compagnia CC di Enna e sporgeva denuncia contro ignoti per il furto continuato di gasolio dai propri automezzi di cantiere, denunciando l’ammanco, nel corso di almeno sei mesi, di circa 8.000 (ottomila) litri di gasolio per un danno economico di circa 13.000,00 euro. Pertanto, al fine di verificare i fatti denunciati il 09.10.2012, verso le ore 05.30, militari del predetto Reparto predisponevano un servizio di osservazione all’interno dell’area industriale, nascondendone alcuni sotto i mezzi ed altri all’interno degli uffici antistanti l’area di parcheggio da dove si aveva una buona visuale. Verso le ore 06:10, giungevano nell’azienda LONGO Filippo, cl.’65 con alcuni precedenti di polizia per reati contro la persona ed il patrimonio, accompagnato da una seconda entrambi a bordo di un’autovettura privata ed entrambi dipendenti della società. I due dopo aver  parcheggiato  ed atteso che il custode, finito il suo turno di lavoro, si fosse allontanato dall’area, si dividevano e il LONGO si dirigeva verso il parcheggio dei mezzi, dove prima prelevava un bidone in plastica da litri 30 dall’auto ed preso un tubo in gomma del cantiere e poi si dirigeva verso una betoniera della società di cui egli ne era designato quale conducente. A questo punto l’uomo dopo aver svitato il tappo del serbatoio del carburante e aver introdotto il tubo in gomma iniziava ad aspirare il carburante indirizzandolo all’interno del bidone. In quel momento i militari intervenivano contemporaneamente da più fronti interrompendo l’azione delittuosa e dichiarando il LONGO in stato d’arresto. Contestualmente il bidone dove erano presenti circa 13 litri di gasolio, veniva sequestrato.
Tenuto conto della situazione contingente e del fatto che il denunciante aveva riferito che l’ammanco di gasolio ammontava a migliaia di litri, i militari, si recavano nell’abitazione del LONGO Filippo, dove venivano rinvenuti e contestualmente sequestrati:
 nr. 3 bidoni in plastica contenenti ciascuno 30 litri circa di gasolio;
 nr. 4 fusti in metallo contenenti ognuno 200 litri di gasolio;
 nr. 21 bidoni in plastica vuoti;
 nr. 1  pompa manuale per aspirazione liquidi;
 nr. 2 tubi in gomma;
 nr. 1 imbuto con prolunga di colore arancione;
… per un totale di 888 (ottocentoottantotto) litri di gasolio …
La quantità rinvenuta faceva pensare però che ci fosse qualche altro nascondiglio, così la ricerca minuziosa continuava senza sosta fino a che l’acume investigativo non trovava soluzione, quando in un vero e proprio bunker interrato, dal quale  si accedeva attraverso una apertura dal solaio di circa 1,5 x 1,5 del piano terra, coperta da una griglia metallica tramite una scala in alluminio, mobile, venivano trovati e sequestrati
 nr. 2  serbatoi in plastica con gabbia in metallo contenenti circa 1000 litri cadauno pieni di gasolio;
 nr. 8 bidoni in plastica contenenti complessivamente 150 litri di gasolio;
 nr. 4 fusti in metallo, contenenti complessivamente circa 700 litri di gasolio;
 nr. 1 tubo in gomma;
… per un totale di 3.055 (tremilacinquantacinque) circa litri di gasolio …
… e, per un totale complessivo di 3.943 (tremilanovecentoquarantatre) litri di gasolio.
Dopo gli accertamenti e l’identificazione rituale, l’arrestato è stato condotto nella camera di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Nicosia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Nicosia.


   



ATTIVITÀ PREVENTIVA
 5718 tra pattuglie e perlustrazioni, una media di 16 al giorno;
 211 servizi con la Stazione Mobile;
 151 servizi di Carabiniere di quartiere;
 Oltre 1000 carabinieri impiegati in servizi di ordine e sicurezza pubblica.


INOLTRE
Nella nottata tra il 15 ed il 16 agosto 2012 i Carabinieri della  Compagnia di Enna e di Mazara del Vallo di Enna hanno concluso con successo le ricerche avviate il giorno precedente per la sparizione di una donna e della propria figlia.
La notte di Ferragosto era stata denunciata la scomparsa di una donna di quarantaquattro anni e della propria figlia di dieci anni affetta da problemi di salute consistenti in “deficit cognitivo”. La madre e la bambina erano uscite di casa martedì mattina intorno alle ore 11.00 circa per recarsi all’ufficio postale situato in via Salemi a Mazara del Vallo; da quel momento non erano state più viste. I familiari, inizialmente nelle prime ore, non hanno dato peso al loro mancato ritorno, tuttavia con il passare del tempo è cresciuta la preoccupazione, anche perché il telefono della signora era spento o irraggiungibile; così si sono impegnati per cercare i loro cari nelle vie cittadine di Mazara del Vallo, ma senza riuscirci. In serata il marito della donna ha ritenuto ormai necessario sporgere la denuncia di scomparsa presso la Compagnia Carabinieri di Mazzara segnalando che con la propria moglie i rapporti erano sereni, che non c’era stato tra di loro alcun litigio; aggiungeva di escludere un allontanamento volontario poiché la moglie era uscita senza alcun bagaglio o effetto personale, ed infine che l’ambiente familiare era sicuramente turbato dallo stato di salute della loro bambina.
Per scongiurare l’ipotesi di una eventuale disgrazia oppure la commissione di un crimine violento ai loro danni, i Carabinieri del Nucleo Operativo, una volta acquisita la denuncia, prontamente avviavano, con il coordinamento del Sost. Proc. dott.ssa TRAINITO della Procura di Marsala, le ricerche della donna e della figlia per tutto il territorio, estendendole attraverso le foto anche alle altre Forze di Polizia di tutta la regione Sicilia. Inoltre procedevano a svolgere escussioni dei parenti e degli amici per meglio delineare l’eventuale movente che poteva aver scaturito la scomparsa. L’indagine è proseguita ininterrottamente ed ha inizialmente riscontrato che la signora e la bambina si erano spostate da Mazara del Vallo per Palermo mediante l’autobus.
Nella tarda serata di ieri 15 agosto, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Mazara del Vallo  riuscivano a localizzare la cella di aggancio del cellulare della s

 

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Ue: La Via (Pdl/Ppe), soddisfatto per adesione Italia a Tobin Tax

“Voglio esprimere la mia soddisfazione per l’accordo raggiunto quest’oggi all’Ecofin che dà il via libera all’attuazione della Tobin Tax”. Così Giovanni La Via, relatore del bilancio Ue e parlamentare del Pdl/Ppe, commenta l’esito del dibattito dell’Ecofin (il Consiglio che riunisce i ministri dell’Economia degli Stati membri), che, con l’adesione dell’Italia, della Spagna e della Slovacchia, ha dato il via libera alla tassa sulle transazioni finanziarie. Sono 11 i paesi della zona euro che hanno scelto di adottare la Tobin Tax, superando così la soglia minima di 9 paesi prevista dai trattati Ue. “Credo che sia opportuno –aggiunge La Via-, in un momento di forte crisi economica, che a pagare in modo equo e proporzionato sia anche il settore della finanza e di chi specula sui mercati”. La Tobin Tax era stata approvata dal Parlamento europeo lo scorso maggio e, dopo la comunicazione del Commissario Ue Algirdas Semeta dell’adesione di 11 paesi della zona euro, potrà diventare realtà. “La Tobin Tax è uno strumento che abbiamo fortemente voluto in Parlamento per dare un segnale forte ai cittadini europei e per far sì che il carico fiscale sia distribuito in maniera più equa. Oggi –conclude- si è compiuto un importante passo avanti che segnerà anche altre scelte future nell’ambito della cooperazione rafforzata”.

 

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Camera di Commercio – IX edizione della settimana nazionale della conciliazione

Dal 7 Giugno 2012, con l’inaugurazione del nuovo Organismo di Mediazione Camerale, avvenuta alla presenza di un qualificato uditorio composto da professionisti, mediatori e rappresentanti di Associazioni di categoria nonché di dirigenti di varie altre Camere di Commercio siciliane, il Commissario straordinario avv. Pipitone e il Segretario Generale dr Di Bella, hanno presentato il nuovo servizio di conciliazione sottolineando l’importanza per il territorio, le imprese e i cittadini. La Camera di Commercio di Enna, ha fornito il Servizio di Conciliazione già dal 1998. L’attuale Organismo è stato iscritto all’apposito Registro presso il Ministero della Giustizia. La Camera al fine di una più precisa informazione ha pubblicato una sintetica “Guida alla Mediazione”, con ciò intendendo contribuire alla diffusione del ricorso alla nuova procedura di risoluzione alternativa delle controversie. La Camera di Commercio attraverso l’Organismo mette a disposizione di cittadini ed imprese l’apparato organizzativo di cui gode e l’esperienza maturata, sia dalla struttura che dai mediatori, in tanti anni di attività nel settore della media-conciliazione. Il sistema camerale è ormai strutturalmente inserito e coinvolto nel percorso culturale seguito dal legislatore che, partendo dall’evoluzione della normativa che ha portato alla riforma della mediazione civile nel nostro ordinamento, ha sancito il protagonismo degli Organismi di conciliazione, anche Camerali, nella gestione dei tentativi di conciliazione, obbligatori e volontari. Il ruolo assunto dalla Camera di Commercio nella gestione di detto servizio ha reso fondamentale dotare la Camera medesima di un sistema organizzativo interno vocato alla massima efficienza gestionale e capace di offrire servizi all’avanguardia al fine di confermare il proprio ruolo di interlocutore primario e di infrastruttura all’altezza di canalizzare notevoli flussi di contenziosi civili volontari e obbligatori. Sulla scia di tali valutazioni si è ritenuto, grazie alla collaborazione ed al sostegno prestato da Unioncamere nell’organizzazione della IX edizione della Settimana Nazionale della Conciliazione che si terrà dall’8 al 14 ottobre p.v., di focalizzare l’attenzione sugli aspetti qualificanti dell’organizzazione del servizio Camerale e di elevarne il grado di qualità anche attraverso un piano di informazione che permetta di comunicare le caratteristiche e i vantaggi della mediazione svolta presso la Camera. La Settimana nazionale della Conciliazione, dunque, offre alla Camera di Commercio l’occasione per ribadire l’importanza del servizio e per tornare a diffondere la conoscenza tra gli utenti di tutte le informazioni utili per risolvere le controversie. Il servizio presso la CCIAA di Enna è attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30, il mercoledì dalle 15.30 alle 17.30. ������

 

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Eccellenza: 5° Giornata, Bagheria-Leonfortese 2-1

La Leonfortese torna a casa con la consapevolezza di aver fatto una bella prestazione. Peccato non avere avuto dalla propria quel pizzico di buona sorte utile per cambiare il risultato a proprio favore. Di seguito la cronaca del match. BAGHERIA 2 LEONFORTESE 1 Bagheria: Fundarò, Martino, Lo Coco, Bonanno, Correnti, Acciaio, Borgognone, Lipari, Campione (89’ Mineo), Mercanti (67’ Volpe), Agiato. All.: Mimmo Bellomo Leonfortese: Sciarrino, Lombardo (55’ Pecorino), Trovato, Nucera, Privitera, Spataro, Arpidone (55’ Mavica), Patti, Di Pasquale, Carbonaro (70’ Cosimano), Concialdi. All. Gaetano Mirto Arbitro: Cutrufo di Catania Reti: 73’ Agiato, 77’ Trovato, 79’ Campione Note: Espulso per proteste al 72′ il tecnico del Bagheria Mimmo Bellomo. Ammonito Spataro della Leonfortese CRONACA.


Al pronti via la Leonfortese sfiora la rete del vantaggio con Carbonaro, che entra in area e colpisce la traversa quando sul cronometro deve ancora scattare il primo minuto di gioco. I biancoverdi di mister Gaetano Mirto appaiono sin da subito meglio organizzati nella manovra, tengono il pallino del gioco e arrivano più volte nei pressi della porta avversaria. Al 20′ bella triangolazione fra Concialdi e Carbonaro, quest’ultimo deposita di poco a lato. La prima occasione del Bagheria di rapina al 22′, quando Agiato rimette la palla in gioco velocemente su una punizione nella trequarti e quasi non sorprende la difesa leonfortese. Alla mezz’ora Sciarrino controlla un colpo di testa di Mercanti che non inquadra la porta. E’ la Leonfortese ad avere l’occasione più nitida del match al 39′, quando Concialdi libera sulla sinistra Arpidone, che spara alto a tu per tu con il portiere. Si va all’intervallo con la formazione biancoverde nettamente avanti ai punti. Nella ripresa la squadra di Mirto chiude i varchi in difesa, Pecorino e Mavica entrano al porto di Arpidone e Mavica, ma non cambia nulla sull’aspetto tattico. Nel momento migliore dei leonfortesi, il Bagheria passa in vantaggio con Agiato, che insacca sul primo palo un cross dalla destra approfittando di un errore difensivo. Trascorrono quattro minuti quando Trovato rimette il risultato in parità, insaccando un preciso tiro dalla distanza che punisce il giovane portiere avversario. Trascorrono altri due minuti e il risultato cambia ancora, con Campione che sfrutta un’altra indecisione difensiva e punisce i leonfortesi con la rete del 2-1. All’81’ Sciarrino nega con la collaborazione della traversa la rete allo specialista Correnti, che batte una precisa punizione dal limite. Sul finale entra pure Cosimano, di rientro da un infortunio, e la Leonfortese si tuffa in avanti alla ricerca della rete. Occasioni clamorose all’89’, quando Mavica tira dal limite dell’area ma trova la pronta risposta del portiere, e al 93′, quando proprio Cosimano viene anticipato d’un soffio dal portiere in uscita su un preciso cross dalla destra di Concialdi. Finisce qua. La Leonfortese torna a casa con la consapevolezza di aver fatto una delle prestazioni migliori della stagione: proseguono i margini di crescita, ma bisogna fare tesoro degli errori commessi per non pagarli nuovamente in futuro. Tutte le notizie ufficiali e gli approfondimenti aggiornati su www.apdleonfortese.it


RISULTATI ECCELLENZA A – 5° GIORNATA Parmonval – San Giovanni Gemini 0-0 Atletico Campofranco – Marsala 3-0 Bagheria – Leonfortese 2-1 Kamarat – Alcamo 1-1 Mazara – Monreale 1-2 Raffadali – Akragas 0-1 Riviera Marmi Custonaci – Valderice 2-0 Sancataldese – Folgore Selinunte 3-1


CLASSIFICA Akragas 15 Campofranco 12 Kamarat 11 Raffadali 10 S.G.Gemini 10 Mazara 8 Alcamo 8 Leonfortese 7 Parmonval 7 Riviera Marmi 5 Monreale 5 Valderice 4 Bagheria 4 San Cataldese 4 Folgore 1 Marsala 0 Per i leonfortesi domani pomeriggio alle ore 15 la ripresa degli allenamenti agli ordini di mister Gaetano Mirto. Mercoledì, fra le mura amiche del nuovo Stadio Comunale di Leonforte, impegno di Coppa Italia contro il forte Kamarat. Domenica prossima, ancora in casa, si torna in campionato ospitando la Parmonval.

 

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Credito d’imposta: pronto software per la compilazione delle domande

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate e’ disponibile il software per la compilazione delle istanze di rinnovo per usufruire del credito di imposta per nuovi investimenti, cosi’ come previsto dalla legge regionale 11/2009. Al software si accede dalla homepage del sito (www.agenziaentrate.gov.it), nella sezione “Primo piano”, cliccando sulla news “Credito di imposta per investimenti in Sicilia: dal 15 al 25 ottobre le istanze di rinnovo” e successivamente sul link “Compilazione e invio”.

 

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Lutto nella Chiesa armerina: è morto Padre Cipriano

Ieri è deceduto Padre Cipriano, uno di quei preti che verranno a lungo ricordati a Piazza Armerina Ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per tanti giovani a cui si è sempre sentito vicino anche grazie alla sua attività da insegnante. Di lui ricordiamo la grande tolleranza che gli ha sempre permesso di mantenere un dialogo aperto verso tutto il mondo laico e la capacità di essere vicino alla povera gente portando sempre un sorriso e una parola di conforto. I funerali si terranno mercoledì, 10 ottobre, alle ore 16,00, nella Chiesa di San Pietro e saranno presieduti dal Vescovo Mons. Michele Pennisi

 

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Scienziati russi hanno creato una lente a base di resina che salva l’occhio

È questo quanto annunciato da un equipe di medici di Kemerovo, città nella Siberia Occidentale, che hanno realizzato delle speciali lenti per la cura degli occhi che per ora non trovano simili apparati nel resto del mondo e che Giovanni D’Agata fondatore dello “Sportello dei Diritti” si augura che superino in fretta le prove cliniche per essere diffuse anche nel resto del mondo.


Per mezzo di questa nuova tecnologia, a detta degli scienziati russi, si potrà ridurre di ben 5 volte il tempo necessario per la cura da traumi ed ustioni. In apparenza sono normali lenti a contatto, ma risultano composte da resine a scambio ionico che sono speciali sostanze assorbenti che trovano già un ampio uso in medicina, industria alimentare e farmacologia. Tali tipi di resine hanno la capacità di assorbire rapidamente numerosi tipi di sostanze tossiche e di bloccare la proliferazione degli agenti ustionanti e l’azione patogena delle tossine, dei virus e delle cellule batteriche.


Poiché gli occhi sono organi delicatissimi, la cosa più importante è di eliminare nel più breve tempo possibile la sostanza nociva per prevenire l’infiammazione che potrebbe causare come conseguenza un affievolimento o addirittura la perdita della vista. Se tale tipo di nuova lente viene applicata all’occhio del paziente già nelle operazioni di primo soccorso, l’azione della sostanza aggressiva potrà essere assai limitata. I prossimi 18 mesi saranno dedicati alle prove cliniche poiché si tratta di un prodotto per uso medicale al fine di renderne possibile l’autorizzazione alla commercializzazione. Se supereranno i test, per Giovanni D’Agata diventeranno quasi certamente una indispensabile dotazione per chi si occupa di soccorso: dai medici ai militari che lavorano sul luogo degli incidenti, in località calamitate e in zone dei conflitti armati.

 

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CNA: Azione di contrasto al patto di stabilità.

 La CNA di Enna ha avviato una iniziativa che partendo dalla provincia di Enna intende estendere a tutto il territorio regionale per poi raggiungere il Governo Nazionale. L’associazione ennese promuove un azione decisa contro l’ottusa applicazione del patto di stabilità al quale sono assoggettate le Amministrazioni Pubbliche, la Regione, i Comuni e le Province, che sta producendo un danno incalcolabile alla già provata economia regionale.


Tra le conseguenze prodotte, oltre alla stagnazione degli investimenti, c’è al primo posto il blocco dei crediti nei confronti delle imprese fornitrici delle Pubbliche Amministrazioni, che sta arrecando un notevole pregiudizio alla sopravvivenza delle stesse. Ha dichiarato il presidente dell’Associazione Tonino Palma: Siamo consapevoli del fatto che gli enti locali spesso subiscono questo provvedimento, soprattutto quelli più virtuosi, che si vedono costretti ad accumulare “avanzo” altrimenti spendibile.


Così come siamo d’accordo sul fatto che bisogna contenere la spesa, ma mettere in atto un meccanismo così perverso che riversa, ancora una volta, sulle imprese il peso di regole che piuttosto che razionalizzare le uscite spostano i pagamenti danneggiando pesantemente quelle imprese che hanno già anticipato forniture e servizi. Questa norma rappresenta un’ingiustizia sociale che lede i diritti delle imprese, non incide sugli sprechi, sulle malversazioni e sulla incapacità di tenere sotto controllo i bilanci, non colpisce quegli amministratori che hanno abusato del loro ruolo creando vere e proprie emorragie nelle casse pubbliche.


Nel caso della Regione Siciliana, il patto di stabilità non solo ha provocato la crescita in maniera esponenziale dei crediti vantati dalle imprese, determinando una paralisi di interi settori, dall’edilizia al trasporto, dalla formazione ai servizi, ma ha di fatto compromesso pure la possibilità di impiegare le somme della Comunità Europea destinate ad investimenti, infrastrutture, sostegno alle imprese, formazione, ricerca, ecc. Le deroghe richieste dalla Regione al Governo di fatto rappresentano delle misure tampone che nella sostanza non risolvono il problema ma ne limitano momentaneamente e parzialmente l’impatto.


Bisogna comprendere che gli imprenditori stanno affrontando una crisi di liquidità inimmaginabile, resa drammatica dalla concomitante crisi del credito, dal calo dei consumi e dall’aumento della tassazione, al punto che non riescono più a pagare i contributi previdenziali, pregiudicando la possibilità di continuare ad operare con le pubbliche amministrazioni per effetto del DURC negativo. Per queste ragioni abbiamo attivato una rapida indagine conoscitiva che coinvolge le imprese, i Comuni, le Province e la Regione, per quantificare questo fenomeno che riteniamo vada al di là dei numeri diffusi in queste settimane, e riportarlo all’attenzione dell’opinione pubblica, delle nostre associazioni a livello regionale e nazionale, al fine di attivare una pressione congiunta che possa indurre il governo a sbloccare questa situazione diventata ormai drammatica.


In questi giorni abbiamo diffuso tra le imprese e gli enti locali una scheda per rilevare l’ammontare reale dei crediti, abbiamo chiesto ampia collaborazione affinché si possa certificare con dati incontrovertibili, quello che da tempo denunciamo inascoltati, in modo da avere una stima che darà la misura del danno provocato da una norma perversa che sta mettendo le imprese in ginocchio. Chiediamo la collaborazione di tutti, amministratori locali ed imprese, per tentare di porre rimedio ad una situazione che rischia di essere di non ritorno.

 

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La Camera di Commercio incontra operatori turistici inglesi

 Si è conclusa con una degustazione di prodotti tipici la visita sul territorio ennese degli agenti turistici della Sunvil di Londra. Questo educational tour, frutto della collaborazione tra la Soat di Troina, diretta dal Dott. Angelo Vassallo e la Camera di Commercio di Enna ha consentito alla delegazione londinese di conoscere il patrimonio monumentale ed archeologico del territorio e di visitare le strutture ricettive e ristorative dell’ennese. “Proprio nell’obiettivo di valorizzare anche la cultura gastronomica locale, afferma il Commissario della Camera Avv. Pipitone, abbiamo organizzato un pranzo con la collaborazione dell’Istituto Alberghiero Federico II di Enna che, d’intesa con la Dirigente Prof.ssa Rubino, si è svolto presso i locali della scuola al fine di valorizzare l’attività dell’istituto ma soprattutto per avvicinare gli allievi alle imprese ennesi ed al mondo del lavoro”.


All’incontro hanno preso parte, oltre alla nutrita delegazione londinese, il Presidente della Provincia di Enna, Dott. Monaco, anche nel suo ruolo di Presidente del Distretto Dea di Morgantina, e l’Assessore al Turismo del Comune di Enna, Dott. Di Ganci Con questo educational la Camera di Enna, con l’Azienda Speciale Promoten, e la Soat di Troina hanno voluto compiere un ulteriore passo in avanti nell’azione di promozione del territorio. “L’incontro di oggi, continua il Commissario della Camera Avv. Pipitone, rappresenta una tappa dell’impegno della Camera a favore delle imprese ennesi che operano nella filiera turistica: dopo l’incontro a Londra dello scorso anno quest’anno ci siamo rivolti agli addetti alle vendite delle agenzie di viaggio del tour operator Sunvil offrendo loro una concreta conoscenza delle ricchezze del nostro territorio per orientare gli acquisti dei turisti inglesi” .


Questa iniziativa ben riuscita è anche il frutto di una fattiva collaborazione tra le diverse istituzioni locali che operano per la sua valorizzazione in chiave turistica. L’incontro, così come l’intera visita, è stato molto apprezzato dagli operatori turistici inglesi che hanno espresso parole di ringraziamento rivolte in particolare ai giovani dell’Istituto Federico II impegnati operativamente nell’organizzazione della degustazione.

 

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Bilancio Ue: La Via, «politiche europee sono strada da seguire per uscire dalla crisi»

 “Sono fermamente convinto che l’Europa e le sue politiche siano la strada da seguire per uscire dalla crisi”. A dirlo è Giovanni La Via, relatore del bilancio dell’Ue e parlamentare europeo del Pdl/Ppe, a margine del voto di oggi con cui la commissione Bilanci ha approvato la propria proposta sul bilancio europeo, facendo riferimento a quella della Commissione ed eliminando molti dei tagli proposti dal Consiglio dell’Ue. “Un euro speso a livello europeo –spiega La Via- ha un valore maggiore rispetto ad un euro speso a livello nazionale. Ad esempio, nel campo della ricerca un euro investito dal bilancio europeo ha un ritorno di 14 euro”. I tagli proposti dal Consiglio si concentravano sui capitoli di spesa dedicati a crescita e occupazione, temi che, secondo La Via “sono cruciali per l’Europa per uscire dalla crisi”. L’obiettivo del Parlamento europeo è di focalizzare le risorse nelle politiche volte alla crescita e all’occupazione, concentrandosi in particolare sulla ricerca, l’imprenditoria e l’occupazione. Inoltre, il Parlamento spinge perché nel bilancio siano mantenuti i fondi necessari per pagare i conti dei progetti già avviati. Grande attenzione anche al programma Erasmus: il Parlamento ha approvato emendamenti per evitare i tagli del Consiglio su quello che, afferma La Via “è un programma molto importante e ha un comprovato successo per aver contribuito alla crescita e al lavoro, non possiamo permetterci il suo fallimento”. “Non possiamo pensare –sottolinea l’eurodeputato- di mettere in pericolo programmi europei come l’Erasmus. E’ inconcepibile che il Consiglio non voglia rendere disponibili le risorse necessarie per finanziarie questi progetti”. La Via conclude dicendo che questo “è il risultato della procedura di bilancio dello scorso anno, quando gli Stati membri hanno contestato le verifiche condotte dalla Commissione ma che, col senno di poi, si sono rivelate corrette”. La partita sul bilancio europeo entra nelle fasi finali: dopo il voto di oggi in commissione, i 754 parlamentari europei saranno chiamati ad approvare la relazione del relatore La Via in occasione della prossima seduta plenaria a Strasburgo, il 23 Ottobre. Poi avranno inizio le negoziazioni con il Consiglio da cui si conoscerà l’esito del match. A quel punto l’accordo tornerà di nuovo in Parlamento per la ratifica formale a Dicembre.

 

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Prestifilippo ritorna al PDL. Tudisco :”ragioni di partito

Comunicato Stampa – “Il Vangelo secondo Luca con il figliol prodigo è la sintesi perfetta dell’incontro, rigorosamente a tre , tenutosi ieri sera presso il coordinamento PDL di Enna bassa tra Edoardo Leanza, Maurizio Prestifilippo e il sottoscritto. Chi conosce la parabola, credente o agnostico che sia, sa bene di cosa si tratta e siccome nei convenevoli di saluto dopo l’incontro è stato lo stesso Prestifilippo a citare il passo evangelico immedesimando se stesso come il figliol prodigo ed il sottoscritto come il padre non potevo esimermi d’iniziare questa breve cronaca di un fatto politico clamoroso e che certamente susciterà fra gli addetti ai lavori e non solo, reazioni indignate o esclamazioni positive di meraviglia. Il momento elettorale è importante e delicato per il PDL ,gl’incessanti segnali di fumo da Bronte verso Nicosia non potevano restare inosservati quindi dopo una serie di telefonate ed un incontro tra Leanza e Prestifilippo non restava che l’incontro a tre con me.


Potete immaginare gli argomenti trattati con le rispettive posizioni, riportarle qui sarebbe gravoso ed altrettanto inutile , quindi meglio parlare di argomenti che uniscono più che dividono e l’attuale sessione elettorale regionale è il minimo comun denominatore che ci lega. L’ex sindaco, con il solito proverbiale aplomb, ha manifestato ( su particolare sollecitazione del Sen.Firrarello) la sua appartenenza al PDL anche a nome del gruppo che gli è vicino e quindi pronto a sostenere la campagna elettorale a sostegno del PDL , di Musumeci e dei tre candidati all’ARS. L’unico dubbio, prima di lanciarsi tout-court nell’agone elettorale, doveva comunque essere sciolto proprio da me. Le diversità e divergenze nel fare politica sono evidenti e permangono fra noi due ma “la ragion politica” ha avuto il sopravvento. Nessuno si scandalizzi però! Il mio ruolo attuale è quello di responsabile del PDL e se qualcuno afferma con enfasi che vuole votare PDL alle regionali, foss’anche il mio peggior nemico , si accomodi. Caro Maurizio sii il benvenuto insieme ai tuoi “amici” perchè la battaglia delle regionali è più importante della nostra guerra. “


Fabrizio Tudisco


Coordinatore PDL – Piazza Armerina

 

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Diminuire i costi non essenziali e usare le tasse locali per non ridurre i servizi

Il 2012 è stato un anno terribile per la finanza pubblica. I tagli operati dalla Stato con la revisione della spesa e il sostanziale fallimento finanziario della Regione siciliana hanno costretto tutti i Comuni a fare un bilancio di previsione solo a fine anno. I trasferimenti al Comune da parte di Stato e Regione si sono ridotti dai 14.261.139,93 del 2011 ai 12.484.363,21 dell’anno in corso (circa -1,8 milioni di euro). Inoltre l’abolizione dell’accisa sull’energia elettrica che portava alle casse comunali circa 550 mila euro destinati in parte alla raccolta dei rifiuti e la chiusura della discarica di Enna che ha implicato un immediato aumento dei costi di smaltimento di rifiuti di 900 mila euro l’anno hanno portato a oltre 3 milioni di somme in meno per i servizi al cittadino alle quali occorre aggiungere 1 milione di euro che è l’obiettivo del Patto di Stabilità imposto dall’Europa, cioè l’obbligo di un saldo netto nell’anno di 1 milione come differenza tra incassi e spese.


 Di fronte a questa situazione l’obiettivo principale del PD è stato quello di non ridurre i servizi ai cittadini che, in una fase di crisi come quella attuale, hanno ancora più bisogno delle attività erogate dal Comune. Per farlo si rende necessario aumentare l’addizionale IRPEF che il PD vuole progressiva, cioè con aliquote più alte se i redditi sono più alti e con l’esenzione totale per le famiglie con i redditi più bassi. La proposta della Giunta che prevede una esenzione totale per i redditi fino a 15 mila euro rispecchia questa impostazione ed è condivisa dal Direttivo e dal Gruppo consiliare del PD che è comunque disponibile a discutere su una diversa attribuzione delle aliquote a due condizioni: deve essere mantenuta l’attenzione alle fasce deboli della popolazione e deve essere garantito il gettito per continuare l’erogazione dei servizi. Anche l’applicazione della nuova Imposta Municipale, l’IMU, per il PD deve garantire i possessori di prima casa con l’applicazione dell’aliquota minima prevista dalla legge. Per questo il necessario aumento rispetto alle aliquote minime viene spostato sulle seconde case, ma garantendo i fabbricati concessi in uso gratuito ai parenti, i fabbricati e gli immobili adibiti a nuove iniziative produttive ricadenti nel “centro storico” e quelli di nuova costruzione non ancora venduti dalle imprese costruttrici. vori, un’aliquota ridotta dal 7,60 al 4,60 per mille.


Così non solo si applica ancora una volta un sistema che chiede di più a chi ha di più, ma si dà un forte segnale alle attività produttive, agevolando quelle che intendono insediarsi nel centro storico e le imprese di costruzione con la riduzione al massimo consentito dell’aliquota. Il bilancio del 2012 prevede una riduzione di spese di circa 1,2 milioni di euro di cui 600 mila euro nelle spese generali, 325 mila euro nei servizi sociali con modernizzazioni e ottimizzazioni e 160 mila euro nelle politiche culturali e per il turismo. Con un bilancio così equilibrato si evita il rischio di sforare i limiti che potranno consentire, già entro dicembre, di avviare, dopo 21 anni, le stabilizzazioni del personale comunale precario. Con questa seria ed equilibrata azione il PD, attraverso l’azione dell’amministrazione e del gruppo consiliare, si fa carico di salvaguardare il bilancio del Comune, i servizi essenziali, le capacità assunzionali e di non cancellare interventi di sostegno alle attività economiche. E tutto applicando il principio costituzionale che ogni cittadino contribuisce in proporzione alle proprie possibilità

 

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Soppresso il Giudice di Pace a Piazza Armerina

Con dispiacere, Ti comunico che il supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12.09.2012, ha pubblicato il Decreto Legislativo del 7 settembre 2012, n. 155 – 156, con la quale il Governo in attuazione dell’art. 1 c. 2° della Legge 14.09.2011 n.148, di conversione del decreto – legislativo 13.08.2011 n. 138, con delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli Uffici Giudiziari, ha soppresso 674 Uffici del Giudice di Pace, tra cui anche quello della nostra Città, che viene accorpato all’Ufficio del Giudice di Pace di Enna, che ha competenza territoriale sul circondario. Ho cercato in tutti i modi, di sollecitare quanti detengono la rappresentanza Istituzionale in questa Provincia e fuori, nonché Sindacati, Associazioni, Ordini Professionali, ed altre personalità, di promuovere quanto utile, perché Piazza Armerina, non fosse privata dalla rappresentanza dello Stato, attraverso la Giurisdizione dell’Uff. del G.d.P., mantenendo l’Ufficio Giudiziario a carico del Ministero della Giustizia, consegnando personalmente la documentazione per scongiurare la detta soppressione, con particolare riferimento alla proposta del sottoscritto e del Consigliere Incardona, accolta dall’Aula Consiliare con delibera n.08 del 02.02.2012. .


Un particolare ringraziamento va alla deputazione della nostra Provincia, investita dalla Problematica, che , anche in questa occasione è stata assente. Addirittura un deputato non ha ritirato il plico postale, trasmesso a tutti con raccomandata a.r., (contenente la suddetta delibera del Consiglio Comunale che richiedeva il mantenimento dell’Ufficio Giudiziario) restituito all’Ufficio della Presidenza del Consiglio C. : “ Non richiesto entro il periodo di giacenza prescritta ”. Di questo dovranno rispondere alla Città di Piazza Armerina. Tanto per cambiare, per la mancanza di referenti Istituzionali propri che potessero perorare la causa, è stata spogliata dell’Ufficio Giudiziario, I° Grado della Giurisdizione, ultimo baluardo della Giustizia. Sig. Sindaco a questo punto non ti resta altro che attuare l’impegno preso per il mantenimento dell’ Ufficio Giudiziario, con il federalismo Giudiziario.


La Città non può essere privata dall’Ufficio Giudiziario, che oltre all’oggettiva rilevanza socio – economica che ne deriverebbe, ci permetterebbe di quella necessità di scuoterci dal lungo torpore politico che ha permesso nel tempo di privare Piazza Armerina di Uffici e servizi che sono stati vanto ed orgoglio dei nostri padri, sempre impegnati nella crescita civile e culturale di questa bella Città. Senza voler fare retorica, non si può disconoscere che la nostra politica subisce una curva discendente di valori, che oggi è imperativo far risalire rifiutando l’accettazione quasi fatalistica di fatti che hanno fin qui condizionato in negativo la volontà di cambiare modo e sistema di amministrare la cosa pubblica. L’art. 2 e 3 del dlg. N. 156, suddetto, modifica la L. 21.11.1971, n. 374 Istitutiva del G.d.P., riconfermando che nei Comuni interessati, previo parere del Consiglio Giudiziario, possono essere istituiti sedi distaccate, costituendo in unico ufficio due o più uffici contigui: “Entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma I.


Gli Enti locali interessati, anche consorziandosi tra loro, possono richiedere il mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace, che avrà competenza sui rispettivi territori, di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi interamente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che dovrà essere messo a disposizione dagli Enti medesimi”. Per questo ti invito, se lo ritieni opportuno, incontrare i Sindaci, dai paesi limitrofi per verificare se sono interessati a consorziarsi per il mantenimento dell’Ufficio del G. d. P., considerato che detta riforma si prefigge di attuare il federalismo giudiziario. All’esito degli incontri e della volontà espressa dei Sindaci dei Comuni viciniori, mi permetto ricordarti che il termine per richiedere al Ministero della Giustizia il mantenimento dell’Ufficio Giudiziario è perentorio.

 

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Agira: agenti del Commissariato di P.S. di Leonforte arrestano per spaccio di droga due minorenni

Personale del Commissariato di P.S. di Leonforte, a conclusione di un servizio finalizzato alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, nella tarda serata di lunedi 01.10.2012, ha tratto in arresto i minorenni T.V. (1995) e B.F. (1995) , perche’ ritenuti responsabili, in concorso, di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Nella circostanza, gli agenti del Commissariato leonfortese, avendo fondato motivo che all’interno vi fosse occultato dello stupefacente, hanno effettuato una perquisizione in un garage nel centro storico di Agira. I due giovani, presenti all’interno del garage, provavano a disfarsi della sostanza lanciandola, da una finestra, sul tetto di un’abitazione confinante. Tuttavia, l’atto veniva notato dai poliziotti leonfortesi, che, arrampicatisi sul citato tetto, recuperavano la sostanza, consistente in grammi 26 circa, gia’ pre-confezionata e “steccata”, dalla quale sono ricavabili, in media, oltre 50 dosi. Durante la perquisizione, venivano altresi’ rinvenuti e sequestrati n° 43 pacchetti di sigarette vuoti e 17 sacchetti in cellophane, entrambi dello stesso tipo di quelli utilizzati per il confezionamento della sostanza stupefacente rinvenuta sul tetto. Gli arrestati, conclusi gli atti di rito, venivano accompagnati presso il centro di prima accoglienza del carcere minorile di Caltanissetta a disposizione dell’A.G. competente.

 

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I No Muos di Piazza Armerina alla manifestazione nazionale di Niscemi il sei ottobre

In tutta la Sicilia si registrano in questi giorni numerose iniziative volte a informare l’opinione pubblica sui rischi legati al sistema satellitare, MUOS, in costruzione a Niscemi da parte della Marina Americana. Esponenti del gruppo NO MUOS della città dei mosaici hanno avuto contatti con Fausto Nigrelli, sindaco di Piazza Armerina, per informarlo sulla grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Niscemi sabato sei ottobre a partire dalle 14.30. E’ stato fatto il punto della situazione di una vicenda che negli ultimi quattro anni ha registrato battute d’arresto e repentini stravolgimenti della parola data alle popolazioni da parte delle istituzioni. Infatti, dopo la stagione della grande mobilitazione popolare nel 2009, i lavori per la costruzione del MUOS erano stati interrotti per poi riprendere inaspettatamente nel 2011 e “…oggi sono già pronte le basi su cui posizionare le terribili parabole”, sottolineano i NO MUOS. In questi mesi, il lavoro di informazione e sensibilizzazione verso la popolazione, le istituzioni e i mezzi di comunicazione è stato incessante da parte dei comitati locali: giornalisti come Oliviero Beha, Giulietto Chiesa, i corrispondenti dell’Espresso e di altre testate si sono occupati della vicenda portandola alla ribalta nazionale.


 L’azione più rilevante è stata l’audizione, avvenuta l’11 settembre ’12, della delegazione No Muos presso due distinte commissioni parlamentari, Camera e Senato: la Commissione Senatoriale, in seguito all’audizione, ha chiesto al Ministro della Difesa, sulla base del “principio di precauzione”, di far sospendere i lavori di installazione del MUOS. Per i comitati No MUOS siciliani l’audizione e la richiesta di sospensione avanzata al Ministro costituiscono due grandi e innegabili successi della campagna fin qui condotta. È stata indetta, pertanto, una grande manifestazione nazionale a Niscemi per sabato sei ottobre con il corteo che partirà da contrada APA per arrivare sino alla base americana. Gli esponenti No MUOS armerini hanno chiesto al sindaco la disponibilità di un pullmino per i cittadini che vorranno partecipare al corteo.


Fausto Nigrelli ha concesso l’uso del mezzo di trasporto. “L’appuntamento per coloro che parteciperanno -aggiungono gli esponenti del comitato piazzese- è alle ore 14.00 presso il parcheggio adiacente al Sidis di Piazza Armerina sud”. Il comitato NO MUOS incontrerà nelle prossime ore il Vescovo della Diocesi, monsignor Michele Pennisi, e, successivamente, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. “Ringraziamo le autorità civili e religiose che ci stanno ascoltando”, dichiarano gli esponenti del Comitato.

 

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Il messaggio del Vescovo Michele Pennisi per

Il Santo Padre Benedetto XVI nell’indire l’Anno della fede, come straordinario tempo di grazia ha voluto indicare la fede come la realtà fondante la vita della Chiesa. Siamo chiamati a rivitalizzare la nostra fede ponendola al centro della nostra vita personale ed ecclesiale per riscoprire la bellezza e la gioia di essere cristiani .La fede che è puro dono della Grazia di Dio interpella la nostra libertà responsabile. Gesù risorto nell’incontro con San Tommaso proclama beati i futuri discepoli che crederanno senza aver visto (Gv 20,29). Noi siamo beati perché crediamo in Gesù Cristo che non abbiamo visto con i nostri occhi, ma con il quale ci sentiamo in una comunione reale , perché ci fidiamo della testimonianza apostolica e perché nell’eucaristia e degli altri sacramenti facciamo esperienza della sua presenza venendo a contatto con le sue piaghe gloriose, immagine inebriante dell’amore di Dio che ci raggiunge in Cristo Crocifisso e risorto. Questa è una beatitudine per tutti, per chi fa fatica, per chi cerca a tentoni, per chi ricomincia a credere. Solo se fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua autentica integrità senza essere ridotta ad una realtà intellettuale o sentimentale o moralistica. La certezza che non solo noi crediamo in Cristo, ma che egli ha fiducia in noi , ci deve dare la forza di essere testimoni credibili della buona notizia che in Lui si rivela in pienezza per tutta l’umanità l’Amore di Dio che ci libera dalla paura, perdona i nostri peccati e da un senso nuovo alla nostra vita presente e futura. La fede, intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, ci permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi e ci impegna a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo. In quest’anno siamo chiamati alla riscoperta della fede come nuovo criterio di intelligenza e di azione, che cambia la nostra mentalità e la nostra vita e apre il nostro cuore alla speranza . Il motto del mio episcopato “Caritas Christi urget nos” (2Cor 5,14) vuole esprimere il fatto che l’amore di Cristo che colma i nostri cuori di gioia ci spinge ad evangelizzare. La “fede che si rende operosa per mezzo della carità” (Gal 5,6) cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e donato al prossimo. La fede senza la carità sarebbe vuota e come un albero privo di frutti , mentre la carità senza la fede sarebbe un sentimento cieco in balia costante del dubbio. La professione della fede si mantiene vivendola quotidianamente nella compagnia della Chiesa e testimoniandola in pubblico. La fede non è un “optional”, non riguarda qualcosa che è collaterale all’uomo, ma è ciò che porta a compimento l’umano rispettandolo nella sua specificità. Per rivivere la gioia del credere e l’entusiasmo nel comunicare la fede, in questo Anno siamo invitati a riscoprire i contenuti della fede «professata, celebrata, vissuta e pregata». Affidiamo alla Madre di Dio, immagine e Madre della Chiesa proclamata “beata” perché “ha creduto” (Lc 1,45), questo tempo di grazia, amandola da figli devoti e seguendola nel suo cammino di fede. Vi benedico.

 

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Riunione in prefettura del tavolo tecnico per il rischio idrogeologico: criticita’ s.p. 7/b e s.s. 2

Nel quadro delle iniziative avviate dal Tavolo Tecnico di coordinamento, istituito presso questa Prefettura per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, il Prefetto, dott.ssa Clara Minerva, accogliendo l’invito del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale di Assoro, ha convocato in data odierna presso il Palazzo del Governo una riunione nel corso della quale sono state esaminate alcune pesanti problematicità che interessano la viabilità. Preliminarmente sono state esaminare le criticità derivanti dalla chiusura della S.P.7/b, oggetto di interdizione al transito a causa di un movimento franoso verificatosi nel settembre 2010.


Il tratto stradale in argomento costituisce un’arteria nevralgica per il territorio provinciale in quanto collega il Comune di Assoro con la stazione ferroviaria e l’area industriale di Dittaino ed il protrarsi della chiusura di detta arteria ha determinato da tempo numerosi disagi ai residenti, agli studenti pendolari e ai titolari degli insediamenti produttivi e degli opifici insistenti nella zona. In sede di riunione, cui sono stati invitati a partecipare il Presidente dell’Amministrazione provinciale e il Sindaco del Comune di Assoro,in rappresentanza delle rispettive Amministrazioni,è stato deciso di istituire un gruppo tecnico,costituito da rappresentanti tecnici della Provincia Regionale di Enna,del Comune di Assoro,del Servizio Regionale di protezione civile,dell’ufficio del Genio Civile,che effettuerà nella mattinata del prossimo 8 ottobre, apposito sopralluogo nel sito interessato dal movimento franoso per l’individuazione degli interventi di somma urgenza occorrenti per il ripristino delle condizioni di sicurezza della viabilità. Il gruppo tecnico riferirà al Presidente dell’Amministrazione Provinciale che richiederà al Dipartimento Regionale di protezione civile lo stanziamento necessario per finanziare la somma urgenza. Il Prefetto,sulla base delle risultanze del sopralluogo, sensibilizzerà il competente Dipartimento Regionale per un sollecito finanziamento dell’intervento.


Il Tavolo tecnico ha successivamente trattato la critica situazione geologica dell’area compresa tra i Comuni di Calascibetta, Villarosa e Nicosia, dove lo scorso 23 marzo, lungo la strada statale 290 si è verificato il distacco di porzione di costone roccioso di vaste dimensioni che ha investito la sottostante sede statale ed i fondi privati ubicati immediatamente a valle della stessa, determinando la chiusura al transito della suddetta strada, anch’essa di fondamentale importanza in quanto consente il collegamento tra la zona sud ed i Comuni ubicati a nord della provincia. Le diverse riunioni del Tavolo Tecnico appositamente indette presso questa Prefettura per la soluzione della problematica hanno permesso di addivenire alla definizione delle procedure finalizzate all’inserimento dell’area oggetto del dissesto nel Piano Assetto Idrogeologico (P.A.I),presupposto imprescindibile per finanziamento dell’intervento. Tuttavia non risulta di immediata risoluzione la riapertura definitiva della S.S.290 sia per la complessità degli interventi di consolidamento e messa in sicurezza del costone roccioso sia per le ingenti risorse finanziarie occorrenti. Per tali ragioni , nel corso dell’ odierna riunione del Tavolo Tecnico, alla quale ha partecipato, unitamente ai Sindaci di Calascibetta e Villarosa, il Direttore Regionale dell’Anas, nelle more degli sviluppi inerenti il progetto complessivo di consolidamento del costone roccioso, si è reso disponibile ad attivare immediatamente le procedure per la realizzazione di una bretella provvisoria a valle della S.S.290 da consegnare al Comune di Villarosa, previa acquisizione delle aree di ingombro da parte del Comune stesso. Il Direttore Regionale dell’Anas ha,altresì, manifestato ampia disponibilità a mettere a disposizione le proprie professionalità, tant’è che già nella giornata di domani, tecnici dell’ufficio espropri dell’Anas si incontreranno con i responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Villarosa al fine di definire le procedure da attivare per l’adozione del decreto di occupazione temporanea dell’area interessata al realizzando by-pass.

 

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Piazza Arnerina – I Carabinieri arrestano due fratelli già noti alle Forze dell’Ordine

I Carabinieri arrestano due fratelli già noti alle Forze dell’Ordine. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Piazza Armerina continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio, infatti hanno tratto in arresto, nella mattinata odierna, in flagranza di reato per le violazione delle prescrizioni imposte con la misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di p.s. con obbligo di soggiorno e guida senza patente perche’ revocata, PERLA Michelangelo, 47enne nato e residente a Piazza Armerina, coniugato, operaio forestale, pregiudicato, in atto sottoposto alla misura di prvenzione della Sorveglianza Speciale di p.s. con obbligo di soggiorno. PERLA è stato infatti sorpreso da una pattuglia che espletava normale servizio di controllo del territorio, alla guida propria autovettura una Fiat Panda, sebbene allo stesso fosse stata revocata la patente di guida dalla Prefettura di Enna a seguito dell’applicazione della misura di prevenzione. I militari della Stazione di Piazza Armerina invece hanno arrestato il fratello, PERLA Vincenzo, 34enne nato e residente a Piazza Armerina, convivente, disoccupato, pregiudicato poiché a seguito dell’arresto del fratello si è presentato presso questa la Caserma dell’Arma armerina, per dimostrare formalmente ed animatamente le proprie rimostranze nei confronti dei militari operanti. Invitato ad uscire dagli uffici della Compagnia Carabinieri ha sferrato, improvvisamente, dei pugni sul cofano anteriore di un’autovettura di proprietà di un militare dell’Arma, parcheggiata all’interno dello spazio riservato al personale militare davanti l’ingresso dello stabile. Il PERLA è stato immediatamente fermato da altri Carabinieri ed è stato accompagnato in Caserma dove ha posto resistenza ai militari operanti ed ha colpito con la testa le pareti procurandosi ferite lacero – contuse in maniera autolesionista. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per le convalide degli arresti.

 

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Piazza Armerina – Arrestati padre e figlio: gestivano una piantagione di cannabis

I militari della Stazione di Piazza Armerina e del Nucleo Operativo e Radiomobile, tutti dipendenti dalla Compagnia Carabinieri cittadina, hanno tratto in arresto nella tarda serata di ieri odierna, in flagranza di reato, ZAGARA Filippo, 52enne nato a Piazza Armerina (EN), ivi residente in Contrada Cannarozzo, coniugato, ostetrico, con precedenti di polizia e pregiudizi penali, già destinatario del provvedimento di divieto di detenzione di armi e munizioni, per i reati di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi clandestine in luogo pubblico e suo figlio ZAGARA Stefano, 23enne nato a Firenze (FI) ma residente a Piazza Armerina (EN) in Contrada Cannarozzo, celibe, perito agrario, con precedenti di polizia, per il reato di cui all’art. 73 D.P.R. 309/90 (Produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti).


Nello specifico, una pattuglia della locale Stazione Carabinieri, durante l’espletamento del normale d’istituto ha proceduto alla perquisizione di ZAGARA Filippo, rinvenendo all’interno della tasca anteriore di un marsupio di colore marrone che lo stesso portava a tracolla, 1 coltello a serramanico con impugnatura di colore rosso di cm. 16,5 di cui di lama 6,5 cm. I militari hanno iniziato quindi la perquisizione dell’autovettura dello ZAGARA e, all’interno del vano portaoggetti del bracciolo, sito tra i due sedili anteriori, venivano rinvenute: • Nr. 1 pistola semiautomatica marca P.BERETTA – Mod. 950 B – Cal. 6.35 di fabbricazione brasiliana con matricola abrasa-punzonata sia sul castello (con nr. 6 punzonature) che sulla canna (con nr. 3 punzonature).


La stessa si presentava con nr. 1 colpo in canna e nr. 8 colpi siti all’interno del caricatore inserito nell’arma. Inoltre, nello stesso astuccio erano rinvenuti nr. 7 colpi stesso calibro. L’arma era apparentemente funzionante ed in buono stato d’uso; • Nr. 1 pistola semiautomatica marca PIETRO BERETTA – Modello Gardone V.T. cal.7.65 – PAT di fabbricazione italiana con matricola abrasa-punzonata sia sul castello (con nr. 6 punzonature) che sulla canna (con nr. 4 punzonature). La stessa si presentava con nr. 1 colpo in canna e nr. 7 colpi stesso calibro siti all’interno del caricatore inserito nell’arma. L’arma apparentemente sembra funzionante ed in buono stato d’uso. Successivamente i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia della città dei mosaici si sono portati presso l’abitazione dello ZAGARA, sita in Contrada Cannarozzo di Piazza Armerina, ed avuta la presenza della moglie, hanno iniziato la perquisizione domiciliare, del giardino e delle sue pertinenze. La perquisizione ha dato esito POSITIVO.


Sono stati rinvenuti, riconducibili a ZAGARA Filippo, nr. 74 cartucce per arma da fuoco corta e vario materiale balistico e per manutenzione di armi da fuoco sia corte che lunghe. Invece, riconducibili al figlio, ZAGARA Stefano, venivano ritrovati e sequestrati: • nr. 127 grammi di sostanza stupefacente verosimilmente del tipo cannabis indica essiccata; • nr. 54 grammi di sostanza stupefacente verosimilmente del tipo hashish; • nr. 6 piante di cannabis indica in piena vegetazione, di altezza da 40 cm. ad oltre 2 metri. Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro penale per ulteriori accertamenti da esperire nei prossimi giorni.


La sostanza stupefacente sarà inviata presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Enna per gli accertamenti di laboratorio. Gli arrestati, a conclusione dell’attività investigativa ed espletate tutte le formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Enna a disposizione della competente Autorità Giudiziaria per la convalida. Sono tuttora in corso accurate indagini per risalire all’origine delle armi ed al loro reale utilizzo.

 

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Aggredisce la moglie e due poliziotti. Poi si getta nel vuoto dal tetto della sua abitazione

 Nella tarda notte scorsa, gli uomini delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretti dal Commissario Capo dott. Claudio PUCCI, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato ti tale RIZZA Maurizio, classe 1967, pregiudicato, indagato, in stato di arresto, per i reati di tentato omicidio, violenza e resistenza a PP.UU., nonché per porto di armi od oggetti atti ad offendere, nonché indagato in stato di libertà D.M. G., classe 1981, per i reati di oltraggio e resistenza a P.U.. In particolare nella notte di ieri, i poliziotti della volante ennese, intervenivano nella via Messina, a seguito di richiesta telefonica pervenuta al locale “113”, da parte della moglie del RIZZA Maurizio, odierno arrestato, la quale segnalava che il proprio marito, era andato in escandescenze e la stava minacciando con due coltelli da cucina.


Sul posto gli Agenti notavano, oltre ad alcuni vicini di casa della richiedente il RIZZA Maurizio, persona nota per i numerosi precedenti penali e pregiudizi di polizia, che in evidente stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di bevande alcoliche, era uscito dall’abitazione impugnando due coltelli da cucina. Lo stesso, con un’azione diretta, si avvicinava agli Agenti, e, minacciandoli tentava di colpirli all’addome e al petto. La predetta azione criminale per fortuna, non andava a buon fine solo grazie alla prontezza dei riflessi dei poliziotti, i quali, indietreggiando, riuscivano a schivare i fendenti che venivano vibrati, al loro indirizzo. Nonostante gli Agenti intimassero al soggetto di fermarsi e buttare i coltelli, l’uomo, che continuava ad andare in escandescenze, brandiva nuovamente i due coltelli scagliandosi ancora una volta verso i Poliziotti che, con non poche difficoltà, cercavano di defilarsi dalla continue aggressioni, tentando, invano, di convincerlo a calmarsi e a posare le armi.


In quel frangente, il RIZZA, in preda ad una furia, si rivolgeva nei confronti ai poliziotti minacciandoli di morte e dicendo che ora mai non aveva più nulla da perdere, e che se fosse morto “uno di voi verrà appresso a me”. A causa della d particolare veemenza della reazione del RIZZA, sul posto, interveniva in ausilio anche un’altra volante nonché un pattuglia dei Carabinieri. Ciò nonostante, il RIZZA, dopo le riferite minacce e aggressioni, rientrava a casa e ne usciva subito dopo brandendo anche una mazza da baseball, oltre a i due coltelli. In tale contesto, in preda ad un crisi violenta, il RIZZA iniziava a colpire ripetutamente la porta d’ingresso dell’adiacente casa di proprietà dei suoceri, dove si erano precedentemente rifugiate la moglie e le sue tre figlie minori. Nonostante gli Operanti continuassero nell’opera di dissuasione del Rizza a commettere gesti sconsiderati questi, ogni qualvolta un Operatore gli si rivolgeva, cercava di colpirlo con le armi di cui disponeva ripetendo varie volte: “adesso faccio saltare la mia casa con tutto il vicinato”.


Frase ripetuta nuovamente una volta che lo stesso era rientrato a casa ed aveva chiuso tutte le imposte. Attesa la palese e chiara minaccia, gli Operanti al fine di evitare conseguenze nefaste, provvedevano a chiudere il rubinetto d’arresto del gas posto all’esterno dell’abitazione Sul posto, nel frattempo, intervenivano anche i Vigili del Fuoco e Personale Sanitario. Nel frattempo era giunto sul luogo il nipote dell’odierno arrestato, tale D. M. G., il quale, non curante dell’intimazione ad allontanarsi da parte degli Agenti, ne ostacolava, di fatto, l’operato. L’insistenza del D. M. costringeva i due operatori presenti sul posto a distogliere l’attenzione dal RIZZA Maurizio causando una grave esposizione al pericolo. Difatti il RIZZA, approfittando della situazione, lanciava uno dei coltelli verso un agente sfiorandogli per pochi centimetri il viso. Nella concitazione del momento, il RIZZA, non ancora soddisfatto, rientrava a casa e, dopo aver preso del liquido infiammabile, lo versava all’interno dell’abitazione, proprio davanti la porta di ingresso, provocando un principio d’incendio, subito spento, dall’esterno, dai Vigili del Fuoco presenti. Persistendo in uno stato di rabbia incontrollabile, il RIZZA raggiungeva il tetto della propria abitazione e iniziava a lanciare sassi verso gli Agenti Operanti.


Pochi minuti dopo, l’odierno arrestato urlando si lanciava dal tetto, alto circa 5 metri, finendo rovinosamente a terra. Il RIZZA veniva prontamente trasportato presso il locale Pronto Soccorso di Enna Bassa, dove gli veniva riscontrato un politrauma cranio-facciale e varie contusioni sparse per tutto il corpo, con un giudizio prognostico pari a quaranta giorni. Atteso quanto sopra, gli agenti procedevano al sequestro dei due coltelli, nonché della mazza da baseball, utilizzati dall’odierno arrestato, per porre in essere le violente aggressioni. Per quanto sopra narrato, attesi i gravissimi pregiudizi penali, nonché le fattispecie di reato consumate, RIZZA Maurizio veniva tratto in arresto a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna dott. Marco DI MAURO, mentre il nipote D.M. G., veniva, deferito, invece, in stato di libertà alla medesima Autorità Giudiziaria.

 

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Piazza Armerina: i carabinieri arrestano un pregiudicato.

I Carabinieri della Stazione di Piazza Armerina, dipendenti dalla Compagnia cittadina, continuano la loro costante attività di controllo del difficile territorio di competenza infatti, in ottemperanza dell’ordine di esecuzione per la carcerazione nr. 935/2012 SIEP emesso dall’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Enna, hanno tratto in arresto nella tarda mattinata odierna, AGUGLIA Gianluca Giuseppe, 34enne nato e residente a Piazza Armerina, celibe, disoccupato, pregiudicato. L’AGUGLIA, è stato definitivamente riconosciuto colpevole di un furto aggravato commesso nel Settembre dello scorso anno e deve scontare mesi due e giorni venticinque di reclusione e dovrà pagare la somma di Euro 200,00 come multa per i reati perpetrati. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Enna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante del provvedimento.

 

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